Appalti, offerta valida anche se il certificato di avvenuto sopralluogo non è controfirmato

Palazzo Spada chiarisce che tale omissione da parte del rappresentante dell'azienda non incide sugli interessi della stazione appaltante nè viola la par condicio

Legittima l'offerta anche se il rappresentante dell'azienda non ha sottoscritto il certificato di avvenuto sopralluogo rilasciato dalla stazione appaltante. A chiarirlo è stata la sesta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 514/07 depositata lo scorso 7 febbraio e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha respinto il ricorso di una società contro la Sea Spa società servizi aeroportuali che aveva affidato a un'impresa il servizio di pulizia delle aree interne aperte al pubblico dello scalo aeroportuale di Milano Linate. Tuttavia, la vincitrice dell'incanto, secondo l'impresa, doveva essere esclusa poiché il legale rappresentante della società non aveva controfirmato l'attestato di avvenuto sopralluogo rilasciato dalla stazione appaltante. I giudici di piazza Capo di Ferro hanno chiarito che la mancata sottoscrizione del certificato, nel contesto di un offerta che contiene anche la relazione relativa al sopralluogo, assume il valore di una mera irregolarità, che non incide sugli interessi della stazione appaltante né viola la par condicio. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 19 dicembre 2006-7 febbraio 2007, n. 514 Presidente Giovannini - Estensore Caracciolo Ricorrente La Lucente Spa Fatto La SEA - Società Servizi Aeroportuali S.p.a., con bando pubblicato sulla GUCE il 29.06.2004, ha indetto l'incanto per l'affidamento del servizio di pulizia delle aree interne aperte al pubblico dello scalo aeroportuale di Milano Linate, con importo a base d'asta di 8.760.000,00 euro, oltre IVA. Al termine della gara è stata disposta l'aggiudicazione provvisoria in favore del raggruppamento di imprese Linda S.r.l. / Società Nazionale Appalti Manutenzione Lazio Sud - S.N.A.M. S.r.l., confermata all'esito delle verifiche sul possesso dei requisiti dichiarati dall'aggiudicataria in sede di gara. Avverso l'aggiudicazione definitiva ed ogni altro atto a questa connesso, presupposto e consequenziale, proponeva ricorso straordinario al Presidente della Repubblica l'a.t.i. facente capo alla Lucente s.pa., poi trasposto dinnanzi al Tar della Lombardia a seguito di opposizione ex art. 10 Dpr 1199/71 , ricorso che poneva a proprio fondamento il seguente unico motivo violazione del bando del disciplinare di gara. Eccesso di potere sviamento, erroneità dei presupposti . Violazione della par condicio il bando di gara al punto II.2.1.4 lettera e aveva prescritto come obbligatoria l'esecuzione di specifico sopralluogo sulle aree interessate dal servizio di pulizia. Il disciplinare di gara, nel ribadire l'obbligo del sopralluogo, aveva disposto altresì l'allegazione all'offerta dell'originale dell'attestato di avvenuto sopralluogo, rilasciato dalla SEA, controfirmato dal legale rappresentante dell'impresa. L'A.T.I. Linda S.r.l. / SNAM S.r.l. aveva presentato un attestato di avvenuto sopralluogo -effettuato dalla capogruppo Linda S.r.l.- privo della controfirma del legale rappresentante. Nonostante ciò il raggruppamento controinteressato non è stato escluso dalla gara, come prescritto dalla lex specialis. Con la sentenza in epigrafe il Tar della Lombardia ha respinto il suddetto gravame. L'adito Tribunale premetteva che in via preliminare occorreva respingere l'eccezione di inammissibilità del ricorso per tardività sollevata dalla società resistente. Nel merito, il ricorso era ritenuto infondato. Non era controverso, nella specie, che il sopralluogo delle aree interessate dall'appalto fosse stato effettuato da parte di un soggetto formalmente incaricato dai legali rappresentanti dell'ATI controinteressata non solo di verificare lo stato dei luoghi, ma anche di firmare l'attestato rilasciato dalla stazione appaltante a seguito dell'avvenuto sopralluogo. Si evinceva, invero, dagli atti depositati in giudizio, che un rappresentante della società Linda signor Giovanni Russo , in data 1 luglio 2004, aveva svolto la prescritta visita delle aree interessate dall'appalto, firmando poi l'attestato di avvenuto sopralluogo insieme al responsabile arch. Luca Majoli per la committente SEA. In proposito giovava evidenziare che, con una nota del 23 giugno 2004, i legali rappresentanti delle società costituenti il raggruppamento aggiudicatario hanno chiesto -come prescritto dal disciplinare di garadi effettuare il sopralluogo dell'area, indicando specificamente il nome del signor Giovanni Russo, al quale era stato attribuito sia il potere di procedere alla predetta verifica, che di firmare il relativo attestato. Da quanto sopra conseguiva che il collegamento tra l'offerta del raggruppamento aggiudicatario e l'oggetto dell'appalto che secondo la ricorrente mancherebbe nel caso di specie risultava garantito dal previo conferimento al predetto rappresentante del potere di verifica dello stato dei luoghi e di sottoscrizione del relativo verbale. Né in proposito poteva condividersi quanto dedotto dalla difesa della società ricorrente, secondo la quale la sottoscrizione del legale rappresentante era richiesta a pena di esclusione dalla lex di gara. Le prescrizioni del disciplinare sanzionavano, infatti, con l'esclusione automatica vedi pagina 8 ultimo capoverso unicamente l'integrale omissione dei documenti/dichiarazione di cui ai punti b , c , d , e , da parte del concorrente , senza fare alcun riferimento alla lettera h appositamente dedicata alla presentazione dell'originale dell'attestato di avvenuto sopralluogo che doveva essere rilasciato da SEA e controfirmato dal legale rappresentante dell'azienda. Del resto anche un'altra disposizione riportata al numero 3 del disciplinare , riferendosi al sopralluogo, prevedeva l'esclusione solo per l'ipotesi di mancata effettuazione della visita delle aree interessate dal servizio di pulizia, senza fare alcun accenno alla controfirma del legale rappresentante della società concorrente. Non potevano, altresì, persistere dubbi circa l'effettiva assunzione di responsabilità da parte del legale rappresentante di ciascuna delle società aderenti all'ATI aggiudicataria, ove si tenga conto dell'ulteriore dichiarazione resa dall'ATI medesima -prevista dalla lett. i delle prescrizioni di gara di aver preso esatta cognizione della natura dell'appalto e di tutte le circostanze generali e particolari che possono influire sulla sua esecuzione . Tali conclusioni trovavano conferma nell'orientamento della giurisprudenza amministrativa che, in materia di procedimenti ad evidenza pubblica finalizzati all'aggiudicazione di contratti, ha avuto modo di chiarire che le formalità prescritte dal bando di gara debbono trovare rigida applicazione soltanto quando siano dirette ad assicurare un particolare interesse dell'amministrazione, oppure la par condicio dei concorrenti, mentre le stesse formalità degradano a mera irregolarità, qualora le finalità perseguite risultino egualmente ed integralmente soddisfatte cfr. CdS, Sezione quarta, 167/95 idem Sezione quinta, 290/00 Tar Lombardia, Milano, 7702/00 idem 5859/03 . Ne discendeva che il mancato rispetto di una formalità per dar luogo all'esclusione dalla gara, doveva essere interpretato secondo il comune canone di ragionevolezza, con la conseguenza che costituivano mere irregolarità le semplici carenze documentali e dichiarative, allorquando gli adempimenti richiesti dal bando fossero stati comunque formalmente adempiuti. Infatti, nelle procedure concorsuali, pur dovendosi pretendere una accurata diligenza da parte dei concorrenti, occorreva evitare di cadere in un eccessivo formalismo, che avrebbe condotto ad annullare la maggior parte delle offerte, mentre è necessario esaminare se i singoli offerenti abbiano soddisfatto sostanzialmente le disposizioni del bando cfr. TAR Campania, Salerno n. 16/2003 . In assenza di un'espressa comminatoria di esclusione non può, quindi, non trovare applicazione il principio, invocato dalla difesa resistente, della massima partecipazione alle gare, costantemente affermato dalla giurisprudenza amministrativa ex multis CdS, Sezione quarta, 6332/03 idem, Sezione quinta, 1214/03 Tar Lombardia, Sezione terza, 5522/04 . In definitiva, una volta che il sopralluogo è stato svolto secondo le modalità specificamente indicate dalla lex di gara, l'esclusione dalla procedura per omessa sottoscrizione del verbale di sopralluogo da parte del legale rappresentante, pretesa dalla ricorrente, sarebbe risultata improntata ad un esasperato formalismo e si sarebbe connotata come misura tale da ostacolare anziché assicurare la scelta del contraente privato con criteri realmente efficaci, restringendo eccessivamente la partecipazione alla gara, in nome di una par condicio dei concorrenti evocata in termini troppo rigidamente intesi. Nel caso in esame, dunque, al di là di una semplice e meccanica applicazione dei principi in tema di clausole di esclusione automatica, un'interpretazione delle disposizioni del disciplinare di gara, condotta alla luce del criterio generale della tutela della partecipazione, nonchè l'analisi degli adempimenti posti in essere dall'ATI aggiudicataria, porta ad escludere la fondatezza delle censure dedotte da parte ricorrente. Né tale conclusione poteva essere smentita dalla giurisprudenza citata dall'ATI ricorrente nella memoria depositata il 25 ottobre 2005. Nella sentenza del Consiglio di Stato, Sezione quinta, 3729/05, il supremo consesso distingueva tra dichiarazione di sopralluogo, a carico del partecipante, e verbali di sopralluogo, a cura della stazione appaltante, considerando generalmente sufficiente ai fini dell'ammissione alla gara la dichiarazione di sopralluogo a prescindere dalle modalità con cui esso sia stato seguito, a meno che non sia espressamente richiesto uno specifico verbale di sopralluogo . Viene, inoltre, evidenziato che la funzione della dichiarazione è quella di precludere all'appaltatore contestazioni basate sull'asserita mancata conoscenza dei luoghi e di ridurre al minimo le possibilità di modifiche contrattuali in sede di esecuzione . Nella fattispecie era incontroverso che il sopralluogo fosse stato effettivamente svolto, con la sottoscrizione del responsabile incaricato dalla ATI aggiudicataria, per cui la decisione invocata dalla ricorrente non appariva utile, secondo quanto sopra osservato, a sostenere la fondatezza della censura dedotta. Da ultimo, la sentenza del Consiglio di Stato, Sezione quinta, 2668/00 non era pertinente al caso di specie, in quanto attinente ad una ben diversa ipotesi in cui l'omissione investiva la firma e non la controfirma del verbale di sopralluogo da parte di un soggetto che doveva essere munito del relativo potere a mezzo delega notarile ed il bando di gara richiedeva espressamente ed a pena di esclusione l'adempimento di tale formalità. Appella l'originaria ricorrente deducendo le seguenti censure I. Venivano ribaditi per esteso i profili di censura e le deduzioni svolte in primo grado, citando una serie di decisioni del Consiglio di Stato a sostegno della illegittimità dell'aggiudicazione per violazione del bando e del capitolato di gara, per violazione del principio della par condicio ed eccesso di potere sotto molteplici profili. La sottoscrizione del legale rappresentante dell'impresa dell'attestato di avvenuto sopralluogo rilasciato dall'amministrazione determina l'assunzione di responsabilità negoziale ed integra l'offerta, confermandone la ponderazione e congruità. In assenza di controfirma del legale rappresentante, l'attestato di sopralluogo sarebbe tamquam non esset, non svolgendo alcuna funzione utile. La funzione cui è diretta la dichiarazione di conoscenza dello stato dei luoghi è quella di imporre all'aspirante aggiudicatario consapevoli determinazioni in ordine alla misura del prezzo, ponendo l'appaltante al riapro da successive pretese circa un'eventuale integrazione del rapporto contrattuale in ragione di una non perfetta conoscenza dei luoghi. L'aver dimostrato che un incaricato dell'impresa o lo stesso legale rappresentante si è recato sui luoghi oggetto dell'appalto è circostanza fine a se stessa. E' la sottoscrizione da parte del soggetto abilitato a vincolare l'impresa che costituisce specifica assunzione di responsabilità, con funzione negoziale e non meramente documentale, mancando la quale l'offerta sarebbe incompleta nei suoi elementi essenziali. In fattispecie analoga la Sezione quinta 2668/00, ha ritenuto legittima e doverosa l'esclusione dalla gara del ricorrente. Viene altresì citata la decisione Sezione quinta, 3729/05. Se ne deduceva, per l'appellante, che, nella fattispecie, la mancata sottoscrizione del verbale di sopralluogo da parte del rappresentante dell'impresa vanificasse la funzione che la legge e il bando assegnano alla dichiarazione di presa visione dei luoghi dell'appalto. La difformità dunque è duplice a il verbale di sopralluogo è difforme da quello richiesto dalle prescrizioni di gara, in quanto carente della sottoscrizione del legale rappresentante dell'impresa b la mancata sottoscrizione implica l'inesistenza della dichiarazione e cioè la mancata produzione del suo effettocui la sottoscrizione era preordinatadi precludere all'appaltatore contestazioni basate sull'asserita mancata conoscenza dei luoghi e di ridurre al minimo le possibilità di modifiche contrattuali in sede di esecuzione . La circostanza che il sopralluogo sia stato effettivamente effettuato da un incaricato dell'impresa non comporta l'assunzione di responsabilità da parte dell'appaltatore sulla invariabilità del prezzo. Ciò tanto più che l'attestato rilasciato dalla SEA ai sensi delle prescrizioni di gara, pag.6, lettera h , recava in calce un'espressa e chiara avvertenza Il presente attestato, controfirmato dal legale rappresentante della Società, dovrà essere allegato in originale alla documentazione offerta , configurando un semplice e chiaro adempimento. Quanto alle osservazioni di primo grado della resistente, la mancanza nelle prescrizioni di gara della espressa sanzione dell'esclusione per il contestato inadempimento, la semplice lettura della clausola di gara di cui alla pag.8 delle prescrizioni convince che essa non esaurisce il regime sanzionatorio, limitandosi a contemplare le ipotesi di incompletezza della documentazione ritenute ex ante di gravità tale da comportare comunque l'esclusione automatica dell'offerta, senza lasciare ambiti discrezionali ala Commissione, ma senza esaurire il regime sanzionatorio. Occorre quindi verificare se la controfirma del legale rappresentante in calce al verbale di sopralluogo risponde ad uno specifico interesse dell'amministrazione e a ciò ha dato risposta positiva la richiamata decisione Sezione quinta, 3729/05. Poiché la controfirma assume la funzione di dichiarazione vincolante per l'impresa di aver tenuto conto, nella formulazione dell'offerta e nel calcolo della remuneratività, delle condizioni dei luoghi oggetto delle prestazioni, nel caso si ha una totale mancanza della dichiarazione dell'impresa, a seguito della mancata controfirma, dichiarazione posta nell'interesse e a garanzia dell'amministrazione. La circostanza che il sopralluogo sia stato effettivamente effettuato da un incaricato munito di apposita delega non vincola l'impresa stessa, in mancanza della sottoscrizione del legale rappresentante. Infondato è poi l'assunto della resistente che la stessa funzione della controfirma sarebbe assolta dalla dichiarazione resa dall'aggiudicataria di aver preso esatta cognizione della natura dell'appalto e di tutte le circostanze generali e particolari che possano influire sulla sua esecuzione , come ha chiarito la già citata decisione Sezione quinta, 2668/00. II. Il Tar erra nell'affermare che il collegamento tra l'offerta di raggruppamento aggiudicatario e l'oggetto dell'appalto risulta garantito dal previo conferimento al predetto rappresentante del potere di verifica dello stato dei luoghi e di sottoscrizione del relativo verbale . Nella nota del 23 giugno 2004 della controinteressata, cui il Tar rinvia, nessun potere di sottoscrivere il verbale viene conferito all'incaricato dell'impresa, limitandosi ad indicare il soggetto preposto alla visita dei luoghi. La controfirma del legale rappresentante era espressamente prevista dal capitolato, e appariva indispensabile proprio nella ipotesi di sopralluogo effettuato, non dal legale rappresentante, ma da un incaricato dell'impresa, come conferma la stessa struttura dell'attestato di avvenuto sopralluogo e la citata avvertenza in esso recata in calce. In tema di rilevanza della mancata sottoscrizione come causa di esclusione, poi, il Tar erra, poiché il disciplinare da esso citato si limita a prevedere le cause di esclusione automatica per totale carenza di uno dei documenti prescritti, ma ciò non precludeva alla Commissione di comminare l'esclusione nell'ipotesi di irregolarità della documentazione prodotta ove fosse violata una prescrizione della lex specialis posta a tutela di uno specifico interesse dell'amministrazione, secondo il noto principio dell'interpretazione teleologica del bando. Non può condividersi che sarebbero rimaste confinate tra le mere irregolarità irrilevanti anche le più radicali difformità della documentazione prodotta rispetto a quella richiesta dalla lex specialis. In realtà, secondo l'esplicita previsione della clausola a pag 8 del disciplinare L'integrale omissione dei documenti/dichiarazioni di cui ai punti b , c d , e implicherà comunque l'esclusione automatica , ma tale clausola non esaurisce il regime sanzionatorio, dovendo la commissione comminare l'esclusione anche nelle ipotesi di incompletezza o difformità della documentazione o delle dichiarazioni prescritte quando fosse vulnerato uno specifico interesse dell'amministrazione o il principio della par condicio , e, nel caso, come già esposto, era chiaro lo specifico e rilevante interesse dell'amministrazione. Né è corretto il richiamo del Tar ad un esasperato formalismo , poiché l'incombente richiesto alle imprese era chiaro al punto che la sua omissione appare determinata da inescusabile colpa ovvero da volontaria esclusione di una dichiarazione comportante assunzione di responsabilità negoziale. Si ribadisce infine che non può sostenersi la presunta equipollenza tra dichiarazione omessa con la mancata sottoscrizione dell'attestato di sopralluogo da parte del legale rappresentante e dichiarazione prestata dall'impresa di aver preso esatta cognizione della natura dell'appalto e di tutte le circostanze generali e particolari che possono influire sulla sua esecuzione V, 2668\2000 citata . Si è costituita la a.t.i. Linda s.r.l. contrastando con memoria quanto sostenuto in appello e chiedendone pertanto la reiezione. Si altresì costituita la S.E.A. s.p.a. argomentando con ampia memoria circa l'infondatezza dell'appello. Diritto 1. Il punto centrale della controversia è se l'inosservanza della prescrizione che imponeva di produrre, tra la documentazione da unire all'offerta economica, l'originale dell'attestato di avvenuto sopralluogo, rilasciato dalla stazione appaltante, controfirmato dal legale rappresentante dell'impresa o a.t.i. offerente,- inosservanza specificamente consistente nella mancata controfirma in questione-, potesse determinare l'esclusione della stessa offerente. 2. È pacifico che la comminatoria espressa di esclusione, da parte della lex specialis della gara, fosse riservata solo alla integrale omissione dei documenti/dichiarazioni di cui all'elenco contenuto, infine, alla pagina 8 delle prescrizioni di gara, tra cui non rientrava la fattispecie, di omessa sottoscrizione, oggetto di contestazione nella presente causa. 3. Pertanto, in assenza di una disposizione esplicita di esclusione connessa all'inosservanza della prescrizione qui in rilievo, l'esame della sua rilevanza implica la verifica se la prescrizione stessa, dell'apposizione della controfirma del legale rappresentante, pag. 6, lettera h delle prescrizioni , corrispondesse ad un interesse meramente formale dell'amministrazione, cioè non influente sulla tutela di esigenze di interesse pubblico che la contrattazione doveva garantire, degradando l'inosservanza in tal caso a mera irregolarità , ovvero se fosse appunto corrispondente ad un interesse sostanziale della stessa amministrazione, correlandosi alla tutela di un obiettivo rilevante nella contrattazione dell'organismo pubblico, in quanto salvaguardato dal complessivo sistema legale degli appalti pubblici. 4. L'analisi condotta su questo terreno teleologico , richiamato dallo stesso appellante, dà peraltro esito negativo rispetto ad una valutazione di rilevanza della inosservanza della prescrizione in discorso e, quindi, anche rispetto alla necessità di esclusione, per ragioni di ordine sostanziale non per espressa comminatoria , dell'impresa aggiudicataria. 5. Al riguardo basti osservare che la previsione a pena di esclusione era posta, dalle prescrizioni in questione pag.2, punto 3 , in relazione all'effettuazione del sopralluogo ciò non può rimanere senza conseguenze nella comprensione della successiva e distinta clausola relativa alla produzione dell'originale dell'attestato di avvenuto sopralluogo rilasciato da SEA e controfirmato dal legale rappresentante dell'impresa. 6. Con riferimento alla complessiva formalità documentale in questione, lo scopo essenziale perseguito dall'amministrazione, nel proprio interesse sostanziale, era quello di trovarsi a negoziare sulla base di offerte consapevoli della reale possibilità di adempiere, al contratto da stipulare, nelle concrete condizioni di fatto esistenti, senza essere esposta a successive pretese di oneri e costi aggiuntivi nascenti da un'inesatta valutazione della remuneratività dell'offerta compiuta. Su tale punto deve ravvisarsi una certa concordia tra le parti della controversia. 7. Tuttavia, l'appellante attribuisce alla specifica clausola qui in esame, pag.6, lett.h una funzione esclusiva e sovrabbondante, cioè quella di essere l'unica, nel complesso della prescrizioni concretamente costituenti la lex specialis , a garantire la suindividuata finalità negoziale della stazione appaltante. 8. In realtà, occorre valutare l'insieme della clausole che si connettono alla finalità in questione, perché altrimenti si rischia di attribuire al dato formale in contestazione una funzione che è perseguita in modo molto più diretto ed adeguato dall'assolvimento di altri adempimenti a carico dell'impresa offerente. 9. In tal senso ha buon gioco la resistente SEA che ha richiamato - a la lettera i , della pag.6 della prescrizioni dichiarazione di aver preso esatta cognizione della natura dell'appalto e di tutte le circostanze generali e particolari che possono influire sulla sua esecuzione nonché di accettare, senza condizione o riserva alcuna, tutte le norme e disposizioni contenute nel bando e nelle prescrizioni di gara nello schema di contratto e suoi allegati - b la lettera a della pagina 9 delle prescrizioni, con riguardo al contenuto dichiarativo dell'offerta economica, dichiarazione attestante che il prezzo offerto è remunerativo e che nella sua formulazione è compreso ogni e qualsiasi tipo di onere e spesa occorrente per eseguire il servizio in maniera ottimale ed alle condizioni stabilite dalla documentazione di gara - c lo schema di contratto ove si ribadiva che l'appaltatore ha preso visione dei luoghi su cui il servizio deve essere reso ed è a conoscenza dei limiti e vincoli operativi che derivano dall'attività aeroportuale anche in relazione alla sua continuità . 10. L'insieme di tali previsioni, rese note alle imprese offerenti, obiettivamente e in modo specifico, tutelava l'interesse sostanziale dell'amministrazione appaltante a non essere coinvolta in una contrattazione connessa ad un'incauta offerta, non meditata e portatrice di incertezze in ordine all'adempimento delle prestazioni contrattuali, nella eventuale fase dell'esecuzione dell'appalto. 11. Con riguardo alla fase del sopralluogo, anche questa si correlava a tale interesse, ma, con tutta evidenza, come momento preliminare, cioè come adempimento volto a provocare un effetto cognitivo, che costituiva il necessario presupposto per la consapevolezza e serietà della successiva offerta. E tale precedenza logica emerge con chiarezza dall'insieme delle citate prescrizioni e dalla sequenza temporale che impongono alle imprese nella formulazione delle offerte. 12. Ciò significa che l'interesse sostanziale dell'amministrazione, con riferimento specifico a tale fase, era soddisfatto in relazione alla effettuazione del sopralluogo, nel senso che lo stesso dovesse essere svolto dall'impresa offerente tant'è vero che il suo preliminare svolgimento era, appunto, oggetto di una prescrizione da osservare a pena di esclusione . 13. Non corrisponde invece a tale interesse in modo adeguato, nei termini obiettivi e funzionali qui assunti, la circostanza che l'attestato di sopralluogo, una volta effettuato, fosse controfirmato dal legale rappresentante dell'impresa. Ciò per due ordini concomitanti di ragioni a perché l'effettuazione del sopralluogo, debitamente attestata in verbale, già di per sé garantiva l'amministrazione dalle successive potenziali rimostranze ed eccezioni dell'impresa connesse all'eventuale allegazione di un'inesatta e carente conoscenza dei luoghi di esecuzione dell'appalto, a prescindere dalla controfirma in questione b perché il connesso, e logicamente successivo, aspetto della serietà dell'offerta era garantito - dalla esplicita dichiarazione, direttamente funzionale all'interesse sostanziale dell'amministrazione, di conoscenza delle condizioni generali e particolari che influivano sull'esecuzione dell'appalto pag. 6, lettera i , dichiarazione che possedeva un'autonoma e pregnante rilevanza nei sensi qui in rilievo, contrariamente a quanto sostiene l'appellante in base ad un'inesatta lettura espansiva di un precedente giurisprudenziale - anche, ed essenzialmente, dalla dichiarazione di remuneratività del prezzo richiesto in sede di offerta economica pag.9, lettera a , dichiarazione il cui obbligo di produzione era, significativamente, assistito da comminatoria di esclusione. 14. Ne risulta che, dato il complesso delle disposizioni di gara in questione, non può dirsi, contrariamente all'assunto appellatorio, che, concretamente, la firma dell'attestato di sopralluogo equivalesse alla dichiarazione attestante l'assunzione di responsabilità della serietà e remuneratività dell'offerta idonea a porre l'amministrazione al riparo da eventuali successive contestazioni dell'impresa in fase di esecuzione contrattuale. 15. La firma in questione, non corrispondente, data la concreta disciplina regolante la fattispecie qui in esame, a quella presa in esame dai precedenti citati dall'appellante, si riverbera piuttosto in una formalità tesa ad assicurare, con ancor più ampio margine di certezza, l'assolvimento, da parte dell'impresa offerente, di quel momento cognitivo cui era finalizzato il sopralluogo, dandosi, cioè, certezza ulteriore che il sopralluogo avrebbe portato i suoi effetti di presa di conoscenza anche a coloro che avrebbero elaborato l'offerta economica. 16. Ma in tal senso, la certezza di tale effetto cognitivo è attestata, autonomamente, dalla stessa produzione dell'attestato in fase di offerta, poiché è evidente che i rappresentanti dell'impresa rimanevano sempre responsabilmente nella facoltà di determinarsi a non presentare l'offerta stessa, una volta che il sopralluogo non avesse fornito le dovute certezze di eseguibilità e di remuneratività in relazione alla fase di esecuzione del contratto. 17. Si deve pertanto presumere, secondo un principio di normalità e ragionevolezza dell'intendimento dei comportamenti negoziali della parte, che la stessa produzione dell'attestato implichi la autoattribuzione all'impresa, e quindi agli organi rappresentativi che ne esprimono la volontà negoziale, del suddetto effetto cognitivo. 18. Ne consegue, altrettanto, che la mancata sottoscrizione in questione, nel contesto di un'offerta contenente le ulteriori dichiarazioni più volte citate, volte a imputare all'offerente l'effetto vincolante della serietà e impegnatività delle concrete condizioni offerte , assume perciò il valore di una mera irregolarità, non influente sul perseguimento di alcun apprezzabile interesse sostanziale della stazione appaltante e non rientrante, per altro verso, in alcuna delle ipotesi per le quali fosse prevista espressamente l'esclusione , mentre, inoltre, non risulta idoneo a impingere, per la sua natura qui ricostruita, sul rispetto della par condicio. 19. Alla luce delle assorbenti considerazioni che precedono, l'appello va respinto. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione sesta, respinge il ricorso in appello indicato in epigrafe, confermando la sentenza impugnata. Condanna l'appellante alla rifusione delle spese di giudizio liquidate in Euro 5000,00, di cui 4000,00 per diritti ed onorari, oltre a oneri di legge, nei confronti di ciascuna delle parti costituite. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 9 N.R.G. 3108/2006 FF