Software pirata, in Italia le copie hanno superato gli originali

Presentati da Bsa i risultati dello studio sulla pirateria informatica a livello mondiale. Mentre in Cina, Russia e India il fenomeno si riduce, la realtà italiana vede aumentare gli illeciti del 3 per cento

Italia pecora grigia nella classifica mondiale dei pirati del software. È quanto si evince dall'annuale rapporto presentato da Business Software Alliance Bsa, la maggior organizzazione di produttori e realizzato da Idc International Data Group nel quale si fotografa la situazione mondiale degli illeciti che hanno per oggetto la diffusione di software in violazione dei diritti legittimi in pratica la condivisione, cessione gratuita o vendita di software illecitamente copiato in violazione degli accordi di licenza d'uso, oppure crackato o patchato per aggirare le protezioni anticopia ove esistenti . Da questa analisi relativa al 2005 emerge infatti che in Italia il 53 per cento del software installato non è originale dato grave perché segna un incremento del 3 per cento rispetto all'anno precedente quando per ogni originale c'era in giro solo una copia illegale mentre i Paesi dove i pirati hanno visto ridursi maggiormente il giro d'affari sono Cina meno 4 per cento , Russia meno 4 per cento , Ucraina meno 6 per cento e Marocco meno 4 per cento , tutte aree in cui la contraffazione era molto elevata. Lo studio di Bsa rileva che in quei Paesi il risultato positivo è frutto di un'azione congiunta tra le campagne di sensibilizzazione del pubblico e l'applicazione più rigorosa e puntuale delle normative di contrasto. A livello mondiale, comunque, il tasso medio della pirateria del software risulta stabile sul 35 per cento dell'installato, come dire che in un caso su tre quello che gira sul computer non è regolare. Questa relativa stabilità, secondo il rapporto presentato da Bsa, deriva da un bilanciamento di tendenze opposte in collocazioni geografiche differenti una riduzione del fenomeno nei Paesi più sviluppati e dove le sanzioni applicabili cominciano a concretizzare una deterrenza reale e, per contro, una crescita negli Stati dove lo sviluppo informatico è più recente e le leggi di tutela non sono ancora state adeguate lasciando spazio alle contraffazioni, spesso commercializzate via Internet. Il fatto però che il tasso di pirateria complessivo sia rimasto fermo non significa una stabilità del pedaggio pagato dall'intero sistema ideatori, programmatori, case produttrici, via via fino ai rivenditori . Le perdite complessive, infatti, sono arrivate a superare i 34 miliardi di dollari un incremento che, spiega il rapporto, deriva dalla naturale espansione del mercato dell'Information Technology, in particolar modo nei Paesi emergenti. L'area geografica ritenuta più preoccupante è quella dell'Europa occidentale, dove, nonostante i mercati siano considerati maturi e i sistemi socio-economici siano notevolmente evoluti, la pirateria del software non arretra, segnando anzi un incremento medio di circa un punto percentuale. Con punte peggiorative per Italia, come si è detto, ma anche Spagna e Portogallo tutte a più 3 per cento e con un'altra eccezione negativa costituita dalla Francia dove la pirateria guadagna un altro due per cento. La filiale italiana di Bsa esprime stupore, oltre che preoccupazione, per il trend nazionale delle contraffazioni. L'ulteriore incremento delle copie pirata è giudicato sconcertante - da Francesca Giudice, presidente di Bsa Italia - proprio perché viene registrato in un anno che ha visto intensificarsi notevolmente l'impegno delle forze dell'ordine nel contrasto del fenomeno e la collaborazione di Bsa alla loro attività . L'auspicio per il futuro, rileva l'organizzazione, è quello di collaborazione, anche con il Governo, e azioni sempre più incisive per rimuovere quello che, aspetti penali a parte, viene ritenuto un problema socioculturale di base, che va affrontato con ancora maggiore decisione e adeguati investimenti da parte delle istituzioni . Non è d'altra parte una novità che questo tipo di illecito, soprattutto tra i più giovani, non sia percepito come illecito nella sua effettiva gravità, nonostante le numerose campagne d'informazione realizzate. Da segnalare, infine, i peggiori e i migliori , così come li classifica su base numerica il rapporto annuale i Paesi con la più bassa percentuale di pirateria sono gli Stati Uniti 21 per cento , Nuova Zelanda 23 per cento , Austria e Finlandia entrambe al 26 per cento . Dove invece i pirati la fanno da padroni, è in Vietnam e Zimbabwe con il 90 per cento di illeciti, vale a dire che solo un software installato su dieci è regolare ma non sono molto migliori le situazioni relative a Indonesia 87 per cento il tasso di pirateria , Cina e Pakistan entrambi all'86 per cento . E sempre in materia di danno complessivo connesso al fenomeno, il rapporto ricorda come - al di là delle perdite delle imprese - le contraffazioni sottraggono risorse preziose anche agli Stati in considerazione del gettito fiscale che viene a mancare e che, invece, si sarebbe prodotto attraverso la commercializzazione regolare. m.c.m.

BSA studio sulla pirateria software rapporto per l'anno 2006