Acquistati iPad e iPhone a prezzo shock, in mano solo le confezioni: ‘pacco’ quasi riuscito

Condanna per il venditore, responsabile della tentata truffa. A inchiodarlo le forze dell’ordine, che hanno scoperto lo zaino, destinato al compratore, contenente solo confezioni e tanto sale. Irrilevante la presenza di un secondo zaino contenente davvero i due prodotti.

Trattativa conclusa. Stretta di mano a sigillare l’affare, col compratore soddisfatto per avere acquistato un iPad e un iPhone pagando un prezzo ridicolo. Ma nello zaino che sta per portar via, dopo avere consegnato la somma pattuita, ci sono solo le confezioni e tanto sale a dare peso. Logica la condanna per il venditore, colpevole di aver tentato una truffa vecchio stile. Irrilevante il fatto che egli avesse con sé anche uno zaino contenente davvero i due prodotti tecnologici Cassazione, sentenza numero 25737, sezione seconda penale, depositata il 23 maggio 2017 . Confezioni. A salvare l’ingenuo compratore sono le forze dell’ordine, che fermano il venditore mentre sta per mettere a segno il colpo, realizzando un pacco’ vecchio stile. Sono gli agenti, difatti, a scoprire che nello zaino destinato all’acquirenti ci sono solo le confezioni di iPad e iPhone e tanto tanto sale. Per i giudici, sia in Tribunale che in Corte d’appello, non vi sono dubbi ci si trova di fronte a una tentata truffa . Legittima, quindi, la condanna del venditore che ha provato a buggerare l’appassionato di prodotti Apple. E questa visione è condivisa ora dalla Cassazione. Per i magistrati del Palazzaccio’, difatti, va respinta l’obiezione difensiva relativa alla presenza di un secondo zaino contenente davvero i prodotti proposti. Irrilevante poi è ritenuto il richiamo alla competenza specifica dell’acquirente, indotto in errore dalla presenza delle confezioni vere e nuove degli apparecchi tecnologici . Su quest’ultimo punto, in particolare, i giudici ribadiscono che per la sussistenza del delitto di truffa non ha peso la mancata diligenza della vittima, poiché tale circostanza non esclude l’idoneità del mezzo, risolvendosi in una mera deficienza di attenzione, spesso determinata dalla fiducia ottenuta con raggiri e artifizi .

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 9 23 maggio 2017, n. 25737 Presidente Diotallevi Relatore Aielli In fatto e in diritto 1. Letto il ricorso di L.L. avverso la sentenza della Corte d’Appello di Milano del 21/12/2015 confermativa della sentenza dei Tribunale di Milano che lo aveva condannato in ordine al delitto di tentata truffa 2. considerato che il vizio di contraddittorietà della motivazione art. 606 lett. e c.p.p. , per non avere la Corte d’appello considerato che il L. era in possesso di un secondo zaino contenente i beni Ipad e Iphone e violazione di legge art. 606 lett. b c.p. avendo la Corte d’appello erroneamente qualificato la truffa in termini di tentativo nonostante l’inidoneità degli atti, art. 606 lett. e c.p.p. , attengono a censure alle valutazioni di merito che sono insindacabili nel giudizio di legittimità Sez. U., n. 24 dei 24/11/1999, Spina, Rv. 214794 Sez U., n. 12 del 31.5.2000, Jakani, Rv. 216260 Sez. U. n. 47289 del 24.9.2003, Petrelia, Rv, 226074 3. considerato che nel caso di specie il giudice ha preso atto della circostanza dedotta dal ricorrente, sottolineando che dal verbale di arresto risultava che gli agenti intervennero proprio nel momento in cui il L. stava consegnando alla p.o., lo zaino contenente il sale, a nulla rilevando la presenza di un secondo zaino contenente gli oggetti in parola, né la competenza specifica del’acquirente, indotto in errore dalla presenza delle confezioni vere e nuove degli apparecchi, tanto più che, come affermato da questa Corte, ai fini della sussistenza del delitto di truffa, non ha rilievo la mancanza di diligenza da parte della persona offesa, dal momento che tale circostanza non esclude l’idoneità del mezzo, risolvendosi in una mera deficienza spesso determinata dalla fiducia ottenuta con artifici e raggiri Sez. 2, 25/09/2014, rv. 260476 Sez. 2 n. 52316 del 27/8/2016, rv. 268960 4. considerato infine che, quanto al trattamento sanzionatorio ed al diniego dlele circostanze attenuanti generiche, il giudice di merito ha motivatamente giustificato la esclusione delle attenuanti in ragione delle modalità particolarmente insidiose della condotta e per i plurimi precedenti penali dell’imputato di talché la motivazione, congrua e non contraddittoria, non può essere sindacata in Cassazione Sez. 4 n. 42688 del 24/09/2008, Caridi, Rv. 242419 Sez. 2 n. 3609 del 18/1/2011, Sermone, Rv. 249163 . 5. Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell’articolo 616 cod. proc. pen., la condanna dell’imputato che lo ha proposto, al pagamento delle spese del procedimento, nonché - ravvisandosi profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità - al pagamento a favore della Cassa delle ammende di una somma che, alla luce del dictum della Corte costituzionale nella sentenza n. 186 del 2000, sussistendo profili di colpa, si stima equo determinare in Euro 1.500,00. P.Q.M. dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 1.500,00 a favore della Cassa delle ammende. Sentenza a motivazione semplificata.