Lavoratori socialmente utili, senza concorso decide il giudice ordinario

Nel dichiarare inammissibile il ricorso di un aspirante giardiniere che aveva partecipato a una selezione per titoli, il Tar Calabria ha stabilito che la controversia attiene a profili privatistici del rapporto di lavoro alle dipendenze della Pa

Lavoratori socialmente utili, spetta al giudice ordinario decidere sulle controversie relative alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro svincolate da meccanismi concorsuali. A stabilirlo è stata la seconda sezione del Tar Calabria, sede di Catanzaro, con la sentenza 512/06 depositata lo scorso 11 maggio e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici calabresi hanno dichiarato inammissibile il ricorso di un Lsu che aveva partecipato a una selezione per soli titoli per la copertura di un posto di giardiniere indetta dal Comune di Trebisacce e che la commissione aveva dichiarato deserta. La decisione era giustificata dal fatto che alcuni lavoratori non avevano dimostrato di possedere la richiesta professionalità. Il tribunale di Catanzaro, però, non ha potuto esaminare la questione, dal momento che la controversia attiene a profili privatistici del rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. Del resto, ai sensi dell'articolo 63 del D.Lgs 165/01, la giurisdizione del giudice amministrativo resta circoscritta alle sole controversie relative alle procedure concorsuali in senso stretto per l'assunzione dei dipendenti delle Pa. Quanto, invece, ai giudizi relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze della Pa, incluse quelle concernenti assunzioni svincolate da meccanismi concorsuali sono devolute al giudice ordinario. Stessa sorte anche per quelle nomine che prevedono verifiche del possesso dei requisiti legittimanti un titolo preferenziale all'impiego. cri.cap

Tar Calabria - Sezione seconda - sentenza 4 novembre 2005-11 maggio 2006, n. 512 Presidente Biancofiore - Relatore Dell'Olio Ricorrente Napoli ed altri Fatto e diritto Con ricorso debitamente notificato e depositato il 25 marzo 2003, i Sigg.ri Annunziato Napoli e Luigi Malvito, lavoratori socialmente utili del Comune di Trebisacce, espongono quanto segue in ossequio alla legge regionale 4/2001 il Comune di Trebisacce si determinava ad avviare il progetto di stabilizzazione degli LSU per come previsto e richiesto dalla normativa vigente. A tal fine convocava le parti sociali e si determinava a predisporre un piano di stabilizzazione ed indicare i criteri da seguire in applicazione della Circolare Ministeriale del 16 aprile 1999 e della delibera CRI - Commissione Regionale per l'Impiego del 28 maggio 2001 n. 644 con delibera di G.M. n. 348 del 12 dicembre 2002 il Comune indicava nel numero di dieci i lavoratori socialmente utili già attivi presso il suddetto ente attuatore da stabilizzare e determinava, altresì, di dover procedere alla selezione mediante la valutazione dei titoli posseduti dai lavoratori individuava, altresì, le professionalità necessarie a supplire alle carenze della pianta organica dopo aver nominato la commissione giudicatrice interna, l'amministrazione comunale provvedeva ad indire selezione per soli titoli per varie figure professionali, tra cui era compreso un posto di giardiniere nel corso della selezione per il posto di giardiniere, la commissione valutava che alcuni LSU non avevano dimostrato documentalmente la richiesta professionalità, per cui decideva di dichiarare deserta la procedura relativa alla stabilizzazione del posto di giardiniere con successivo avviso pubblico, in esecuzione della delibera di G.M. n. 18 del 21 gennaio 2003, il Direttore Generale del Comune poneva nuovamente a bando il posto di giardiniere tale situazione danneggerebbe il ricorrente Malvito che avrebbe avuto titolo ad entrare in graduatoria ed essere stabilizzato la selezione sarebbe stata affidata ad una commissione interna e non già al competente ufficio territoriale per l'impiego i titoli posseduti dai lavoratori partecipanti alla selezione sarebbero stati valutati in maniera non conforme a quanto prescritto dalla Circolare Ministeriale e dalla delibera CRI citate veniva stabilizzato attraverso la medesima procedura, un lavoratore che non rientrava nel bacino LSU regionale, in quanto cassintegrato e quindi alle dipendenze di una ditta privata. I ricorrenti impugnano i provvedimenti indicati in epigrafe, deducendone l'illegittimità per i seguenti motivi violazione della legge 56/1987 violazione del Dl 108/02, convertito in legge 172/02 violazione della delibera Cri del 28 maggio 2001 n. 644 falsa applicazione dei criteri stabiliti dalla Circolare Ministeriale n. 32 del 1999 e della delibera CRI n. 644 del 28 maggio 2001 violazione della legge regionale 4/2001 e delle convenzioni sottoscritte successivamente con la Regione Calabria. Si costituiva con memoria l'amministrazione intimata chiedendo che il ricorso fosse dichiarato inammissibile, improcedibile ed irricevibile, o che, subordinatamente, fosse rigettato per infondatezza. Il ricorso è stato trattenuto per la decisione all'udienza pubblica del 4 novembre 2005. Il gravame è inammissibile. Il Collegio osserva che nel caso di specie non può radicarsi la giurisdizione del questo Tribunale, attenendo la controversia ad aspetti privatistici del rapporto di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. Infatti, ai sensi dell'articolo 63 del D.Lgs 165/01, la giurisdizione del giudice amministrativo resta circoscritta alle sole controversie relative alle procedure concorsuali in senso stretto per l'assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, mentre sono devolute al giudice ordinario tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, incluse quelle concernenti l'assunzione al lavoro svincolate da meccanismi concorsuali, ancorché la stessa sia preceduta da verifiche attinenti al possesso dei requisiti legittimanti un titolo preferenziale all'impiego. Pertanto, va dichiarato il difetto di giurisdizione in ordine al ricorso proposto contro la deliberazione della Giunta Municipale di approvazione del piano di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, nonché avverso gli atti a questa connessi e conseguenziali, in quanto i ricorrenti, allegando il possesso dei requisiti previsti, ricavabili da atti a contenuto ricognitivo dei criteri prestabiliti in sede normativa, fondano le proprie pretese su diritti soggettivi di diretta derivazione legislativa cfr. Tar Calabria Catanzaro, Sez. seconda, 565/02 e Tar Emilia Romagna Parma, 46/2002 . Per le considerazioni sopra esposte, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile. Considerata la natura della controversia, il Collegio ritiene equo compensare tra le parti le spese e gli onorari del presente giudizio. PQM Il Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria - Sezione seconda, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 382/2003 meglio in epigrafe indicato, lo dichiara inammissibile. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa. ?? ?? ?? ?? 3 2