Per l’accesso alla pensione di invalidità conta anche il reddito del coniuge: protesta il ministro Fornero

Con la circolare n. 149 del 28 dicembre 2012, l’Inps ha emanato le disposizioni in materia di rivalutazione delle pensioni per l’anno 2013, descrivendo le operazioni di rinnovo dei mandati di pagamento delle pensioni per l’anno corrente e le attività correlate. Vivaci polemiche sono state suscitate dalle novità riguardanti le pensioni di invalidità.

La perequazione per l’anno 2013. L’art. 24, comma 25, D. l. n. 201/2011, convertito nella l. n. 214/2011, ha stabilito che per gli anni 2012 e 2013 la rivalutazione automatica è riconosciuta solo ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100%. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo, e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica, l’aumento è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite perequato. Con il decreto del 16 novembre 2012, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, ha fissato nella misura del 3% l'aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni per l'anno 2013. Con tale provvedimento si è anche definitivamente fissato nella misura del 2,7% l’aumento di perequazione automatica per l’anno 2012. Invalidi conta anche il reddito del coniuge. Il punto più controverso della circolare riguarda le pensioni e gli assegni per gli invalidi civili nonché i relativi limiti reddituali dal 1 gennaio 2013 si prevede, infatti, che per l’accesso al beneficio debba concorrere anche il reddito del coniuge e pertanto gli invalidi civili al 100% perderanno il diritto all’assegno di invalidità se la somma tra il reddito del coniuge e la propria pensione di invalidità, pari a 275,87 euro al mese, supererà i 16.127,30 euro lordi. La Fornero invoca lo stop del provvedimento. La novità ha suscitato immediate proteste e sull’argomento è intervenuto anche il Ministro del Lavoro Elsa Fornero. In una lettera inviata all’Inps, infatti, il Ministro, pur nel rispetto dell’autonomia dell’Istituto, chiede un sostanziale congelamento del provvedimento, almeno fino al completamento dell’istruttoria avviata il 7 gennaio 2013. La circolare recepisce un recente orientamento della Corte di Cassazione sentenza n. 4677/2011 , espresso però non a sezioni unite e in contrasto con la precedente giurisprudenza della Corte stessa. Il tema andrebbe affrontato in modo organico e socialmente equo attraverso un intervento normativo, ma, poiché ciò non è possibile, stante lo scioglimento anticipato delle Camere, il ministro Fornero si dice convinta che ogni decisione in materia vada rinviata alla fine dell’istruttoria. Ulteriori sviluppi della vicenda sono attesi a breve.

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