Alcol e droga non gli sono d’aiuto, l’uso smodato impedisce il patteggiamento

L’estrema gravità della situazione in cui versa l’indagato non consente al GIP di accettare la richiesta di applicazione della pena base prevista dall’art. 589 c.p. avanzata dall’avvocato.

Lo ha deciso il GIP di Genova con ordinanza del 7 febbraio 2017. Il caso. In ordine al procedimento relativo al sinistro stradale avvenuto in tarda mattinata e causato dallo stesso indagato che, al momento del fatto, aveva ancora un tasso alcolemico molto alto, il difensore avanza la richiesta di patteggiamento e l’applicazione della pena base stabilita per il reato di cui all’art. 589 c.p. recante Omicidio colposo . L’assunzione smodata di alcol e droga non è di aiuto. Il GIP ritiene che tale pena non sia congrua rispetto all’estrema gravità del fatto . L’indagato, infatti, così come afferma il Giudice risulta essere soggetto dedito all’assunzione smodata di alcolici e di sostanze stupefacenti e non sembra neppure aver intrapreso un qualunque percorso di riabilitazione tale da escludere la possibilità di una reiterazione di comportamenti analoghi. Inoltre, non sono di aiuto i precedenti di polizia per manifesta ubriachezza, detenzione di sostanze stupefacenti e furto aggravato, nonché le moltissime contravvenzioni per violazione del codice della strada. Pertanto, non sussistendo elementi che possano consentire una prognosi positiva del suo comportamento futuro, il Giudice rigetta la richiesta e ordina la restituzione degli atti al Pubblico Ministero.

Tribunale di Genova, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, ordinanza 7 febbraio 2017 Giudice Perroni Vista la richiesta di applicazione della pena formulata in data 18.11,2016 dall'Avv. omissis difensore di fiducia e procuratore speciale dell'indagato omissis corredata dal consenso del P.M. prestato in pari data Ritenuto che la richiesta non possa trovare accoglimento in quanto fa pena base stabilita per il reato di cui all'art. 589 c.p. non appare congrua rispetto all'estrema gravità del fatto, non sussistono motivi diversi dalla semplice incensuratezza per il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, né per il riconoscimento dell'attenuante del risarcimento del danno in assenza di documentazione che lo comprovi, né può essere concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, non sussistendo sufficienti garanzie che l'imputato si asterrà in futuro dalla commissione di ulteriori reati in proposito si evidenzia che il prevenuto è soggetto dedito all'assunzione smodata di alcolici e di sostanze stupefacenti basti pensare che in occasione del sinistro avvenuto in tarda mattinata, egli aveva ancora un tasso alcolemico molto alto - peraltro in ascesa - tanto da essere malfermo sulle gambe e profferire frasi sconnesse per sua stessa ammissione la notte precedente al sinistro aveva bevuto alcolici e poco prima del sinistro ulteriori sei birre, oltre ad assumere sostanze stupefacenti , e non risulta che egli abbia intrapreso un percorso di riabilitazione tale per cui possa escludersi il rischio di reiterazione di comportamenti analoghi. Peraltro dagli atti risulta avere precedenti di polizia per manifesta ubriachezza, detenzione di sostanze stupefacenti e furto aggravato ed essere stato contravvenzionato moltissime volte per violazioni al codice della Strada. Tali elementi non consentono una prognosi positiva sul suo comportamento futuro. P.Q.M. RIGETTA la richiesta di applicazione della pena formulata dall'imputato in data 18.11.2016 e ordina la restituzione degli atti al Pubblico Ministero.