Eletto consigliere solo se firma contestualmente le dimissioni (in bianco)

Il Tar Veneto dichiara illegittimo il provvedimento del sindaco di Rovigo concepito in occasione della nomina dei responsabili dell'Istituto rodigiano di assistenza sociale

Le dimissioni in bianco richieste dal Sindaco al momento della nomina dei consiglieri dell'Istituto rodigino di assistenza sociale sono illegittime. Del resto, non spetta al primo cittadino la revoca dei componenti del Consiglio d'amministrazione. A chiarirlo è stata il Tar Veneto con l'ordinanza 401/06 depositata lo corso 3 maggio e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici veneti hanno accolto la domanda di sospensione cautelare del provvedimento di surroga di quattro consiglieri dimissionari dell'Istituto rodigino di assistenza sociale, i quali erano stati costretti al momento della nomina a consegnare nelle mani del Sindaco di Rovigo delle dimissioni in bianco . Una prassi, secondo il Tribunale veneziano, giuridicamente viziata che inficia la validità delle stesse dimissioni, che in quanto dichiarazioni di rinuncia all'ufficio, postulano una manifestazione consapevole e volontaria indirizzata al soggetto al quale spetta prenderne atto. Tuttavia, hanno chiarito i magistrati amministrativi, il primo cittadino, utilizzando le dimissioni in bianco senza il previo consenso di coloro che le avevano sottoscritte al momento della nomina, non ha esercitato il potere di accettazione della volontà di lasciare l'incarico e di surroga dei consiglieri piuttosto quello di revoca degli stessi. cri.cap

Tar Veneto - Sezione terza - ordinanza 3 maggio 2006, n. 401 Presidente e relatore De Zotti Ricorrente Moretto ed altri Considerato Che la predisposizione di atti di dimissioni in bianco contestuali alla nomina e la loro consegna, implicante la disponibilità arbitraria del loro uso, ad un soggetto terzo nella specie al Sindaco di Rovigo che le ha presentate al protocollo comunale appare prassi giuridicamente viziata e certamente idonea ad inficiare la validità di tali atti, atteso che le dimissioni, in quanto dichiarazioni di rinuncia all'ufficio, postulano una manifestazione consapevole e volontaria, indirizzata al soggetto al quale spetta, in base alle norme interne, la presa d'atto ovvero il relativo accoglimento nella specie, peraltro, le dimissioni andavano presentate al Sindaco per il tramite del Consiglio di Amministrazione ai sensi dell'articolo 11 punto 2 dello statuto dell'Iras che, a prescindere dalla loro validità sul piano negoziale, è comunque fondata la censura per cui, utilizzando i documenti precostituiti all'atto della nomina senza il previo consenso degli autori, che in prosieguo le hanno revocate, il Sindaco non ha esercitato il potere di accettazione delle dimissioni e di surroga dei consiglieri ma piuttosto il potere di revoca degli stessi potere che non gli appartiene e che lo statuto non contempla che pertanto la surroga dei consiglieri disposta dal sindaco, mediante il deposito di dichiarazioni di rinuncia alla carica a ciò consapevolmente finalizzate e precostituite prescindendo da un atto di dimissioni libero, consapevole e volontario dei singoli componenti il CdA è viziato da difetto di attribuzione e comunque da sviamento di potere, come dedotto nel ricorso, che la prognosi favorevole sul fumus implica anche una valutazione di prevalenza del danno in capo ai ricorrenti riferito sia all'immagine che alla lesione dello ius ad officium PQM Il Tar per il Veneto, terza sezione, accoglie la suindicata domanda di sospensione e, per l'effetto, sospende il provvedimento di surroga dei consiglieri dimissionari con conseguente loro reintegrazione in seno al mutato CdA. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti. ?? ?? ?? ?? 2