La profezia del tribunale di Paola sui confini più larghi della prescrizione breve per gli incensurati

Di illegittimità dell'articolo 10 della ex Cirielli parlò per primo il 12 dicembre scorso il giudice calabrese. Poi la Cassazione sostenne l'opposto. La sentenza che spacca la Consulta apre le porte ad una nuova disparità tra primo grado e successivi

Il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Ligotti, non ha nascosto il timore per gli effetti che avrà su numerosi processi il verdetto della Corte costituzionale che, lunedì sera, ha dichiarato in parte illegittima la norma transitoria della ex Cirielli , consentendo così l'applicazione della prescrizione breve anche agli imputati incensurati che al momento della entrata in vigore della legge avevano un processo già in corso in primo grado con dibattimento aperto. I giudici della Consulta, nella camera di consiglio del 23 ottobre, hanno infatti esaminato una delle tante questione di legittimità costituzionale sollevate da più parti d'Italia sull'articolo 10 comma 3 della legge 251/05, che accorcia la prescrizione per gli incensurati e inasprisce le pene per i recidivi, pubblicata in Gazzetta ufficiale il 7 dicembre 2005 leggibile negli arretrati del 30 novembre 2005 . L'eccezione analizzata dagli Alti giudici delle leggi è stata in particolare quella proposta dal Tribunale di Bari uno dei primi ricorsi che, insieme a quelli di Paola e di Firenze si veda negli arretrati del 13 dicembre 2005 le relative ordinanze di rimessione , ha nutrito forti dubbi di compatibilità con i valori costituzionali dell'uguaglianza e della ragionevolezza per quella parte della norma in cui si prevede che i nuovi termini di prescrizione non si applicano ai processi già pendenti in primo grado ove vi sia stata la dichiarazione di apertura del dibattimento. Unica voce fuori dal coro quella della Cassazione che - con una sentenza dello scorso 10 gennaio redatta dal consigliere Nello Rossi - aveva ritenuto costituzionale la norma transitoria e, quindi, i paletti previsti per la nuova prescrizione dalla ex Cirielli la sentenza di legittimità, 460/06, è leggibile negli arretrati dell'11 gennaio 2006 . La Suprema corte di piazza Cavour è stata dunque sconfessata dalla decisione della Corte costituzionale, anche se quest'ultima è stata presa a stretta maggioranza e dopo una discussione lunga e tesa che sul finire ha visto il ritiro del relatore, Giovanni Maria Flick, dalla stesura delle motivazioni. Ecco precisamente le parole dell'articolo 10, comma 3, limitatamente alle quali la Consulta ha dichiarato l'incostituzionalità dei processi già pendenti in primo grado ove vi sia stata la dichiarazione di apertura del dibattimento, nonché . Se così stanno le cose, quindi, il verdetto della Alta corte non dovrebbe toccare i processi che, al momento dell'entrata in vigore delle nuove norme, si trovavano già in fase di appello o in Cassazione. Solo dal deposito delle motivazioni si capirà, dunque, perché la norma è stata dichiarata incostituzionale solo in parte. L'ipotesi che si è fatta strada è quella secondo cui per la Corte sarebbe irragionevole escludere l'irretroattività di una disposizione più favorevole all'imputato quando non c'è stato ancora un accertamento di responsabilità nei suoi confronti e, quindi una sentenza di primo grado. Ecco perché nei processi d'appello e Cassazione, in cui questo accertamento c'è già stato, le nuove norme non troverebbero applicazione. Ragionamento che però, qualora fosse stato seguito dai giudici della Consulta, darebbe sicuramente adito ad altre questioni di incostituzionalità. Non sarebbe infatti eliminata la disparità di trattamento tra, ad esempio, imputati assolti in primo grado per i quali, ora, pende un processo d'appello su impugnazione del Pm e chi è ancora a giudizio in tribunale. I primi, anche se incensurati e per giunta assolti in primo grado, non potrebbero beneficiare dei più brevi termini di prescrizione che invece si applicherebbero a chi, ancora a dibattimento aperto in primo grado e dunque prima di qualunque accertamento di responsabilità - ammesso che una sentenza di primo grado soggetta ad impugnazione possa essere un accertamento di responsabilità possono chiedere di applicare la prescrizione maturata. bar.man