Codice appalti, via libera

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto legislativo che recepisce alcune direttive europee e riunisce la normativa in 250 articoli. Duro il commento dell'opposizione Meno trasparenza e concorrenza

Codice degli appalti, via libera da Palazzo Chigi. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto legislativo che recependo alcune direttive europee riunisce la normativa sugli appalti in 250 articoli, abrogando 29 fra leggi e regolamenti e un centinaio di articoli disseminati in altrettanti 30 provvedimenti. Ad annunciarlo è stato ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sottolineando che l'Italia è la prima in Europa ad approvare un codice per i contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione di due importanti direttive europee . Il nuovo testo, ha chiarito il premier, fortemente atteso dalle imprese, snellisce le procedure, conferisce trasparenza e dimezza i tempi per l'avvio di contratti di acquisizione di beni e servizi o di opere pubbliche, con una monumentale delegificazione . Per cui, almeno secondo Berlusconi, ora c'è maggior limpidità e trasparenza e tempi ridotti alla metà per ciò che lo Stato vuole fare quando decide di servirsi di aziende esterne per acquisire prodotti o servizi o appalti . Ma facciamo un passo indietro. L'iter del codice degli appalti. A gennaio dello scorso anno il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo, contenente il codice degli appalti che rappresenta l'esito finale dell'impegno che il Governo ha assunto con la delega contenuta nell'articolo 25 della legge comunitaria 2004. Il decreto legislativo meglio conosciuto anche come Codice de Lise, recepisce quindi le direttive comunitarie 2004/17 e 2004/18 pubblicate sul quotidiano del 21 gennaio scorso con il commento di Massimiliano Alesio allo scopo di riordinare una disciplina molto frammentata e di coordinare in un unico corpus normativo le disposizioni relative ai settori ordinari direttiva 2004/18 e quelle relative ai settori speciali direttiva 2004/17 , nonché di riunire in maniera organica le regolamentazioni degli appalti sopra e sotto soglia comunitaria. Gli Stati membri, del resto, sono stati costretti a intervenire per recepire i mutamenti e gli istituti innovativi del settore. Tuttavia, dopo il semaforo verde del Consiglio di Stato il parere è stato pubblicato sul quotidiano del 21 febbraio e i pareri delle competenti commissioni parlamentari, il Codice de Lise ha acquisito anche le opinioni della Conferenza unificata delle Regioni pubblicate sul quotidiano dell'11 marzo con il commento di Massimiliano Alesio . Il D.Lgs approvato dal Consiglio dei ministri. Accanto al puntuale recepimento delle norme comunitarie sono stati innovati i settori in cui maggiormente la disciplina nazionale si discostava dagli indirizzi europei, prevedendo perciò, tra l'altro, oltre ai nuovi istituti di derivazione comunitaria dell'avvalimento degli accordi quadro, del dialogo competitivo e delle aste elettroniche, la scelta non più predeterminata per legge tra criterio di aggiudicazione del prezzo più basso e quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa. È stato, inoltre, stabilito un più puntuale accoglimento delle direttive comunitarie in tema di tutela giurisdizionale e precontenziosa. Il codice prevede, infine, che i requisiti per la qualificazione delle imprese siano acquisiti esclusivamente tramite l'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, contribuendo così a eliminare ogni fenomeno distorsivo. Pur nel perseguimento di una maggiore snellezza e flessibilità, la vigente disciplina antimafia e di sicurezza dei cantieri non è stata toccata. E per consentire agli operatori del settore di adeguarsi alle innovazioni, il codice entrerà in vigore sessanta giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale . Tale codice troverà, quindi, applicazione solo nei bandi pubblicati dopo la sua entrata in vigore. Le reazioni. Con le ultime correzioni apportate al Codice de Lise sono stati fatti apprezzabili passi avanti verso una maggiore tutela della centralità della progettazione e del ruolo del progettista . Lo ha detto ieri il vicepresidente dell'Oice associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico economica , Braccio Oddi Baglioni, commentando in una nota l'approvazione del nuovo Codice. In particolare, si legge nel comunicato, sottolineiamo l'introduzione nel testo definitivo di maggiori elementi di concorrenzialità nel mercato degli affidamenti di incarichi di progettazione, la non ribassabilità delle spese di progettazione e il mantenimento dell'obbligo di qualificazione progettuale negli appalti integrati . Appare, inoltre, condivisibile - ha continuato Oddi Baglioni - la scelta di obbligare le stazioni appaltanti a motivare le singole scelte sul tipo di appalto da affidare in ragione delle concrete condizioni tecniche, economiche e organizzative. Occorre adesso - si legge ancora nel comunicato - procedere speditamente all'emanazione delle norme di dettaglio e regolamentari per evitare distorsioni del mercato e della libera concorrenza che si potrebbero verificare in assenza di un quadro di definitiva certezza giuridica . Di diverso avviso la senatrice Anna Donati, responsabile mobilità e infrastrutture dei Verdi e candidata a Palazzo Madama nella lista Insieme con l'Unione . Il premier - ha spiegato Donati - tesse le lodi di un testo incostituzionale. Nel Codice in materia di appalti, forniture e servizi, approvato dal Consiglio dei ministri permangono, infatti, quell'eccesso di delega e violazione del principio di leale collaborazione con le Regioni che noi avevamo già denunciato . Non solo, la senatrice ha aggiunto che il testo nasce dall'esigenza di recepimento di due direttive comunitarie, ma il governo Berlusconi ha colto la palla al balzo per far carta straccia delle regole di trasparenza e concorrenza dettate dalla legge Merloni. L'esecutivo, con un evidente eccesso di delega, ha presentato un corposo schema di decreto 257 articoli a Camere sciolte, chiedendo alle commissioni competenti un semplice parere, per di più, non vincolante . Entrando invece nel merito - ha concluso Donati - il Codice contiene oltre a numerose incongruenze due punti particolarmente pericolosi il superamento della separazione tra progettazione e realizzazione delle opere e l'estensione della trattativa privata. Punti qualificanti della Merloni che vengono demoliti dalla nuova norma del governo Berlusconi Critiche a parte, come tutte le leggi per vederne gli effetti dovremo attendere l'entrata in vigore a regime della nuova normativa sugli appalti. Non ci resta che pazientare. cri.cap