Intercettazioni sempre inutilizzabili se parla l'onorevole

Non basta coprire le frasi con omissis. Ma se il parlamentare era presente in silenzio non ci sono limiti

Sono inutilizzabili le conversazioni intercettate a cui ha preso parte un parlamentare, in assenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 6 legge 140/03, a nulla rilevando che le frasi pronunciate dall'inquisito risultino coperte da omissis. L'inutilizzabilità va peraltro circoscritta alle sole conversazioni cui il soggetto abbia preso parte interloquendo, con esclusione di quelle in cui il parlamentare, pur presenziandovi, sia rimasto passivamente muto e di quelle in cui taluno, in qualità di nuncius, abbia riportato la sua volontà e il suo pensiero. È quanto emerge dalla sentenza 24621/06 della prima sezione penale della Cassazione, depositata il 17 luglio e qui integralmente leggibile tra gli allegati.

Cassazione - Sezione prima penale - sentenza 21 giugno-17 luglio 2006, n. 24621 Presidente Sossi - Relatore Girocci Motivi della decisione L'ordinanza in epigrafe ha sostituito, in sede di riesame, con gli arresti domiciliari per la ravvisata attenuazione delle esigenze cautelari la custodia cautelare in carcere già disposta nei confronti di Di Giandomenico Remo, all'epoca sindaco di Termoli e parlamentare, indagato per associazione per delinquere, corruzione propria aggravata continuata, concussione ed abuso d'ufficio, ritenendo lo stesso gravemente indiziato in base al risultato di conversazioni telefoniche ed ambientali sottoposte ad intercettazione ed asseritamene denotanti la costante, indebita ingerenza del Di Giandomenico in vicende relative alla gestione della Asl 4 di Termoli, in cui operava come primario di ostetricia e ginecologia la moglie De Palma Patrizia, nonché il conseguimento di indebiti vantaggi per sé o per la mogie in cambio del conferimento di appalti da parte della predetta Asl e del Comune di Termoli. In particolare, quanto al reato associativo capo 1 si contestava all'indagato di avere promosso, avallato e sostenuto le iniziative criminose del coniuge in seno alla predetta Asl in materia di contratti di fornitura ed appalto ed in materia di assunzione, nomina e promozione di personale, nonché di avere favorito imprenditori segnalatigli dalla moglie in occasione di lavori appaltati dal Comune oltre che i speculazioni edilizie mentre i reati specifici concernono 1 il concorso dell'inquisito in rapporti corruttivi con esponenti della società Formedical, fornitrice di materiale sanitario alla Asl - capo 16 - e per l'assunzione di personale da parte dell'imprenditore Policella Esternino, in corrispettivo del conferimento di appalti - capo 17 2 la concussione del presidente della regione Molise e del presidente della Asl per la nomina del dott. Di Paola Tonino a responsabile del distretto di Larino della Asl 4 dietro minaccia di dirottare altrove il serbatoio di voti gestito dallo stesso Di Paola - capo 25 fatto in ordine al quale veniva, peraltro, esclusa la sussistenza di indizi gravi 3 la concussione di aspiranti all'assunzione presso l'ospedale di Termoli, promessa in cambio di regali fatti alla De Palma - capo 26 4 la concussione dell'imprenditore Policella per la concessione alla De Palma di un prestito di 128.250 dollari da trasferire ed investire negli Stati Uniti d'America per l'acquisto di immobili - capo 38 5 la concussione consumata o, forse solo tentata di ignoti imprenditori per l'ottenimento di tangenti in cambio della concessine per l'installazione di un inceneritore in Comune di Termoli - capo 46. L'ordinanza impugnata menziona, da ultimo, un ulteriore episodio di abuso d'ufficio in relazione alla fornitura di un ecografo alla Asl capo 19 per cui, tuttavia, è stata esclusa la necessaria gravità del quadro indiziario. Ricorre il difensore, deducendo - inutilizzabilità delle acquisizioni investigative ex articolo 406 Cpp per tardività dell'iscrizione dell'indagato nel registro di cui all'articolo 355 Cpp, avvenuto solo nel novembre 2005 a fronte di indagini iniziate nel 2003 - inutilizzabilità del risultato dell'intercettazione delle conversazioni cui prese parte l'allora parlamentare Di Giandomenico, per cui non era intervenuta autorizzazione della Camera di appartenenza ai sensi dell'articolo 6 comma 2 legge 140/03 a nulla rilevando la copertura con omissis delle frasi pronunciata dall'indagato - violazione della legge penale e vizio di motivazione relativamente 1 ai pretesi rapporti corruttivi di cui al capo 16 con la società Formedical e con il Policella, non avendo mai l'inquisito avuto a che fare con la prima e non essendo neppure stati individuati i pretesi appalti attribuiti al secondo 2 all'asserita concussione sub capo 25 non essendosi mai l'indagato attivato nel senso contestato dall'accusa e non costituendo, comunque, l'asserita prospettatine della revoca di consensi elettorali comportamenti sussumibile nello schema tipico del delitto in questione, con l'ulteriore rilievo che la ritenuta insussistenza di gravi indizi al riguardo avrebbe imposto l'annullamento dell'ordinanza custodiale per tale capo 3 alla pretesa concussione sub capo 26 mancando ogni prova di interventi dell'indagato nella vicenda e mancando qualsiasi motivazione sull'elemento costitutivo dell'abuso della qualità o dei poteri del pu 4 alla concussione di cui al capo 38 non avendo mai il Policella contraddittoriamente rappresentato ora come corruttore ed ora come concusso ricevuto appalti dal Comune di Termoli ed essendo la dazione dei 128.250 dollari avvenuta a titolo di prestito alla De Palma, mentre il servizio pasti per i ragazzi di una colonia, il cui conferimento al Policella costituirebbe uno dei corrispettivi a costui accordati, fu offerto gratuitamente dalla società Tre Stelle Rr Puglia, anche qui con il rilievo dell'omesso, doveroso annullamento dell'ordinanza cautelare per tale capo in relazione alla ritenuta non gravità degli indizi per episodi pure in esso conglobati e diversi dal predetto prestito 5 alla pretesa concussione di cui al capo 46 essendo rimasti ignoti gli ipotetici concussi e, conseguentemente, l'asserita attività di costrizione od induzione dell'agente oltre che indimostrata l'esistenza di un progetto per l'installazione di un inceneritore 6 al reato associativo di cui al capo 1 in conseguenza della dedotta insussistenza di indizi per i pretesi reati-fine 7 alla ritenuta persistenza di esigenze cautelari ex articolo 273 lettere a e c nonostante che l'indagato non ricoprisse più gli uffici di sindaco e di parlamentare e stante l'inconcludenza della evidenziata personalità prevaricatrice del soggetto. La prima censura è infondata, alla stregua della statuizione di cui a Cassazione, Su 30 giugno 2000, Tammaro, e del prevalente orientamento di questa Corte secondo cui l'apprezzamento della tempestività dell'iscrizione nel registro degli indagati rientra nell'esclusiva valutazione discrezionale del Pm ed è sottratta, in ordine all'an ed al quando, al sindacato del giudice, ferma restando l'ipotizzabilità di responsabilità disciplinari od anche penali nei confronti del Pm negligente. Anche, peraltro, a volere seguire la giurisprudenza minoritaria, secondo cui al giudice sarebbe consentito rideterminare il termine iniziale delle indagini preliminari con riferimento al momento in cui si sarebbe dovuto procedere all'iscrizione, con conseguente inutilizzabilità delle indagini eccedenti il termine così rideterminato Cassazione, Sezione quinta, 8 ottobre 2003, Liscai, rv 227054 , il ricorso dovrebbe ritenersi del tutto generico, non avendo in alcun modo il ricorrente indicato l'epoca in cui gli indizi di responsabilità a carico del Di Giandomenico si sarebbero concretamente configurati e si sarebbe, pertanto, dovuto provvedere all'iscrizione del suo nome nel registro di cui all'articolo 335 Cpp. Fondata è, invece la seconda censura relativamente alla ritenuta utilizzabilità del contenuto delle conversazioni cui l'indagato prese parte, interloquendovi, in difetto dell'autorizzazione di cui all'articolo 6 comma 2 legge 140/03, pacificamente non richiesta, a nulla rilevando che le frasi pronunciate dallo stesso inquisito risultino coperte da omissis . L'inutilizzabilità va, pertanto, circoscritta alle sole conversazioni cui il soggetto abbia preso parte interloquendo, come precisato dalla Corte costituzionale con ordinanza 163/05 Gu 17 del 27 aprile 2005 , con esclusione, dunque, di quelle in cui il parlamentare, pur presenziandovi, sia rimasto passivamente muto e di quelle in cui taluno, in qualità di nuncius, abbia riportato la volontà ed il pensiero del parlamentare medesimo come rilevato dalla Corte costituzionale nella predetta ordinanza, nel testo definitivo della legge fu, infatti, soppressa l'estensione del regime di autorizzazione delle intercettazioni di conversazioni nelle quali fosse semplicemente fatta menzione di membri del Parlamento locuzione da leggersi, secondo la lettura costituzionalmente orientata compiutane dalla stessa Corte costituzionale nel senso di escludere che il meccanismo autorizzatorio sia destinato a scattare a che a fronte della mera riferibilità al membro del Parlamento dei contenuti delle conversazioni intercettate, fuori dei casi di una sua partecipazione personale e diretta ad essa . Avendo il tribunale, in sede di riesame, ritenuto l'utilizzabilità di tutte le conversazioni intercettate ivi incluse quelle cui il Di Giandomenico prese parte interloquendovi sia pure con la cautela della copertura con omissis dei suo interventi si impone, per ciò solo, l'annullamento con rinvio dell'ordinanza impugnata per l'integrale eliminazione, dal materiale probatorio oggetto di valutazione, delle conversazioni da ultimo specificate. Fondate dono, peraltro, anche le residue censure, sia in punto di valutazione della gravità indiziaria che in punto di ritenuta sussistenza delle esigenze cautelari. Deve, invero, rilevarsi, quanto al primo profilo, che i giudice del riesame si sono limitati a riportare sommariamente i relativi capi di accusa ed a farvi seguire il resoconto del contenuto delle conversazioni intercettate, costituenti gli unici elementi indizianti valutati nell'ordinanza, senza offrirne un'autonoma lettura critica e limitandosi a sottolineare l'ingerenza dell'indagato nelle vicende esaminate, senza, tuttavia, precisarne natura, valenza causale e rilevanza con specifico riferimento agli elementi costituitivi delle fattispecie di reato di volta in volta contestate, peraltro descritte per lo più in modo del tutto generico, non risultando specificati i termini sovente solo ipotizzati dei pretesi accordi corruttivi né dei fatti di concussione. Risulta, inoltre, omesso il doveroso annullamento dell'ordinanza custodiale per i capi di imputazione relativamente ai quali è stata esclusa la gravità del quadro indiziario mentre palesemente contraddittoria, quanto al secondo profilo, appare, quantomeno sotto il profilo della pericolosità sociale, la ritenuta persistenza di esigenze cautelari, nonostante la rilevata cessazione del soggetto dall'ufficio di sindaco e la sua esclusione dalle candidature per le ormai trascorse elezioni politiche ed atteso l'espresso riconoscimento che i vertici associativi e la compagine del gruppo sono stati completamente sgominati e messi in condizioni di non più nuocere , per cui al Di Giandomenico mancherà il substrato sul quale ed a mezzo del quale operare . PQM Annulla l'ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Campobasso.