Energia: concorrenza quasi inesistente, la liberalizzazione è di carta

Bruxelles presenta un primo bilancio evidenti le disfunzioni più gravi. Gli Stati membri non applicano con efficacia le disposizioni previste nelle direttive in materia di gas ed elettricità. E il danno maggiore è per gli utenti

I mercati del gas e dell'energia elettrica continuano, in molti Stati dell'Unione europea, ad essere caratterizzati da una liberalizzazione che, finora, è più cartacea che pratica. A evidenziarlo, ad esempio, sono le situazioni interne di concentrazione che rendono possibile agli operatori esistenti di operare influenzando fortemente i prezzi. Inoltre numerosi mercati all'ingrosso scontano una mancanza di liquidità, sia a causa dei contratti a lungo termine, nel caso del gas, sia perché molte imprese operano al tempo stesso sia nella produzione che nella vendita al dettaglio limitando quindi uno sviluppo competitivo del mercato dei grossisti vi è poi una scarsa separazione, a volte puramente formale attraverso strutture societarie, tra le attività di rete e quelle di fornitura finale. Ma ancora sussistono troppi ostacoli alle forniture transfrontaliere e ciò determina il mancato sviluppo di mercati enegertici integrati a livello comunitario la scarsa trasparenza dei mercati fa la sua parte avvantaggiando gli operatori concentrati esistenti e danneggiando i nuovi quando non scoraggiandone l'ingresso sui mercati. Infine l'industria ed i consumatori non mostrano grande fiducia nei meccanismi di formazione dei prezzi sui mercati energetici all'ingrosso e l'unico riscontro certo è che i prezzi sono aumentati in misura notevole. Sono queste le prime e tutt'altro che incoraggianti considerazioni che Bruxelles ha dovuto trarre, peraltro senza alternative, analizzando i primi risultati dell'indagine sulla concorrenza nel comparto energetico avviata oltre quattro mesi fa e presentata ieri. I dati che emergono dalle risposte fornite dall'industria e dai consumatori confermano con estrema chiarezza che i mercati europei dell'energia non funaionano ancora secondo le regole della concorrenza. La Commissione, adottando la relazione sul mercato interno dell'elettricità e del gas, è giunta ad una conclusione obbligata gli Stati dell'Unione devono applicare in maniera più efficace le previsioni in materia di liberalizzazione dei mercati previste dalle direttive comunitarie. Una posizione che il Commissario per l'energia ha ribadito con fermezza È indispensabile che gli Stati membri diano rapidamente e integralemente attuazione alle direttive in materia di gas ed elettricità - ha detto Andris Piebalgs - non solo formalmente ma anche nella sostanza. La Commissione continuerà a sollecitare gli Stati ad applicare queste misure che sono fondamentali per conseguire un elevato livello di crescita e di competitività in Europa. Se ciò non avverrà, saranno necessarie azioni più incisive . E di applicare il diritto della concorrenza, per tutelare sia l'industria sia i consumatori degli Stati europei, ha parlato anche il Commissario per la concorrenza, Kroes, ricordando come il comparto energetico sia fondamentale per la competitività dell'economia comunitaria. Secondo Bruxelles sono ancora una volta i gravi ritardi - in alcuni casi legati anche alle difficoltà frapposte nei mercati interni - a non far decollare una effettiva liberalizzazione. Gli Stati membri, non tutti ma fin troppi, mostrano una scarsa determinazione nell'attuazione del secondo pacchetto di direttive sull'elettricità, ad esempio. Alcuni Stati hanno attuato le direttive con ritardi di quasi un anno, altri non hanno ancora provveduto, altri ancora hanno realizzato trasposizioni caratterizzate da un'impostazione minimalista , evidentemente con effetti limitati sul piano concreto. La Commissione, peraltro, ha già avviato alcune procedure di infrazione e sia tale circostanza, sia la troppo recente trasposizione e adozione da parte di alcuni Paesi non hanno consentito una valutazione complessiva con caratteri che possano dirsi definitivi. Tuttavia un nuovo esame, che vagli con esattezza la situazione di ogni Stato membro, è indispensabile per fornire una fotografia del settore dei mercati dell'energia in ambito comunitario, ovvero del mercato interno Ue la Commissione intende avere a disposizione tutti gli elementi utili per definire una relazione globale entro un anno e in tale circostanza, se nel frattempo le cose non saranno cambiate in meglio, saranno avanzate alcune proposte concrete per rendere la situazione il più possibile conforme alle previsioni fin qui in larga parte disattese.