Sindrome da disadattamento lavorativo, diagnosi difficile ma possibile. Dalla mistificazione alla verità

di Anna Maria Lagana' e Giuseppe Galtieri

di Anna Maria Lagana'* e Giuseppe Galtieri** Mobbing, nonostante se ne parli molto e da molto tempo, resta pur sempre un argomento capace di suscitare curiosità ed interesse. Sebbene l'attenzione generale sia alta, solo recentemente in Italia il fenomeno Mobbing va assumendo significatività statistica rilevante per come dimostrano le frequenti segnalazioni. Varie discipline medico-giuridiche si occupano di Mobbing, questo approccio multidisciplinare ha favorito l'interscambio culturale ed in un certo senso, ha tracciato l'iter metodologico diagnostico di una patologia di difficile inquadramento. Partendo da una analisi del fenomeno nella Regione Calabria denunciati 20 casi nel corso dell'anno 2005, diagnosticati e riconosciuti 0 nell'evidenziare il mancato riscontro del Mobbing, gli AA. suggeriscono un percorso che orienti l'indagine sull'etiopatogenesi lavorativa della nevrosi da mobbing al fine di differenziare la %& lt %& lt Sindrome da disadattamento lavorativo& gt & gt dalle altre nevrosi che con il lavoro c'entrano poco o nulla. La circostanza d'essere una patologia che si stabilisce sul posto di lavoro infatti %& lt %& lt si verifica allorché il datore di lavoro tiene una condotta sistematica e protratta nel tempo, che concreta, per le sue caratteristiche vessatorie, una lesione dell'integrità fisica e della personalità morale del prestatore di lavoro, garantite dall'art. 2087 cod. civ. Tale illecito , che rappresenta una violazione dell'obbligo di sicurezza da parte del datore di lavoro Cass. Civ. Sez. Lavoro, 06.03.2006, n. 4774 & gt & gt implica, quindi, una responsabilità penale di quest'ultimo ed un coinvolgimento del medico competente nell'esercizio di un ruolo, in questo caso difficile sotto il profilo etico. STRESS E LAVORO ruolo dei fattori causali lavorativi nelle psicopatologie da lavoro Nell'etiopatogenesi del Mobbing uno dei principali fattori causali è individuato nello stress da ambiente di lavoro tanto che la psico-nevrosi che si realizza viene definita Sindrome da disadattamento lavorativo . Ma anche l'ambiente extra-lavorativo genera stress, numerose e varie sono le situazioni di stress nella società contemporanea che inevitabilmente portano ad un dispendio energetico fisico-psichico non recuperabile che è causa dell'alterato equilibrio biologico la cui espressione sono quelle patologie organo-funzionali e psico-comportamentali oramai ben note e genericamente comprese nelle così dette Nevrosi . Stress di stress tormento è lo stato di tensione dell'organismo nell'atto di attivare le proprie difese per fronteggiare uno stimolo nocivo. Oggi lo Stress è, più genericamente, lo stato di tensione emotiva indotto da situazioni esistenziali tra le più varie . Questo stato di tensione emotiva può realizzarsi con una certa facilità in ambito lavorativo come la risultante dell'alterazione dei rapporti con superiori gerarchici o con colleghi per cui la giornata lavorativa è vissuta con particolare pathos , con una vera e propria Sindrome da disadattamento lavorativo stress indotta. Non è, però, così facile ritenere il lavoro elemento causale della Nevrosi poiché bisogna tener conto che essendo la vita quotidiana condizionata da varie situazioni esistenziali capaci di determinare tensione emotiva, quindi, stress, non sempre è possibile discriminare con certezza, tra i fattori nevrotizzanti lavorativi e quelli extra-lavorativi . Il lavoro, comunque, non assume mai, in quanto tale, il ruolo di agente patogeno, piuttosto è la condizione nella quale quella patologia viene a determinarsi. La presenza di stressors in ogni ambiente di vita e di lavoro, sembrerebbe sufficiente per invocare lo stress nel determinismo di alcune patologie non riconducibili per altri versi all'attività lavorativa ma, si deve tener presente, il carattere dell'efficienza e di determinazione che il fattore stressogeno lavorativo deve possedere. E', pertanto, utile riferirsi all'elenco delle lavorazioni usuranti , per le quali, aprioristicamente, si può attribuire questo carattere stressante indispensabile al nesso causale/concausale. Il Decreto Legislativo 374/93, così recita Art. 1 Sono considerati lavori particolarmente usuranti quelli per il cui svolgimento è richiesto un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee .Allo Stesso Decreto è annessa la Tabella con l'elenco delle lavorazioni usuranti. Tabella A delle lavorazioni usuranti ?Lavoro notturno continuativo ?Lavori alle linee di montaggio con ritmi vincolati ?Lavori in galleria, cava o miniera ?Lavori espletati in spazi ristretti all'interno di condotti, cunicoli di servizio, pozzi, fognature, serbatoi, caldaie ?Lavori in altezza scale aeree, con funi a tecchie o parete, su ponti a sbalzo, su ponti a castello installati su natanti, su ponti mobili a sospensione svolti dal gruista, dall'addetto alla costruzione di camini e dal copritetto ?Lavori in cassoni ad aria compressa ?Lavori svolti dai palombari ?Lavori in celle frigorifere o in ambienti con temperatura uguale od inferiore a 5 C ?Lavori ad alte temperature forni e fonditori Industria Metallurgica e soffiatori vetro cavo ?Autisti di mezzi rotabili di superficie ?Marittimi imbarcati a bordo ?Personale dei reparti di P.Soccorso, SAR, Ch. d'urgenza, ?Trattoristi ?Addetti alle serre e fungaie ?Lavori di asportazione dell'amianto da impianti industriali, da carrozze ferroviarie ed edifici industriali e civili. A queste lavorazioni, ci pare, sarebbe opportuno aggiungere, con criterio equitativo e nel rispetto di valutazioni tecnico-scientifiche ?le attività lavorative dei soggetti privi di vista ?il personale di volo ?le attività sanitarie che comportino responsabilità di diagnosi e cura, quando svolte in reparti di Oncologia, Ematologia, Unità Coronarica, Terapia intensiva, ovvero che comportino assistenza ai malati di AIDS e ai neoplastici terminali. Al di fuori di queste situazioni, in cui e' ravvisabile il nesso tra patologia e lavoro usurante,bisogna per l'analisi L'ANALISI MEDICO-LEGALE DEL NESSO DI CAUSA NELLA MALATTIA PROFESSIONALE Sotto il profilo Medico-Legale la Malattia Professionale rappresenta pur sempre una Lesione personale ed il Suo riconoscimento determina l'attribuzione di responsabilità in senso generale e specifico. Stabilire, pertanto, ad una determinata affezione le connotazioni di Malattia Professionale comporta, in primo luogo la dimostrazione del Nesso di Causa, cioè della correlazione tra patologia e lavoro. Il Lavoro nella Malattia Professionale dev'essere causa e non semplice occasione dell'evento morboso, pertanto, l'analisi sul nesso di causa non può prescindere da determinati requisiti o criteri quali 1.Criterio della Compatibilità scientifica per cui l'ipotesi va verificata con i dati scientifici a disposizione 2. Identificazione della causa anche probabile, serve, comunque a fortificare altri elementi certi o e l'instaurarsi della patologia, serve anche a valutare l'entità dell'esposizione 3.Criterio cronologico 4. Criterio topografico 5. Criterio della continuità fenomenologica. di verifica dell' aggravamento nel tempo 6.Criterio della idoneità lesiva se quella determinata causa è idonea a produrre la lesione 7.Criterio dell' esclusione di altre cause escludere l'intervento, anche decisivo di altri fattori capaci di favorire lo sviluppo, l'evoluzione della patologia . Stabilito con criteriologia medico-legale il nesso causale tra lavorazione e patologia, esaminiamo gli effetti del danno. La noxa lavorativa ha agito determinando una lesione all'integrita' psico fisica del lavoratore. Si e' realizzato un danno che e' definito nel DLgs N. 70\2000 art. 3 comma 2 come la lesione all'integrità psicofisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che è risarcibile indipendentemente dalla sua incidenza sulla capacità di produzione reddito . Questo danno nel D. L.gs N. 38\2000 art. 13 comma 1 si definisce DANNO BIOLOGICO ed e' la lesione all'integrità psicofisica della persona, suscettibile di valutazione medico-legale . L'art. 13 ha stabilito che la menomazione Invalidità permanente conseguente alla lesione, sia indennizzata con una nuova prestazione economica che sostituisce la rendita per inabilità permanente già prevista dall'art. 66 n. 2 del Testo Unico Nuove tabelle di valutazione del Danno Biologico .La Corte Costituzionale ha riconosciuto al Danno Biologico la risarcibilità autonoma disgiungendolo dal danno Patrimoniale e Morale Sent. N. 184\86 .Con le Sentenze n. 87\91, 356\91, 485\91 la Corte Costituzionale ha indicato l'opportunità di estendere la tutela pubblica al Danno Biologico di origine lavorativa. Ripartiamo, dunque, dalla definizione di Danno Biologico come lesione dell'integrità psicofisica della persona e notiamo come il danno conseguente alla lesione ha, in effetti, agito modificando l'equilibrio biologico Stato Biologico del soggetto. Infatti, l'alterazione dell' equilibrio organo-funzionale indotto da uno stimolo esogeno di qualsivoglia natura, che agisca modificando uno o più complessi elettro-fisiologico, neuro-psichico, chimico-metabolico, neuro-endocrino, ecc., ecc. costituenti nell'insieme, appunto, lo Stato Biologico, rappresenta un danno all'integrità psico-fisica della persona. Vediamo, adesso, cosa s'intende per danno biologico nelle psicopatologie da lavoro Già nel 1974 si parla di Danno Biologico come lesione dell'integrità fisica in sé e per sé considerata però, in questa forma non si considera il cosiddetto Danno Psichico, poichè l'elemento psicologico è parte integrante dello stato di salute psicofisico dell'individuo, anche il Danno Psichico rientra nello Stato biologico e non può, quindi, estrapolarsi dal concetto di Danno Biologico rappresentandone, semmai, un particolare aspetto, una specificazione di questo. Il Danno Psicologico risiede nella lesione dell'integrità psichica dell'individuo vittima del fatto illecito, nella destabilizzazione dell'equilibrio psichico del danneggiato, esso non va confuso con il Danno Morale stato di sofferenza psichica per le lesioni dell'integrità psicofisica ma anche dolore morale e patimento per l'iter diagnostico - terapeutico - riabilitativo anche offesa alla dignità, alla reputazione alla identità personale com'è possibile si verifichi nel mobbing . Il Danno Morale è %& lt %& lt un momentaneo turbamento psicologico del soggetto offeso& gt & gt .Il Danno Biologico di natura Psichica, è %& lt %& lt la sofferenza psichica o morale che determini di per sé stessa alterazioni della psiche tali da incidere negativamente sull'attitudine del soggetto a partecipare normalmente alle attività, alle situazioni e ai rapporti in cui la persona esplica se stessa nella propria vita& gt & gt Corte Cost. n. 37/1994 Il Danno Biologico nelle psicopatologie da lavoro o lavoro-correlate si concretizza, appunto, nelle cosiddette Nevrosi Disturbo da Attacchi di Panico, Disturbo d'Ansia generalizzata, Fobia Sociale, Disturbo ossessivo-compulsivo, Neurastenia. E' lapalissiano che in queste patologie l'accertamento e la valutazione dei perturbamenti psichici conseguenti ad una lesione della psiche, indotta da qualsiasi causa, anche lavorativa, sia imprescindibilmente di pertinenza dello psichiatra che considera il danno psichico non una menomazione organica e\o neurologica ma un modo di funzionare diverso della psiche ed un'alterazione di determinati processi mentali non prima presenti. L'onere di prova dell'avvenuto danno spetta al richiedente, la veridicità è solitamente fornita con il supporto di una consulenza tecnica che deve condurre alla diagnosi di psicopatologia ma deve, soprattutto evidenziare tecnicamente la correlazione tra patologia ed attività lavorativa. La dimostrazione di un nesso causale tra patologia psichica e attività lavorativa ma per il Mobbing anche vessazioni, violenze, soprusi, ecc., è utile se non imprescindibile, anche se, come in talune sentenze, è sufficiente il convincimento del Magistrato in base al rapporto cronologico tra fatto illecito e malattia ed il rapporto di adeguatezza qualitativa e quantitativa tra fatto illecito e danno psichico lamentato. Esso comprende, dunque, per il Fenomeno dell'assorbimento anche altre figure preesistenti di danno quali, appunto, il danno alla vita di relazione, il danno alla vita sessuale , il danno estetico e l'incapacità lavorativa generica. Il Mobbing è, dunque una patologia psichica che trova origine nell'ambiente di lavoro, un ambiente ostile nel quale il mobbizzato trova disagio crescente per una situazione di pressione\terrorismo psicologico sul luogo di lavoro esercitata con condotte sistematiche, durature ed intense dal Datore di lavoro M. verticale o da Colleghi M. orizzontale , di accerchiamento attivo di un lavoratore con aggressione e\o menomazione alla capacità relazionale sociale ed all'immagine sociale negazione o limitazione dei diritti elementari dell'individuo per ragioni di servizio assegnazione a mansioni inferiori e\o degradanti. Il Mobbing non è una malattia ma una condizione lavorativa disfunzionale che può comportare effetti negativi sulla salute del soggetto mobizzato perché praticato sistematicamente e per molto tempo. La vittima sviluppa un Disturbo post-traumatico da stress DSM IV - ICD 10 . Con esordio dapprima mascherato l'individuo viene distrattamente ignorato, poi gli si nega il saluto, è oggetto di insulti, scherzi troppo pesanti, derisioni. Questi atteggiamenti conducono ad una situazione d'allarme ansioso per cui ogni atto lavorativo è espletato con la paura di sbagliare, di essere oggetto di discussione, di critica, ecc., e questo stato mentale, da cultura del sospetto, porta naturalmente a sbagliare per l'insicurezza di base. Si attende come una liberazione l'orario d'uscita e viene vissuta angosciosamente la vigilia della ripresa lavorativa. Appena ripreso il lavoro il nostro s'incupisce, ha crampi allo stomaco, mal di testa, insonnia e si avvia alla depressione reattiva. E' un sistema per eliminare una persona che è o è divenuta scomoda, distruggendola psicologicamente e socialmente, in modo da provocarne il licenziamento o da indurla alle dimissioni. Le Azioni del Mobbing vanno dalla semplice emarginazione alla diffusione di maldicenze, dalle continue critiche alla sistematica persecuzione, dall'assegnazione di compiti dequalificanti alla compromissione dell'immagine sociale nei confronti dei clienti e superiori nei casi più gravi si può arrivare anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali. Secondo alcune ricerche in Italia sono oggi oltre 1 milione di lavoratori sottoposti a Mobbing. MOBBING Parametri di Ricoscimento Requisiti Ambiente lavorativo Il conflitto deve svolgersi sul posto di lavoro Frequenza Le azioni ostili devono accadere almeno alcune volte al mese salvo caso del sasso nello stagno Durata II conflitto deve essere in corso da almeno sei mesi almeno tre mesi nel caso del Quick Mobbing Tipo di Azioni Le azioni subite devono appartenere ad almeno due delle cinque categorie del LIPT Ege salvo caso del sasso nello stagno Dislivello La vittima è in una posizione costante di inferiorità Andamento in fase successive La vicenda ha raggiunto almeno la II fase L'inizio del Mobbing del modello italiano Ege a sei fasi Intento persecutorio Nella vicenda devono essere riscontrabili scopo politico, obiettivo conflittuale e carica emotiva e soggettiva. Tornando al punto da cui siamo partiti lo Stress è innegabile la sua presenza nella vita quotidiana e lavorativa per cui è compito precipuo dello specialista discriminare, caso per caso, l'influenza degli stressors dell'ambiente di lavoro dalle problematiche familiari e dell'ambiente di vita. A parte le lavorazioni usuranti in cui è innegabile la correlazione causa/effetto , ricordiamo, si deve validare, innanzitutto, il carattere di efficienza e di determinazione dei fatti di servizio é verificare l'incidenza dello stress in quell'ambito lavorativo sì da poter rispondere con criterio di esclusione al quesito patologia da stress occupazionale? o patologia conseguente a generico stress di vita non correlata\correlabile all'attività lavorativa ? E' questo un compito che potrebbe svolgere il medico competente con una indagine medico-legale discreta ma pur sempre col rischio dell'incidente etico. Questa difficoltà oggettiva che sembra dover condizionare il professionista è superabile solo con la libertà intellettuale che ne fa una figura super partes . CONCLUSIONI Ci sembra d poter concludere che lo stress è sovente invocato a fattore causale concausale nel determinismo di affezioni tra le più disparate, in maniera impropria e troppo spesso abusata. Il Fenomeno Mobbing c'è ma attenzione và dimostrato. La dimostrazione consegue all'analisi medico-legale del nesso di causa per cui l'ipotesi Mobbing superata la griglia medico-legale, deve essere corroborata dagli elementi addotti come esibizione della prova. La diagnosi della psicopatologia passa, quindi, dallo specialista psichiatra al medico del lavoro o medico legale e da questi, se instaurato il contenzioso, al magistrato che coniuga gli elementi scientifici con gli elementi probatori. *Medico Chirurgo **Medico Specialista in Medicina del Lavoro Docente Universita' degli studi di Messina Bibliografia essenziale Ege H. 1996 Mobbing, Che cos'è il terrore psicologico sul posto di lavoro, Pitagora, Bologna Ege H. 1997 Il Mobbing in Italia, Introduzione al Mobbing culturale, Pitagora, Bologna Ege H. 1998 I numeri del Mobbing. 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