Influenza aviaria: per i veterinari delle Asl (e non solo) è preallarme

L'ordinanza del ministero della Salute fissa le regole per i controlli e per le misure di sorveglianza e protezione, fino al divieto d'accesso assoluto nelle zone faunistiche colpite. E decreta lo stop al trasferimento di animali vivi a rischio

Un numero verde di nuovo in funzione il 1500 , dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 e un vademecum sui rischi dell'influenza aviaria sono queste le due ultime iniziative del Ministero della Salute in materia di virus dei polli come più semplicemente viene definita la positività all'H5N1. Nel frattempo, in appena tre giorni, le segnalazioni in Italia di casi sospetti - per alcuni dei quali sarebbe stata confermata solo la presenza del virus H5 - si sono moltiplicate in maniera, questa sì, selvaggia. Non bastassero i cigni e i corvi trovati morti e recuperati in varie regioni, nelle ultime ore un'evidente cautela, forse eccessiva, ha indotto molti cittadini a rivolgersi persino al 113 per segnalare quasi ogni tipo di pennuti senza vita piccioni e galline nel Catanzarese , tordi Ascoli , cigni oltre i casi già noti anche Potenza e Salerno , corvi in più località e gabbiani Reggio Calabria . Intanto, nel tentativo di frenare quella che rischia di divenire una vera e propria psicosi, il ministro della salute Storace ha chiarito ieri due elementi fondamentali sono per ora solo sei le province Taranto, Vibo Valentia, Ragusa, Catania, Messina e Siracusa ufficialmente toccate da forme di contagio che, tuttavia, si riferiscono al virus H5 e sempre sei sono i casi in cui è già stata verificata la presenza del ceppo e sottotipo patogeno secondo dato certo è il perfetto stato di salute del custode del villaggio vacanze in provincia di Catania che aveva trovato uno dei primi cigni colpiti dall'influenza aviaria. E mentre si corre ai ripari invitando alla prudenza ma anche a evitare inutili allarmismi, è entrata in vigore l'ordinanza del ministro della Salute il cui testo è qui leggibile come documento correlato che specifica nel dettaglio le misure da attuare nelle zone di protezione e nelle zone di sorveglianza , nonché la previsione del divieto di accesso a chi non sia espressamente autorizzato dai Sindaci territorialmente competenti nelle zone in cui sono stati rinvenuti morti i volatili risultati positivi all'H5N1 patogeno. Il provvedimento vieta inoltre il trasferimento di animali vivi delle specie sensibili al virus ma anche, nelle zone colpite, impone anche lo stop a fiere e mercati con volatili, alla caccia e al trasferimento, a seconda delle zone, anche di uova da cova. L'ordinanza già comprende la definizione delle prime zone ma, ove se ne verificasse la necessità, queste saranno estese con appositi provvedimenti dirigenziali. Per ora le misure disposte dall'ordinanza dureranno ventuno giorni nelle zone di protezione e trenta in quelle definite di sorveglianza , salvo ovvia prosecuzione ove opportuno, a partire dalla data di riscontro virale su uccelli selvatici recuperati nelle relative aree. Quella verificata in questi giorni in Italia è la prima comparsa in uno Stato dell'Unione Europea della variante mortale del virus dei polli , che, dal suo primo insorgere ad oggi, ha ucciso 88 persone e ne ha infettate oltre 150 in cinque Paesi a partire dal 2003 secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità il contagio ha finora reso necessario l'abbattimento di centinaia di milioni di uccelli. L'influenza aviaria è una malattia virale che colpisce volatili selvatici e domestici. Fino a questo momento la sua trasmissione è stata dimostrata solo da animali infetti all'uomo a seguito di contatti stretti con essi o le loro deiezioni, mentre non esiste - sempre a tutt'oggi - alcuna evidenza di trasmissione del virus da uomo a uomo, né di contagio attraverso il consumo di pollame o uova a condizione che se ne sia effettuata una adeguata cottura. m.c.m.

Ministero della Salute Dipartimento per la Sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti Misure urgenti di protezione per casi di influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici Ordinanza 11 febbraio 2006 Vista l'Ordinanza 26 agosto 2005, recante misure di polizia veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile, pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, serie generale n. 204 del 2 settembre 2005, come modificata dall'ordinanza ministeriale del 10 ottobre 2005, in particolare gli articoli 1, 2 e 3 Vista la direttiva 2005/94/CE relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE Considerato necessario dare immediata applicazione a talune disposizioni della Direttiva 2005/94/CE, sebbene non ancora attuata nell'ordinamento nazionale Vista la legge 2 giugno 1988, n. 218 e successive modificazioni ed integrazioni Visto il documento SANCO/10155/2006 del 10 febbraio 2006 recante alcune misure provvisorie di protezione per casi sospetti di influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici in Grecia Visti i casi di mortalità e sintomi clinici rilevati in alcuni cigni migratori, la cui migrazione anomala è da mettere in relazione alle temperature eccezionalmente fredde che si stanno verificando nel nord Europa e nei Balcani, riscontrati nelle Regioni Sicilia Province di Messina, Catania , Calabria Province di Reggio Calabria e Vibo Valentia e Puglia Provincia di Taranto Considerato che tutti i campioni prelevati dai soggetti rinvenuti morti e dai soggetti con sintomi clinici riferibili ad influenza aviaria, sono stati inviati al Centro Nazionale di Referenza di Padova che in data 11 febbraio 2006 ha confermato la presenza di virus H5N1 già preliminarmente evidenziato dagli Istituti Zooprofilattici Sperimentali dei distretti territoriali competenti Vista l'Ordinanza 22 ottobre 2005 recante misure ulteriori di polizia veterinaria contro l'influenza aviaria che ha recepito la Decisione della Commissione 2005/745/CE del 21 ottobre 2005 relativa alla adozione di misure di biosicurezza per ridurre il rischio di trasmissione del virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5N1 dai volatili selvatici alle popolazioni di volatili domestici e alla definizione di un sistema di allerta rapido nelle aree a rischio elevato Ritenuto necessario stabilire zone di protezione e sorveglianza attorno ai luoghi in cui la malattia è stata rilevata negli uccelli selvatici e che dette zone devono essere limitate a quanto necessario per prevenire l'introduzione di virus influenzale negli allevamenti di volatili domestici limitrofi Rilevato che sulla base della situazione epidemiologica internazionale relativa all'influenza aviaria e del rischio connesso alle migrazioni anomale dei volatili è necessario disporre misure urgenti di protezione per l'influenza aviaria. Ordina Articolo 1 Oggetto, campo di applicazione e definizioni 1. La presente ordinanza stabilisce alcune misure urgenti di protezione in relazione all'influenza aviaria ad alta patogenicità riscontrata in cigni migratori rinvenuti morti e malati nelle Regioni Sicilia, Calabria e Puglia, allegato 1, provocata dal virus dell'influenza A del sottotipo H5 di cui è stata confermata dal Centro Nazionale di Referenza di Padova l'appartenenza al tipo di neuroaminidasi N1, al fine di prevenire la diffusione dell'influenza aviaria dagli uccelli selvatici agli allevamenti di volatili domestici e ad altri volatili in cattività, nonché la contaminazione dei prodotti da loro derivati. 2. L'allegato di cui al comma 1, può essere modificato con provvedimento dirigenziale sulla base dell'evoluzione della situazione epidemiologica o di eventuali Decisioni comunitarie. Articolo 2 Istituzione di zone di protezione e di sorveglianza 1. E' fatto obbligo per le Regioni Sicilia, Calabria e Puglia istituire attorno all'area in cui è confermata la presenza di influenza aviaria ad alta patogenicità causata dal virus dell'influenza A del sottotipo H5 negli uccelli selvatici ed è sospettato o confermato il tipo di neuroaminidasi N1 a una zona di protezione del raggio di almeno tre chilometri, b una zona di sorveglianza del raggio di almeno dieci chilometri, compresa la zona di protezione. 2. L'istituzione delle zone di protezione e sorveglianza di cui al comma 1 tiene conto dei fattori geografici, amministrativi, ecologici ed epizootici che riguardano l'influenza aviaria, nonché delle strutture di monitoraggio disponibili. 3. Se le zone di protezione o sorveglianza si estendono al territorio di altre Regioni, tutte le Regioni coinvolte collaborano ai fini dell'istituzione delle zone stesse. 4. Il Ministero della Salute comunica alla Commissione Europea e agli altri Stati membri i dati delle zone di protezione e sorveglianza istituite a norma del presente articolo. Articolo 3 Misure nella zona di protezione 1. Nella zona di protezione sono applicate le misure seguenti ad opera dei Sindaci e dei servizi veterinari delle ASL, secondo le rispettive competenze a individuazione dei pollai, di tutti gli allevamenti ed aziende avicoli b visite documentate e ripetute dei luoghi di cui al comma 1, con un esame clinico dei volatili domestici comprendente la raccolta di campioni per le analisi di laboratorio c attuazione di opportune misure di biosicurezza presso l'allevamento, compresa la disinfezione alle entrate e alle uscite dall'azienda, la sistemazione o la chiusura dei volatili domestici in luoghi in cui possa essere evitato il contatto diretto o indiretto con altro pollame e altri volatili in cattività, nonché il divieto di accesso al personale non autorizzato dall'Autorità competente d attuazione delle misure di biosicurezza di cui all'Ordinanza 22 ottobre 2005 e monitoraggio attivo della malattia nella popolazione degli uccelli selvatici, in particolare quelli acquatici f campagne di sensibilizzazione riguardo alla malattia tra i proprietari dei volatili, i cacciatori e le associazioni naturalistiche e faunistiche g abbattimento e distruzione degli animali sensibili infetti, sospetti di infezione e di contaminazione h qualora la situazione epidemiologica lo richieda, abbattimento e distruzione dei volatili selvatici o domestici presenti 2. Nella zona di protezione è fatto divieto di a movimentare dal luogo in cui sono tenuti volatili domestici e altri volatili in cattività b consentire la concentrazione di volatili domestici e altri volatili in cattività per fiere, mercati, esposizioni o altre manifestazioni come prescritto dall'Ordinanza 22 ottobre 2005 c trasportare volatili domestici e altri volatili in cattività attraverso la zona, escluso il transito sulle principali strade e ferrovie e il trasporto verso la macellazione immediata d inviare dalla zona uova da cova e inviare dalla zona carne fresca o macinata, preparati e prodotti a base di carne di pollame e altri volatili in cattività, nonché di selvaggina da penna selvatica f trasportare o spargere al di fuori della zona strame usato o concime non trattato proveniente da aziende dell'area, ad eccezione del trasporto per la lavorazione a norma del regolamento CE n. 1774/2002 g la caccia di uccelli selvatici. Articolo 4 Misure nella zona di sorveglianza 1. Nella zona di sorveglianza sono applicate le misure seguenti ad opera dei Sindaci e dei Servizi veterinari delle ASL, secondo le rispettive competenze a individuazione dei pollai, di tutti gli allevamenti ed aziende avicoli b attuazione di opportune misure di biosicurezza presso l'allevamento, compreso l'uso dei mezzi appropriati di disinfezione alle entrate e alle uscite dall'azienda c attuazione delle misure di biosicurezza di cui alla decisione 2005/734/CE d controllo della movimentazione dei volatili domestici e degli altri volatili in cattività, nonché delle uova da cova, all'interno della zona. 2. Nella zona di sorveglianza è fatto divieto di a movimentare volatili domestici e altri volatili in cattività al di fuori della zona per i primi 15 giorni successivi all'istituzione della zona stessa b consentire la concentrazione di volatili domestici e altri volatili in cattività per fiere, mercati, esposizioni o altre manifestazioni come prescritto dall'Ordinanza 22 ottobre 2005 c la caccia di uccelli selvatici. Articolo 5 Divieto di accesso 1. E' fatto assoluto divieto di accesso a tutte le persone non autorizzate dai Sindaci nelle zone faunistiche nelle quali sono stati rinvenuti morti i volatili risultati positivi al virus H5N1 ad alta patogenicità. Articolo 6 Durata delle misure 1. Le misure di cui agli articoli 3 e 4 si applicano per tutto il tempo necessario, tenuto conto dei fattori geografici, amministrativi, ecologici ed epizootici che riguardano l'influenza aviaria, per almeno 21 giorni nel caso della zona di protezione e 30 giorni nel caso della zona di sorveglianza a partire dalla data in cui è stato isolato un virus dell'influenza aviaria H5 raccolto da un caso clinico negli uccelli selvatici. La presente ordinanza viene diramata in via d'urgenza alle Autorità sanitarie di controllo ed entra immediatamente in vigore nelle more della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Allegato I Le zone soggette a restrizione aree in cui vengono istituite zone di protezione e sorveglianza Sezione A Regioni Calabria Puglia Sicilia Sezione B Provincia di Reggio Calabria Comune di Reggio Calabria loc. Pellaro Provincia di Vibo Valentia Comune di Pizzo Calabro Provincia di Taranto Comune di Manduria Provincia di Messina Comune di Taormina Provincia di Catania Comuni di Giarre e di Mascali Provincia di Lecce Comune di Ugento