Sospensione della sentenza tributaria d'appello, i contrasti della giurisprudenza

di Angelo buscema

di Angelo Buscema L'applicabilità al processo tributario della sospensione, ex articolo 373 del cpc, della sentenza pronunciata dal giudice di secondo grado divide la giurisprudenza di merito tributaria . L'ordinanza n. 15 del 28 0ttobre 2006 della Commissione tributaria Regionale di Roma sez. 4 tributario ha ritenuto non applicabile nel processo tributario la sospensione ex articolo 373 del cpc della sentenza pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale in particolare , tale pronuncia ha statuito che la sospensione in parola non è prevista dall'ordinamento tributario ai sensi dell'articolo 49 del dlgs 546/92 e che occorre , comunque, precisare e provare il danno grave ed irreparabile derivante dalla riscossione effettuata tramite cartella di pagamento .Il requisito dell'irreparabile danno è la possibilità di distruzione o disintegrazione del bene che rende impossibile la reintegrazione in forma specifica del diritto dell'esecutando la gravità del danno è l'eccezionale sproporzione tra il vantaggio per il fisco e il pregiudizio per il contribuente. Giova osservare che, viceversa, secondo l'ordinanza n. 5 del 29 marzo 2006 della Commissione tributaria Regionale di Roma sez. 28 e la successiva sentenza n. 12 del 21 luglio 2006 dello stesso giudice di merito tributario hanno ritenuto applicabile nel processo tributario la sospensione ex articolo 373 del cpc della sentenza pronunciata dalla Commissione Tributaria Regionale in particolare , l'ordinanza del 29 marzo 2006 , valutate le condizioni per la concessione della sospensione esigenza di non arrecare pregiudizio al mantenimento dei livelli occupazionali e necessità di garantire l'Amministrazione Finanziaria con adeguate garanzie , ha accolto la richiesta della sospensione della esecuzione della sentenza di secondo grado , subordinandone l'efficacia alla presentazione di cauzione a favore dell'Amministrazione finanziaria , per un importo pari a quello indicato nella cartella di pagamento detta cauzione doveva essere resa entro 45 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza di sospensione .La sentenza n. 12 del 21 luglio 2006 ha ulteriormente differito il termine per la presentazione della fideiussione di cui all'ordinanza del 29 marzo 2006 . In buona sostanza, secondo tale orientamento l'articolo 373 del c.p.c. permette la sospensione nel processo tributario dell'esecuzione della sentenza contestata con ricorso per cassazione da parte del giudice che l'ha pronunciata poiché 1 Il dettato costituzionale vincola l'interprete a rigettare qualsiasi posizione di supremazia dell'ufficio all'interno del processo ed a superare l'ambiguo dato letterale degli articoli 49 e 62 del D.lg. 546/92 a favore di un'interpretazione logica-sistematica configurante lo strumento dinamico dell'inibitoria. L'inibitoria, in secondo grado, costituisce un fattore processuale di equilibrio tra le parti in causa essa assurge a strumento di compensazione dello squilibrio esistente tra contribuente ed ufficio sul piano sostanziale. 2 Il nuovo art. 111 della nostra Costituzione si applica anche alle norme regolatrici del processo tributario. Da siffatto postulato deriva come corollario che il dato normativo processuale vigente va interpretato conformemente al principio costituzionale del giusto processo. Il legislatore può regolare in modo non rigorosamente uniforme i modi della tutela giurisdizionale a condizione che non siano vulnerati i principi fondamentali di garanzia ed effettività della tutela medesima in tal senso vd. Corte Costituzionale sent. n. 251/89, sent. n. 38/88 e n. 49/79 . La giurisprudenza costituzionale ha costantemente escluso l'esistenza di un principio costituzionale di necessaria uniformità tra i vari tipi di processo , ma le diversità devono avere una ragion d'essere , che con riguardo al processo tributario è difficile ravvisare non vi è motivo di avallare in tema di tutela cautelare nelle fasi di gravame la disparità di trattamento tra processo tributario e altri processi . Il principio costituzionale secondo cui la durata del processo non si deve risolvere in un sacrificio sostanziale del contribuente vittorioso richiede che il processo tributario appresti degli strumenti , di tutela interinale, anche in sede di gravame. Secondo la Circolare n. 73 del 31/07/2001 dell'Agenzia delle Entrate la Consulta con sentenza del 31/5/05/2000 n. 165 , nel confermare che la disponibilità di misure cautelari costituisce componente essenziale della tutela giurisdizionale garantita dall'articolo 24 della Costituzione , ha statuito che , nel processo tributario la tutela cautelare debba ritenersi imposta solo fino al momento in cui intervenga una pronuncia di merito che accolga , con efficacia esecutiva la domanda rendendo superflua l'adozione d'ulteriori misura cautelari ovvero la respinga negando in tal modo con cognizione piena la sussistenza del diritto e dunque il presupposto stesso dell'invocata tutela . Pertanto, nel caso di controversie pendenti per le quali, a seguito della sentenza emessa dalle CT Regionali, sia stato proposto dalla controparte ricorso per cassazione gli uffici locali in ipotesi di presentazione ai sensi dell'articolo 373 cpc d'istanza di sospensione dell'esecutività della sentenza predisporranno in tempo utile rispetto alla data dell'udienza di comparazione di cui al secondo comma dell'articolo 373 citato, apposite memorie illustrative da depositarsi presso la segreteria della commissione adita e avranno cura di partecipare all'udienza. Gli uffici argomenteranno sull'inammissibilità del procedimento e in via del tutto subordinata nel merito in ordine al fumus boni iuris ed al periculum in mora .

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione quarta - ordinanza 26 settembre - 28 ottobre 2006, n. 15 Presidente Fancelli - Relatore Zappi Ricorrente Gest Idea srl La Gest Idea srl, con atto spedito il 16 giugno 2006 all'Ufficio di Roma 1 dell'Agenzia delle Entrate e al Concessionario del servizio nazionale di riscossione per la provincia di roma, presentato il 19 successivo a questa Commissione, ha proposto l'istanza intesa a ottenere la sospensione dell'esecuzione della sentenza 28/04/2002, pronunciata il 18 marzo 2002 e depositata il 29 aprile successivo. La società ha chiesto detta sospensione ai sensi dell'art. 373 Cpc, avendo proposto ricorso contro la sentenza stessa presso la corte di cassazione, considerato che il concessionario citato ha notificato la cartella di pagamento n. 097 2006 00122085 riguardante il pagamento di euro 118.535,66. La società ha dichiarato che la riscossione in parola arrecherebbe un danno grave e irreparabile. L'ufficio ha presentato il 13 luglio 2006 una comunicazione sostenendo che è inapplicabile al processo tributario la sospensione dell'esecuzione delle sentenze prevista dall'articolo 373 Cpc, perché l'art. 49 del D.Lgs. n. 546/92 esclude l'applicazione dell'articolo 337 Cpc e quindi anche delle norme da questo articolo richiamate, tra cui il citato art. 373 Cpc ha citato la sentenza n. 165/2000 e le ordinanze n. 325/2001 e 310/2002 della corte costituzionale e la giurisprudenza tributaria aggiunge che non è stato dimostrato il danno grave e irreparabile lamentato dalla società. Questo collegio, letti gli atti, ritenuto che con riferimento alla pendenza del ricorso per cassazione la sospensione in parola non sia prevista dall'ordinamento tributario, ai sensi dell'art. 49 del D.Lgs. n. 546/92, norma costituzionalmente legittima secondo la sentenza e le ordinanze sopra richiamate osservato inoltre che la società non ha precisato e provato il danno grave e irreparabile che deriverebbe dalla riscossione conseguente alla cartella di pagamento considerati i giusti motivi per compensare le spese PQM Rigetta l'istanza. Spese compensate.