Niente ""blocco"" (se non costa di più) per il ricercatore che diventa professore

Se non ci sono oneri aggiuntivi è illegittima da parte del Rettore l'estensione dello stop alle assunzioni disposto dalla Finanziaria per il professore diventato associato che già prestava servizio come ricercatore confermato

Posto che il professore associato appena nominato venga a percepire un trattamento economico complessivo inferiore o pari a quello che percepiva in qualità di ricercatore confermato, non è giustificato il provvedimento con il quale il Rettore dell'Università comunica di non poter procedere alla nomina a causa del blocco delle assunzioni di personale disposto dalla legge Finanziaria. A chiarirlo, in due distinte ma simili circostanze le sentenze sono qui leggibili come documenti correlati è la terza sezione del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio che ha accolto i ricorsi di due ricercatori confermati, idonei e chiamati con delibera a ricoprire posti di professore di seconda fascia, i quali erano stati bloccati dal Rettore con riferimento alle disposizioni delle leggi di spesa la Finanziaria del 2002 e quella dell'anno successivo . Il blocco rettoriale è stato ritenuto illegittimo dai giudici, in accoglimento delle doglianze dei ricorrenti, in quanto il divieto connesso al contenimento della spesa pubblica non poteva essere applicato ai casi dei ricorrenti, essendo accertato che nessun aggravio economico sarebbe andato ad incidere - in seguito alle assunzioni - sul bilancio dell'Università. Anzi, rispetto alle finalità di contenimento della spesa, è da ritenersi più scrupolosamente conforme l'assunzione in seconda fascia in grado di determinare, nei casi all'esame dei giudici, addirittura un risparmio rispetto alla situazione precedente. Per la cronaca, tale minore retribuzione complessiva e dunque non incidente sul cosiddetto blocco delle assunzioni - come ha chiarito in una relazione il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - deriva dalla circostanza che lo stipendio e l'assegno aggiuntivo della qualifica di professore straordinario non risentono dell'anzianità di servizio pregresso. m.c.m.

Tar Lazio - Sezione terza - sentenza 19 aprile-30 maggio 2006, n. 3996 Presidente Baccarini - Relatore De Leoni Ricorrente Frediani Fatto 1. Con ricorso notificato in data 11 novembre 2004, il Prof. Tullio Frediani, impugna gli atti in epigrafe indicati e ne chiede l'annullamento. Espone, in fatto, di essere ricercatore confermato presso l'Università degli studi di Roma, La Sapienza dall'1 agosto 1980 decorrenza giuridica 1.8.1981 e di svolgere la propria attività per il settore scientifico - disciplinare MED/38 Pediatria generale e Specialistica . In data 20 giugno 2003 ha conseguito l'idoneità a professore di seconda fascia per lo stesso settore scientifico disciplinare e, in data 19 dicembre 2003, è stato chiamato, con delibera del Consiglio della prima Facoltà di Medicina e Chirurgia della predetta Università, a ricoprire il posto di Professore di seconda fascia per settore scientifico - disciplinare MED/38 Pediatria generale e Specialistica . Illegittimamente, però, con nota n. 371 del 20 settembre 2004 il Rettore gli ha comunicato di non poter procedere alla sua nomina a causa del blocco delle assunzioni di personale disposto dall'articolo 34 della legge finanziaria 289/02. 2. Avverso il predetto provvedimento il ricorrente è insorto deducendo a Falsa applicazione della legge finanziaria 289/02 - Eccesso di potere per difetto di presupposti - Sviamento di potere - Violazione delle regole di buon andamento e di efficacia dell'azione amministrativa - Insufficienza, contraddittorietà e illogicità della motivazione. Illegittimamente il Rettore ha ritenuto di estendere il blocco delle assunzioni disposto dalle leggi finanziarie alla ricorrente, pur non comportando la sua presa servizio in qualità di professore associato alcun costo aggiuntivo per l'Amministrazione né per l'esercizio finanziario 2003 né per quelli successivi, atteso che egli già prestava servizio presso la stessa Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università con la qualifica di ricercatore confermato e con un trattamento economico complessivo superiore a quello dovuto all'associato appena nominato. b Disparità di trattamento. Difetto di motivazione , contraddittorietà e illogicità. Con palese disparità di trattamento l'Amministrazione, nel dicembre 2003, ha consentito a 91 professori di I e di II fascia di prendere servizio presso l'Università La Sapienza , con decorrenza 29 dicembre 2003. 3. Il ricorrente chiede altresì il risarcimento dei danni subiti per effetto della mancata presa servizio in qualità di professore associato, maggiorato di rivalutazione monetaria ed interessi legali. 4. Si è costituita in giudizio l'Amministrazione, che ha sostenuto l'infondatezza, nel merito, del ricorso. 6. Con sentenza istruttoria n. 2186 del 2005 e ordinanza interlocutoria 1157/005 sono stati disposti incombenti istruttori. 7. All'udienza del 19 aprile 2006 la causa è stata trattenuta per la decisione. Diritto Il ricorrente, Ricercatore confermato presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università degli studi di Roma, La Sapienza, in data 19 dicembre 2003 è stato chiamato, con delibera del Consiglio della prima Facoltà di Medicina e Chirurgia della predetta Università, a ricoprire il posto di Professore di seconda fascia per il settore scientifico - disciplinare MED/38 Pediatria Generale e Specialistica . Malgrado l'avvenuta chiamata, il ricorrente non ha potuto prendere regolarmente servizio nel corso del 2003 a causa del blocco delle assunzioni di personale disposto dall'articolo 34 legge finanziaria 289/02 e rinnovato per il 2004 dalla successiva legge finanziaria 350/03. Parte ricorrente, come da epigrafe del ricorso e deduzioni al riguardo svolte, reclama il diritto a prendere servizio nel nuovo ruolo, con decorrenza dal dicembre 2003. Il ricorso è fondato. Come chiarito in una recente decisione di questa stessa Sezione, l'articolo 34, quarto comma, legge 289/02 legge finanziaria 2003 dispone che Per l'anno 2003 alle amministrazioni di cui al comma 1, ivi comprese le Forze armate, i Corpi di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, fatte salve le assunzioni di personale relative a figure professionali non fungibili la cui consistenza organica non sia superiore all'unità, nonché quelle relative alle categorie protette . Ritiene il Tribunale che tale divieto - chiaramente dettato da esigenze di contenimento della spesa pubblica - non possa applicarsi al caso del ricorrente, ricercatore confermato, giudicato idoneo a ricoprire il posto di professore universitario di II fascia, in relazione all'avvenuto accertamento in ordine alla assenza di alcun aggravio economico incidente sulla posizione dell'Università in ipotesi di assunzione del ricorrente quale professore di II fascia alla data del dicembre 2003. Così come evidenziato nella relazione depositata dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato in data 29 marzo 2006 in esito alle ordinanze istruttorie sopra citate, la retribuzione eventualmente spettante al ricorrente nella nuova qualifica di professore di II fascia sarebbe, infatti, stata inferiore a quella percepita precedentemente quale ricercatore confermato e, conseguentemente, non incidente sul cd. blocco delle assunzioni disposte dalla normativa richiamata [si legge nella relazione della Ragioneria Generale dello Stato che la minore retribuzione complessiva prevista per la nuova qualifica rispetto a quella precedente è dovuta alla circostanza che lo stipendio e l'assegno aggiuntivo della qualifica di professore straordinario non risentono dell'anzianità di servizio pregresso. In base a quanto precisato al precedente punto 2 al docente interessato compete l'apposito assegno personale differenziale pari ad euro 13.968,20 49.530,27 - 35.562,07 , al netto degli oneri riflessi. Pertanto l'attribuzione del nuovo trattamento economico fin dall'anno accademico 2003/2004 non avrebbe comportato maggiore spesa ]. La conclusione testé raggiunta - e relativa all'illegittimità del provvedimento impugnato nella parte in cui ha negato l'assunzione del ricorrente nella qualifica di professore di seconda fascia a decorre dal dicembre 2003 - appare la più rispondente alle finalità della normativa finanziaria richiamata e fondata sull'effettivo esborso da corrispondersi, da parte dell'Amministrazione, al ricorrente quale professore di II fascia. In conformità a tali motivi, il ricorso deve trovare accoglimento, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato. Deve, invece, respingersi la domanda di risarcimento del danno proposta dal ricorrente in considerazione della assenza di alcuna variazione stipendiale connessa alla retrodatazione della nomina conseguente all'annullamento dell'atto impugnato e, quindi, della inesistenza di alcun danno economico in capo allo stesso. Sussistono giusti motivi, ad avviso del Collegio, per disporre l'integrale compensazione tra le parti delle spese di causa. PQM Il Tar Lazio - Sezione terza - definitivamente pronunciando sul ricorso proposto, come in epigrafe, dalla prof. Ferdinando D'Ambrosio, lo accoglie nei sensi di cui in motivazione e, per l'effetto, annulla l'atto impugnato. Rigetta la domanda di risarcimento del danno. Compensa tra le parti costituite le spese e gli onorari del giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? Ric.numero /2004 2

Tar Lazio - Sezione terza - sentenza 19 aprile-30 maggio 2006, n. 3997 Presidente Baccarini - Relatore De Leoni Ricorrente Caruso Fatto 1. Con ricorso notificato in data 11 novembre 2004, il Prof. Riccardo Caruso, impugna gli atti in epigrafe indicati e ne chiede l'annullamento. Espone, in fatto, di essere ricercatore confermato presso l'Università degli studi di Roma, La Sapienza dall'1 agosto 1980 decorrenza giuridica 7 gennaio 1989 e di svolgere la propria attività per il settore scientifico - disciplinare MED/27 Neurochirurgia . In data 2 dicembre 2002 ha conseguito l'idoneità a professore di seconda fascia per il settore scientifico disciplinare MED/27 Neurochirurgia , e, in data 19 dicembre 2003, è stato chiamato, con delibera del Consiglio della prima Facoltà di Medicina e Chirurgia della predetta Università, a ricoprire il posto di Professore di seconda fascia per lo stesso settore. Illegittimamente, però, con nota n. 370 del 20 settembre 2004 il Rettore gli ha comunicato di non poter procedere alla sua nomina a causa del blocco delle assunzioni di personale disposto dall'articolo 34 della legge finanziaria 289/02. 2. Avverso il predetto provvedimento il ricorrente è insorto deducendo a Falsa applicazione della legge finanziaria 289/02 - Eccesso di potere per difetto di presupposti - Sviamento di potere - Violazione delle regole di buon andamento e di efficacia dell'azione amministrativa - Insufficienza, contraddittorietà e illogicità della motivazione. Illegittimamente il Rettore ha ritenuto di estendere il blocco delle assunzioni disposto dalle leggi finanziarie al ricorrente, pur non comportando la sua presa servizio in qualità di professore di seconda fascia alcun costo aggiuntivo per l'Amministrazione né per l'esercizio finanziario 2004 né per quelli successivi, atteso che egli già prestava servizio presso la stessa Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università con la qualifica di Ricercatore confermato e con un trattamento economico complessivo superiore a quello dovuto all'associato appena nominato. b Disparità di trattamento. Difetto di motivazione , contraddittorietà e illogicità. Con palese disparità di trattamento l'Amministrazione, nel dicembre 2003, ha consentito a 91 professori di I e di II fascia di prendere servizio presso l'Università La Sapienza , con decorrenza 29 dicembre 2003. c Falsa applicazione della legge finanziaria 289/02. Altro profilo. Con chiamata da parte del Consiglio di Facoltà di Medicina e Chirurgia il ricorrente ha ottenuto semplicemente il passaggio della qualifica di ricercatore confermato, già posseduta, a quello di professore associato, senza che da ciò derivasse alcuna variazione nelle funzioni che egli già svolge in Facoltà. Detta nomina non ha, quindi, comportato una nuova assunzione, ma un semplice avanzamento di carriera. 3. Il ricorrente chiede altresì il risarcimento dei danni subiti per effetto della mancata presa servizio in qualità di professore di prima fascia, maggiorato di rivalutazione monetaria ed interessi legali. 4. Si è costituita in giudizio l'Amministrazione, che ha sostenuto l'infondatezza, nel merito, del ricorso. 6. Con ordinanze 455/05 e 1156/05 sono stati disposti incombenti istruttori. 7. All'udienza del 19 aprile 2006 la causa è stata trattenuta per la decisione. Diritto Il ricorrente, Ricercatore confermato presso la Facoltà di medicina e chirurgia dell'Università degli studi di Roma, La Sapienza, in data 19 dicembre 2003 è stato chiamato, con delibera del Consiglio della prima Facoltà di Medicina e Chirurgia della predetta Università, a ricoprire il posto di Professore di seconda fascia per il settore scientifico - disciplinare MED/27 Neurochirurgia . Malgrado l'avvenuta chiamata, il ricorrente non ha potuto prendere regolarmente servizio nel corso del 2003 a causa del blocco delle assunzioni di personale disposto dall'articolo 34 legge finanziaria 289/02 e rinnovato per il 2004 dalla successiva legge finanziaria 350/03. Parte ricorrente, come da epigrafe del ricorso e deduzioni al riguardo svolte, reclama il diritto a prendere servizio nel nuovo ruolo, con decorrenza dal dicembre 2003. Il ricorso è fondato. Come chiarito in una recente decisione di questa stessa Sezione, l'articolo 34, quarto comma, legge 289/02 legge finanziaria 2003 dispone che Per l'anno 2003 alle amministrazioni di cui al comma 1, ivi comprese le Forze armate, i Corpi di polizia e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, fatte salve le assunzioni di personale relative a figure professionali non fungibili la cui consistenza organica non sia superiore all'unità, nonché quelle relative alle categorie protette . Ritiene il Tribunale che tale divieto - chiaramente dettato da esigenze di contenimento della spesa pubblica - non possa applicarsi al caso del ricorrente, ricercatore confermato, giudicato idoneo a ricoprire il posto di professore universitario di II fascia, in relazione all'avvenuto accertamento in ordine alla assenza di alcun aggravio economico incidente sulla posizione dell'Università in ipotesi di assunzione del ricorrente quale professore di II fascia alla data del dicembre 2003. Così come evidenziato nella relazione depositata dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato in data 21 febbraio 2006 in esito alle ordinanze istruttorie sopra citate, la retribuzione eventualmente spettante al ricorrente nella qualifica di professore di II fascia sarebbe, infatti, stata inferiore a quella percepita quale professore associato e, conseguentemente, non incidente sul cd. blocco delle assunzioni disposte dalla normativa richiamata [si legge nella relazione della Ragioneria Generale dello Stato che la minore retribuzione complessiva prevista per la nuova qualifica rispetto a quella precedente è dovuta alla circostanza che lo stipendio e l'assegno aggiuntivo della qualifica di professore straordinario non risentono dell'anzianità di servizio pregresso. In base a quanto precisato al precedente punto 2 al docente interessato compete l'apposito assegno personale differenziale pari ad euro 13.968,20 49.530,27 - 35.562,07 , al netto degli oneri riflessi. Pertanto l'attribuzione del nuovo trattamento economico fin dall'anno accademico 2003/2004 non avrebbe comportato maggiore spesa ]. La conclusione testé raggiunta - e relativa all'illegittimità del provvedimento impugnato nella parte in cui ha negato l'assunzione del ricorrente nella qualifica di professore di seconda fascia a decorrere dal dicembre 2003 - appare la più rispondente alle finalità della normativa finanziaria richiamata e fondata sull'effettivo esborso da corrispondersi, da parte dell'Amministrazione, al ricorrente quale professore di II fascia. In conformità a tali motivi, il ricorso deve trovare accoglimento, con conseguente annullamento del provvedimento impugnato. Deve, invece, respingersi la domanda di risarcimento del danno proposta dal ricorrente in considerazione della assenza di alcuna variazione stipendiale connessa alla retrodatazione della nomina conseguente all'annullamento dell'atto impugnato e, quindi, della inesistenza di alcun danno economico in capo allo stesso. Sussistono giusti motivi, ad avviso del Collegio, per disporre l'integrale compensazione tra le parti delle spese di causa. PQM Il Tar Lazio - Sezione terza - definitivamente pronunciando sul ricorso proposto, come in epigrafe, dalla prof. Riccardo Caruso, lo accoglie nei sensi di cui in motivazione e, per l'effetto, annulla l'atto impugnato. Rigetta la domanda di risarcimento del danno. Compensa tra le parti costituite le spese e gli onorari del giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? Ric.numero /2004 3