Reddito minimo di inserimento: sul reato da contestare a chi trucca le carte la parola alle Sezioni unite

Due tesi a confronto sull'ipotesi da configurare truffa ai danni di ente pubblico o indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato

Quale reato commette chi ha truccato le carte per ottenere dal Comune il reddito minimo d'inserimento? Saranno le Sezioni unite della Cassazione a chiarirlo dopo l'ordinanza di rimessione 1387/07 disponibile fra i documenti correlati che rileva l'esistenza di un contrasto giurisprudenziale nell'ambito delle pronunce emesse dalla sesta sezione della Suprema corte oltre che fra le pronunce di altre sezioni . Il massimo consesso di piazza Cavour dovrà decidere se si può configurare il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato articolo 316ter Cp per la condotta di chi ottiene dalla pubblica amministrazione l'integrazione del reddito minimo d'inserimento presentando dichiarazioni e documenti falsi in modo da attestare i requisiti previsti dal D.Lgs 237/98 si tratta di un trasferimento monetario da interpretare come una misura di contrasto della povertà e dell'esclusione sociale . Contro la qualificazione giuridica adottata dal Tribunale, che punta sull'articolo 316ter Cp, ricorre il procuratore generale della Repubblica sostiene invece che la condotta sia riconducibile all'ipotesi di truffa ai danni di un ente pubblico articolo 640, commi 1 e 2, n. 1 Cp . Aiuti all'economia. Ecco le due tesi a confronto, a cominciare da quella contraria all'interpretazione scelta del Tribunale. Secondo l'orientamento inaugurato dalla sentenza 26919/05, emessa dalla sesta sezione penale, il reddito minimo di inserimento - come altre erogazioni pubbliche di natura assistenziale - non rientra fra quelle cui fanno riferimento le norme incriminatrici di cui agli articoli 316ter Cp e 640bis Cp Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche . Due le argomentazioni a sostegno di questa tesi una di carattere testuale, l'altra di natura sistematica. La prima l'analisi del testo degli articoli 316ter Cp e 640bis Cp, osservano i supremi giudici, mostra che le erogazioni di cui si parla nella rubrica sono contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre dello stesso tipo, comunque denominate si tratta, insomma, delle provvidenze previste a sostegno delle attività economiche e produttive dallo Stato e dall'Unione europea, che offrono contributi in conto capitale e agevolazioni creditizie mentre quando il legislatore si riferisse alle erogazioni pubbliche di natura assistenziale, si legge nell'ordinanza, le designa come sussidi o indennità . La seconda argomentazione il sistema sanzionatorio previsto dagli articoli 316ter Cp e 640bis Cp è particolarmente penetrante e appare nato per reprimere un'ampia e sofisticata gamma di condotte illecite per ottenere indebitamente finanziamenti che possono essere messe in atto da soggetti molto dinamici e avvertiti come i potenziali destinatari di contributi pubblici cfr., sullo stesso orientamento, le sentenze 2270/05, 24593/05, 29446/05, 7569/06 e 30175/06, tutte emesse dalla sesta sezione penale . Senza distinzioni. Passiamo ora sull'altro fronte. Il secondo orientamento è fondato innanzitutto sulla sentenza 34437/06, emessa sempre dalla sesta sezione. E sostiene che l'unico reato che sussiste quando si ottiene un indebito trasferimento monetario per l'integrazione del reddito minimo d'inserimento è quello previsto e punito dall'articolo 316ter Cp, senza che con esso concorra il reato di cui all'articolo 483 Cp Falsità materiale commessa dal privato in atto pubblico . Secondo quest'indirizzo il termine contributo non può essere riferito univocamente agli incentivi del sistema economico il dato letterale, dunque, non autorizzerebbe un'interpretazione restrittiva dell'articolo 316ter Cp. Ma c'è anche una considerazione di ordine sistematico il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato articolo 316ter Cp appare residuale rispetto a quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche articolo 640bis Cp e la previsione soltanto per il primo di una soglia di punibilità sembra indicare un diverso ambito di applicabilità e l'inclusione nella fattispecie dei due reati di ogni forma di erogazione di denaro pubblico, senza distinzione di finalità. E così la differenziazione del tipo di illecito sarebbe rimessa alla modalità della condotta cfr. le sentenze 23208/05 e 39761/03 . Ora la parola passa alle Sezioni unite. d.f.

Cassazione - Sezione sesta penale up - ordinanza 13 dicembre 2006-19 gennaio 2007, n. 1387 Presidente Ambrosini - Relatore Rossi Pm D'Angelo - Ricorrente Pg in proc. Pizzimenti Fatto 1. Il Pizzimenti è stato imputato a del reato di agli articoli 640 e 640bis Cp per avere - con artifici e raggiri consistiti nel rappresentare falsamente al Comune di Isola Capo Rizzato nel corpo di una istanza per l'accesso al reddito minimo di inserimento di possedere i requisiti previsti dal D.Lgs 237/98, tacendo la disponibilità di beni - indotto in errore il Comune che procedeva all'erogazione di somme per un importo pari a euro 18.161 nel periodo ottobre 1998-marzo 2000 b del reato di cui agli articoli 81 e 483 Cp per false attestazioni nel corpo della istanza per l'accesso al reddito minimo di inserimento. 2. All'esito del giudizio il Tribunale di Crotone ha ritenuto il Pizzimenti colpevole del reato a lui ascritto al capo a , qualificata l'imputazione nel reato di cui all'articolo 316ter, comma 1, Cp, ritenuta assorbita nell'imputazione di cui al capo a della rubrica l'ipotesi contestata al capo b e, concesse le circostanze attenuanti generiche lo ha condannato alla pena di mesi quattro di reclusione. 3. Avverso tale sentenza del Tribunale di Crotone, emessa in data 7.10.2005, ricorre il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro deducendo la violazione di cui all'articolo 606, comma 1, lettera b Cpp inosservanza ed erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche di cui si deve tenere conto nell'applicazione della legge penale in relazione all'articolo 640, commi 1 e 2, n. 1, Cp e sostenendo che, sulla base della sentenza 750/05 della VI Sezione penale di questa Corte, la condotta dell'agente deve essere ritenuta riconducibile alla ipotesi di truffa ai danni di un ente pubblico con la conseguenza che è erronea la qualificazione giuridica adottata dal Tribunale di Crotone. Diritto 1. Nell'affrontare il ricorso in esame il collegio registra l'esistenza di un contrasto giurisprudenziale sia tra diverse pronunce della VI Sezione penale sia rispetto a pronunce di altre Sezioni di questa Corte su di una questione centrale ai fini della decisione del presente ricorso, questione che può essere così sinteticamente riassunta se sia configurabile il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato nella condotta di chi, mediante la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, consegue indebitamente dalla pubblica amministrazione un trasferimento monetario per l'integrazione del reddito minimo di inserimento di cui al D.Lgs 237/98. 2. Secondo un primo orientamento, inaugurato dalla sentenza Cassazione, VI, 26919/05, ric. Belcastro e proseguito da numerose decisioni Cassazione, VI, 24593/05, ric. Strazzanti 29446/05, ric. Aiello 2270/05, ric. Scerbo 7569/06, ric. Liva 30175/06, rìc. Montagna compito prioritario dell'interprete è verificare se effettivamente il reddito minimo di inserimento sia da ricomprendere nel novero delle erogazioni pubbliche cui fanno riferimento le norme incriminatici previste dall'articolo 316ter Cp Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e dall'articolo 640bis Cp Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche . 2. 1. Al riguardo si sostiene che, se si varca la soglia della rubrica delle due norme incriminatici rubrica che contiene la generica dizione di erogazioni pubbliche e se si procede ad analizzare il testo degli articoli 316ter e 640bis Cp, si constata che le erogazioni di cui parlano tali norme sono più dettagliatamente individuate come contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate . Le voci inserite dal legislatore negli articoli 316ter e 640bis Cp per specificare le erogazioni pubbliche sono, dunque, quelle normalmente usate nei testi legislativi per designare le erogazioni di carattere economico-finanziario previste a sostegno delle attività economiche e produttive. È infatti nell'ambito delle attività economiche e produttive che lo Stato, gli altri enti pubblici o le Comunità europee intervengono offrendo contributi in conto capitale per la promozione o per lo sviluppo di imprese, ponendo in essere un'ampia gamma di agevolazioni creditizie finanziamenti o mutui agevolati finalizzate a dare impulso ed a fornire supporto agli operatori economici privati ed approntando analoghe forme di aiuto dell'iniziativa economica. Secondo l'indirizzo giurisprudenziale in esame i contributi , i finanziamenti , i mutui agevolati e le erogazioni dello stesso tipo menzionati negli articoli 316ter e 640bis Cp presentano caratteristiche strutturali e finalità profondamente differenti da quelle delle erogazioni pubbliche di natura assistenziale che hanno la funzione di fornire mezzi di sussistenza, aiuto economico o integrazioni di, reddito a soggetti che versano, temporaneamente o permanentemente, in condizione di indigenza o di bisogno. E tale differenza si rispecchia nel linguaggio del legislatore che di volta designa le erogazioni pubbliche assistenziali come sussidi , indennità , integrazioni dei redditi o delle pensioni, differenziandole nettamente, anche sotto il profilo terminologico, dagli interventi pubblici di carattere economicofinanziario a sostegno dell'economia e delle attività produttive. L'analisi letterale delle due norme incriminatici induce dunque a ritenere - sempre secondo il filone giurisprudenziale che si sta illustrando - che le erogazioni di natura assistenziale sussidi, indennità, integrazioni di reddito o di pensione non siano da ricomprendere nella sfera di applicazione degli articoli 316ter e 640bis c.p, che resta invece riservata ai casi di illecita o fraudolenta percezione di contributi pubblici di carattere economico-finanziario contributi, finanziamenti mutui agevolato o altre erogazioni dello stesso tipo . 2.2. All'argomento testuale - che si fonda sulla ricognizione del linguaggio normalmente usato dal legislatore - si ricollegano considerazioni di natura sistematica convergenti verso lo stesso risultato interpretativo. In proposito si mette in luce il carattere particolarmente penetrante del sistema sanzionatorio previsto dal legislatore che punisce, ai sensi dell'articolo 316ter Cp, l'agente che si limita ad esporre all'ente erogatore falsi dati o false notizie e riserva il più severo trattamento previsto dall'articolo 640bis Cp a chi trasferisce gli uni o gli altri in pubblici documenti o fornisce alla falsa rappresentazione della realtà un supporto avente efficacia probatoria, come ad es. la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà e se ne trae la conclusione che un siffatto sistema appare specificamente costruito per soddisfare le esigenze di repressione di quella ampia e sofistica gamma di condotte illecite che possono essere poste in essere - al fine di ottenere erogazioni non dovute -da soggetti normalmente dinamici ed avvertiti come i potenziali destinatari di contributi pubblici di carattere economicofinanziario. 2.3. In quest'ottica si ritiene che la resa di dichiarazioni mendaci e le false attestazioni dell'imputato in ordine alle proprie condizioni personali, familiari e patrimoniali al fine di ottenere l'erogazione dell'indennità denominata reddito minimo di inserimento non integrino né gli estremi del reato previsto dall'articolo 316ter Cp né quelli del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, contemplato dall'articolo 640 bis del Cp, perché il reddito minimo di inserimento, al pari di altre erogazioni pubbliche assistenziali, non rientra tra le erogazioni cui fanno riferimento tali norme incriminatici. 3. Il secondo orientamento, che ha la sua più compiuta espressione nella sentenza Cassazione VI, 34437/06, ric. Russo ma è stato affermato anche da Cassazione, 23208/05, ric. Pepe e da Cassazione, VI, 39761/03 analizza criticamente gli argomenti di ordine testuale e sistematico svolti dal primo filone giurisprudenziale, giungendo alla conclusione che essi non sono persuasivi e condivisibili. 3. 1. Il termine contributo - si afferma - non può essere univocamente riferito agli incentivi del sistema economico ed assumere il significato di esclusione delle provvidenze di carattere genericamente assistenziale. Si aggiunge inoltre che la differenziazione terminologica potrebbe forse valere per i finanziamenti, ma sembra inadeguata rispetto ai mutui agevolati che nella pratica possono riguardare, esemplificativamente, anche l'acquisto della prima casa e si sostiene che la categorizzazione stessa non regge in quanto i provvedimenti considerati nelle norme dettata dagli articoli 316ter e 640bis Cp sono costituiti in ogni caso da sovvenzioni, ossia da erogazioni, anche se finalizzate a obiettivi profondamente diversi. 3.2. Dopo aver escluso che il dato letterale autorizzi una interpretazione restrittiva dell'articolo 316ter Cp, l'indirizzo in esame afferma che le esigenze di tutela sono egualmente presenti e con la medesima intensità nel caso delle erogazioni di tipo strettamente assistenziale in quanto volte ad assicurare, con il supporto della sanzione penale, che le erogazioni pervengano agli effettivi destinatari. Inoltre l'introduzione nell'articolo 316ter Cp di una soglia di punibilità rapportata all'ammontare dell'erogazione indebitamente percepita può considerarsi riferita a erogazioni di tipo assistenziale anche in ragione dell'entità di tale ammontare, particolarmente modesta in rapporto alle maggiori erogazioni che riguardano il settore economico. Questa circostanza è ritenuta rilevante anche sotto il profilo sistematico in quanto la stessa introduzione di un reato, l'indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato articolo 316ter Cp , residuale rispetto a quello di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche articolo 640bis c.p e la previsione solo per il primo di una soglia di punibilità appaiono indicative di un diverso ambito dì applicabilità ed attestano l'inclusione nella fattispecie dei due reati di ogni forma di erogazione dì danaro pubblico senza distinzione di finalità essendo rimessa alle modalità della condotta la differenziazione del tipo di illecito e non essendovi ragione di punire meno gravemente l'autore della condotta prevista dall'articolo 640bis Cp allorché essa riguardi erogazioni di tipo assistenziale. 3.3. Dall'insieme delle considerazioni svolte il secondo orientamento giurisprudenziale trae la conclusione che, con riguardo al reddito minimo di inserimento, l'articolo 316ter Cp si pone come norma speciale rispetto all'articolo 483 Cp sicché sussiste concorso apparente di norme e, secondo la disposizione dell'articolo 15 Cp, deroga della disposizione speciale rispetto a quella generale. Con la conseguenza che l'unico reato sussistente nel caso di ottenimento - mediante la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere - di un indebito trasferimento monetario per l'integrazione del reddito minimo di inserimento di cui al D.Lgs 237/98 è quello previsto e punito dall'articolo 316ter Cp senza che con esso concorra il reato di cui all'articolo 483 Cp . 4. Il contrasto giurisprudenziale di cui si sono sinteticamente esposti i termini investe questioni che, per il loro oggettivo rilievo e per l'esigenza di dare rapidamente vita ad una soluzione uniforme e persuasiva, meritano di essere sottoposte al vaglio delle Su di questa Corte. PQM Rimette il ricorso alle Su.