Sgravi per l'immobile che diventa clinica convenzionata

Non sussiste il diritto al pieno rimborso degli oneri di urbanizzazione ma si può ottenere un'esenzione parziale. È un'agevolazione prevista per le concessioni relative a costruzioni connesse alle prestazioni di servizi

Chi ha costruito un immobile, successivamente adibito a clinica che in tempi ancora seguenti ha ottenuto l'accreditamento con il Servizio sanitario nazionale Ssn , non ha titolo per ottenere l'integrale rimborso degli oneri di urbanizzazione sostenuti può tuttavia ottenere un'esenzione parziale attraverso la riduzione del contributo di costruzione in base a quanto previsto dall'articolo 10 della Legge n. 10/1977 applicabile alle concessioni relative a costruzioni o impianti destinati ad attività industriali o artigianali dirette alla trasformazione di beni ed alla prestazione di servizi , nella fattispecie servizi alla salute. Lo ha chiarito il Tribunale amministrativo per l'Abruzzo, sede dell'Aquila con la sentenza qui leggibile come documento correlato accogliendo in parte il ricorso della società esercente una casa di cura convenzionata con il servizio pubblico che reclamava dal Comune competente la ripetizione degli interi oneri di urbanizzazione sostenuti. I giudici hanno preliminarmente ricordato che l'esenzione totale riguarda solo la realizzazione di opere pubbliche o di interesse generale volte a soddisfare le esigenze della comunità, indipendentemente dal fatto che a costruire siano enti pubblici o privati a condizione che questi ultimi svolgano istituzionalmente attività di interesse generale . Nel caso di specie, poi, l'immobile era stato destinato ad albergo e ristorante e solo successivamente, con successive concessioni, la destinazione era stata modificata in quella di casa di cura privata. Improponibile quindi lo sgravio di cui all'articolo 9 della norma citata che la ricorrente riteneva applicabile in quanto l'immobile era stato eseguito da soggetto privato con fini di lucro, finalità presenti anche con la variazione di destinazione. Il successivo accreditamento con il Ssn, però, rende possibile l'esenzione parziale e dunque il Comune competente dovrà provvedere restituendo la differenza con gli interessi ma senza la pretesa rivalutazione monetaria. m.c.m.

Tar Abruzzo - Sentenza 22 marzo-24 maggio 2006, n. 383 Presidente Balba - Estensore Rasola Ricorrente Villa Letizia Srl - Controricorrente Comune de L'Aquila Fatto Con il ricorso proposto la ricorrente chiede che sia accertato il suo diritto ad ottenere il rimborso degli oneri di urbanizzazione che assume indebitamente corrisposti per la costruzione della clinica. Sostiene che l'esenzione totale da tali oneri spetterebbe in virtù dell'articolo 9, lettera f della legge 10/1977, anche se in giurisprudenza si è verificato un certo contrasto, posto che alcune sentenze riconoscono l'esenzione parziale ed altre, invero prevalenti, riconoscono l'esenzione integrale. In via subordinata si chiede comunque che sia riconosciuto il diritto all'esenzione parziale. Indica poi le somme da rimborsare, totalmente o parzialmente, somme sulle quali si chiede che siano corrisposti gli interessi dalla data dei singoli pagamenti, nonché la rivalutazione. Il comune dell'Aquila, costituitosi in giudizio, si oppone all'accoglimento del ricorso. La causa è stata trattenuta in decisione nell'udienza pubblica del 22 marzo 2006. Diritto Il ricorso è fondato solo in parte. L'articolo 9, lettera f della legge 10/1977 il cui testo è stato riprodotto nell'articolo 17.3, lettera c , prima parte del Dpr 380/01 dispone l'esenzione totale dal pagamento del contributo di cui all'articolo 3 per gli impianti le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti. A termini della norma sopraindicata le condizioni per l'esenzione totale dal pagamento dei contributi urbanistici sono costituite a dalla realizzazione di opere pubbliche o di interesse generale idonee a soddisfare i bisogni della collettività b realizzazione che può essere effettuata da enti pubblici o anche privati purché questi ultimi svolgano istituzionalmente attività di interesse generale. Orbene la Casa di cura ricorrente, a seguito di licenza rilasciata dal Comune dell'Aquila l'1 ottobre 1975, ha inizialmente realizzato in Preturo un fabbricato, che con concessione in variante del 2.9.1982 veniva destinato ad albergo e ristorante. Con successive concessioni in variante del 21 marzo 1989, del 9 ottobre 1989, del 5 giugno 1990 e del 31 dicembre 1990, la destinazione ad albergo veniva modificata in quella di Casa di cura privata. Così stando le cose, alla ricorrente non compete lo sgravio previsto dall'articolo 9 menzionato in quanto la costruzione realizzata ha avuto inizialmente la destinazione ad albergo ed è stata eseguita da un privato con finalità lucrative, presenti anche quando la costruzione stessa ha subìto la modificazione da albergo a casa di cura privata. Per rendersi applicabile il regime agevolativo previsto dalla norma in argomento è necessario che l'opera sia pubblica o d'interesse generale e sia realizzata o da un ente pubblico o da altro soggetto per conto di un ente pubblico, come nell'ipotesi di concessione di opera pubblica o di analoghe figure organizzatorie, sicché, pur escludendosi talvolta la soggettività pubblica dell'ente realizzatore dell'intervento, deve trattarsi di attività compiuta da concessionario o, più in generale, da un soggetto che curi istituzionalmente la realizzazione di opere di interesse generale per il perseguimento di specifiche finalità cui le opere stesse sono destinate C.S., Sezione quinta, 6618/02 3860/00 . La Casa di cura ricorrente non rientra pertanto nella nozione di ente istituzionalmente competente , in quanto l'opera di cui si sta trattando e che ha avuto l'iniziale destinazione ad albergo, è stata da essa realizzata nell'esercizio della sua attività d'impresa, per cui non può detta opera godere dell'esenzione, il cui fine non è quello di esentare gli imprenditori dai costi di impresa, ma quello di evitare un onere intimamente contraddittorio, quale sarebbe quello per opere costruite a carico della collettività C.S., Sezione quinta, 5558/00 . A quanto finora esposto, e per quanto risulta dagli atti e dagli scritti difensivi, deve aggiungersi che la struttura di cui è proprietaria la Casa di cura ricorrente risulta accreditata con il Servizio sanitario nazionale, per 41 posti letto, tramite la Regione Abruzzo e la ASL dell'Aquila, in via provvisoria per il biennio 1995/1996 e successivamente con le deliberazioni di G.R. del 29 gennaio 1997, n. 180 e del 25 giugno 1997, n. 1642, per cui prima di tali date ha funzionato quale presidio sanitario privato e non quale presidio integrativo dell'assistenza ospedaliera pubblica. Mentre dunque non è dovuta l'esenzione totale, può accogliersi la richiesta subordinata relativa alla esenzione parziale, costituita dalla riduzione del contributo di costruzione in base a quanto previsto dall'articolo 10 della legge 10/1977, che prevede tale agevolazione per le concessioni relative a costruzioni o impianti destinati ad attività industriali o artigianali dirette alla trasformazione di beni ed alla prestazione di servizi . Orbene l'attività sanitaria ospedaliera rientra di certo tra le attività industriali volte alla prestazione di servizi alla salute, per le quali l'articolo 10., primo comma, della legge citata prevede che il contributo di urbanizzazione connesso al rilascio di licenza di costruzione sia corrisposto in misura più favorevole di quella prevista dall'articolo 3 stessa legge, beneficio che si risolve in sostanza nella esenzione dalla quota di contributo commisurata al costo di costruzione, secondo quanto stabilito con deliberazione del Consiglio comunale in base ai parametri definiti dalla regione con i criteri di cui alle lettere a e b dell'articolo 5, nonché in relazione ai tipi di attività produttiva C.S., Sezione quinta, 46/1992 Tar Sardegna, 150/94 . Sul diritto della ricorrente all'esenzione parziale non incide la modifica alle ipotesi di riduzione parziale introdotta con Dpr 380/01, in quanto ogni contestazione relativa alla determinazione degli oneri connessi al rilascio della concessione edilizia non può che essere condotta alla stregua delle norme vigenti al momento del rilascio della stessa, che è il momento di determinazione di detti oneri e che resta pertanto indifferente alle diverse sopravvenienze normative C.S., Sezione quinta, 2058/99 3332/03 1512/98 Sezione quarta, 5197/04 . Il richiesto rimborso parziale va maggiorato degli interessi legali decorrenti dalla data della domanda di restituzione C.S., Sezione quinta, 591/97 . Non compete invece la chiesta rivalutazione monetaria, tenuto conto che l'obbligazione alla restituzione dell'indebito genera, ai sensi dell'articolo 2033 Cc, esclusivamente l'obbligazione accessoria di interessi C.S., Sezione quinta, 591/97 citata Tar Emilia Romagna, BO, Sezione seconda, 981/02 . Si ravvisano tuttavia eque ragioni per compensare tra le parti le spese di causa PQM Il Tar per l'Abruzzo - L'Aquila, accoglie in parte il ricorso in epigrafe, nei sensi e nei limiti di cui in premessa e per l'effetto dichiara l'obbligo del Comune di provvedere in merito, maggiorando la somma da restituire degli interessi legali, decorrenti dalla data della domanda di restituzione. Spese compensate. ?? ?? ?? ?? 3 nrg.152/98