La serrata dei farmacisti anti-Bersani è un pericolo per i cittadini, parola di Garante

Il presidente della Commissione di garanzia segnala in via d'urgenza al ministro della Salute un fondato pericolo di pregiudizio grave ed imminente ai diritti alla vita ed alla salute costituzionalmente riconosciuti

L'annuncio della serrata a oltranza delle farmacie private che fanno capo a Federfarma inasprisce i toni del contrasto sul decreto Bersani. Nel caso specifico le organizzazioni dei consumatori non risparmiano le critiche. Quando un operaio o un impiegato sciopera violando le regole viene precettato e la sua organizzazione è pesantemente multata - scrivono in una nota Adusbef e Federconsumatori - I farmacisti che nei loro supermercati, oltre a scarpe, pancere e creme dimagranti, vendono anche medicinali di prima necessità, possono fare una serrata senza preavviso e sempre senza preavviso bloccare le piazze delle città . Ma se quella delle associazioni teoricamente più favorevoli alle liberalizzazioni è una posizione politicamente scontata ma anche tra i farmacisti non mancano posizioni distinte, per esempio quelle dei non titolari di farmacia , meno attesa - almeno nei toni - è la rapida presa di posizione della Commissione di Garanzia dell'attuazione della Legge sullo sciopero. Dopo aver bollato come irregolare per il mancato rispetto del termine del preavviso l'agitazione che ha bloccato le farmacie il 26, ora il Garante mostra di non voler chiudere un occhio sulla situazione ormai incandescente e d'altra parte il suo ruolo non è certo quello di entrare nel merito delle ragioni di quanto accade ma garantire il rispetto delle regole. Con una deliberazione il cui testo è qui leggibile come documento correlato , il Presidente della Commissione, Antonio Martone, segnala al Ministro della Salute che la nuova protesta annunciata dai farmacisti privati determina un fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti alla vita e alla salute dei cittadini riconosciuti dalla Costituzione . Un'agitazione, quella in programma l'annuncio, riguardante l'intero territorio nazionale, abbraccia il periodo dal 28 luglio al primo agosto, per un totale quindi di ben cinque giornate consecutive secondo la Commissione di garanzia viola la regola del preavviso, nonché quelle della durata massima e dell'intervento minimo . La segnalazione è stata inviata in applicazione dell'articolo 8 della Legge n. 146/90 e successive modificazioni all'Autorità competente ad adottare i provvedimenti previsti dalla normativa. La prima reazione del ministro della Salute, Livia Turco, che aveva intanto ricevuto un messaggio possibilista da parte del presidente di Federfarma, Siri interruzione delle agitazioni a fronte di margini di manovra per un accordo comune ha auspicato una immediata revoca dello sciopero. Se ciò avverrà - ha aggiunto - per quanto mi riguarda sono pronta al dialogo sin da domani mattina Oggi, per chi legge, Ndr . Dal padre del decreto arcicontestato arriva una conferma di fermezza Spero che Federfarma ci ripensi . E poi ancora La loro reazione è stata sproporzionata. C'è il nostro impegno a verificare che non si verifichino concentrazioni indesiderabili . E chiarisce che una cosa è la sanità, altra l'economia gli interlocutori sono diversi, le questioni anche. Come dire che i soggetti economici, quando parlano di interessi economici, potrebbero anche evitare di indossare il camice bianco, se non altro per non ingenerare confusione. m.c.

Commissione di Garanzia dell'attuazione della Legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali Delibera del 27 luglio 2006 - Pos. 24920 Il Presidente in via d'urgenza, sentiti i componenti della Commissione, Rilevato che, successivamente alla proclamazione in data 21 luglio 2006, senza il rispetto del termine di preavviso, da parte di Federfarma, della chiusura delle farmacie private su tutto il territorio nazionale per il 26 luglio 2006, è stata proclamata in data odierna, sempre da parte di Federfarma, un'ulteriore chiusura delle farmacie private sull'intero territorio nazionale da venerdì 28 luglio a martedì 1 agosto 2006 Ritenuto preliminarmente di dover precisare che esulano dalla competenza della Commissione le valutazioni di merito in ordine ai motivi posti a base delle iniziative Ritenuto, invece, che ai sensi dell'articolo 2bis della legge 146/90, come modificata dalla legge 83/2000, la Commissione deve intervenire in presenza di astensioni collettive dalle prestazioni poste in essere da parte di lavoratori autonomi, professionisti o piccoli imprenditori ai fini di protesta o di rivendicazioni di categoria che, attuate in violazione della relativa disciplina regolamentazione provvisoria approvata con deliberazione n. 03/169 del 17 dicembre 2003 e pubblicata sulla G.U. n. 302 del 31 dicembre 2003 , incidano sulla funzionalità del servizio pubblico Ritenuto che anche tale proclamazione viola la regola del preavviso, nonché quelle della durata massima e dell'intervallo minimo Ritenuto che la proclamazione di un'ulteriore chiusura delle farmacie private su tutto il territorio nazionale, a breve distanza da quella precedente del 26 luglio 2006, fa ritenere che il protrarsi della iniziativa determina il fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti alla vita e alla salute dei cittadini riconosciuti dalla Costituzione Ritenuto che, in applicazione dell'articolo 8 della legge 146/90 e succ. modd., tale situazione deve essere segnalata all'Autorità competente ad adottare i provvedimenti previsti da tale norma Ritenuto che la segnalazione, attesa la rilevanza nazionale del conflitto e vista la delega di cui al Dpcm del 7 luglio 2006 in G.U. n. 162 del 14 luglio 2006 , deve essere inviata al ministro della Salute Segnala al ministro della Salute il fondato pericolo di un pregiudizio grave e imminente ai diritti alla vita e alla salute dei cittadini riconosciuti dalla Costituzione dispone la trasmissione del presente provvedimento, ai sensi dell'articolo 13 lettera n della legge 146/90 e succ. modd., al Presidente del Senato, al Presidente della Camera e al Presidente del Consiglio dei Ministri.