Un vademecum operativo per gli adempimenti antiriciclaggio

di Giovanna Stumpo

di Giovanna Stumpo * La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 82 del 7 aprile 2006 reca tre importanti provvedimenti in materia di antiriciclaggio, di cui in particolare rileva per il professionista legale il Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 3 febbraio 2006 n. 141 recante il Regolamento in materia di obblighi di identificazione, conservazione delle informazioni a fini di antiriciclaggio e segnalazione delle operazioni sospette a carico di avvocati, notai, dottori commercialisti, revisori contabili, società di revisione, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali, previsto degli artt. 3 comma 2 e 8, comma 4 del dlgs. 20 febbraio 2004 n. 56, recante attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite . Questo Regolamento, che viaggia in parallelo con il Provvedimento dell'Ufficio Italiano Cambi UIC del 24 febbraio 2006 recante le Istruzioni applicative in materia di obblighi di identificazione e conservazione delle informazioni nonché di segnalazione delle operazioni sospette per finalità di prevenzione e contrasto del riciclaggio sul piano finanziario a carico di avvocati notai, dottori commercialisti, revisori contabili, società di revisione, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali segna un percorso obbligato per lo Studio legale come già la normativa di cui sia alla normativa privacy, sia alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, ora anche la normativa antiriciclaggio entra infatti nel novero di quelle disposizioni che lo Studio legale è tenuto a conoscere e ad osservare, oltrechè a disciplinare in forma applicativa ed eventualmente con ricorso ad apposita Procedura interna. 1. Principali fonti di riferimento in materia di antiriciclaggio Come già per la normativa privacy, anche quella in materia di antiriciclaggio ha origini remote per il nostro ordinamento e di derivazione prima di tutto sopranazionale . Alla base e prima ancora dell'attuale Regolamento ministeriale n. 141/2006 e delle informazioni tecniche elaborate dall'UIC nel febbraio di quest'anno per la categoria professionisti, sono infatti importanti provvedimenti di rango comunitario che si ascrivono nel contesto di più ampie raccomandazioni del Gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali GAFI -ossia del referente mondiale in materiavolte alla prevenzione dell'utilizzazione del sistema finanziario a fini di riciclaggio di capitali e di finanziamento al terrorismo v. tabella 1 . A livello di nazionale, con il Dl. 3 maggio 1991 n. 143 poi convertito con modificazioni nella legge 5 luglio 1991 n. 197, in attuazione della I direttiva antiriciclaggio è stata dettata la prima regolamentazione di riferimento in materia, che conteneva in nuce quelle disposizioni -poi successivamente estese ed ampliate, con una serie nutrita di numerosi ulteriori provvedimenti normativi che hanno coperto un lasso temporale di oltre un decennio-, prima di giungere al secondo provvedimento rilevante sul piano normativo nazionale, ossia al dlgs. 20 febbraio 2004 n. 56. Con l'art. 22 della legge comunitaria 2005 i.e. legge 25 gennaio 2006 n. 29 si è previsto di dare ulteriore impulso alla disciplina materia, imponendo al Governo italiano di uniformarsi al disposto della III direttiva antiriciclaggio, dandole attuazione con appositi regolamenti. La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 82 del 7 aprile 2006 reca i regolamenti ministeriali integrativi delle fonti di riferimento di cui sopra con specifico riferimento a 3 diverse tipologie destinatari i.e. i il libero professionista, ampiamente inteso ii gli intermediari finanziari iii gli operatori non finanziari . Per ciascuna delle diverse tipologie di destinatari interessati dalla regolamentazione ministeriale in materia di antiriciclaggio, l'UIC ha altresì emanato 3 distinti provvedimenti, tutti datati 24 febbraio 2006, recanti alcuni chiarimenti dal profilo tecnico-applicativo v. tabella 2 . Fermo restando che, per quanto attiene al professionista legale, rileva il disposto di cui al Regolamento ministeriale n. 141/06 e correlate Istruzioni applicative UIC, è opportuno sottolineare che per disposto dell'art. 1 Definizioni di ciascun Regolamento per direttiva s'intende la direttiva del Consiglio delle comunità europee 10 giugno 1991 n. 91/308/CEE, come modificata dalla direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio UE 4 dicembre 2001 n. 2001/97/CE per legge antiriciclaggio s'intende il dl. 3 maggio 1991 n. 143, convertito con modificazioni in legge 5 luglio 1991 n. 197 e successive modifiche ed integrazioni per decreto , s'intende il dlgs. 20 febbraio 2004 n. 56. 2. Profili soggettivi, oggettivi e territoriali delle norme applicabili al professionista dal combinato disposto del Regolamento ministeriale n. 141/2006 e relative Istruzioni tecniche UIC 24 febbraio 2006 emerge che le norme antiriciclaggio sotto il profilo soggettivo i si applicano al libero professionista ampiamente inteso ossia quale soggetto iscritto ai relativi collegi, ordini, albi ed elenchi come individuato all'art. 2, comma 1, lettere s e t del dlgs. n. 56/ 2004, anche quando svolge l'attività professionale in forma societaria o associativa , nello svolgimento della propria attività professionale in forma individuale, associata o societaria ii concernono -oltechè l'avvocatoanche i notai, dottori commercialisti, revisori contabili, società di revisione, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali sotto il profilo oggettivo i hanno per oggetto la prestazione professionale ossia la prestazione che si sostanzia nella diretta trasmissione, movimentazione o gestione di mezzi di pagamento, beni o utilità in nome o per conto del cliente ovvero nell'assistenza al cliente per la progettazione o realizzazione della trasmissione, movimentazione, verifica o gestione di mezzi di pagamento, beni o utilità e della costituzione, gestione o amministrazione di società/enti/ trust o strutture analoghe fornita dal libero professionista al cliente ossia al soggetto al quale sia prestata l'assistenza professionale, in seguito al conferimento d'incarico che si sostanzi nella diretta trasmissione, movimentazione o gestione di mezzi di pagamento/ beni o utilità in nome o per conto del cliente, ovvero nell'assistenza al cliente per la progettazione o realizzazione a della trasmissione, movimentazione, verifica o gestione di mezzi di pagamento, beni o utilità e b della costituzione, gestione o amministrazione di società, enti, trust o strutture analoghe ii per quanto concerne il professionista legale in particolare, afferiscono a qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare compiuta in nome e per conto del cliente ovvero l'assistenza a lui presta, per la progettazione o realizzazione di operazioni concernenti a il trasferimento a qualsiasi titolo di beni immobili/attività economiche b la gestione di denaro/ strumenti finanziari /altri beni c l'apertura o gestione di conti bancari/ libretti di deposito e conti di titoli d l'organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, gestione, amministrazione di società e la costituzione, gestione o l'amministrazione di società, enti, trust o analoghe strutture sotto il profilo territoriale i sono vincolanti per il libero professionista abilitato ad operate in Italia anche per l'attività svolta all'estero che sia oggettivamente/soggettivamente collegabile al territorio Italia ii non si applicano ai liberi professionisti stranieri operanti in Italia in regime di libera prestazione di servizi, secondo la relativa normativa comunitaria applicabile iii valgono anche per le società di revisione con sede legale in Italia ed agli stabilimenti di tali società con sede all'estero, per l'attività svolta in Italia. 3. Adempimenti da organizzare in Studio al legale come agli altri liberi professionisti interessati dal disposto del Regolamento n. 141/2006 viene richiesto di compiere una pluralità di adempimenti di stampo organizzativo -procedurale che possono essere raggruppati nelle seguenti obbligazioni/operazioni principali Identificazione dei clienti, in presenza di prestazioni professionali che comportino o possano comportare le trasmissione/movimentazione di mezzi di pagamento/ beni/utilità di importo -anche frazionato > a 12.500 euro ovvero in relazione ad operazioni di valore indeterminato/indeterminabile Registrazione e conservazione dei dati relativi all'avvenuta identificazione dei clienti e delle informazioni concernenti le prestazioni professionali eseguite, secondo i parametri di cui al punto 1 in un apposito archivio unico cartaceo o informatico Istituzione e regolare tenuta dell'archivio unico Assicurazione -a fini del corretto adempimento della normativa cogente e di prevenzione da possibili violazionidi adeguata formazione del personale interno allo Studio personale dipendente, professionisti e collaboratori in materia Adozione di apposite misure di protezione dei dati e delle informazioni raccolte e trattate, conformemente alle regole dettate dal Codice Privacy Introduzione di apposite procedure di controllo interno allo Studio, per la verifica del corretto adempimento degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio Segnalazione all'UIC delle operazioni sospette, rispondenti ai parametri di cui all'art. 3 della legge antiriciclaggio -ove si tratti di legali o notai facenti parte di collegi sindacali dei soggetti di cui all'art. 2 del dlgs. - segnalazione al Ministero dell'economia e delle Finanze degli accertamenti e delle contestazioni dei collegi sindacali circa le violazioni di cui all'art. 1 della legge antiriciclaggio. 4. L'obbligo di identificazione del cliente ove il legale sia richiesto di prestazioni professionali che comportino o possano comportare le trasmissione/movimentazione di mezzi di pagamento/ beni/utilità di importo - anche frazionato - > a 12.500 euro, ovvero in relazione ad operazioni di valore indeterminato/indeterminabile, egli è tenuto a procedere alla formalità dell' identificazione del cliente , nel momento dell'accettazione dell'incarico, consistente i nella verifica dell'identità del cliente e del soggetto per conto del quale egli eventualmente operi , ii all'acquisizione dei suoi dati identificativi ossia per le persone fisiche nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza/di domicilio, numero di C.F. ed estremi del documento di identità per i soggetti diversi dalla persone fisiche denominazione, sede legale e n. di C.F. . Per il caso il cui il cliente agisca per conto di terzi, il legale dovrà farsi rilasciare dal cliente direttamente, per iscritto, tutte le informazioni necessarie alla formalità dell'identificazione del soggetto per conto del quale egli opera. Ove il cliente operi in nome e per conto di società/ente/trust/strutture analoghe, il professionista legale dovrà farsi rilasciare la documentazione necessaria ad individuare il soggetto che ne ha il potere di rappresentanza ad es. visure catastali, certificati, delibere cons. e ass. ecc. . Quali sono gli accorgimenti che il professionista legale deve adottare sul punto? Determinazione del valore della prestazione/operazione Nella determinazione del valore della prestazione/dell'operazione non si deve tenere conto del compenso spettante al professionista né dell'eventuale rapporto di dare-avere intercorrente tra il professionista ed il cliente, per altre possibili posizioni pendenti. Per l'individuazione di operazioni frazionate , il professionista deve valutare, in relazione al cliente, se si sia in presenza di più operazioni che, anche ove singolarmente siano di importo > a 12.500 euro, possano tuttavia considerarsi parte di un'operazione unitaria -sotto il profilo temporale e sostanzialee di valore economico superiore a tale importo. Costituiscono in ogni caso operazioni di valore indeterminatoindeterminabile, le operazioni concernenti i la costituzione, gestione, amministrazione di società/enti/trust o strutture analoghe ii la revisione contabile iii la tenuta di contabilità/paghe e contributi iv l'esecuzione di adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza. Modalità dell'identificazione L'operazione di identificazione del cliente - da compiersi preferibilmente in presenza del cliente al momento in cui inizia la prestazione professionale in suo favoreè delegabile dal professionista ad un dipendente o collaboratore di Studio. Ove il conferimento dell'incarico derivi da più clienti, la formalità dell'identificazione va espletata nei confronti di ognuno. La formalità va ripetuta, in caso di errori nell'acquisizione dei dati/informazioni, di incongruenza degli stessi, tali da rendere dubbia l'identità del cliente/del soggetto per cui egli opera per l'identificazione non è comunque possibile avvalersi delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articolo e 47 del DPR n. 445/2000 . Delle diverse tipologie di identificazione contemplate dalla normativa di settore i.e. diretta, indiretta a distanza , quella diretta è da preferirsi alle altre ed è comunque obbligatoria, ove si dubiti dell'attendibilità di una possibile identificazione indiretta o a distanza, ovvero ove si tema che tali modalità non consentano una sicura identificazione del cliente o ancora non consentano l'acquisizione delle necessarie informazioni sul suo conto. - Tipologie dell'identificazione Identificazione diretta Identificazione indiretta Identificazione a distanza La formalità dell'identificazione può essere effettuata i alla presenza fisica contestuale di entrambi clienteprofessionista o suo dipendete/collaboratore , sulla base di un documento di identità valido e non scaduto i.e. documenti d'identità di cui agli artt. 1 e 35 del DPR n. 445/2000 e passaporto/permesso di soggiorno per i soggetti non comunitari ii senza la presenza fisica del cliente ove egli sia già stato precedentmente identificato dal professionista, in relazione ad altra attività professionale, oppure ove i dati identificativi e le altre informazioni da acquisire sul cliente risultino a seconda delle situazioni da atti pubblici/scritture private autenticate/ documenti muniti di firma digitale ex art. 23 DPR n. 445/2000 e succ. mod. da dichiarazione dell'autorità consolare italiana cfr. art. 6 del dlgs. n. 153/1997 da attestazioni di altro professionista/società di revisione di uno degli Stati membri UE, che in adempimenti della III direttiva antiriciclaggio abbia già identificato il cliente/i soggetti per conto dei quali opera iii senza la presenza fisica del cliente, nello svolgimento di attività a distanza, ed in relazione a clienti per cui sia stata rilasciata apposita attestazione di avvenuta identificazione, da parte di intermediari abilitati ex art. 4 comma 1 del dlgs. n. 56/2004 i.e. banche, Poste Italiane S.p.A, Istituti di moneta elettronica, SIM, SRG, SICAV, imprese di assicurazione, agenti di cambio, società fiduciarie, società di riscossione dei tributi e relative succursali italiane oltre ad altri intermediari finanziari come espressamente individuati dal Ministero dell'economia e delle finanze sentito l'UIC enti creditizi/enti finanziari degli Stati membri UE cfr. art. 1 lett. A B n. 2 ,3,4, della II direttiva antiriciclaggio banche con sede legale ed amministrativa in paesi non UE, purchè aderenti al GAFI e succursali in tali paesi di banche italiane/di altri Stati aderenti al GAFI. Per essere valida, l'attestazione dell'intermediario deve comunque essere idonea a confermate che il soggetto che il professionista è tenuto ad identificare, coincide con il titolare di un conto/di un rapporto presso lo stesso intermediario attestante. Non è ammissibile l'identificazione a distanza possa essere effettuata da intermediari privi di insediamento fisico in alcun Paese. 5. L'obbligo di registrazione/conservazione dei dati nell'archivio unico negli stessi casi in cui sussiste l'obbligo di identificazione del cliente, il professionista legale deve provvedere altresì, a propria cura, a riportare, registrare e conservare nell'apposito archivio dedicato i.e. archivio unico i i dati identificativi del cliente/del soggetto per conto del quale opera il cliente ii l'attività lavorativa svolta dal cliente/ dalla persona per conto del quale opera il cliente iii la data in cui è stata compiuta la formalità dell'identificazione iv una descrizione sintetica del tipo di prestazione fornita v se conosciuto il valore della prestazione professionale. A fini di riporto, registrazione e conservazione dei dati e delle informazioni, il professionista legale è quindi tenuto ad istituire un apposito archivio c.d. archivio unico , in conformità delle previsioni tecniche sul punto, di cui all'Allegato B delle Istruzioni applicative UIC. Tale archivio può essere tenuto a mezzo di strumenti informatici ovvero, ove non si disponga di una struttura informatizzata, in forma cartacea. Come regola generale, si dovrà garantire l'inserimento nel predetto archivio delle prestazioni, secondo l'ordine cronologico delle stesse, in modo da rendere possibile la ricostruzione storica delle operazioni e con l'obiettivo, duplice di assicurare la conservazione delle informazioni con modalità accentrate, standardizzate ed uniformi, di assicurane la tenuta in modo ordinato, garantendo al contempo la trasparenza/chiarezza delle informazioni e la facilità della consultazione, della ricerca, del trattamento dei dati. Ed invero le informazioni relative all'identificazione della clientela ed alle prestazioni professionali richieste dal cliente, come custodite nell'archivio unico i potranno dover essere utilizzate dallo stesso professionista legale anche ai fini dell'adempimento della possibile eventuale segnalazione all'UIC, in presenza delle c.d. operazioni sospette ii potranno essere sempre richieste dall'UIC al professionista legale per esigenze informative, di analisi ed approfondimento. Quali sono gli accorgimenti che il professionista legale deve adottare sul punto? Prestazioni professionali che il legale ha l'obbligo di registrare e conservare nell' archivio unico ??Secondo il disposto dell'allegato A delle Istruzioni applicative UIC legale è fatto obbligo di registrare e conservare nell'archivio unico, un descrizione sintetica delle seguenti operazioni Trasferimento a qualsiasi titolo di beni immobili/attività economiche Qualsiasi operazione immobiliare Gestione di denaro/di strumenti finanziari/di altri beni Apertura/chiusura di conti bancari/libretti di deposito/conti di titoli Gestione di conti bancari/libretti di deposito/conti di titoli Apertura/chiusura e gestione di cassette di sicurezza Qualsiasi altra operazione di natura finanziaria Organizzazione degli apporti necessari alla costituzione di società/gestione o amministrazione di società Costituzione/liquidazione/Gestione/amministrazione di società/enti/trust o analoghe strutture Modalità del riporto, della registrazione e della conservazione dei dati e delle informazioni nell'archivio unico Ove il conferimento dell'incarico derivi da più clienti, come già per gli obblighi di identificazione, anche le formalità di registrazione e conservazione dei dati vanno espletate nei confronti di ognuno. Nel caso di prestazione professionale conferita a più professionisti anche tutti dello stesso Studio , ciascun professionista deve procedere alla registrazione nel proprio archivio unico salvo non si tratti di uno Studio associato/società di professionisti con opzione di un unico archivio nel qual caso si dovrà effettuare una sola registrazione, con indicazione di tutti i professionisti incaricati . La registrazione va effettuata dal professionista tempestivamente e comunque non oltre i 30 gg. dall'avvenuta identificazione per le registrazioni concernenti la descrizione sommaria del tipo di prestazione richiesta e relativo valore, il termine decorre tuttavia dall'avvenuta conoscenza del tipo di prestazione e del valore dell'oggetto della prestazione . Ove si debba eseguire una prestazione professionale nei confronti di un soggetto di cui si possiedono già i dati identificativi ed informazioni da acquisire aggiornate, il professionista può procedere alla registrazione delle sole informazioni relative al nuovo incarico termine 30 gg. dall'accettazione dell'incarico . Ove vi sia necessità di modificare i dati identificativi e le altre informazioni contenute nell'archivio unico, il professionista dovrà procedere a tali modifiche entro 30 gg. da quando sia venuto a conoscenza delle variazioni, con le modalità di cui all'allegato B delle Istruzioni UIC sul punto voce rettifiche e conservando evidenza dell'informazione precedente. L'obbligo di conservazione dei dati e delle informazioni rilevanti, perdura per 10 anni, dalla conclusione della prestazione professionale. Tipologie di archivio Archivio unico informatico Archivio cartaceo Disposizioni specifiche per gli Studi legali associati/ le società tra professionisti L'archivio unico informatico deve essere realizzato e tenuto secondo gli standard tecnici indicati all'Allegato B delle Istruzioni applicative UIC i.e. struttura logica registrazione clienti registrazione dati della prestazione professionale rettifiche struttura fisica degli archivi codifiche degli attributi chiave di identificazione ordinamento chiavi e funzioni di ricerca modalità di acquisizione e durata delle registrazioni gestione delle operazioni frazionate documentazione del sistema informatico e deve dare la possibilità di individuare le operazioni frazionate. L'archivio unico informatico può essere tenuto e gestito dal professionista legale anche in outsurcing ad es. per tramite di altri professionisti, associazioni di categoria, centri di servizio . Valgono sul punto le seguenti regole il professionista dovrà poter conservare l'accesso diretto ed immediato all'archivio esterno resta ferma la responsabilità in capo al professionista per il rispetto degli obblighi di conservazione e registrazione di cui alla normativa antiriciclaggio i terzi incaricati devono attenersi alle disposizioni di cui al Codice Privacy in generale per la tenuta degli archivi e in particolare per assicurare la distinzione logica e la separazione delle registrazioni relative a ciascun titolare del trattamento dei dati personali . Gli stessi soggetti devono inoltre osservare tutte le opportune misure atte a garantire la segretezza delle informazioni, nei confronti dei propri incaricati . Si tratta di un registro, che il professionista - ovvero il suo collaboratore/dipendente autorizzato per iscritto della relativa gestionepotrà tenere in alternativa a quello informatico, ove lo Studio non disponga delle necessarie dotazioni informatiche . Il registro cartaceo dovrà essere tenuto in modo ordinato e chiaramente leggibile, senza spazi bianchi e abrasioni. Le pagine dovranno essere tutte numerare progressivamente e siglate alla fine dell'ultimo figlio, occorrerà riportare il n. delle pagine di cui è complessivamente composto il registro, ed apporre la firma di chi materialmente ne cura la tenuta. Per le registrazioni da effettuare nell'archivio cartaceo, si devono osservare le procedure di cui all'Allegato B delle Istruzioni applicative UIC. Per disposto dei comma II e III dell'art. 7 del Regolamento n. 141/06 Obblighi di conservazione in forma semplificata Nel caso di svolgimento dell'attività professionale in forma associata ovvero societaria è consentito tenere un unico archivio per tutto lo studio professionale. In tal caso, è necessaria l'individuazione nell'archivio, per ogni cliente, del libero professionista responsabile degli adempimenti concernenti gli obblighi di identificazione e conservazione. E' fatta salva la facoltà per ogni componente l'associazione o la società di formare un proprio archivio, ai sensi dell'articolo che precede . 6. Gli obblighi di formazione e controllo e le misure di protezione dati ed informazioni In via preliminare e per garantire una corretta osservanza delle norme antiriciclaggio, il professionista legale è altresì tenuto ad assolvere ulteriori obblighi di carattere organizzativo. La normativa in materia impone infatti al professionista, oltre all'obbligo di identificazione del cliente, di istituzione dell'archivio unico per la raccolta/custodia di informazioni di svolgere attività di controllo interno per la verifica del corretto adempimento degli specifici obblighi di legge da parte della sua struttura organizzativa con particolare riguardo sia alle procedure di identificazione, registrazione e conservazione delle operazioni, sia di rilevazione e segnalazione all'UIC delle operazioni sospette sul punto le Istruzioni applicative UIC puntualizzano che i controlli devono essere svolti con continuità, anche su base periodica o con riguardo a casi specifici. L'estensione e la periodicità dei controlli sono commisurate anche alle dimensioni ed all'articolazione della struttura organizzativa e dell'attività svolta adottare le misure di formazione necessarie a far sì che i collaboratori personale dipendente e non di Studio siano in grado gestire correttamente le informazioni di cui vengano in possesso, nella logica di riuscire ad avere una adeguata conoscenza della clientela ed evidenziare al professionista possibili situazioni di sospetto sul punto le Istruzioni applicative UIC prevedono che la formazione deve avere carattere di continuità e di sistematicità e deve tenere conto dell'evoluzione della normativa in materia di antiriciclaggio. Un supporto all'azione di formazione del personale e di diffusione della complessiva disciplina può essere fornito dagli ordini professionali, a livello sia nazionale che locale, attraverso iniziative volte ad approfondire la normativa, a studiarne le modalità di applicazione e a diffondere la conoscenza in modo chiaro ed efficace osservare nel trattamento dei dati dei clienti le previsioni di cui al Codice Privacy, ed in particolare a rilasciare loro l'informativa idonea ad assolvere gli obblighi di cui all'art. 13 dello stesso Codice, specificando altresì che il trattamento dei dati, da parte dello Studio legale, avverrà anche per le finalità previste dalla normativa in materia di antiriciclaggio. 7. Gli obblighi correlati alle c.d. operazioni sospette 7.1. La valutazione del rischio in base a specifici parametri di riferimento nello svolgimento delle proprie attività professionali ed in relazione alle prestazioni che gli vengono richieste dal cliente, le norme antiriciclaggio impongono al professionista legale di valutare se tali prestazioni/operazioni possano essere considerate come sospette in relazione alle prescrizioni dettate dalla normativa antiriciclaggio e quindi, in quanto tali, debbano essere segnalate all'UIC. Come si fa a sapere se un'operazione è appunto tale? Secondo il disposto sia del Regolamento n. 141/06 cfr. art. 9 comma 1 il professionista legale è tenuto a considerare come sospetta l'operazione che per caratteristiche, entità, natura o qualsivoglia altra circostanza conosciuta in ragione delle funzioni esercitate e tenuto conto anche della capacità economica e dell'attività svolta dal soggetto cui si riferisca, lo induca a ritenere -che il denaro/ i beni/le utilità oggetto dell'operazione possano provenire dai delitti di cui agli articolo -bis i.e. Riciclaggio e 648 -ter Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita c.p. . Tale nozione non aiuta particolarmente il professionista legale, data l'ampiezza e la genericità della sua formulazione. Il professionista può tuttavia essere facilitato nell'adempimento del suo obbligo investigativo , correlando la nozione di operazione sospetta di cui sopra a quanto specificano ulteriormente le Istruzioni applicative UIC sul punto. Le Istruzioni applicative UIC individuando anzitutto degli aspetti -soggettivi ed oggettivi - di rischio di operazione di riciclaggio di denaro sporco che il professionista legale deve imparare a valutare, aprioristicamente. In particolare, posto che per rischio s'intende l'esposizione a fenomeni di riciclaggio , la valutazione del profilo di rischio che il professionista è chiamato a svolgere, ogni qual volta si trovi di fronte un cliente che potrebbe richiedergli operazioni rilevanti a fini della normativa antiriciclaggio, deve basarsi sulla capacità di conoscenza di tale cliente, da parte dello stesso professionista tenuto conto, in particolare i degli aspetti oggettivamente correlati al cliente i.e. caratteristiche delle attività svolte dal cliente, delle operazioni da lui compiute, degli strumenti utilizzati -ad es. interposizione di terzi impiego di strumenti societari/associativi/fiduciari suscettibili di limitare la trasparenza della proprietà e della gestione utilizzo di denaro contante/di strumenti al portatore- ii degli aspetti soggettivamente correlati al cliente i.e. caratteristiche del clientead es. soggetto situato in località a regimi fiscali/antiriciclaggio privilegiati, quali quelli indicati dal GAFI come non cooperativi soggetto del quale è noto il coinvolgimento in attività illecite . 7.2. L'individuazione delle operazioni sospette sulla base di a predefiniti criteri generali le Istruzioni applicative UIC prevedono ulteriormente che il professionista giudica del carattere sospetto -o menodi una operazione, anche in base agli elementi a sua disposizione, eventualmente desumibili dall'archivio unico e dalle valutazioni svolte in relazione al rischio ed avendo riguardo ai seguenti criteri generali coinvolgimento di soggetti costituiti/operanti/insediati in Paesi caratterizzati da regimi privilegiati sotto il profilo fiscale/del segreto bancario, ovvero in Paesi indicati dal GAFI come non cooperativi operazioni prospettate/effettuate a condizioni/valori palesemente diversi da quelli di mercato operazioni che appaiono incongrue rispetto alle finalità dichiarate esistenza di ingiustificate incongruenze rispetto alle caratteristiche soggettive del cliente ed alla sua normale operatività, sia sotto il profilo quantitativo che degli atti giuridici utilizzati ricorso ingiustificato a tecniche di frazionamento delle operazioni ingiustificata interposizione di soggetti terzi ingiustificato impiego di denaro contante/mezzi di pagamento non appropriati rispetto alla prassi comune e tenuto conto della natura dell'operazione comportamento reticente del cliente ad es. reticenza a fornire informazioni complete circa l'identità personale, la sede legale/amministrativa, l'identità degli esponenti aziendali/ dei partecipanti al capitale o di altri soggetti interessati -ad es. mandatari, fiduciari, disponenti di trustla questione per la quale richiede la prestazione professionale e le finalità perseguite indicazione di dati palesemente falsi circostanze in cui non può essere effettuata/completata la formalità di identificazione . b appositi indicatori di anomalia in applicazione dei predetti criteri generali, al fine di agevolare l'attività di valutazione del professionista legale in ordine agli eventuali profili di sospetto delle operazioni oggetto dell'incarico professionale richiesto dal cliente, l'UIC ha altresì indicato in un apposito allegato alle proprie Istruzioni 24.2.2006 espressi indicatori di anomalia , cui attenersi cfr. Allegato C . Sul punto è bene tuttavia considerare che tali indicatori valgono solo quali indicatori esemplificativi e sono di per sé non esaustivi, posto che, per disposto delle stesse Istruzioni UIC a la ricorrenza dei comportamenti descritti in uno o più indicatori non costituisce di per sé motivo sufficiente per l'individuazione/la segnalazione delle operazioni sospette dovendosi valutare necessariamente anche la rilevanza, in concreto, dei comportamenti del cliente b sono altresì significativi per la rilevazione ulteriori e diversi comportamenti, sebbene diversi da quelli di cui agli indicatori, ove rivelino nondimeno in concreto profili di sospetto c l'accurato adempimento degli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette implica la rilevazione di comportamenti che integrano più indicatori, specie se caratterizzati da particolare analiticità . E' questo, ad avviso di chi scrive, il punto più critico dell'intera disciplina della materia, che richiede, al professionista legale uno sforzo conoscitivointuitivo ed applicativo, assai notevole. 8. La procedura di segnalazione la sospensione delle operazioni sospette fermo restando che per disposto delle Istruzioni applicative UIC la materia della segnalazione delle operazioni sospette è regolamentata dagli articolo e 3-bis della legge antiriciclaggio, dal Regolamento e dal presente provvedimento , il professionista legale richiesto dal cliente di eseguire un'operazione, a suo giudizio sospetta , deve provvedere alla segnalazione della stessa operazione all'UIC i personalmente ove di tratti di un incarico professionale conferita a più professionisti è possibile effettuare una unica segnalazione congiunta ii senza ritardo ove possibile la segnalazione va fatta prima del compimento dell'operazione richiesta dal cliente e comunque iii appena sia venuto a conoscenza degli elementi che giustificano il sospetto di provenienza di denaro/beni/utilità da un delitto non colposo. Sotto il profilo sia formale che sostanziale, inoltre, la segnalazione da parte del professionista deve concernere dati e notizie sull'operazione, nei sui aspetti soggettivi ed oggettivi deve essere conforme allo schema di cui all'Allegato D delle Istruzioni applicative con particolare riguardo a dati del segnalante dati sul soggetto segnalato informazioni sull'operazione oggetto di segnalazione motivi del sospetto e secondo le indicazioni di cui all'Allegato E delle stesse Istruzioni applicative UIC deve essere trasmessa all'UIC in forma cartacea salvo future emanande disposizioni, che renderanno possibile anche la trasmissione per via informatica La segnalazione fatta alla competente autorità nazionale, comporta la possibilità che quest'ultima -eventualmente su segnalazione di altri organismi competenti, quali la Direzione Investigativa Antimafia/ il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, sospenda le operazioni segnalate come sospette, per un periodo max. di 48 ore, dandone comunicazione immediata agli stessi organismi a patto che ciò tuttavia non comporti pregiudizio per le indagini e per l'adempimento degli obblighi di legge da parte del professionista . Quali sono gli accorgimenti che il professionista legale deve adottare sul punto? Il disposto degli artt. 3 e 3 bis della legge antiriciclaggio Il disposto degli artt. 10 - 12 del Regolamento n. 141/2006 ??Art. 3 Segnalazioni di operazioni Il responsabile della dipendenza, dell'ufficio o di altro punto operativo di uno dei soggetti di cui all'art. 4, indipendentemente dall'abilitazione ad effettuare le operazioni di trasferimento di cui all'articolo 1, ha l'obbligo di segnalare senza ritardo al titolare dell'attività o al legale rappresentante o a un suo delegato ogni operazione che per caratteristiche, entità, natura, o per qualsivoglia altra circostanza conosciuta a ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell'attività svolta dal soggetto cui è riferita, induca a ritenere, in base agli elementi a sua disposizione, che il danaro, i beni o le utilità oggetto delle operazioni medesime possano provenire dai delitti previsti dagli artt. 648-bis e 648-ter del c.p Tra le caratteristiche di cui al periodo precedente è compresa, in particolare, l'effettuazione di una pluralità di operazioni non giustificata dall'attività svolta da parte della medesima persona, ovvero, ove se ne abbia conoscenza, da parte di persone appartenenti allo stesso nucleo familiare o dipendenti o collaboratori di una stessa impresa o comunque da parte di interposta persona. Il titolare dell'attività, il legale rappresentante o un suo delegato esamina le segnalazioni pervenutegli, e qualora le ritenga fondate tenendo conto dell'insieme degli elementi a sua disposizione, anche desumibili dall'archivio di cui all'art. 2, comma 1, le trasmette senza ritardo, ove possibile prima di eseguire l'operazione, anche in via informatica e telematica, all'UIC senza alcuna indicazione dei nominativi dei segnalanti. Il Ministro del tesoro, sentita la commissione di cui all'art. 3-ter, di concerto con i Ministri dell'interno, di grazia e giustizia e delle finanze, emana con proprio decreto disposizioni sull'utilizzo delle procedure informatiche o telematiche per la trasmissione delle segnalazioni all'UIC. L'UIC emana le relative istruzioni applicative e a effettua i necessari approfondimenti sulle segnalazioni di cui al comma 2, ivi compresi quelli relativi ad omesse segnalazioni di cui sia venuto a conoscenza in base alle informazioni e ai dati contenuti nei propri archivi b può avvalersi ove necessario, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro del tesoro, sentita la commissione di cui all'art. 3-ter, di concerto con i Ministri delle finanze, di grazia e giustizia e dell'interno, dei dati contenuti nell'anagrafe dei conti e dei depositi di cui all'art. 20, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 c può acquisire ulteriori dati e informazioni presso i soggetti di cui all'art. 4 in ordine alle segnalazioni trasmesse d può utilizzare i risultati delle analisi effettuate ai sensi dell'art. 5, comma 10, della presente legge, nonché delle analisi concernenti anche singole anomalie, utilizzando ove necessario informazioni che possono essere chieste ai soggetti di cui all'art. 4 e effettua gli approfondimenti che coinvolgono le competenze delle autorità di vigilanza di settore con la partecipazione di rappresentanti delle autorità medesime, le quali integrano le segnalazioni con gli ulteriori elementi desumibili dagli archivi in loro possesso f fermo restando quanto previsto dall'art. 331 c.p.p. , trasmette senza indugio le segnalazioni, completate ai sensi del presente comma corredate di una relazione tecnica, alla Direzione investigativa antimafia e al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, che ne informano il Procuratore nazionale antimafia, qualora siano attinenti alla criminalità organizzata ovvero le archivia, informandone gli stessi organi investigativi. Per effettuare i necessari approfondimenti e per il controllo previsto dall'art. 5, comma 10, gli appartenenti al Nucleo speciale di polizia valutaria esercitano anche i poteri loro attribuiti dalla normativa in materia valutaria. Tali poteri sono estesi agli ufficiali di polizia tributaria dei nuclei regionali e provinciali di polizia tributaria della Guardia di finanza, ai quali il Nucleo speciale di polizia valutaria può demandare l'assolvimento dei compiti di cui al presente decreto. Ferme restando le disposizioni sul segreto per gli atti di indagine, qualora la segnalazione non abbia ulteriore corso gli organi investigativi di cui al comma 4, lettera f , informano l'UIC, che ne da notizia al titolare dell'attività, al legale rappresentante o al suo delegato. Le autorità inquirenti informano l'UIC di ogni altra circostanza in cui emergano fatti e situazioni la cui conoscenza può essere comunque utilizzata per prevenire l'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio. L'UIC, anche su richiesta degli organi investigativi di cui al comma 4, lettera f , può sospendere l'operazione per un massimo di 48 ore, sempre che ciò non possa determinare pregiudizio per il corso delle indagini e per l'operatività corrente degli intermediari, dandone immediata notizia agli organi investigativi medesimi. Le segnalazioni effettuate ai sensi e per gli effetti del presente articolo non costituiscono violazione di obblighi di segretezza. Le segnalazioni e i provvedimenti di cui al comma 6, posti in essere in conformità del presente articolo e per le finalità da esso previste, non comportano responsabilità di alcun tipo. E' fatto, in ogni caso, divieto ai soggetti tenuti alle segnalazioni di cui al comma 1, e a chiunque ne sia comunque a conoscenza, di darne comunicazione fuori dai casi previsti dal presente articolo. I soggetti di cui all'art. 4 devono dotarsi, nel rispetto dei criteri che potranno essere impartiti con le disposizioni di attuazione dello stesso art. 4, comma 3, lettera c , di adeguate procedure volte a prevenirne il coinvolgimento in operazioni di riciclaggio, potenziando a tal fine il sistema dei controlli e dei riscontri interni e attuando programmi specifici di addestramento e di formazione del personale. Tutte le informazioni in possesso dell'UIC e degli altri organi di vigilanza e di controllo, relative all'attuazione del presente decreto, sono coperte dal segreto d'ufficio anche nei confronti delle pubbliche amministrazioni. L'UIC può comunque scambiare informazioni in materia di operazioni sospette con le altre autorità di vigilanza di cui all'art. 11 della presente legge, nonché con analoghe autorità di altri Stati che perseguono le medesime finalità, a condizioni di reciprocità anche per quanto riguarda la riservatezza delle informazioni. Restano ferme le disposizioni della legge 31 dicembre 1996, n. 675, in materia di trattamento dei dati personali. Gli organi investigativi di cui al comma 4, lettera f , forniscono all'Ufficio italiano dei cambi le notizie in proprio possesso necessarie per integrare le informazioni da trasmettere alle medesime autorità di altri Stati al di fuori dei casi di cui al presente comma, restano applicabili le disposizioni di cui agli artt. 9 e 12 della legge 1 aprile 1981, n. 121. Tutti i flussi informativi di cui al presente articolo avvengono di regola con l'utilizzo di procedure informatiche o telematiche . Art. 3-bis Riservatezza delle segnalazioni In caso di denuncia o di rapporto ai sensi degli artt. 331 e 347 c.p.p. , l'identità delle persone e degli intermediari di cui all'art. 4 che hanno effettuato le segnalazioni, anche qualora sia conosciuta, non è menzionata. L'identità delle persone e degli intermediari può essere rivelata solo quando l'autorità giudiziaria, con decreto motivato, lo ritenga indispensabile ai fini dell'accertamento dei reati per i quali si procede. Fuori dalle ipotesi di cui al comma 2, in caso di sequestro di atti o documenti si adottano le necessarie cautele per assicurare la riservatezza dell'identità dei soggetti che hanno effettuato le segnalazioni. Gli intermediari di cui all'artt. 4, nell'ambito della loro autonomia organizzativa, assicurano omogeneità di comportamento del personale nell'individuazione delle operazioni di cui all'art. 3, comma 1, e possono predisporre procedure di esame delle operazioni, anche con l'utilizzo di strumenti informatici e telematici, di ausilio al personale stesso, sulla base delle evidenze dell'archivio unico informatico previsto dall'art. 2 e secondo le istruzioni applicative emanate dalla Banca d'Italia, sentito l'UIC, d'intesa con le autorità di vigilanza di settore nell'ambito delle rispettive competenze. Gli intermediari di cui all'art. 4 adottano adeguate misure per assicurare la massima riservatezza dell'identità delle persone che effettuano le segnalazioni. Gli atti e i documenti in cui sono indicate le generalità di tali persone sono custoditi sotto la diretta responsabilità del titolare dell'attività o del legale rappresentante o del loro delegato . Art. 10 Esenzione dall'obbligo di segnalazione Gli obblighi di segnalazione di operazioni sospette non si applicano per le informazioni ricevute dal cliente o ottenute riguardo allo stesso nel corso dell'esame della posizione giuridica del cliente o dell'espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza del medesimo in un procedimento giudiziario o in relazione a tale procedimento, compresa la consulenza sull'eventualità di intentare o evitare un procedimento, ove tali informazioni siano ricevute o ottenute prima, durante o dopo il procedimento stesso. L'esenzione prevista al primo comma si applica anche per i giudizi arbitrali o per la risoluzione di controversie innanzi a organismi di conciliazione previsti dalla legge . Art. 11. Criteri generali per l'individuazione delle operazioni sospette Ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette, i liberi professionisti adoperano le informazioni in proprio possesso, acquisite nell'ambito dell'attività professionale prestata. I liberi professionisti valutano complessivamente, nel tempo, i rapporti intrattenuti con i clienti, rilevando eventuali incongruenze rispetto alla capacità economica, alle attività svolte e al profilo di rischio di riciclaggio. I liberi professionisti adottano le misure di formazione necessarie affinché anche i propri collaboratori siano in grado di adoperare le informazioni in proprio possesso per avere un'adeguata conoscenza della clientela ed evidenziare al libero professionista situazioni di sospetto. Nel caso in cui il cliente agisca per conto di un altro soggetto, il professionista verifica, in base alle informazioni disponibili, anche la reale titolarità dell'operazione per individuare elementi utili ai fini della segnalazione di cui all'art. 3 della legge antiriciclaggio. Nell'individuazione delle operazioni sospette deve aversi riguardo in particolare ai criteri contenuti nelle disposizioni applicative dell'UIC, adottate ai sensi dell'art. 8, comma 6, del decreto . Art. 12. Modalità della segnalazione Alle segnalazioni di operazioni sospette si applicano il regime di riservatezza e, ove compatibili, le procedure di segnalazione previste negli artt. 3 e 3-bis della legge antiriciclaggio. E' fatto divieto al libero professionista e a chiunque ne abbia conoscenza di comunicare le segnalazioni al cliente e a qualunque altro soggetto, fuori dai casi di legge. I liberi professionisti che assistono il cliente in forma congiunta possono adempiere gli obblighi di cui all'art. 9 del presente regolamento segnalando congiuntamente l'operazione all'UIC. L'UIC può stabilire le modalità di produzione e di trasmissione delle segnalazioni, anche prevedendo l'utilizzo di procedure informatiche e telematiche, in applicazione di quanto disposto dall'art. 8, comma 6, del decreto. L'UIC, anche su richiesta degli organi investigativi, può sospendere le operazioni segnalate come sospette per un massimo di quarantotto ore, dandone immediata comunicazione agli organi investigativi medesimi, sempre che ciò non determini pregiudizi per le indagini e per l'adempimento dei propri obblighi di legge da parte dei liberi professionisti . Istruzioni applicative UIC - Valutazione dei rapporti con il cliente - Indicatori di anomalia cfr. allegato C - Disposizioni UIC concernenti le modalità della segnalazione e la riservatezza della stessa Ai fini della rilevazione e della segnalazione delle operazioni sospette, si deve tener conto delle informazioni fornite in sede di identificazione del cliente , oltrechè di quelle di cui si dispone. in virtù dell'attività professionale a prestata al cliente. Il professionista legale è inoltre tenuto a valutare complessivamente e nel tempo, i rapporti intrattenuti con i clienti, avendo riguardo alle operazioni compiute/richieste nello svolgimento dell'incarico individuare eventuali incongruenze rispetto alla capacità economica, alle attività svolte ed al profilo di rischio di riciclaggio. Per la valutazione delle operazioni, il professionista può tenere in considerazione specifici Indicatori di anomalia in sintesi i connessi al comportamento del cliente ad es. comportamento reticente nel fornire informazioni, nel dichiarare l'attività esercitata, a presentare la documentazione contabile/di altro genere, nel segnalare rapporti con altri professionisti, a fornire il numero di conto il quale il pagamento è stato fatto/verrà addebitato il fornire informazioni palesemente inesatte/incomplete l'occultare informazioni essenziali ad es. in relazione ai beneficiari della prestazione l'uso di documenti identificativi che sembrano contraffatti o il fornire informazioni palesemente false il fatto di cambiare ripetutamente professionisti in un breve lasso di tempo e senza una spiegazione adeguata il fatto di chiedere modifiche delle condizioni/modalità della prestazione per eludere a forme di identificazione/registrazione obbligatoria di dati/informazioni il rifiuto di pagare/il sollevare obiezioni al pagamento di un prezzo di vendita con bonifico/assegno anche se di somma inferiore a 12.500 il ricorrere a servizi di un prestanome, senza plausibili giustificazioni ii connessi al profilo economico-patrimoniale del cliente ad es. la richiesta senza plausibili giustificazioni di prestazioni palesemente non abituali/non giustificate rispetto all'esercizio normale della professione/attività del cliente l'impiego di disponibilità non coerenti con l'attività svolta/ingiustificate il ricorrere a frequenti operazioni di acquisizione/cessione di partecipazioni in imprese, non giustificate dal profilo economico/patrimoniale/dalla professione/attività l'acquisto da parte di imprese clienti di beni anche di lusso, di elevato valore, soprattutto in contanti 3 relativi alla dislocazione territoriale delle controparti/delle operazioni oggetto delle prestazioni ad es. prestazioni richieste che riguardano operazioni che coinvolgono parti in centri off-shore/caratterizzati da regimi fiscali privilegiati/indicati dal GAFI come non cooperativi, non giustificati dall'attività economica del cliente prestazioni inerenti la costituzione/trasferimento di diritti reali su immobili, in tali paesi operazioni di conferimento/aumento di capitale in contanti e per importi consistenti in società di tali paesi operazioni di costituzione di trust o strutture societarie in tali paesi utilizzazione come soci, di società costituite in regime trust in tali paesi operazioni di trasferimento di partecipazioni/diritti su quote/azioni/altri strumenti finanziari che danno diritto ad acquisire partecipazioni o diritti, con interposizione di un soggetto estero con chiare finalità dissimulatorie operazioni di ricezione/trasferimento di fondi sul conto del professionista da/a favore di controparti dislocate in tali paesi ricerca di finanziamenti sulla base di garanzie attestanti l'esistenza di cospicui depositi presso banche estere 4 relativi a tutte le categorie di operazioni ad es. il cliente intende regolare i pagamenti con una somma notevole di denaro contante intende effettuare operazioni con denaro contante/ mezzi di pagamento non appropriato alla prassi ed in considerazione alla natura dell'operazione intende effettuare operazioni a condizioni/valori palesemente diversi da quelli di mercato ricorre sistematicamente a tecniche di frazionamento delle operazioni ingiustificate richiede una consulenza per l'organizzazione di finanza strutturata sui mercati internazionali per esigenze legale ad attività commerciali all'estero di dimensioni contenute 5 relativi ad operazioni immobiliari ad es. le prestazioni professionali concernono investimenti in beni immobili, da parte di soggetti privi di adeguato profilo economico-imprenditoriale/stranieri non aventi collegamento con lo Stato i clienti ricorrono ripetutamente a contratti a favore di terzo/persona da nominare/intestazione fiduciaria, con oggetto diritti su beni immobili, senza plausibile motivazione il cliente intende comperare un bene immobile di notevole valore in contanti 6 relativi alla costituzione/amministrazione di imprese/società/trust/enti analoghi ad es. operazioni societarie palesemente rivolte a perseguire finalità di dissimulazione/ostacolo all'identificazione della effettiva titolarità/ provenienza delle disponibilità finanziarie coinvolte costituzione/impiego di trust in casi in cui si applichi una normativa di ordinamenti con principi e regole non in linea con le disposizioni antiriciclaggio nazionali, senza adeguate ragioni richiesta di costituzione di strutture di gruppo complesse e articolare, in relazione alla distribuzione di partecipazioni/collocazione all'estero di una/più società costituzione di società diverse dalle imprese familiari con capitale in denaro in cui figurano come soci persone non imputabili frequenti operazioni di cessione/acquisizione di imprese/aziende palesemente non giustificate dalla natura delle attività svolte dal cliente richiesta di costituzione di una o più società prestanome/interposta, in assenza di plausibili motivazioni richiesta di costituzione di società con oggetto sociale di difficile identificazione/senza relazione con quello che pare l'esercizio normale delle attività richiesta di effettuare conferimenti in società/enti con modalità tali da risultare non coerenti con il profilo/le finalità della società/gli enti prestazioni professionali richieste con riguardo a conferimenti di incarichi di responsabilità in società/enti a persone sprovviste delle necessarie capacità con finalità preordinata a disgiungere l'attività decisionale dalla titolarità delle cariche 7 relativi ad operazioni contabili/sollecitazione del pubblico risparmio ad es. richiesta di prestazioni relative a operazioni contabili aventi evidente finalità di occultare disponibilità di diversa natura/provenienza prestazioni relative ad operazioni di appello al pubblico risparmio effettuate con modalità elusive della normativa applicabile prestazioni relative al trasferimento/sostituzione di prodotti finanziari di provenienza illecita prestazioni relative a operazioni di emissione di valori mobiliari che appaiono palesemente incoerenti con le caratteristiche dell'emittente e con le esigenze di approvvigionamento dei mezzi finanziari/effettuate con modalità elusive della normativa applicabile 8 relativi all'utilizzo di conti/di altri rapporti continuativi ad es. ad es. venuta a conoscenza di modalità di utilizzo di conti/altri rapporti continuativi del cliente, non usuali/non giustificati successive operazioni di apertura/chiusura di conti in paesi esteri ingiustificati compimento di operazioni caratterizzate da un ingiustificato impiego di denaro contante/tecniche di pagamento mediante compensazione/elementi quali la domiciliazione dell'agente presso terzi/presenza in caselle o indirizzi postali diversi dal domicilio fiscale/professionale richiesta di apertura di più conti/rapporti in paesi terzi senza giustificazione plausibile utilizzo di conti di terzi società/enti per l'impiego o dissimulazione di disponibilità personali utilizzo di cassette di sicurezza, che in assenza di ragioni obiettive appaiono volte ad assicurare l'occultamento delle disponibilità custodite richiesta di deposito di denaro/beni/titoli con istruzione di impegnarli a fini insoliti/inusuali rispetto alla normale attività del cliente. La segnalazione all'UIC, potrà essere preavvisata dal professionistaanche per avere istruzioni a riguardovia fax o via telefono. L'indirizzo a cui far pervenire la segnalazione è UIC, Sezione Risorse Informatiche Approvvigionamenti e Servizi, via delle Quattro Fontane n. 123 -00184 ROMA con indicazione, accanto all'indirizzo del CODICE PR AR94 . Dovrà essere effettuata segnalazione all' UIC anche di ogni variazione delle informazioni acquisite dal professionista. Resta inteso inoltre che i l'UIC può sempre richiedere al professionista ogni informazione necessaria per la propria attività di approfondimento e di analisi, relativamente a segnalazioni di operazioni sospette/omesse segnalazioni/ogni alto caso di legge ii il professionista è tenuto al tempestivo inoltro delle informazioni richieste dall'UIC iii l'UIC effettua i necessari approfondimenti ed informa il professionista dell'esito delle segnalazioni i.e. casi di archiviazione/ casi di non ulteriore corso, alla luce degli accertamenti compiuti dagli organismi investigativi/ogni altro caso previsto dalla legge iv tutte le informazioni relative alle segnalazioni sono soggette a regime di rigorosa riservatezza quanto al contenuto ed alla stessa operazione di segnalazione v è vietato dare comunicazione delle segnalazioni al di fuori dei casi previsti dalla legge antiriciclaggio e relative norme tecniche il divieto concerne anche ogni comunicazione diretta al soggetto segnalato i.e. il cliente vi la trasmissione di informazioni attinenti a segnalazioni sospette è possibile esclusivamente nei confronti dell'UIC in relazione all'attività di approfondimento e degli organi investigativi competenti per l'accertamento dei fatti segnalati, fermi restando gli obblighi nei confronti dell'Autorità Giudiziaria vii nelle sue segnalazioni agli organi investigativi competenti l'UIC omette l'indicazione del nominativo del professionista che ha effettuato la segnalazione stessa viii in base alla legge antiriciclaggio, per le segnalazioni che abbiano ulteriore corso in sede investigativa ad es. in caso di denuncia/rapporto ex artt. 331/341 c. p. p. non viene menzionata l'identità di chi abbia effettuato la segnalazione, tale identità potendo essere rivelata solo ove l'Autorità Giudiziaria lo ritenga indispensabile a fini di accertamento dei reati per cui si procede ix il professionista deve adottare misure idonee a mantenere la massima riservatezza delle informazioni relative alle segnalazioni effettuate, all'interno della propria organizzazione. ??TABELLA 1 Fonti comunitarie di riferimento Direttiva del Consiglio e del Parlamento europeo 10 giugno 1991 n. 91/308/CEE c.d. I direttiva antiriciclaggio Regolamento del Consiglio 27 dicembre 2001 n. CE 2580/2001 Direttiva del Consiglio e del Parlamento europeo 4 dicembre 2001 n. 2001/97/CE c.d. II direttiva antiriciclaggio Regolamento del Consiglio 27 maggio 2002 n. CE 881/2002 Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio 26 ottobre 2005 n. CE 1889/2005 della Direttiva del Paramento Europeo e del Consiglio 26 ottobre 2005 n. 2005/60/CE c.d. III direttiva antiriciclaggio . o TABELLA 2 a L'articolato dei Regolamenti ministeriali Regolamento in materia di obblighi di identificazione, conservazione delle informazioni a fini di antiriciclaggio e segnalazione delle operazioni sospette a carico di avvocati, notai, dottori commercialisti, revisori contabili, società di revisione, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali, previsto degli artt. 3 comma 2 e 8, comma 4 del dlgs. 20 febbraio 2004 n. 56, recante attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite , di cui al decreto 3 febbraio 2006 n. 141 Regolamento in materia di obblighi di identificazione e di conservazione delle informazioni, previsto dall'art. 3 comma 2, del dlgs. 20 febbraio 2004 n. 56, recante attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite , di cui al decreto 3 febbraio 2006 n. 142 Regolamento in materia di identificazione e di conservazione delle informazioni per gli operatori finanziari, previsto dall'art. 3 comma 2, del dlgs. 20 febbraio 2004 n. 56, recante attuazione della direttiva 2001/97/CE in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite , di cui al decreto 3 febbraio 2006 n. 143 b Le correlate Istruzioni applicative UIC per il libero professionista Istruzioni applicative in materia di obblighi di identificazione, registrazione e conservazione delle informazioni, nonché di segnalazione delle operazioni sospette per finalità di prevenzione e contrasto del riciclaggio sul piano finanziario a carico di avvocati, notai, dottori commercialisti, revisori contabili, società di revisione, consulenti del lavoro, ragionieri e periti commerciali per gli intermediari finanziari Istruzioni applicative per gli intermediari, in materia di obblighi di identificazione, registrazione e conservazione delle informazioni, nonché di segnalazione delle operazioni sospette per finalità di prevenzione e contrasto del riciclaggio sul piano finanziario per gli operatori non finanziari delle Istruzioni applicative in materia di obblighi di identificazione, registrazione e conservazione delle informazioni, nonché di segnalazione delle operazioni sospette per finalità di prevenzione e contrasto del riciclaggio sul piano finanziario a carico degli operatori non finanziari . ??TABELLA 3 Indice dei contenuti del Regolamento n. 141/2006, in combinato disposto con le correlate Istruzioni applicative UIC Professionisti -Capo I Definizioni ed ambito di applicazione Definizioni cfr. art. 1 Destinatari cfr. art. 2 Istruzioni UIC -Parte I Definizioni e ambito di applicazione Definizioni cfr. art. 1 Ambito di applicazione - I destinatari della disciplina cfr. art. 2 Ambito territoriale della disciplina cfr. articolo .1. -Capo II Obblighi di identificazione e conservazione Obblighi di identificazione cfr. art. 3 Modalità dell'identificazione cfr. art. 4 Obblighi di conservazione cfr. art. 5 Modalità di tenuta dell'archivio cfr. art. 6 Obblighi di conservazione in forma semplificata cfr. art. 7 Protezione dei dati e delle informazioni cfr. art. 8 Istruzioni UIC -Parte I Ambito oggettivo di applicazione -Gli obblighi applicabili cfr. art. 3 -Parte II Identificazione dei clienti Presupposti e momento dell'identificazione articolo Contenuto dell'identificazione cfr. art. 2 Modalità dell'identificazione cfr. art. 3 Identificazione diretta cfr. art. 4 Identificazione indiretta cfr. art. 5 Identificazione a distanza cfr. art. 6 -Parte III Registrazione e conservazione delle informazioni Contenuto dell'obbligo cfr. art. 1 Modalità cfr. art. 2 Archivio unico cfr. art. 3 Finalità dell'archivio unico cfr. art. 4 Tenuta dell'archivio unico cfr. art. 5 Archivio unico informatico cfr. art. 6 Archivio unico cartaceo cfr. art. 7 *v. Allegato A Prestazioni oggetto di registrazione per i professionisti e le società di revisione *v. Allegato B Allegato tecnico dell'archivio unico -Capo III Segnalazione di operazioni sospette Obbligo di segnalazione di operazioni sospette cfr. art. 9 Esenzione dall'obbligo di segnalazione cfr. art. 10 Criteri generali per l'individuazione delle operazioni sospette cfr. art. 11 Modalità della segnalazione cfr. art. 12 Disposizioni finali cfr. articolo . Istruzioni UIC -Parte IV Rilevazione e segnalazione di operazioni sospette Principi e norme applicabili cfr. art. 1 Esclusione della responsabilità art. 2 Valutazione dei rapporti con i clienti cfr. art. 3 Profilo di rischio di riciclaggio cfr. art. 3.1 Operazioni sospette. Nozione e rilevazione cfr. art. 4 Procedura per la segnalazione cfr. art. 5 Sospensione delle operazioni cfr. art. 6 Produzione e trasmissione della segnalazione cfr. art. 7 Collaborazione nell'approfondimento e flussi informativi di ritorno cfr. art. 8 Riservatezza cfr. articolo *v. Allegato C Indicatori di anomalia *v. Allegato D Segnalazione di operazioni ai sensi dell'art. 3 L. 5.7.1991 n. 197 *v. Allegato E Istruzioni per la compilazione del modulo per la segnalazione delle operazioni, ai sensi dell'art. 3 L. 5.7.1991 n. 197 -Parte V Altri obblighi Controlli interni cfr. articolo Formazione cfr. art. 2 Disposizioni in materia di protezione dei dati e delle informazioni cfr. art. 3 * Avvocato, esperta di Organizzazione e Qualità per gli Studi Legali