Riforma della previdenza forense: primo commento

di Paolo Rosa

di Paolo Rosa Il Comitato dei Delegati di Cassa Forense il 17 marzo 2006 ha adottato le seguenti modifiche all'assetto previdenziale forense 1 aumento del contributo soggettivo dal 10 al 12 per cento con decorrenza 1 gennaio 2009 2 aumento del contributo integrativo sul volume d'affari IVA dal 2 al 4 per cento con decorrenza 1 gennaio 2007 3 aumento del periodo di riferimento per il calcolo della pensione a tutta l'età lavorativa con esclusione dei peggiori 5 anni di contribuzione ma con la garanzia del pro rata temporis 4 liquidazione dei supplementi di pensione con il calcolo contributivo con esclusione di chi sarà già pensionato di vecchiaia alla data di entrata in vigore della riforma 5 conferma dei benefici per i giovani avvocati con riduzione al 50 per cento del contributo soggettivo minimo per i primi tre anni di esercizio della professione e versamento, per lo stesso periodo, del contributo integrativo effettivamente incassato a condizione che l'iscrizione decorra prima del trentacinquesimo anno di età 6 cristallizzazione della pensione minima all'importo attuale di euro 9960,00 oltre istat con esclusione di ogni collegamento automatico alla misura del contributo soggettivo minimo 7 aumento dal 3 al 4 per cento del contributo di solidarietà per gli ultrasettantenni in attività 8 previsione della previdenza complementare. 1. AUMENTO DELLE ENTRATE CONTRIBUTIVE Il Comitato dei Delegati ha deciso l'aumento del contributo integrativo sul volume annuale d'affari ai fini dell'IVA portandolo dal 2 al 4% con decorrenza dall'1 gennaio 2007 nonché del contributo soggettivo obbligatorio a carico di ogni iscritto alla Cassa pari alla percentuale del reddito professionale netto prodotto nell'anno, quale risulta dalla relativa dichiarazione ai fini dell'IRPEF e dalle successive definizioni, portandolo dal 10 al 12% a decorrere dall'1 gennaio 2009. Tutti gli studi, interni ed esterni, commissionati da Cassa Forense hanno portato ad una conclusione assolutamente indifferibile ed ineludibile qual'è l'aumento della contribuzione al fine di aumentare la patrimonializzazione dell'Ente, misura propedeutica ad ogni futuro intervento di riforma strutturale della previdenza forense. La misura introdotta risponde anche all'esigenza di armonizzazione di tutti i sistemi previdenziali di cui alla legge 335/95. Per i lavoratori dipendenti i contributi per la pensione sono calcolati sulla retribuzione lorda e nella generalità dei casi la percentuale globale al 32,70% del quale una parte è a carico dell'azienda ed una parte è a carico del lavoratore. Per gli artigiani, che sono coloro che svolgono l'attività con carattere di professionalità, la misura del contributo per l'anno 2006 è pari per il reddito dal minimale di euro 13.345,00 fino ad euro 39.297,00 al 17,40% per titolari e familiari con età pari o superiore ad 21 anni percentuale per familiari di età inferiore a 21 è uguale al 14,40 e oltre euro 39.297,00 fino al tetto massimo di euro 65.495,00 al 18,40% e per i familiari di età inferiore a 21 anni al 15,40%. Va detto che il massimale contributivo annuo è aumentato ad euro 85.478,00 per gli artigiani privi di anzianità contributiva al 31.12.1995 e per coloro che abbiano optato per il sistema di calcolo contributivo della pensione. Per i commercianti la misura del contributo per l'anno 2006 è pari per il reddito dal minimale di euro 13.345,00 fino ad euro 39.297,00 al 17,79% per titolari e familiari con età pari o superiore ad 21 anni percentuale per familiari di età inferiore a 21 è uguale al 14,79 e oltre euro 39.297,00 fino al tetto massimo di euro 65.495,00 al 18,79% e per i familiari di età inferiore a 21 anni al 15,79%. Va detto che il massimale contributivo annuo è aumentato ad euro 85.478,00 per gli artigiani privi di anzianità contributiva al 31.12.1995 e per coloro che abbiano optato per il sistema di calcolo contributivo della pensione. Per tutti i lavoratori autonomi che esercitano un'attività professionale o di collaborazione coordinata e continuativa per la quale è prevista l'iscrizione alla gestione separata dell'INPS per effetto dell'entrata in vigore della Riforma Biagi, a partire dal 24.10.2003 le collaborazione dovranno essere inquadrata, in un progetto, programma o fasi essi il contributo è pari al 18,20% per i non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria e che abbiano un reddito annuo non superiore ad euro 39.397,00. Sul reddito eccedente tale limite si applica l'aliquota del 19,20%. Per gli avvocati iscritti alla Cassa di Previdenza è previsto un contributo soggettivo del 10% sul reddito dichiarato ai fini Irpef fino a un massimale che per l'anno 2006 è pari a euro 82.200, è comunque dovuto un contributo minimo pari a euro 1.245 per l'anno 2006 la contribuzione oltre il tetto reddituale viene determinata imponendo un'aliquota del 3%. Il contributo integrativo, pari al 2% dell'intero volume d'affari dichiarato prevede un minimo pari, per l'anno 2006 a euro 375. Con l'aumento contributivo sovra indicato gli avvocati raggiungono il livello del 12 + 4 = 16% oltre al 3% a titolo di solidarietà sui redditi superiore al tetto pensionabile e 4% sempre a titolo di solidarietà per gli ultra 70enni se continuano a lavorare. Poiché il contributo integrativo è più pesante, in termini di flusso di entrate, rispetto a quello soggettivo il livello contributivo qual'è quello risultante dalla modifica si armonizza perfettamente al sistema generale. Difatti se si ipotizza che, in media, il volume d'affari è pari a 1,5 il reddito irpef ad ogni punto percentuale di contributo soggettivo corrisponde un punto e 1/2 di contributo integrativo, con l'introduzione della riforma a regime il professionista iscritto a Cassa Forense raggiungerà un livello contributivo di circa il 18% del reddito irpef. Le modifiche normative derivanti dall'introduzione della riforma porteranno a regime, a maggiori introiti contributivi pari al 40% circa degli attuali versamenti contributivi. 2. SULL'AUMENTO DEL PERIODO DI RIFERIMENTO A TUTTA L'ETÀ LAVORATIVA CON ESCLUSIONE DEI PEGGIORI 5 ANNI DI CONTRIBUZIONE L'intervento che sarà applicato con la garanzia del pro rata temporis porterà, inevitabilmente, ad una riduzione della prestazione pensionistica calcolata con il sistema retributivo che, attraverso una relazione più vincolante tra prestazione ed evoluzione reddituale, esprimerà maggiore equità. È una manovra che agisce sulla leva delle uscite, difatti la graduale messa a regime dell'intervento comporterà progressivamente una contrazione dei nuovi trattamenti previdenziali per un 10-11% circa. 3. SULLA LIQUIDAZIONE DEI SUPPLEMENTI DI PENSIONE CON IL CRITERIO DI CALCOLO CONTRIBUTIVO Si è esercitata, sia pure parzialmente, l'opzione di cui al comma 12 dell'articolo 3 della legge 335/95 per la quale gli enti possono optare per l'adozione del sistema contributivo, definito ai sensi della presente legge . L'adozione di tale sistema verrà ad incidere sul quantum del supplemento riducendolo del 50% circa. Saranno esclusi, in applicazione del pro rata temporis, gli avvocati pensionati alla data di entrata in vigore della riforma. Anche questo intervento è destinato ad agire sulla leva delle uscite previdenziali e può avere un risvolto di interesse per le giovani generazioni nel senso che il pensionato di vecchiaia potrebbe essere indotto, vista la contrazione del supplemento calcolato con il sistema contributivo, a cessare definitivamente l'attività creando spazio per i giovani che premono all'ingresso. 4. SUI BENEFICI PER I GIOVANI AVVOCATI Per quanto riguarda la riduzione al 50% del contributo soggettivo minimo per i primi anni di attività è stato mantenuto l'attuale beneficio. Poiché l'aumento del contributo integrativo dal 2 al 4% aumenterà il contributo minimo integrativo, è stato esteso il beneficio già esistente per i praticanti avvocati con patrocinio, ai giovani avvocati per i primi 3 anni di attività nel senso che verseranno solo quanto effettivamente incassato. 5. SULL'AUMENTO DEL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ SUGLI ULTRA SETTANTENNI CHE CONTINUANO L'ATTIVITÀ L'aumento deliberato è dell'1% che porta così la contribuzione dal 3 al 4%. È un correttivo che risponde alla logica dell'equità intergenerazionale dato che i titolari di pensione e quelli che lo diventeranno a breve sono tra coloro che maggiormente hanno beneficiato e beneficeranno dell'alto tasso di sostituzione conseguente al sistema di calcolo retributivo della pensione. 6. SULLA CRISTALLIZZAZIONE DELLA PENSIONE MINIMA ALL'IMPORTO ATTUALMENTE EROGATO, OLTRE ISTAT Nell'intento di adeguare, in futuro, ferma la solidarietà,la contribuzione minima,che dovrà essere aumentata, alla prestazione previdenziale minima così armonizzandola al sistema generale, in questa fase si è operato cristallizzando l'importo minimo della pensione con sganciamento dal contributo minimo ma garantendo l'adeguamento Istat annuale. Minimo Cassa Forense anno 2006 = 1245,00 Minimo artigiani anno 2006 = 2322,00 Minimo commercianti =2322,00 7 LA PENSIONE COMPLEMENTARE E' stata inserita tra le prestazioni erogate da Cassa Forense anche la pensione complementare. In forza del D.Lgs 252/05, disciplina delle forme pensionistiche complementari, le forme pensionistiche complementari possono essere istituite da accordi tra liberi professionisti, promossi da loro sindacati o da associazioni di rilievo almeno regionale. La legge 243/04, con norme immediatamente efficaci, da un lato ha riconfermato l'autonomia della Casse di previdenza dei liberi professionisti per quanto concerne sia le prestazioni che i contributi e, ,dall'altro, ha attribuito alle stesse Casse nuovi poteri. Si tratta per gli Enti privatizzati della possibilità di -prevedere forme di previdenza sanitaria integrativa,nel rispetto degli equilibri finanziari di ogni singola gestione -istituire forme di previdenza complementare, con l'obbligo di gestione separata -accorparsi fra loro o includere altre categorie professionali similari di nuova istituzione, prive di una protezione previdenziale pensionistica,ed in conformità alle disposizioni in tema di modalità per l'inclusione in altra forma obbligatoria -modulare, con facoltà di opzione degli iscritti, in misura differenziata l'aliquota contributiva ai fini previdenziali,ferma la totale deducibilità del contributo. Coerentemente al riconoscimento della piena autonomia, le Casse privatizzate sono state escluse dalle norme di delega concernenti la parità di trattamento fra le gestioni pensionistiche nel calcolo delle pensioni e l'elevazione dell'età media di accesso al pensionamento. Poiché le Casse Privatizzate sono abilitate all'esercizio, con obbligo di gestione separata, della previdenza complementare è prevedibile in un moderno sistema di welfare la creazione di un pilastro obbligatorio finanziato con il sistema della ripartizione in simbiosi con un secondo pilastro pure obbligatorio ma finanziato con il sistema della capitalizzazione per sorreggersi a vicenda e così neutralizzare con i pregi del primo i difetti del secondo e con i pregi del secondo i difetti del primo. La riforma è rispettosa dei diritti acquisiti e del pro rata temporis di cui all'articolo 3, comma 12, della legge 335/95. 4