Localizzazione delle chiamate di soccorso: troppi Stati ancora inadempienti

Tornata di procedimenti di infrazione per i ritardi nell'adozione di misure che, anche secondo le statistiche, potrebbero salvare molte vite umane ogni anno. Anche l'Italia tra i destinatari delle bacchettate di Bruxelles

Le tecnologie non mancano, anzi una procedura simile era già stata avviata in alcuni Paesi senza che esistesse un obbligo in tal senso, eppure a tutt'oggi ancora molti Stati dell'Unione non si sono adeguati per quanto riguarda la localizzazione istantanea delle chiamate di emergenza. Si tratta di una misura - realizzabile con relativa facilità attraverso la collaborazione dei gestori dei sistemi di telefonia - che consente agli operatori dei servizi d'emergenza l'obbligo comunitario incombe sul numero unico 112 , che vale in tutti i Paesi per i vari tipi di richieste di conoscere immediatamente, al momento della risposta, la localizzazione di chi sta chiamando. E ciò avviene in automatico rendendo disponibile all'operatore o l'indirizzo dell'utenza telefonica fissa dalla quale proviene la chiamata oppure il numero del cellulare chiamante e la sua temporanea posizione determinata in base all'ultimo contatto utile con un ponte ripetitore. L'utilità del sistema è molteplice e alcune statistiche confermano già i suoi vantaggi. Ad esempio in caso di incidenti stradali chi chiama i numeri d'emergenza spesso non sa indicare con esattezza la località dove urge un intervento, o perché si trova casualmente in transito e non conosce la zona o perché, coinvolto nel sinistro, è in condizioni emotive anormali un ritardo in una comunicazione di questo tipo è potenzialmente dannosa per la tempestività e quindi per la qualità dell'intervento stesso altro problema che si può aggirare attraverso la localizzazione istantanea è quello di poter unificare senza equivoci eventuali chiamate multiple per lo stesso evento e che, nell'incertezza sull'esatta determinazione del punto di intervento potrebbero causare un dispiegamento di mezzi ridondante. Di altra natura, ma non per questo meno importante, è anche il vantaggio del sistema di localizzazione automatica per quanto concerne i falsi allarmi, le telefonate anonime oppure le chiamate - per quanto rare - che possono essere effettuate da persone in situazione di minaccia, per esempio chi si è accorto della presenza di estranei in casa o si trova in un ambiente dove si sta svolgendo un crimine e, ragionevolmente, non può parlare. I sistemi di individuazione del chiamante, relativamente ai numeri pubblici di soccorso, non risultano completamente o correttamente implementati in ben undici Paesi dell'Unione europea. Per questo la Commissione ha avviato altrettante procedure di infrazione nei confronti di Cipro, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia e Ungheria. L'azione di Bruxelles è la conseguenza inevitabile di una situazione di inadempienze fotografata nell'undicesima relazione sull'applicazione della normativa Ue nel settore delle comunicazioni elettroniche, nella quale si confermava che la Commissione avrebbe dovuto prendere misure adeguate qualora gli Stati non avessero adottato le procedure previste. D'altra parte i tempi a disposizione non sono stati brevi. E se è vero che un'accelerazione era stata impressa nel 2003 vedere anche nella sezione Arretrati del 29 luglio 2003 , tuttavia anche questo lungo periodo, almeno per alcuni Stati membri, sembra essere trascorso invano. m.c.m.