Se il figlio non mette il casco il padre può vedersi confiscare il motorino

La norma che esclude la confisca del mezzo qualora il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione amministrativa non si applica nei confronti di chi è tenuto alla sorveglianza del minore incapace.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3613/13, depositata il 13 febbraio. Il caso. Un padre viene sanzionato perché suo figlio minorenne circolava in motorino senza usare il casco il Tribunale, tuttavia, non ritiene applicabile alla fattispecie la sanzione della confisca del mezzo, dal momento che il ciclomotore risulta appartenere al genitore e cioè ad una persona estranea alla violazione amministrativa. Ricorre allora per cassazione il Ministero dell’Interno, censurando questa statuizione. E’ il genitore a rispondere della violazione del minore. A giudizio della S.C. il ricorso merita di essere accolto. Gli Ermellini ribadiscono che, poiché il minore di 18 anni è incapace ex lege , è il genitore a rispondere della violazione amministrativa commessa dal figlio la previsione dell’art. 2, comma 2, legge n. 689/1981 è applicabile anche agli illeciti amministrativi previsti dal Cds. Il padre non è persona estranea. Chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace non può essere considerato persona estranea alla violazione e pertanto, in un caso come quello in esame, è senza dubbio possibile la confisca del ciclomotore di proprietà del genitore, non essendo applicabile la norma che esclude tale misura qualora il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione amministrativa.

Corte di Cassazione, sez. VI Civile 2, ordinanza 10 gennaio 13 febbraio 2013, n. 3613 Presidente Goldoni Relatore Giusti Fatto e diritto Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 9 ottobre 2012, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell'art. 380- bis cod. proc. civ. Il Giudice di pace di Nocera Torinese ha accolto il ricorso in data 30 maggio 2006 di C.C.D. e, per l'effetto, ha annullato il verbale di accertamento n. 516924419, con il quale gli era stata contestata la violazione dell'art. 171 del codice della strada, per avere il figlio minore A C. condotto un ciclomotore senza l'uso del casco protettivo. Il Tribunale di Catanzaro, con sentenza in data 10 agosto 2010, ha rigettato l'appello del Ministero dell'interno, ritenendo non applicabile nella specie la sanzione della confisca, appartenendo il motoveicolo a persona estranea alla violazione amministrativa, secondo quanto previsto dall'art. 213, comma 6, del codice della strada. Per la cassazione della sentenza del Tribunale il Ministero ha proposto ricorso, sulla base di un motivo. L'intimato non ha svolto attività difensiva in questa sede. Con l'unico motivo violazione dell'art. 213 del codice della strada e dell'art. 2 della legge 24 novembre 1981, n. 689 , l'Amministrazione ricorrente si duole che il Tribunale abbia ritenuto illegittima la confisca del ciclomotore di proprietà del genitore del minore trasgressore. La censura è, ad avviso del relatore, fondata. Della violazione amministrativa commessa da minore degli anni diciotto, incapace ex lege , risponde in via diretta, a norma dell'art. 2, secondo comma, della legge n. 689 del 1981, applicabile anche agli illeciti amministrativi previsti dal codice della strada art. 194 , colui che era tenuto alla sorveglianza dell'incapace, che, pertanto, non può essere considerato persona estranea alla violazione stessa. Ne consegue che, in caso di circolazione di minore alla guida di ciclomotore senza l'uso del casco protettivo art. 171 del codice della strada , ben può essere ordinata la confisca del ciclomotore di proprietà del genitore in relazione a quanto previsto dall'art. 213, comma 2 sexies , del codice della strada, nel testo, ratione temporis applicabile, introdotto dall'art. 5-bis del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 17 agosto 2005, n. 168, prima delle modifiche apportate dall'art. 2, comma 169, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 , senza che sia applicabile, nella specie, l'art. 213, comma 6, dello stesso codice, che esclude detta misura qualora il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione amministrativa Cass., Sez. II, 14 ottobre 2009, n. 21881 . Il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, per esservi accolto . Considerato che il Collegio condivide la proposta contenuta nella relazione di cui sopra, alla quale non sono stati mossi rilievi critici che, pertanto, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata cassata che, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, l'opposizione al verbale proposta dal C. deve essere rigettata che le spese del giudizio di appello e di cassazione le uniche sulle quali occorre provvedere, non constando che il Ministero si sia costituito a mezzo dell'Avvocatura distrettuale nel giudizio dinanzi al Giudice di pace - liquidate come da dispositivo - seguono la soccombenza. P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, in riforma della sentenza di primo grado, rigetta l'opposizione al verbale proposta da C.C. . Condanna il C. al rimborso, in favore del Ministero, delle spese processuali, che liquida, per il giudizio dinanzi al Tribunale, in complessivi Euro 450, oltre alle spese prenotate a debito, e, per il giudizio di cassazione, in Euro 585, oltre alle spese prenotate a debito.