Dvd e videocassette: l'Iva agevolata per tutti ridurrebbe la pirateria

L'Authority ritiene distorsivo della concorrenza il trattamento fiscale che oggi avvantaggia i supporti venduti insieme a giornali e riviste. Un allineamento verso il basso potrebbe anche favorire il mercato degli originali da videoteca

Non è conforme ai principi generali della concorrenza il differente regime impositivo che grava sui Dvd a seconda del diverso canale distributivo adottato, ovvero tra quelli venduti autonomamente presso il mercato della vendita al dettaglio e per gli stessi prodotti venduti invece come allegati alla stampa quotidiana o periodica. Per la normale vendita infatti, nel caso dei consueti esercizi commerciali, i supporti audiovisivi venduti autonomamente, secondo l'attuale normativa vigente, sono soggetti all'aliquota Iva ordinaria del venti per cento nel caso invece degli abbinamenti con giornali e riviste, in virtù del Dpr n. 633/72 e sue modificazioni , attraverso una sua lettura, in molti casi l'imposizione si ferma al quattro per cento, cioè al regime fiscale agevolato in materia di Iva per i prodotti editoriali quotidiani e periodici. L'estensione dell'agevolazione avviene perché proprio il decreto citato ciò nel caso in cui i supporti integrativi nastri, dischi, videocassette, eccetera siano venduti anche gratuitamente, in un'unica confezione, unitamente unitamente a giornali quotidiani, periodici e libri a condizione che i beni unitamente ceduti abbiano prezzo indistinto e che il costo dei supporti integrativi non sia superiore al 50% del prezzo della confezione stessa . La norma chiarisce che ove non ricorrano tali condizioni, l'imposta si applica con l'aliquota del supporto integrativo , vale a dire quella più elevata di ben sedici punti. La stessa legge non qualifica come supporti integrativi e quindi garantisce la minima aliquota quelli che integrando il contenuto dell'opera principale - libro, giornale o periodico che sia - siano ad esso funzionalmente connessi a sancire tale connessione è l'editore con apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio da presentare al competente ufficio Iva prima della commercializzazione. In pratica si dovrebbe pensare che tale connessione possa essere, per fare un esempio, quella delle riviste di informatica e computing che allegano Cd e Dvd con programmi in prova recensiti nella rivista, Cd e Dvd di immagini e test connessi di apparecchiature per le riviste di fotografia, video e situazioni consimili. Nella realtà non è così. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha compiuto una serie di accertamenti per verificare l'andamento degli allegati costituiti da supporti integrativi. Ed ha scoperto - ma forse non era difficile ipotizzarlo, visto le trasformazione delle rivendite di giornali in supermarket multimediali - che l'aliquota applicata riguardo alla totalità delle vendite abbinate di testate quotidiane e periodiche risulta in effetti essere quella ridotta del 4%, in quanto il dichiarato costo dell'acquisto della videocassetta risulta sempre inferiore al 50 % del prezzo al pubblico della confezione unitaria . L'Antitrust ritiene che tale situazione sia suscettibile di causare distorsioni nel regolare dispiegarsi della concorrenza, alla luce del differente trattamento fiscale e, per questo, ha inviato una segnalazione ai presidenti di Camera e Senato, al presidente del Consiglio e al ministro dell'Economia per evidenziare come si ritenga opportuno un intervento normativo che consenta il trattamento più favorevole - aliquota al quattro per cento - per tutti i Dvd e videocassette indipendentemente dal canale distributivo. La diversità di trattamento fiscale per i prodotti non editoriali, venduti in abbinamento con quotidiani e periodici, o nei luoghi tipici di vendita - annota l'Authority nella sua segnalazione, qui leggibile come documento correlato - riduce la competizione tra imprese attive in segmenti diversi del mercato distributivo edicole e altri canali tradizionali , che offrono gli stessi prodotti, anche se diversi dal punto di vista qualitativo . Un provvedimento di riallineamento delle aliquote, oltre a scoraggiare la pirateria, produrrebbe a detta dell'Antitrust effetti positivi sui consumatori eliminando distorsioni ingiustificate tra le imprese che offronto tali tipi di supporti. m.c.m.

Autorità garante della concorrenza e del mercato Mercati della vendita e del noleggio di dvd e videocassette Roma, 27 gennaio 2006 Nell'esercizio dei poteri di segnalazione di cui all'articolo 21 della legge 287/90, seppure nell'imminente conclusione della legislatura in corso, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende porre in evidenza gli effetti distorsivi della concorrenza tra operatori presenti nei diversi canali distributivi del mercato della vendita al dettaglio di DVD e videocassette derivanti dalla presenza di due differenti aliquote, previste dalla normativa vigente relativa all'Imposta sul Valore Aggiunto IVA , per i supporti audiovisivi venduti autonomamente e per gli stessi prodotti venduti in allegato alla stampa quotidiana e periodica. Tali distorsioni non risultano giustificate da ragioni di interesse pubblico. In particolare, il Dpr 633/72 Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto di seguito il decreto e successive modifiche ha introdotto uno specifico regime fiscale agevolato relativo all'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto per i prodotti editoriali quotidiani e periodici. Per tale categoria merceologica, infatti, attualmente l'aliquota IVA prevista è ridotta pari al 4%. Per la normale vendita di supporti audiovisivi, invece, il legislatore prevede al presente, dopo numerosi interventi normativi, l'aliquota ordinaria del 20%. L'articolo 74 lettera c del decreto e successive modifiche ha inoltre disciplinato il trattamento IVA applicabile specificatamente a prodotti editoriali e agli allegati venduti congiuntamente. Gli allegati vengono distinti in supporti integrativi , tra cui figurano i DVD e le videocassette, e altri beni , introducendo un duplice regime circa l'applicazione dell'imposta indiretta a seconda del tipo di allegato. Riguardo specificatamente la vendita di giornali con supporti integrativi, risulta dovuta l'attuale imposta agevolata del 4% per il commercio di giornali quotidiani, di periodici, di libri, dei relativi supporti integrativi e di cataloghi, dagli editori sulla base del prezzo di vendita al pubblico [ ]. Per supporti integrativi si intendono i nastri, i dischi, le videocassette e gli altri supporti sonori o videomagnetici ceduti, anche gratuitamente, in un'unica confezione, unitamente a giornali quotidiani, periodici e libri a condizione che i beni unitamente ceduti abbiano prezzo indistinto e che il costo dei supporti integrativi non sia superiore al 50% del prezzo della confezione stessa. Qualora non ricorrano tali condizioni, l'imposta si applica con l'aliquota del supporto integrativo [ ] . L'articolo 74 lettera c del decreto prevede anche che non siano considerati supporti integrativi o altri beni quelli che integrando il contenuto dei libri, giornali quotidiani e periodici sono ad esso funzionalmente connessi e tale connessione risulti da dichiarazione sostitutiva di atto notorio di cui alla legge 15/1968, presentata prima della commercializzazione, ai sensi dell'articolo 35, presso il competente ufficio dell'imposta sul valore aggiunto . Pertanto, prodotti audiovisivi volti ad integrare in senso stretto il prodotto editoriale, in quanto esplicano una funzione illustrativa del contenuto dello stesso, non vengono identificati quali supporti integrativi come qualunque videocassetta o DVD allegato ma sono bensì considerati alla stregua delle testate editoriali e pertanto viene applicata l'aliquota ridotta del 4 % in tutte le circostanze. Sulla base degli accertamenti svolti da questa Autorità, è stato possibile constatare che l'aliquota applicata riguardo alla totalità delle vendite abbinate di testate quotidiane e periodiche risulta in effetti essere quella ridotta del 4%, in quanto il dichiarato costo dell'acquisto della videocassetta risulta sempre inferiore al 50 % del prezzo al pubblico della confezione unitaria. A giudizio di questa Autorità, le disposizioni normative che prevedono attualmente un differenziale pari a sedici punti percentuali, tra l'aliquota applicabile a videocassette e a DVD venduti autonomamente e quella per gli stessi prodotti allegati a giornali, appaiono avere introdotto una alterazione dell'assetto concorrenziale del mercato direttamente interessato, cioè quello della vendita al dettaglio di videocassette e di DVD. In particolare, tali norme discriminano a svantaggio delle imprese commerciali non collegate a gruppi editoriali che svolgono attività di vendita al dettaglio di DVD e videocassette. La vendita di prodotti editoriali quotidiani e periodici gode già della significativa forma di sostegno pubblico derivante dall'aliquota IVA ridotta. Tale aliquota ridotta non produce effetti distorsivi della concorrenza nel mercato editoriale, in quanto viene applicata a tutti gli operatori senza distinzione. La diversità di trattamento fiscale per i prodotti non editoriali, venduti in abbinamento con quotidiani e periodici, o nei luoghi tipici di vendita, riduce la competizione tra imprese attive in segmenti diversi del mercato distributivo edicole e altri canali tradizionali , che offrono gli stessi prodotti, anche se diversi dal punto di vista qualitativo. Alla luce di quanto sopra esposto, questa Autorità ritiene opportuno un intervento normativo volto ad assicurare il trattamento fiscale più favorevole, cioè quello del 4%, sui DVD e le videocassette, in qualunque canale distributivo siano venduti. Una simile misura, infatti, oltre a scoraggiare la diffusione della pirateria, avrebbe la conseguenza desiderabile di produrre effetti positivi sui consumatori, eliminando ingiustificate distorsioni concorrenziali tra le imprese che, nei diversi canali distributivi, offrono DVD e videocassette.