L'atto di appello deve essere notificato al difensore costituito, altrimenti è inammissibile

di Benito Fuoco

di Benito Fuoco L'appello, in mancanza di diversa elezione di domicilio indicata dagli atti del procedimento, pena la sua inammissibilità, deve essere notificato presso il procuratore costituito. Con queste motivazioni, la sezione quattordicesima della Commissione tributaria regionale del Lazio nella sentenza 180/2005 depositata il 3 febbraio 2006, e qui leggibile tra gli allegati, ha espresso un principio che si pone in contrasto con il pensiero della Cassazione. IL FATTO Con un avviso di rettifica della dichiarazione Iva dell'anno 1994, l'Agenzia delle entrate di Roma 5, ricostruiva induttivamente i ricavi dichiarati da una società a responsabilità limitata esercente l'attività di commercio di mobili che in seguito veniva dichiarata fallita la società, con ricorso rivolto alla Commissione tributaria provinciale di Roma, contestava la pretesa erariale a mezzo di un difensore abilitato. La Ctp di Roma accoglieva il ricorso ed annullava la rettifica. L'Agenzia delle Entrate, ricorreva in appello notificando l'atto al curatore della società che, nelle more del procedimento, era stata dichiarata fallita. LA SENTENZA La Commissione tributaria regionale del Lazio ha ritenuto inammissibile l'appello presentato dall'Amministrazione finanziaria e notificato personalmente al curatore fallimentare. L'atto di appello, citano i giudici regionali laziali, in mancanza di diversa indicazione di domicilio nella sentenza notificata a mezzo ufficiale giudiziario, doveva essere direttamente notificato al procuratore costituito risultante dagli atti di causa. La notifica dell'appello compiuta alla parte personalmente nella persona del curatore fallimentare rimasto estraneo al procedimento e non al procuratore costituito, prosegue la commissione, integra una violazione dell'articolo 330 del codice di procedura civile la cui applicabilità al processo tributario è espressamente richiamata dall'articolo 49 del D.Lgs 546/92, conseguentemente, conclude il collegio romano, l'appello dell'ufficio deve essere ritenuto inammissibile. IL PENSIERO DELLA CASSAZIONE La sezione tributaria della Suprema corte, nella sentenza 19849/ depositata il 12 ottobre 2005, si è pronunciata in modo completamente difforme a quello espresso dalla commissione regionale nella citata sentenza. Gli ermellini , affrontando un caso analogo a quello analizzato, hanno stabilito che la notifica del gravame eseguita personalmente a mani proprie del contribuente, è senz'altro regolare mentre quella avvenuta presso il domicilio reale a mani di una delle persone indicate nell'articolo 139 del Cpc determina una nullità sanabile che impone la rinnovazione della notifica nelle forme di legge presso il domicilio eletto. Secondo la Suprema corte quindi, la nullità di una notifica integra un vizio che rimane sanato con la costituzione in giudizio della controparte, ovvero mediante la disposizione della rinnovazione della notifica irregolare. La notifica è ritenuta invece inesistente quando non è riconducibile agli schemi legali, o quando viene eseguita nei confronti di un soggetto o di un luogo non aventi alcun riferimento con il destinatario. L'inesistenza della notifica, a differenza della nullità, non è mai un vizio sanabile Cassazione, Sezione quinta, 28704/05, depositata il 23 dicembre 2005 .

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione 14 - sentenza 22 novembre 2005 - 3 febbraio 2006, n. 180 Presidente Silvestri - relatore Lucerti Ricorrente Agenzia entrate ufficio Roma 5 Il fallimento della Sar Salotti 89 Srl ricorre contro rettifica IVA 1994 che ricostruisce induttivamente il volume d'affari. La Commissione tributaria provinciale di Roma ha accolto il ricorso. Propone appello l'Ufficio delle entrate di Roma 5 insistendo nella pretesa tributaria, notificando peraltro l'atto di appello direttamente al curatore fallimentare e non al procuratore costituito nel giudizio di prime cure. Non risulta costituito l'appellato. Motivi La Commissione rileva pregiudizialmente che l'articolo 330 Cpc stabilisce che l'atto di appello debba essere notificato presso il procuratore costituito in mancanza di diversa indicazione di domicilio, da far risultare nella notificazione della sentenza di primo grado. Nel caso di specie la sentenza di primo grado non risulta notificata perciò vale la regola generale della notifica dell'appello presso il procuratore costituito, il cui indirizzo era perfettamente noto all'ufficio appellante, perché risultante espressamente dagli atti di causa. La notifica compiuta alla parte personalmente nella persona del curatore fallimentare e non al procuratore costituito, integra pertanto violazione dell'articolo 330 Cpc la cui applicabilità al processo tributario è espressamente richiamata dall'articolo 49 Dpr 546/92, perciò il gravame dell'Ufficio deve essere considerato inammissibile. La dichiarazione di inammissibilità dell'appello preclude l'esame delle questioni di merito prospettate. Non si da luogo a decisione sulle spese di lite in mancanza di costituzione in giudizio dell'appellato. PQM La commissione dichiara inammissibile l'appello dell'Ufficio. Nulla per le spese.