Allarme da Strasburgo: i farmaci falsi stanno invadendo l'Europa

Si apre oggi un seminario del Consiglio d'Europa per il lancio di un programma di contrasto efficace. Le medicine contraffatte spesso direttamente nocive rappresentano una crescente quota di mercato, in alcune aree oltre il 15 per cento

Allarmante la diffusione di farmaci contraffatti in Europa, con stime realistiche che collocano questa invasione - a seconda delle aree - tra il 5 e il 20 per cento delle rispettive quote di mercato. Come dire che, dove tutto va bene, ogni venti confezioni di farmaci di alcuni tipi almeno una è etichettata in maniera fraudolenta. A lanciare una campagna strutturata per contrastare il fenomeno, riunendo tutti i soggetti interessati all'eliminazione di questo gravissimo tipo di illeciti dai medici alle associazioni industriali di settore, dagli organismi pubblici che si occupano di salute alle associazioni a tutela dei consumatori è ora il Consiglio d'Europa che in una tre giorni di lavori, che si apriranno oggi a Strasburgo, intende procedere concretamente senza ulteriori indugi. Il seminario, che si terrà al Palais de l'Europe, avrà un'appendice rivolta alla maggior diffusione delle notizie disponibili sull'argomento e la sessione di venerdì sarà infatti aperta ai media nell'intento di trovarli alleati in una campagna, per la parte di competenza, di corretta sensibilizzazione. Anche se i dati statistici di cui si parla sono allarmanti, la situazione finora più grave e più nota è stata quella dei Paesi in via di sviluppo Pvs dove la contraffazione ha trovato facile terreno data la costante necessità di medicinali che, in massima parte, devono arrivare da Paesi terzi industrializzati e che, nelle fasi della distribuzione, spesso sfuggono alle stesse organizzazioni coinvolte nella cooperazione. Nondimeno è stata la stessa Organizzazione mondiale della sanità Oms a mettere in guardia, appena pochi mesi fa, sullo sviluppo di questo mercato parallelo anche in Paesi occidentali. Secondo l'Oms il dato, su base mondiale, si attesterebbe attorno al 10 per cento di farmaci contraffatti, media che ha origine appunto dall'enorme diffusione nei Pvs. Secondo la massima autorità mondiale in materia di salute la tipologia di medicine più colpite sarebbe quella degli antibiotici con circa il 28 per cento di falsificazioni , seguita da ormoni e steroidi stima dei falsi al 18 per cento , anti-allergenici 8 per cento e anti-malarici 7 per cento . L'ultimo di questi dati conosce il suo picco in Africa. Secondo il rappresentante dell'ordine dei farmacisti della Guinea, intervenuto ad un recente convegno in Francia, nel Continente nero i farmaci per combattere la malaria risulterebbero contraffatti in sette casi su dieci. A concorrere a questo dato apparentemente incredibile è anche il fatto che in Guinea - come pure in altri Stati africani, sia pure con proporzioni differenti - molti laboratori locali di produzione oltre l'80 per cento non sono riconosciuti dal ministero nazionale della salute competente ad abilitarli . Quanto ai farmaci fasulli che si stanno diffondendo anche in Europa molto rapidamente, occorre ricordare che - danno economico a parte - non tutti i falsi appartengono alla medesima tipologia di contraffazione. Vi sono, infatti, quattro grandi categorie. La prima è quella dei cosiddetti falsi perfetti si tratta, in sostanza, di copie assolutamente conformi di quelli autentici che contengono gli stessi principi attivi e gli stessi eccipienti degli originali sono confezionati ed etichettati in maniera identica agli originali le sostanze componenti provengono a volte da forniture ufficiali magari ottenute attraverso strane triangolazioni , a volte da forniture illegali che sfuggono ad ogni censimento. La loro falsità consiste nel non essere stati prodotti dalle aziende che ufficialmente li producono e dal fatto che arrivano sui mercati nazionali attraverso una sorta di mercato parallelo che elude controlli sanitari e ricadute fiscali. La seconda categoria è quella dei falsi imperfetti o falsi leggeri contengono principi attivi ed eccipienti effettivi ma in quantità minori rispetto agli originali, oppure non rispettano altri requisiti relativi in particolare alla durata di conservazione. Terza categoria è quella dei falsi vetrina le confezioni sono perfette ma il contenuto è assolutamente neutro, tuttavia non nocivo in caso di assunzione. Quarta ed ultima e per fortuna meno diffusa quella dei cosiddetti falsi criminali sono sempre identici agli originali dal punto di vista delle confezioni ma non vi sono principi attivi e le sostanze utilizzate, in alcuni casi, possono rivelarsi nocive - e in rari casi addirittura letali - nel caso di somministrazione ad alcuni tipi di pazienti. È evidente che nel contrasto alla diffusione di tutti questi tipi di falsi è comune un solo sistema di controllo oltre, ovviamente, un'efficace azione di intelligence che consiste nell'analisi a campione di prodotti già immessi nella rete distributiva o, meglio, in quella di vendita. Misure che, data la consistenza e il posizionamento degli attori di settore, possono essere praticate con facilità solo se tutti i soggetti a vario titolo coinvolti intendono frenare in fenomeno una volontà che in questi giorni si verificherà a Strasburgo per poi decidere, in concreto, come operare. m.c.