Verso una ratifica Ue alla Convenzione Unesco sulla diversità culturale

La Comunità potrebbe diventare parte contraente e Bruxelles punta ad approvare una proposta di decisione del Consiglio in tal senso. L'atto è complementare rispetto ad altri accordi internazionali con Omc, Oms, o sull'ambiente e non li rimette in causa

La Conferenza generale dell'Unesco ha approvato la Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali. Negoziata dalla Commissione europea, a nome della Comunità e dalla Presidenza del Consiglio, a nome degli Stati membri, tale atto costituisce una tappa storica nei rapporti internazionali. Essa infatti vede una convergenza di proporzioni globali su una serie di principi di base e di concetti legati alla diversità culturale. Si tratta di un testo, secondo Bruxelles, in grado di rivelarsi come base di un nuovo pilastro di governance mondiale in materia culturale. La Convenzione dell'Unesco consacra norme, principi e referenti comuni in materia di diversità culturale validi a livello mondiale. Inoltre contribuisce a riconoscere il ruolo e la legittimità delle politiche pubbliche nella protezione e nella promozione della diversità culturale, ed a riconoscere l'importanza della cooperazione internazionale per far fronte alle situazioni di vulnerabilità culturali, soprattutto rispetto ai Paesi in via di sviluppo, nonché a definire un'articolazione adeguata con gli altri strumenti internazionali che consente la messa in atto effettiva della Convenzione che si presenta quindi come una nuova piattaforma per affrontare la cultura come elemento di rilievo nel contesto più ampio dello sviluppo sostenibile . La diversità culturale, peraltro, è un valore da sempre tutelato dall'Europa. La sua tutela e la sua promozione figurano tra i principi fondatori della Comunità. Sono iscritti nel Trattato articolo 151 e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea articolo 22.3 . In seno all'Unione, l'articolo 151 del Trattato che ha consentito lo sviluppo di azioni culturali, soprattutto attraverso il programma Cultura 2000, prevede inoltre la considerazione della dimensione culturale nelle altre politiche comunitarie, ad esempio nella politica industriale nel caso del programma Media Plus e nel mercato interno libera circolazione dei servizi per quanto riguarda la direttiva Televisione senza frontiere . Lo stesso principio è inoltre pertinente per la dimensione esterna dell'azione comunitaria .La Comunità ha elaborato nel tempo una politica di sviluppo ambiziosa che comprende una componente culturale con talune regioni del mondo, in particolare la regione Africa, Carabi, Pacifico ACP , nonché il Mediterraneo e, più in generale, i paesi vicini dell'Unione. In questo quadro, le politiche della Comunità sostengono e mettono in atto taluni obiettivi specifici che trovano ora sostegno concreto nella Convenzione approvata, come lo sviluppo di industrie culturali locali sostenibili e il miglioramento della circolazione delle opere culturali a livello globale, soprattutto provenienti dai Paesi in via di sviluppo. La Comunità europea, attraverso la Commissione ha negoziato accanto agli Stati membri in seno all'Unesco per tutta la durata del processo. Le posizioni comuni espresse dalla Commissione o dalla Presidenza, a seconda delle materie, sono state integralmente coordinate nel corso delle trattative. Una prima volta per la Comunità europea, in quanto mai in precedenza aveva preso parte ad un negoziato su un testo normativo all'Unesco. Parlando quindi con una sola voce, l'Unione europea ha potuto agire con un peso significativo. Il Parlamento e in particolare la commissione Cultura, hanno seguito con attenzione questa fase. La Convenzione, sottolinea ora Bruxelles, consente di colmare un vuoto giuridico nella governance mondiale stabilendo una serie di diritti e obblighi, a livello nazionale e internazionale, destinati a protezione e promozione della diversità culturale. Questo strumento dovrebbe svolgere per la diversità culturale un ruolo comparabile - e con lo stesso livello normativo - a quello che svolgono nei rispettivi settori le convenzioni dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, gli accordi dell'Organizzazione mondiale del commercio, l'Organizzazione mondiale della sanità e gli accordi multilaterali sull'ambiente. La Convenzione rappresenterà anche il luogo di coordinamento e concertazione delle parti per la promozione dei suoi obiettivi nelle altre sedi internazionali e per il rafforzamento della cooperazione internazionale. L'obiettivo generale della Convenzione è quello di considerare la diversità culturale in fase di sviluppo di altre politiche, pur garantendo che le politiche culturali sostengano l'accesso equo alle culture locali e alle altre culture del mondo. Essa non rimette in causa, ad esempio, gli impegni con l'Omc che pure in parte trattano dei beni e servizi culturali. La Convenzione non è peraltro subordinata ad altri trattati, ma si trova su un piano di parità con essi ed è quindi complementare rispetto agli altri accordi internazionali. La prossima tappa concreta è ora quella dell'applicazione della Convenzione occorre che siano avviati i processi di ratifica, sia da parte della Comunità che degli Stati membri. Per quanto attiene alla ratifica da parte della Comunità, cui è stata riconosciuta nel testo la possibilità di diventare parte contraente, la Commissione intende approvare nei prossimi mesi una proposta di decisione del Consiglio.