Intercettazioni, privacy e libertà di stampa: tutti contro i magistrati

Una giornata di studio sul Ddl che verrà forse con un dibattito in Cassazione. Cossiga sono stato presidente del Csm e ho visto vergogne di ogni genere. Grazia Volo dov'è finito il processo penale?

Tutti parlano di un testo che non è ancora ufficiale e che probabilmente non riuscirà neanche ad essere approvato prima della fine della legislatura. Venerdì mattina si è parlato del disegno di legge presentato al Consiglio dei ministri di venerdì 9 settembre in seguito alla vicenda legata alle intercettazioni che hanno coinvolto, tra gli altri, il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. Avvocati, magistrati e soprattutto giornalisti si sono ritrovati presso l'Aula magna della Corte di cassazione al convegno organizzato dall'ordine dei giornalisti del Lazio e degli avvocati di Roma per parlare appunto di intercettazioni, privacy e libertà di stampa. Tutti argomenti tirati in ballo dal legislatore in un provvedimento che adesso dovrà affrontare il vaglio del Parlamento già affaticato da sessione di bilancio, legge elettorale e devolution per non parlare della ex Cirielli . L'approvazione del provvedimento non è legata ad un problema di tempi, ha detto a margine dell'incontro Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, ma di volontà politica. Se c'è la volontà politica il provvedimento si approva ha continuato l'esponente di Forza Italia, unico difensore, insieme ad Augusta Iannini capo del Dipartimento per gli Affari di giustizia del disegno di legge. Il primo ad attaccare duramente il provvedimento è stato l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga che ha dichiarato apertamente di non votarlo. Vero mattatore dell'incontro, il senatore ha attaccato non solo il provvedimento, quanto i magistrati, sia durante il suo intervento che durante quello del presidente del Tribunale di Roma, Luigi Scotti, da lui interrotto più di una volta. Sono stato anche presidente del Consiglio superiore della magistratura -ha detto Cossiga in una delle interruzioni a Scotti - e le vergogne che ho visto sono inenarrabili , come ad esempio la spartizione dei procedimenti disciplinari. Io assolvo questo a te, tu assolvi quest'altro a me, così succedeva che magari Md aveva 3 magistrati sotto procedimento, Mi due, così si faceva pari e patta. La vera questione - ha continuato l'ex Capo dello Stato - è che quando il potere giudiziario diventa potere politico difficilmente poi rinuncia a questo Se io non fossi nato in una famiglia di politici ma in una famiglia di magistrati e fossi diventato giudice anche io, una volta scoperto il potere di stabilire il trasferimento di banche, non accetterei di essere ributtato a condannare i ladri di polli. Ma non facciamo finta che questi signori amano la giustizia, amano il potere solo che non dicono di esercitare il potere politico . Per il resto, ha continuato Cossiga il Ddl non è stato scritto da Berlusconi, perché lo avrebbe scritto meglio , mentre lui presenterà un emendamento grazie al quale nessun giornalista potrà essere condannato se prima non viene chiarito chi gli ha passato la notizia prima si deve condannare il magistrato, poi il giornalista . Il presidente dell'Autorità garante delle comunicazioni, Francesco Pizzetti, non ha commentato il Ddl, dal momento che, ha spiegato non esiste un testo ufficiale . L'Autorità garante, ha detto Pizzetti, si è limitata a chiedere ai gestori telefonici, incaricati dall'autorità giudiziaria, le modalità di intervento per capire come la richiesta venga attuata già dalle prime risposte - ha detto Pizzetti - risulta che il concetto di intercettazione è elastico, per questo abbiamo chiesto ulteriori informazioni che stiamo aspettando . E se da un lato emerge la correttezza dei gestori, dall'altro, ha aggiunto Pizzetti, accanto alle intercettazioni nude e pure emergono altre attività che presuppongono servizi aggiuntivi come la localizzazione delle persone intercettate, la registrazione delle chiamate senza risposta e gli sms. Servizi che riguardano anche terze persone incolpevoli. Mi sembra che il ddl - ha continuato ancora il Garante - si faccia carico solo delle intercettazioni in senso stretto, mentre a noi il problema appare più ampio. Quello che più sta a cuore al Garante è la tutela delle terze persone incolpevoli . Le intercettazioni - ha concluso il presidente dell'Autorità garante per i dati personali - sono uno strumento essenziale a disposizione della magistratura, ma qui stiamo parlando della commistione di diversi diritti quello dei giornalisti all'informazione, dei magistrati all'indipendenza e dei cittadini alla privacy. Per questo il Garante ha invitato i giornalisti a dare un'informazione corretta, sulla base del codice deontologico, così come i giudici quando ricorrono a questo strumento di indagine devono essere pienamente convinti della necessità di farvi ricorso . Il vero nodo, per il presidente dell'Unione delle camere penali italiane Ettore Randazzo, è l'abuso ordinario di legalità. Legalità violata dagli avvocati, dai Pm e dalla polizia giudiziaria perché non si riesce a vigilare sugli uffici, non si procede disciplinarmente e noi tutti siamo quasi rassegnati, perché non vedo ribellioni da parte né di giornalisti, né di avvocati né di magistrati e questo disegno di legge purtroppo non risolve questa violazione sistematica. Ma se ci rassegniamo svendiamo la legalità . Non si deve contenere il diritto di stampa di informare ciò che avviene nel mondo della giustizia, ha detto Gaetano Pecorella, ma oggi - ha aggiunto - ho sentito molte polemiche, mentre invece questa dovrebbe essere l'occasione per ragionare sul progetto . Provvedimento che, secondo Pecorella di proposte buone ne introduce diverse, come ad esempio la distinzione tra cosa possa essere pubblicato e cosa no quello che resta da fare, ha concluso il presidente della commissione Giustizia è intervenire nella selezione delle intercettazioni . Una critica alle toghe troppo pronte ad intercettare è arrivata anche dall'avvocato e senatore dei Ds, Guido Calvi, mentre il procuratore Carlo Nordio, più che punire i giornalisti che divulgano notizie riservate vorrebbe sanzioni più severe per i magistrati che se le lasciano scappare. Sotto un fuoco incrociato, a difendere l'operato delle toghe è stato il presidente del Tribunale di Roma Luigi Scotti ad un Parlamento che ha modificato il codice civile tramite decreto legge, che ha riformato il diritto fallimentare e tanto altro ancora, che ci voleva ad inserire qualcosa sulle intercettazioni se veramente ci sono tutti questi farabutti in giro che sono i magistrati . Ho sentito parlare solo delle conseguenze senza che nessuno abbia affrontato il nodo del problema ha detto l'avvocato Grazia Volo, già avvocato di Calogero Mannino, Cesare Previti e attualmente di Stefano Ricucci. Oggi ci preoccupa l'agonia del processo penale, che non si celebra più nelle aule e se nel corso degli anni il soggetto processo penale è stato strapazzato questa legislatura è stata raccapricciante questa legge è ridicola e in alcuni punti improponibile . Ma se il processo penale non esiste più, ha continuato Volo, la colpa è della classe forense e dei magistrati mentre solo il Parlamento può e deve trovare la strada per dare senso al processo penale . p.a.