Appalti, la revoca è possibile solo se in nome del pubblico interesse

La stazione appaltante può annullare in via di autotutela la gara a condizione che la motivazione sia puntuale e soprattutto evidenzi la necessità di preservare il bene comune

La stazione appaltante può revocare la gara di appalto a condizione che evidenzi l'interesse pubblico che giustifica l'annullamento in via di autotutela. A stabilirlo è stata la seconda sezione del Consiglio di Stato con la decisione 5540/06 depositata lo scorso 10 luglio e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici capitolini hanno accolto il ricorso di una società per azioni che si era vista revocare la gara di appalto per il servizio di Contact center per gli utenti del sistema informativo della fiscalità dalla stazione appaltante. Nell'annullare in via di autotutela la procedura la Sogei, società per azioni in mano pubblica, aveva motivato la propria decisione richiamando sopravvenute esigenze di carattere tecnico-organizzativo anche connesse alle previsioni contenute nella legge Finanziaria del 2006 in corso di approvazione . Il Tribunale laziale ha spiegato che l'autotutela non è, tuttavia,preclusa alla stazione appaltante a condizione, però, che la motivazione sia puntuale e soprattutto evidenzi l'interesse pubblico attuale e concreto che giustifica l'annullamento della gara di appalto. Nel caso in esame però, hanno concluso i magistrati amministrativi, non si capisce a chi siano riferite le esigenze di carattere tecnico-organizzativo, ma non solo. Risulta anche ambiguo il riferimento alla Finanziaria 2006, poiché nel momento in cui la stazione appaltante ha deciso di revocare la procedura era ancora in corso di approvazione, e quindi non poteva giustificare ex se provvedimenti amministrativi di autotutela . cri.cap

Tar Lazio - Sezione seconda - sentenza 28 giugno - 7 luglio 2006, n. 5540 Presidente La Medica - relatore Capuzzi Ricorrente Enterprise Digital Architects Spa - controricorrente Sogei ed altri Fatto Con ricorso notificato il 16 febbraio 2006 le ricorrenti società, in qualità di mandataria e mandante di costituendo RTI, hanno impugnato il provvedimento 19 dicembre 2005 dell'Amministratore delegato di SOGEI di revoca della procedura di gara avente ad oggetto servizio di Contact Center per gli utenti del sistema informativo della fiscalità nonché il verbale di riunione del 14 dicembre 2005 ed il nuovo bando di gara avente lo stesso oggetto pubblicato sulla GUCE del 7 febbraio 2006. Il RTI ha dedotto profili vari di violazione di legge ed eccesso di potere. Successivamente, le società ricorrenti hanno proposto motivi aggiunti notificati in data 5 maggio 2006 con i quali hanno impugnato il provvedimento di aggiudicazione definitiva al RTI Hewlwtt Packard Distributed Computing Service s.r.l ed Atesia a conclusione della procedura indetta con bando di gara del 7 febbraio 2006. Hanno altresì chiesto la reintegrazione in forma specifica e/o risarcimento del danno. Si è costituita la SOGEI contestando con varie memorie difensive le argomentazioni sostenute dalla ricorrente. Si è costituita RTI Hewlwtt Packard Distributed Computing Service s.r.l ed Atesia contestando analiticamente le varie tesi difensive sostenute dalle ricorrenti e chiedendo il rigetto del ricorso e dei motivi aggiunti. Sono stati depositati numerosi scritti difensivi. Dopo ampia discussione la causa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione all'udienza del 28 giugno 2006. Diritto 1.La questione è già stata esaminata in sede cautelare dalla medesima Sezione del Tar Lazio che aveva rigettato la istanza di sospensione ordinanza 368/06 . Il giudice di appello, in riforma della ordinanza in primo grado, ha ritenuto che SOGEI spa, in qualità di stazione appaltante, avesse messo in essere un illegittimo esercizio della potestà di autotutela degli atti di gara e conseguente rinnovazione , CdS, quarta, ordinanza 2012/06 . La Sezione, chiamata alla pronunzia di merito, ritiene di conformarsi alle sintetiche ma univoche indicazioni del giudice di secondo grado. 2. Risulta fondato ed assorbente il primo motivo dedotto nel ricorso introduttivo, di carenza di motivazione del provvedimento. Come esposto nel ricorso, gli atti delle procedure ad evidenza pubblica sono oggettivamente amministrativi ancorché posti in essere da stazioni appaltanti formalmente private di talchè tali soggetti assurgono, limitatamente agli atti di gara, ad amministrazioni pubbliche in senso oggettivo CdS, Sezione sesta, 1478/98 CdS, Sezione sesta, 3124/03 CdS, Sezione sesta, 843/03 . Ciò comporta la necessità di una procedimentalizzazione delle attività di gestione della procedura di gara e del rispetto rigoroso dei medesimi principi che attengono allo svolgimento dell'attività amministrativa in senso lato, ed ancora della assimilazione ad atti amministrativi, delle manifestazioni di volontà espresse dalla stazione appaltante che afferiscano direttamente alla procedura di gara . Quanto al principio di autotutela, lo stesso non è precluso alla stazione appaltante sebbene in presenza di limiti propri dell'attività provvedimentale amministrativa in genere, e quindi sussiste l' obbligo di puntuale motivazione quanto alla evidenzazione di un interesse pubblico attuale e concreto che giustifichi l'annullamento o la revoca della procedura di gara. E' stato infatti sottolineato, in giurisprudenza, che la revoca di un provvedimento amministrativo costituisce esercizio del potere di autotutela della p.a. implicante la necessità di esplicitare le ragioni che giustifichino la nuova determinazione amministrativa così che essa non puo' assumere la forma implicita pena la violazione dell'articolo3 legge 241/90 prescrivente l'obbligo di motivazione per tutti i provvedimenti amministrativi CdS, Sezione quarta, 5398/03 Sezione quarta, 6931/04 . 3. Nel caso che occupa, la SOGEI, società per azioni in mano pubblica, nell'adottare l'atto di revoca della procedura di gara, richiama sopravvenute esigenze di carattere tecnico organizzativo anche connesse alle previsioni contenute nella legge finanziaria del 2006 in corso di approvazione . Come esattamente rilevato nel ricorso non è dato rilevare né a chi siano riferite dette esigenze, nè la natura delle medesime e risulta ambiguo e generico il riferimento alle previsioni contenute nella legge finanziaria del 2006 in corso di approvazione . Poiché appunto la finanziaria, al momento della redazione del provvedimento, era in corso di approvazione, sul piano formale era ininfluente a giustificare ex se provvedimenti amministrativi di autotutela. In ogni caso la motivazione dell'atto di revoca non puo' desumersi per relationem dalla documentazione predisposta per la nuova procedura successivamente indetta. Nè vi è traccia nel provvedimento di un qualche apprezzamento o comparazione dei vari interessi in gioco tale da giustificare l'annullamento degli atti di gara in una procedura che, pur non avendo consolidato alcuna posizione giuridica definitiva a favore della società ricorrente essendo ancora in corso di verifica la congruità dell'offerta , si stava comunque avviando alla fase terminale. In conclusione la Sezione, assorbiti gli altri profili dedotti, annulla gli atti impugnati ed in specie il provvedimento di revoca della procedura di gara del 19 dicembre 2005, e, per illegittimità derivata, il bando di gara del 7.2.2006 ed il provvedimento di aggiudicazione definitiva al RTI composto da Hewlett Packard Distribueted Computing Service s.r.l., fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell'Amministrazione. Respinge la domanda di reintegrazione in forma specifica e/o di risarcimento del danno, tenuto conto che l'offerta del RTI ricorrente è soggetta alla verifica di congruità di cui all'articolo 25 comma1 de D.Lgs 157/95. Peraltro le ricorrenti non hanno assolto all'onere della prova degli elementi costitutivi della domanda posto che l' annullamento degli atti illegittimi è suscettibile di determinare, da solo, l' integrale riparazione delle sue conseguenze lesive e quindi compete alle ricorrenti provare che la rimozione dei provvedimenti non soddisfa, di per sé, l' interesse azionato e che residua un danno ulteriore nella loro sfera patrimoniale. In conclusione, nei termini di cui sopra, il ricorso è meritevole di accoglimento e per l'effetto gli atti impugnati devono essere annullati. Tuttavia, attesa la natura e la particolarità delle vicenda processuale, spese ed onorari del giudizio possono essere compensati tra tutte le parti costituite. PQM Il Tar per il Lazio, Sezione seconda, accoglie il ricorso 1415/06, come in epigrafe e per l'effetto annulla gli atti impugnati. Spese ed onorari compensati. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa. 2