Dieci giorni per la surroga del consigliere comunale dimissionario

Non vi è l'obbligo per il Consiglio di provvedere nella prima seduta utile ma solo di rispettare il termine previsto dalla legge

Surroga del consigliere dimissionario, non è necessario che il Consiglio comunale provveda immediatamente ha dieci giorni di tempo per nominare il successore. A chiarirlo è stato il Tar Calabria con la sentenza 1595/06 depositata lo scorso 229 settembre e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici calabresi hanno respinto il ricorso di due consiglieri comunali contro la decisione del sindaco del Comune di Feroleto, di non procedere immediatamente nella prima seduta utile del Consiglio comunale alla surroga del componente dimissionario. Il Tribunale di Reggio Calabria ha ricordato, infatti, che l'articolo 38 comma 8 del D.Lgs 267/00 prescrive che le dimissioni dalla carica di consigliere comunale sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci e il consiglio, entro e non oltre i dieci gironi, deve provvedere alla surroga dei dimissionari . Una disposizione che è stata rispettata dall'amministrazione comunale che ha provveduto otto giorni dopo le dimissioni del consigliere alla nomina del suo successore. Tuttavia, hanno concluso i magistrati amministrativi, non esiste alcuna norma che stabilisce che la surroga debba avvenire alla prima seduta del consiglio successiva alla presentazione delle dimissioni, piuttosto è previsto che l'organo continui a svolgere regolarmente i suoi compiti anche con un componente in meno.

Tar Calabria - Sezione Reggio Calabria - sentenza 22 giugno-29 settembre 2006, n. 1595 Presidente Caruso - Relatore Criscenti Ricorrente Raschilla ed altri Fatto Con il ricorso in epigrafe i ricorrenti, consiglieri comunali, esponevano - che il sindaco, con avviso datato 31 gennaio 2005 e notificato il primo febbraio 2005 aveva convocato il consiglio comunale per la seduta del 7 febbraio con quattro punti all'ordine del giorno, tra cui, al secondo posto, una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco presentata da sei consiglieri in data 14 gennaio 2005 - che, poiché in data 1 febbraio 2005 aveva presentato le dimissioni un consigliere comunale, con avviso del 2 febbraio, notificato il giorno successivo, il sindaco, richiamando il precedente avviso di convocazione, disponeva l'inversione dell'ordine del giorno collocando al primo punto la discussione della mozione di sfiducia nei suoi confronti ed evitando invece di inserire la surroga del consigliere dimissionario - che la mozione di sfiducia veniva respinta con 7 voti su sette presenti, avendo cinque dei sei consiglieri presentatori della mozione abbandonato per protesta la seduta - che con avviso di convocazione del 8 febbraio, notificato in pari data, il sindaco convocava il consiglio per il successivo giorno 9 con unico punto all'ordine del giorno concernente la surroga del consigliere dimissionario. Tutto ciò premesso i ricorrenti si dolgono degli impugnati provvedimenti, ritenendoli adottati in violazione dell'articolo 38 D.Lgs 267/00 e dei principi generali dell'ordinamento, dovendo la surroga del consigliere dimissionario precedere la delibazione sulla mozione di sfiducia, atteso che dopo la presentazione delle dimissioni l'integrità del Consiglio non sussiste più ed esso non è abilitato a deliberare se non limitatamente alla surroga del Consigliere dimissionario con il primo dei non eletti. Si difende il Comune, rilevando come il regolare funzionamento del Consiglio comunale non è precluso dalle dimissioni di un consigliere, prevedendo la chiara lettera della citata norma solo che la surroga debba avvenire entro il termine di dieci giorni. All'udienza pubblica del 22 giugno 2006, sentite le parti, la causa è stata posta in decisione. Diritto Il Tribunale ritiene che l'operato del Comune sia immune dai vizi dedotti. L'articolo 38, comma 8, cit. D.Lgs 267/00 prescrive che le dimissioni dalla carica di consigliere comunale sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci. Il consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari . L'invocata disposizione è stata rispettata dal Comune resistente che ha provveduto alla surroga otto giorni dopo le dimissioni del Consigliere comunale. Non risulta poi rinvenibile alcun principio di ordine generale, afferente il funzionamento dei consigli comunali, in base al quale la surroga debba piuttosto avvenire alla prima seduta del consiglio successiva alla presentazione delle dimissioni. E' desumibile, invece, il diverso principio secondo cui nei dieci giorni successivi alle dimissioni il Consiglio opera regolarmente, anche se sprovvisto di un consigliere. Nel caso di specie poi nessuna legittima aspettativa poteva sorgere nei consiglieri in merito alla possibilità che il successivo 7 febbraio si deliberasse la nomina del nuovo consigliere, atteso che 1 la convocazione risale al 31 gennaio, cioè al giorno prima della presentazione delle dimissioni 2 la nota del 2 febbraio contiene solo un'inversione dei punti all'ordine del giorno già fissati nella convocazione. In base a quanto sopra chiarito il ricorso deve essere respinto, ma si ravvisano giusti motivi per compensare integralmente fra le parti le spese della lite. PQM Il Tar della Calabria - Sezione Staccata di Reggio Calabria - definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe indicato, lo respinge. Spese compensate. Ordina all'autorità amministrativa di eseguire la presente sentenza.