Anche le camere di sicurezza dei vigili sotto sorveglianza speciale

Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha ampia facoltà di indagine per verificare abusi e irregolarità. E questo tipo di controlli riguarda anche le camere di sicurezza degli organi di polizia e tutte le aree pubbliche o private dedicate alla limitazione della libertà delle persone.

Lo ha chiarito il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale con la circolare n. 250 inviata il 27 gennaio 2017 a tutti i comandi della polizia municipale. Il Garante dei diritti dei detenuti è un organo di garanzia indipendente, con funzioni di vigilanza e tutela delle persone sottoposte a qualsiasi forma di limitazione della libertà personale. Dagli istituti di pena, ai luoghi di custodia della polizia fino alle residenze psichiatriche. Istituito con il d.l. n. 146/2013, l’organo è effettivamente operativo dalla primavera del 2015. Le funzioni dell’autorità riguardano la vigilanza sull’esecuzione delle misure limitative della libertà personale e gli interventi di carattere generale o specifico sulle questioni critiche. L’autorità è composta da un presidente ed un collegio che unitamente al personale preposto possono effettuare sopralluoghi, senza preavviso, negli istituti penitenziari, negli ospedali psichiatrici giudiziari e in tutte le strutture destinate ad ospitare persone sottoposte a limitazione della libertà personale, pubbliche e private. Senza interferire con l’attività investigativa in corso, previo avviso, l’autorità può accedere anche alle camere di sicurezza delle forze di polizia. Compresa la polizia municipale. E prendere pure visione degli atti e conferire direttamente con l’interessato, senza testimoni, direttamente o tramite un interprete. La nota raccomanda agli organi di polizia locale la massima collaborazione specificando che le ispezioni potranno essere effettuate, senza preavviso, previa identificazione certa degli operatori. L’autorità richiede infine di trasmettere, entro il 31 gennaio di ogni anno, una relazione sintetica sul numero delle persone trattenute, fermate, arrestate o transitate nelle eventuali camere di sicurezza dei vigili o in ogni altro luogo ove si sia concretizzata la pur temporanea privazione della libertà .