Tentativo di infiltrazione mafiosa, la gara resta valida se l'informativa arriva dalla Prefettura ""sbagliata""

Il Tar Campania accoglie il ricorso di una società piacentina che si era vista revocare l'appalto di pulizia presso una Asl in seguito alla comunicazione di un'informativa interdittiva emanata dal prefetto di Napoli, ritenuto territorialmente incompetente

La Prefettura di Napoli comunica alla Asl partenopea l'esistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa a carico di una Srl che gestisce la pulizia e la sanificazione, l'accertamento, però, non può essere preso in considerazione se la società risiede in un'altra Regione. A chiarirlo è stata la prima sezione del Tar Campania con la sentenza 6940/06 depositata lo scorso 13 giugno e qui leggibile nei documenti correlati . Del resto, l'Asl di Napoli in seguito alla comunicazione di un'informativa interdittiva emanata a carico della società l'aveva dichiarata decaduta dall'appalto quinquennale di pulizia e sanificazione. Tuttavia, i giudici campani hanno accolto il ricorso della Srl sostenendo l'incompetenza territoriale del Prefetto di Napoli. In effetti, la società aveva sede in provincia di Piacenza e il Prefetto competente aveva già emesso in suo favore le liberatorie necessarie. Non solo, ma queste erano in contraddizione con la comunicazione della Prefettura partenopea. Per cui, hanno concluso i magistrati amministrativi, la richiesta di informazioni sulla sussistenza di cause interdittive e eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa va effettuata al prefetto della provincia in cui hanno residenza o sede i soggetti interessati ai contratti, subcontratti, concessioni o erogazioni, cui compete il relativo rilascio . cri.cap

Tar Campania - Sezione prima - sentenza 17 maggio-13 giugno 2006, n. 6940 Presidente Fedullo - Relatore Guarracino Ricorrente Multiserv Srl Ritenuto in fatto e considerato in diritto Che la Multiserv Srl ha impugnato un provvedimento di decadenza da un appalto quinquennale di pulizia e sanificazione, adottato dalla ASL Napoli 2 a seguito della comunicazione di un'informativa antimafia interdittiva emanata a suo carico il 27 gennaio 2006 dal Prefetto di Napoli che la ricorrente denuncia l'incompetenza territoriale del Prefetto di Napoli, la mancata acquisizione del parere del GIA, la contraddittorietà con le informative liberatorie emesse in suo favore dal Prefetto di Piacenza in data 12 gennaio 2006 prot. n. 449 e 14.2.05 prot. n. 578 , l'insussistenza dei presupposti, il difetto di motivazione e la violazione dell'articolo 7 della legge 241/90 che la richiesta di informazioni sulla sussistenza di cause interdittive e eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa va effettuata al prefetto della provincia in cui hanno residenza o sede i soggetti interessati ai contratti, subcontratti, concessioni o erogazioni, cui compete il relativo rilascio articolo 4 D.Lgs 490/94 che la società ricorrente ha sede in Florenzuola D'Arda, in provincia di Piacenza che, per tali ragioni, il ricorso è fondato in relazione all'assorbente profilo della dedotta incompetenza territoriale del Prefetto della provincia di Napoli che il vizio dell'atto presupposto si riflette sul provvedimento adottato dall'ASL Napoli 2 che il ricorso va pertanto accolto e di conseguenza annullati il provvedimento prefettizio del 27 gennaio 2006 ed il provvedimento di decadenza pronunziato dall'ASL Napoli 2, salve le ulteriori determinazioni dell'Autorità amministrativa che sussistono giuste ragioni per la compensazione delle spese di giudizio tra le parti PQM Il Tar per la Campania, Sezione prima, accoglie il ricorso e, per l'effetto, annulla i provvedimenti di cui in motivazione.- Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.- La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.