Equo indennizzo, il parere delle commissioni ospedaliere non garantisce nulla

Il comitato per le pensioni può decidere in modo diverso e non riconoscere la causa di servizio

Equo indennizzo, i pareri espressi dalle commissioni mediche ospedaliere in sede di accertamento della dipendenza delle infermità da causa di servizio non pregiudicano né condizionano il giudizio del Cmitato per le pensioni privilegiate ordinarie. A chiarirlo è stata la sesta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 5699/06 depositata lo scorso 28 settembre e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha respinto il ricorso di un dipendente delle Poste Spa che si era visto negare dall'amministrazione la concessione dell'equo indennizzo secondo quanto stabilito dal Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie. Tale parere, del resto, si legge nella decisione, discostandosi dal diverso avviso del collegio medico dell'ospedale di Catanzaro, aveva escluso che la malattia denunciata dal lavoratore infarto del miocardio fosse dipesa da causa di servizio . I giudici di piazza Capo di Ferro hanno spiegato che la disciplina introdotta nel 1987 prevede che il riconoscimento della dipendenza dell'infermità da causa di servizio possa essere rimesso in discussione a seguito dell'acquisizione del parere negativo del Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie. Del resto, sia la concessione dell'equo indennizzo che quella della pensione privilegiata sono caratterizzate da cautele più incisive in relazione ai particolari oneri che possono gravare sull'erario. In questi casi, infatti, hanno concluso i consiglieri di Stato, occorre appurare non solo la semplice dipendenza della malattia da causa di servizio, ma anche in che misura si sia verificato un effetto invalidante. Infine, l'amministrazione non è obbligata a chiarire le ragioni per le quali aderisce al parere del comitato per le pensioni privilegiate ordinarie piuttosto che a quello opposto espresso ad un altro organo sanitario. Tuttavia, il comitato per le pensioni privilegiate ordinarie per la sua struttura e le sue funzioni è competente ad esprimere un parere più completo ed esauriente rispetto a quello reso da organi aventi natura solo tecnica. Per cui, l'amministrazione qualora ritenga di disattendere il parere del comitato è tenuta a spiegarne le ragioni. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 20 giugno-28 settembre 2006, n. 5699 Presidente Giovannini - Estensore Luce Ricorrente Burgo Fatto Con sentenza 965/00, del 23 giugno-17 luglio 2000, il Tribunale amministrativo regionale della Calabria respingeva il ricorso n. 221/98 proposto da Burgo Santo Michelino contro Poste italiane Spa per l'annullamento del provvedimento del direttore del personale dell'ente prot. APO/PC/4/ /PR/73923, del 7 novembre 1997, di diniego di concessione dell'equo indennizzo. Contro l'indicata decisione il Burgo ha proposto appello al Consiglio di Stato chiedendo, con ricorso notificato il 20 luglio 2001, la riforma dell'impugnata decisione con l'accoglimento della domanda proposta in primo grado ed il ricorso, nella resistenza dell'intimata amministrazione, che ne ha chiesto il rigetto, è stato chiamato per l'udienza odierna al cui esito è stato trattenuto in decisione dal collegio. Diritto Burgo Santo Michelino, dirigente dell'ente Poste italiana Spa, ha impugnato al Tar della Calabria il provvedimento del direttore del personale dell'ente indicato in premessa di diniego di concessione dell'equo indennizzo. Il Provvedimento di diniego era stato adottato in conformità al parere del Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie il quale, discostandosi dal diverso avviso del collegio medico dell'ospedale di Catanzaro, aveva escluso che la malattia denunciata dal Burgo infarto del miocardio occorsogli il 6 novembre 1989 fosse dipesa da causa di servizio. Contro l'indicata sentenza il Burgo propone appello deducendone l'erroneità e contraddittorietà della motivazione della decisione. L'appello è infondato e come tale va respinto. Ed invero, a seguito, della novella introdotta dall'articolo 5bis legge 472/87, i giudizi espressi dalle commissioni mediche ospedaliere in sede di accertamento della dipendenza dell'infermità da causa di servizio ed i conseguenti provvedimenti adottati dall'amministrazione non pregiudicano né condizionano il giudizio del comitato per le pensioni privilegiate nei procedimenti tesi al riconoscimento dell'equo indennizzo o della pensione privilegiata. La nuova disciplina introdotta, nel conferire definitività ai giudizi emessi dalle commissioni mediche ospedaliere, comporta, quindi, che il riconoscimento della dipendenza di una infermità da causa di servizio, già operato dall'amministrazione per altri effetti spese di cura, misura degli assegni durante il periodo di aspettativa , possa essere rimesso in discussione a seguito dell'acquisizione del parere negativo del comitato stesso nell'ambito dei procedimenti di concessione dell'equo indennizzo e della pensione privilegiata, caratterizzati da più incisive cautele in relazione ai particolari oneri che da essi possono derivare a carico dell'erario CdS, Sezione sesta, 3028/05 . In questi ultimi casi, infatti, non occorre appurare la semplice origine da causa di servizio della malattia, ma pure se ed in che misura si sia verificato un effetto invalidante, apparendo allora razionalmente giustificato, alla luce delle rilevanti conseguenze sulla spesa pubblica, che in dette ipotesi, anche a costo di possibili difformità valutative, l'apprezzamento sia affidato al parere, nemmeno vincolante, di un organo imparziale per la sua stessa composizione, il quale contribuisce a realizzare il principio del buon andamento attraverso l'arricchimento degli elementi di giudizio posti a disposizione dell'amministrazione Corte costituzionale, 209/96 . Inoltre, in sede di riconoscimento di malattia dipendente da causa di servizio ai sensi dell'articolo 117 Tu 1092/73, l'amministrazione non è obbligata a chiarire le ragioni per le quali aderisce al parere del comitato per le pensioni privilegiate ordinarie anziché a quello opposto reso da altro organo sanitario, giacché le ragioni della scelta sono poste a carico dello stesso comitato che, per la sua struttura e le sue funzioni, è competente ad esprimere un parere più completo ed esauriente rispetto a quello reso da organi aventi natura solo tecnica l'amministrazione medesima, solo ove ritenga di disattendere il suddetto parere è tenuta ad esternare le ragioni di tale determinazione solo se ritiene di disattendere il suddetto parere CdS, Sezione sesta, 282/96 . Nel caso in esame, come correttamente rilevato dal Tribunale amministrativo regionale, l'impugnato provvedimento ha espressamente rilevato, facendone proprio il contenuto, il parere del Comitato per le pensioni privilegiate ordinarie il quale ha, con apprezzamento tecnicodiscrezionale adeguatamente motivato, escluso che l'infermità del dipendente fosse derivante da causa di servizio. L'appello va pertanto respinto con compensazione delle spese processuali ricorrendovi giusti motivi per la peculiarità della lite. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione sesta, respinge l'appello e conferma la decisione impugnata. Spese compensate. Ordina che la decisione venga eseguita in via amministrativa. 2 N.R.G. 8484/2001 FF