Le nuove tariffe forensi si applicano anche all’istanza di liquidazione del gratuito patrocinio

Fattispecie relativa ad un procedimento innanzi al Tribunale di Sorveglianza di un soggetto ammesso al gratuito patrocinio. Il deposito dell’istanza di liquidazione della notula è un atto processuale, perciò si applicheranno le nuove tariffe a tutte quelle depositate dopo il 23 agosto 2012. Nulla è riconosciuto per le fasi istruttoria e di esecuzione né per le spese documentate.

Il decreto emesso dal Tribunale di Sorveglianza di Torino lo scorso 27 febbraio è uno dei rari provvedimenti sull’applicazione delle nuove tariffe al processo penale ed è un vero e proprio saggio breve in materia. Il caso. Il legale di un non abbiente presentava istanza di liquidazione della parcella per l’attività prestata in un procedimento di sorveglianza. Il collegio nel liquidarla, secondo le tariffe ex DM 140/12, non ha riconosciuto alcune voci. Retroattività delle tariffe ed individuazione del momento conclusivo della prestazione. Come sancito dalla Cass. SS.UU. Civ. n. 17406/12 si applicano a tutti quei processi definitivamente conclusi e/o pendenti in cui il giudice deve procedere al saldo della notula secondo i parametri del D.M. n. 140/12, entrato in vigore il 23 agosto 2012. Questa data costituisce uno spartiacque , poiché il D.M. n. 127/04 sarà adottato solo per i procedimenti conclusi e definiti prima di questa data, come appena detto. Vigono per i processi civili, penali, tributari e per i procedimenti stragiudiziali. I vincoli connessi al gratuito patrocinio. È dibattuto se il deposito dell’istanza de qua ed il relativo giudizio che si instaura con esso rientri tra le attività rimborsabili o meno il collegio, richiamando la recente giurisprudenza in materia Cass. Pen. sez. IV numero /08 , sancisce che deve essere riconosciuto un compenso sia per la redazione dell’istanza di ammissione al gratuito patrocinio che per quella della liquidazione delle spettanze. Infatti gli artt. 74 e 75, D.P.R. n. 115/02 prevedono che l’assistenza dei non abbienti deve essere garantita sia nella fase preprocessuale che nell’esercizio dell’azione penale, poiché l’ammissione al gratuito patrocinio si estende ad ogni fase , ad ogni ordine e grado del giudizio, nonché per tutte le eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse , come quella in esame. Quali voci sono attribuibili? Le tariffe penali sono regolate dagli artt. 12-14, D.M. n. 140/12, e 84-170, D.P.R. n. 115/02. La tabella B del menzionato decreto del 2012 indica le voci ed i parametri cui si deve attenere il giudice od il collegio nel calcolare unitariamente gli onorari l’importo medio delle spese di lite, innanzi al Tribunale di Sorveglianza ed alla Corte di appello, deve essere pari a quello del tribunale monocratico aumentato del 60%, però le singole voci potranno essere aumentate o decurtate di una percentuale variabile a seconda dell’attività svolta e del valore medio della notula liquidanda. Nella nostra fattispecie i valori sono stati dimezzati. Orbene la suddetta tabella indica le seguenti fasi studio, introduttiva, istruttoria, decisoria ed esecutiva. I parametri adottati dal collegio. Ha rilevato che quanto sopra si applica anche alle forme assimilate al gratuito patrocinio, regolate dagli artt. 115-117, D.P.R. n. 115/02 difensore d’ufficio, di persona irreperibile o sotto protezione e che le regole indicate nelle menzionate tabelle non sono vincolanti, ma dettano principi di massima. Nel procedimento innanzi al Tribunale di Sorveglianza, però, la fase istruttoria orale o le attività ad essa assimilabili non esistono e quella esecutiva è già compresa nell’esecuzione della pena e/o delle misure cautelari, perciò non devono essere liquidate. Parimenti non vi è produzione né esame di documenti e quelli eventualmente depositati dalla parte sono già liquidati nella fase di studio ergo non possono essere calcolati nuovamente perché sarebbe una duplicazione delle voci vietata dalla legge. Pertanto, di solito nei procedimenti di sorveglianza nulla va riconosciuto per la fase istruttoria né per la fase di esecuzione . Le spese documentate sono rimborsabili? Non sono comprese tra i capi indicati dalla legge e devono essere documentate la notula è omnicomprensiva anche delle prestazioni accessorie ed esclude il forfait delle spese generali del 12,5% ma la giurisprudenza costante, salvo rari casi, l’ha sempre attribuito . A tali importi si devono aggiungere l’Iva e la CPA al 4% oneri accessori .Nella fattispecie, però, le spese documentate non sono state riconosciute, dato che il collegio non si è espresso sul punto nulla sulle spese documentate .

Tribunale di Sorveglianza di Torino, decreto 27 febbraio 2013 Presidente/Relatore Vignera Fatto e diritto 1.- Individuazione del parametro normativo. La superiore richiesta riguarda l’attività difensiva svolta dall’istante a favore di soggetto ammesso al patrocinio a spese dello Stato, la quale attività è iniziata in epoca precedente l’entrata in vigore del D.M. 140/2012 Decreto Ministero Giustizia 20 luglio 2012 n. 140, in Gazzetta Ufficiale 22 agosto 2012 n. 195, entrato in vigore il 23 agosto 2012 . Si pone, pertanto, preliminarmente nella fattispecie il problema dell’individuazione del parametro normativo, alla stregua del quale procedere alla liquidazione. A tal fine occorre, anzitutto, tenere presente il seguente insegnamento di Cassazione Sez. Un. Civili, 12 ottobre 2012, n. 17406 In virtù dell’art. 41 del D.M. 20 luglio 2012 n. 140, che è applicazione dell’art. 9 comma 2, D.L. 1/2012 conv. in L. 27/2012, i nuovi parametri sono da applicare ogni qual volta la liquidazione giudiziale intervenga in un momento successivo alla data di entrata in vigore del predetto decreto e si riferisca al compenso di un professionista che, a quella data, non abbia ancora completato la propria prestazione professionale, ancorché tale prestazione abbia avuto inizio e si sia in parte svolta in epoca precedente, quando ancora erano in vigore le tariffe professionali abrogate. Ne deriva che le tariffe abrogate possono trovare ancora applicazione qualora la prestazione professionale di cui si tratta si sia completamente esaurita sotto il vigore delle precedenti tariffe. Deve invece applicarsi il D.M. 140/2012 con riferimento a prestazioni professionali iniziatesi prima, ma ancora in corso quando detto decreto è entrato in vigore ed il giudice deve procedere alla liquidazione del compenso . 2. Individuazione del momento conclusivo della prestazione professionale. Ciò posto, nondimeno, si pone l’ulteriore problema di individuare il momento conclusivo della prestazione professionale solo per quelle conclusesi prima del 23 agosto 2012, infatti, risulta non applicabile il D.M. 140/2012 alla stregua del surricordato insegnamento della Suprema Corte. A questo scopo soccorre il ragionamento posto da Cass. pen., Sez. IV, 21 maggio 2008, n. 30040 a base della massima, secondo cui il difensore dell'imputato ammesso al patrocinio dei non abbienti ha diritto al compenso relativo anche all'attività di redazione dell'istanza di ammissione al suddetto patrocinio, nonché a quella relativa alla redazione dell'istanza di liquidazione dei propri onorari . Codesto ragionamento, più esattamente, si articola fondamentalmente nei seguenti passaggi desumibili dalla lettura della relativa motivazione - il patrocinio per la difesa del cittadino non abbiente è assicurato - come si legge nel D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 74, comma 1, - nel processo penale , per tale intendendosi, secondo la disposizione definitoria di cui all'art. 3, comma 1, lett. f , sia la fase preprocessuale, sia quella successiva all'esercizio dell'azione penale - precisa, poi, il successivo art. 75, comma 1, che l'ammissione al patrocinio è valida per ogni grado e per ogni fase del processo, nonché per tutte le eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse - tra queste ultime eventuali procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse deve farsi rientrare pure il subprocedimento introdotto dall’istanza di ammissione al patrocinio - del tutto arbitrario sarebbe, dunque, escludere dall'ambito di applicabilità delineato dal combinato disposto dell'art. 74, comma 1, e art. 75, comma 1, il subprocedimento in questione - non ha senso sostenere che la domanda di ammissione al patrocinio è attività propria del richiedente e non del suo difensore e che, pertanto, le relative spese per l'assistenza difensiva non sarebbero rimborsabili. La domanda di ammissione al patrocinio è, anzi, una delle prime, nelle sequenze del procedimento penale manifestazioni del diritto di volersi avvalere di un'effettiva difesa tecnica - analoghe considerazioni valgono con riferimento al riconoscimento delle voci relative al compenso per la redazione della istanza di liquidazione e deposito . Orbene! Poiché alla stregua di quanto precede pure la redazione dell’istanza di liquidazione costituisce una delle componenti della prestazione professionale, il deposito della stessa istanza rappresenta normalmente il momento conclusivo di quella prestazione a meno che, ovviamente, avverso il conseguente decreto di pagamento non venga proposta opposizione ex artt. 84-170 D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115. Nella fattispecie, pertanto, risultano applicabili i parametri introdotti dal D.M. 140/2012, atteso che - la richiesta di liquidazione del compenso è stata depositata successivamente alla data 23 agosto 2012 della sua entrata in vigore - conseguentemente, a quella data la prestazione professionale in discorso non poteva considerarsi completamente esaurita. 3. I parametri previsti dal D.M. 140/2012 per l’attività giudiziale innanzi alla Magistratura di Sorveglianza. La Magistratura di Sorveglianza provvede di regola alla liquidazione dei compensi spettanti ai difensori di soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato o in ipotesi a questa assimilate dagli artt. 115 ss. D.P.R. 115/2002 v. art. 115 per il difensore di persona ammessa al programma di protezione dei collaboratori di giustizia art 116 per il difensore di ufficio art. 117 per il difensore di ufficio di persona irreperibile . I relativi parametri sono quelli previsti in via generale dall’art. 12 attività giudiziale penale e dall’art. 14 determinazione del compenso per l’attività giudiziale penale D.M. 140/2012, il quale art. 14 a sua volta rinvia per i parametri specifici alla Tabella B Avvocati allegata al decreto. Quest’ultima, infine, per tribunale monocratico e magistrato di sorveglianza indica valori medi di liquidazione per cinque distinte fasi di studio, introduttiva, istruttoria, decisoria, esecutiva , mentre per corte d’appello e tribunale di sorveglianza richiama il valore medio di liquidazione corrispondente a quello previsto per il tribunale monocratico, aumentato del 60% . Precisato che il valore complessivo medio tabellare deve essere in subiecta materia ridotto della metà v. art. 9, ultima parte, D.M. 140/2012 , deve evidenziarsi che - nei procedimenti di sorveglianza di solito non c’è una istruttoria orale né si svolgono attività corrispondenti a quelle indicate a titolo esemplificativo dall’art 14, comma 5, del D.M. 140/2012 - tale articolo, poi, non parla di esame dei documenti delle altre parti a differenza di quanto previsto per l’attività giudiziale civile dall’art. 11, comma 5, del D.M. e, comunque, l’altra parte normalmente è il P.M., che altrettanto normalmente non produce alcunché - la ricerca dei documenti prodotti dalla parte, infine, viene già prevista per la fase di studio art. 14, comma 3 di guisa che riconoscere qualcos’altro a tale titolo si risolverebbe in una inammissibile duplicazione di compenso per la stessa attività - l’art. 14, comma 7, del D.M. 140/2012 precisa che nella fase esecutiva sono comprese tutte le attività connesse all’esecuzione della pena o delle misure cautelari , le quali non hanno attinenza con il procedimento di sorveglianza per attività connesse all’esecuzione della pena , invero, si è inteso far riferimento alle attività tipiche del giudice dell’esecuzione artt. 665-676 c.p.p. . Pertanto, di solito nei procedimenti di sorveglianza nulla va riconosciuto per la fase istruttoria né per la fase di esecuzione. Si ricorda, infine, che - nei compensi non sono comprese le spese da rimborsare art. 1, comma 2, D.M. 140/2012 - le spese da rimborsare vanno documentate - non è più consentito il rimborso forfettario delle spese generali [introdotto dall'art. 15 della tariffa professionale approvata con D.M. 22 giugno 1982 e ribadito dalle tariffe successive d.m. 31 ottobre 1985, art. 15 d.m. 24 novembre 1990 numero , art. 11 dell’annesso F d.m. 5 ottobre 1994 n. 585, art. 15 d.m. 8 aprile 2004 n. 127, art. 14 ] per effetto dell’abrogazione delle tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico art. 9, comma 1, d. l. 24 gennaio 2012 n. 1, convertito con modificazioni dalla l. 24 marzo 2012 n. 27 - i compensi liquidati sono onnicomprensivi includono, cioè, pure le attività accessorie alla prestazione professionale art. 1, comma 3, D.M. 140/2012 - i compensi, però, non includono oneri e contributi dovuti a qualsiasi titolo per esempio, IVA e CPA art. 1, comma 2, D.M. 140/2012 - i criteri numerici indicati dalla tabelle allegate al decreto non sono vincolanti per il giudice, ma costituiscono solo criteri di massima v. art. 1, comma 7, D.M. 140/2012 . P.Q.M. - vista la Tabella B allegata al D.M. 20 luglio 2012 n. 140 - visti gli artt. 1, 9, 12 e 14 dello stesso D.M. - tenuto conto della natura del procedimento, della non particolare complessità anche per numero ed importanza delle questioni trattate, del pregio dell’opera prestata dal difensore e dei risultati conseguiti dal cliente LIQUIDA a favore dell’istante la somma di euro 500,00 oltre IVA e contributo previdenziale a titolo di compenso nulla per spese documentate.