L'ordinamento giudiziario non vuole lasciare Palazzo Madama

L'Aula non riesce a chiudere l'esame del testo e rinvia a martedì. Intanto l'emendamento sbarra Caselli alla Dna fa un buco nell'acqua e tra le domande c'è anche quella di Tinebra che andrà al plenum con Grasso e con il procuratore generale di Torino

Palazzo Madama non riesce a separarsi dalla riforma dell'ordinamento giudiziario. Ieri mattina l'Aula non è riuscita a chiudere l'esame del provvedimento nonostante i tempi contingentati i gruppi hanno ormai quasi esaurito quello a loro disposizione e i pochissimi emendamenti da votare. Tutto rinviato a martedì prossimo, ma nonostante il provvedimento non sia stato affatto discusso, non sono mancate le polemiche che hanno coinvolto anche il presidente del Senato Marcello Pera. Le tensioni sono iniziate con il voto sulla pregiudiziale di incostituzionalità presentata dall'opposizione sul decreto legge per lo sviluppo del Mezzogiorno, ma la bagarre è scoppiata al momento del voto sulla verifica del numero legale. Il senatore della Margherita, Roberto Manzione si è diretto verso i banchi della maggioranza per togliere le tessere ai pianisti e, dopo una serie di richiami, è stato allontanato dall'Aula dal presidente Pera. Ma al momento di scendere i gradini del suo scranno si è sentito male. A quel punto davanti alla decisione di non sospendere la seduta presa da di Pera, i senatori hanno abbandonato l'Aula per protesta. Il presidente del Senato però ha dovuto subire non solo gli attacchi dell'opposizione perché lo stesso ministro della Giusizia, Roberto Castelli ha affermato che con Nicola Mancino tutto questo non sarebbe accaduto. Mancino non sarebbe caduto in questi tranelli, non dico di Manzione perché non lo so, ma è chiaro che tutta questa discussione mira, con successo, a far sì che l'ordinamento giudiziario oggi non si voti e se non si vota la settimana prossima l'ordinamento sarà definitivamente morto e qualcuno nella Cdl gioirà . Una giornata, quella di ieri addirittura più difficile di mercoledì, quando all'esame era proprio l'ordinamento giudiziario. Mercoledì sera lo scontro si era incentrato soprattutto sull'emendamento presentato dal relatore Luigi Bobbio An riguardante il conferimento degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di legittimità vedi tra gli arretrati di ieri . Viste le veementi proteste degli esponenti del Centrosinistra Bobbio ha rinunciato alla riformulazione che aveva proposto, secondo la quale non possono essere conferiti incarichi direttivi diversi da quelli di legittimità a magistrati che abbiano meno di quattro anni di servizio prima della data di ordinario collocamento a riposo prevista dall'articolo 5 del regio decreto 511/46, lasciando la dicitura incarichi direttivi di primo e di secondo grado . Un emendamento volto a sbarrare la strada al procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, alla corsa per la superprocura, secondo l'opposizione per la sicurezza dei cittadini secondo il relatore, che però dietro le quinte aveva comunque ammesso l'intenzione di bloccare la nomina di Caselli all'Antimafia. Con l'emendamento scritto così, Caselli rimarrebbe comunque legittimato, essendo nato il 9 maggio del 1939 ed essendo la guida della Procura nazionale Antimafia equiparata ad un incarico di legittimità. Ordinamento giudiziario a parte, la corsa di Caselli potrebbe però essere intralciata dalla domanda dell'ultima ora, ossia quella presentata da Giovanni Tinebra. Assente tra le domande presentate ordinariamente, la domanda di Tinebra, essendo stata presentata per via gerarchica, è arrivata a Palazzo dei Marescialli otto giorni dopo la scadenza dei quindici giorni previsti dalla riapertura dei termini, ma due giorni prima della scadenza prevista appunto per la via gerarchica. La domanda è comunque nel fascicolo del concorso e dovrà essere presa in considerazione dalla V commissione quando, probabilmente entro il 5 luglio, verranno indicati i nomi da sottoporre all'esame del plenum. A quel punto si aspetterà il concerto del ministro che potrebbe arrivare subito, come potrebbe arrivare dopo la pausa estiva. La grande scommessa ruota attorno all'approvazione della riforma della Giustizia chi arriverà prima? p.a.