La precedente assunzione di droghe è provata. Lo è anche lo stato di alterazione: era agitato di fronte ai Carabinieri

Per integrare il reato di guida alterata dall’assunzione di sostanze stupefacenti è necessario provare non solo la precedente assunzione, ma che l’agente abbia guidato in stato di alterazione causato da tale assunzione.

E’ quanto ribadito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2762, depositata il 18 gennaio 2013. Il caso. Un giovane ventenne viene fermato alla guida del suo veicolo per un controllo. Si agita. I Carabinieri lo sottopongono ai controlli di verifica ex art. 187 CdS. Seppur in misura minima, risulta positivo ai cannabinoidi. Il Tribunale lo riconosce responsabile del reato, previsto dalla medesima norma, di guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. La Corte di Appello conferma il giudizio di colpevolezza, ma delibera la sospensione condizionale della pena e la non menzione. Il giovane ricorre per cassazione. Non ritiene provato il suo stato di alterazione mentre era alla guida. Lo stato alterato sarebbe stato erroneamente presunto dall’agitazione dovuta al timore nei confronti dei Carabinieri. La doppia prova. La Cassazione richiama i suoi precedenti in materia. Sottolinea che per integrare il reato, di cui all’art. 187 CdS, è necessario aver guidato in stato di alterazione dovuto all’assunzione di stupefacenti. Ma poiché il segno delle sostanze può essere riscontrato dalle analisi anche per periodo di tempo successivo all’effettiva assunzione, deve essere provato anche che al momento della guida ci fosse un reale stato di alterazione. La prova può giungere dalle deposizioni raccolte e dal contesto in cui si è verificato il fatto. Si è agitato di fronte ai Carabinieri. Nel caso specifico la Corte rileva che la sentenza ha individuato il significato inequivocabile dell’accertamento tecnico operato attraverso la repertata analisi Asl dei liquidi biologici dell’imputato ed il coerente significato delle dichiarazioni rese nell’immediatezza dei fatti dall’odierno ricorrente . In combinatoria con gli altri elementi, lo stato di alterazione di fronte ai Carabinieri, che la difesa collega ad una normale agitazione per l’intervento delle forze dell’ordine, non essendo scrutinabile in sede di legittimità, costituisce elemento insuperabile della ricorrenza di tutte le condizioni che sostengono validamente un accertamento di guida sotto l’attuale effetto di assunzione di sostanze stupefacenti . Per questi motivi la Corte rigetta il ricorso.

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 10 aprile 2012 18 gennaio 2013, n. 2762 Presidente Sirena Relatore Zecca Ritenuto in fatto La Corte di Appello di Milano in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Sondrio Sezione distaccata di Morbegno che aveva ritenuto C.S. responsabile del reato di cui all'art. 187 CdS, per essere egli stato colto, il , alla guida in stato di alterazione fisica e psichica dopo aver assunto sostanze stupefacenti, ha confermato il giudizio di colpevolezza ma ha deliberato la applicazione della sospensione condizionale della pena e la non menzione. Il C. ha proposto ricorso per cassazione per ottenere l'annullamento del provvedimento appena sopra menzionato. Parte ricorrente denunzia 1 Inosservanza e/o erronea applicazione della legge penale o di altre norme giuridiche di cui il giudice deve tener conto nell'applicazione della legge penale, per non essere l'accertamento relativo allo stato di alterazione per effetto della assunzione di stupefacenti legato alla duplice condizione di legge art. 186 CdS nel testo in vigore al 30/3/2009 data di ritenuta commissione del reato addebitato compiuto non solo con il prelievo dei campioni di liquidi biologici, ma anche con la imprescindibile visita medica tanto più necessaria in quanto il valore soglia di positività ai cannabinoidi era modesto 86 invece che 50 . 2 Carenza contraddittorietà e o manifesta illogicità della motivazione per avere la sentenza impugnata collegato uno stato di alterazione causato dal timore dei CC operanti, ad una alterazione causata dall'uso di cannabinoidi in giornate precedenti e per avere la sentenza presunto una guida in stato di alterazione da stupefacenti invece tutta da provare nella sua stessa esistenza e nella sua fonte causale. All'udienza pubblica del 10 Aprile 2012 il ricorso è stato deciso con il compimento degli incombenti imposti dal Codice di rito. Considerato in diritto Il reato di guida in stato di ebbrezza è integrato dalla condotta di guida in stato d'alterazione psico-fisica determinato dall'assunzione di sostanze e non già dalla attività di guida di fatto seguita alla l'assunzione di sostanze stupefacenti, sicché ai fini del giudizio di responsabilità, è necessario provare non solo la precedente assunzione di sostanze stupefacenti ma che l'agente abbia guidato in stato d'alterazione causato da tale assunzione. In motivazione, la S.C. ha affermato che, mentre per la sussistenza del reato di guida in stato di ebbrezza alcolica è sufficiente la prova sintomatica dell'ebbrezza o che il conducente abbia superato uno dei tassi alcolemici indicati nel comma secondo dell'art. 186 cod. strada, per la configurabilità del reato ex art. 187 cod. strada è necessario sia un accertamento tecnico-biologico, sia che altre circostanze provino la situazione di alterazione psico-fisica . In tal senso si sono espresse Cass. pen. Sez. IV, 11-06-2009, n. 41796 rv. 245535 nonché Cass. pen. Sez. IV, 08-07-2008, n. 33312 rv. 241901 e ancora Cass Pen Sez IV 4/11/2009 n. 48004. Ancora Cass. pen. Sez. IV, 04-11-2009, n. 48004 rv. 245798 ha affermato più specificamente che ai fini della configurabilità della contravvenzione di guida sotto l'influenza di sostanze stupefacenti art. 187 del codice della strada , lo stato di alterazione del conducente dell'auto non deve essere necessariamente accertato attraverso l'espletamento di una specifica analisi medica, ben potendo il giudice desumerla dagli accertamenti biologici dimostrativi dell'avvenuta precedente assunzione dello stupefacente, unitamente all'apprezzamento delle deposizioni raccolte e del contesto in cui il fatto si è verificato. In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza di merito che, pur a fronte degli esiti positivi delle indagini biologiche circa l'assunzione delle sostanze stupefacenti e delle deposizioni dei verbalizzanti sullo stato di alterazione del conducente, aveva giustificato l'assoluzione sulla base dell'assenza di una analisi medica sull'alterazione, senza dare un'adeguata motivazione sulla ritenuta irrilevanza dei dati probatori acquisiti . Nel caso sottoposto a questa corte di legittimità, regolato dall'art. 187 del CdS nel testo novellato fino a Dl. 3/8/2007 n. 117 convertito con modificazioni nella legge 2/10/2007 n. 160 , il ricorso per cassazione ripropone le questioni già assunte come censure di appello e già motivatamente risolte in senso sfavorevole all'imputato dal giudice di appello. Ragionatamente la sentenza impugnata ha individuato il significato inequivocabile dell'accertamento tecnico operato attraverso la repertata ex art. 187 CdS analisi Asl dei liquidi biologici dell'Imputato, il coerente significato delle dichiarazioni rese nell'immediatezza dei fatti dall'odierno ricorrente, il riscontrato stato di alterazione che le tesi della difesa collegano con alternativa in fatto non scrutinarle in questa sede ad una normale agitazione per l'intervento dei carabinieri, ma che costituiscono in combinatoria con gli altri elementi che sono stati analizzati dalla sentenza impugnata compendio insuperabile della ricorrenza di tutte le condizioni che sostengono validamente un accertamento di guida sotto l'attuale effetto di assunzione di sostanze stupefacenti. In conclusione il ricorso deve essere rigettato con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento. P.Q.M. Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.