Via libera alla direttiva servizi, ma non chiamiamola Bolkestein

Con l'approvazione in seconda lettura disco verde definitivo al testo più volte revisionato. Ora gli Stati dell'Unione hanno tre anni di tempo per trasporre nei propri ordinamenti le indicazioni comunitarie

Via libera per la ex-Bolkestein, la nuova direttiva comunitaria sulla liberalizzazione dei servizi. Con l'approvazione di mercoledì, in seconda lettura, il Parlamento europeo ha dato il segnale verde al nuovo testo che ora gli Stati membri dell'Unione dovranno recepire nei propri ordinamenti nazionali entro tre anni. Del testo, o meglio dei principi ispiratori, della proposta iniziale di direttiva, quella firmata dal precedente commissario al Mercato interno Fritz Bolkestein non è rimasto moltissimo - ambito applicativo compreso - e già la versione emendata passata in prima lettura vedere nella sezione Arretrati nell'edizione del 17 febbraio 2006 era il frutto di una revisione profonda. Già in quell'occasione, infatti, era saltato il principio più controverso, quello cosiddetto del Paese d'origine. Nella prima proposta ciò significava che un'azienda polacca - per rendere un esempio in grado di palesare i rischi - avrebbe potuto fare dei lavori in un altro Paese membro, in Francia sempre per esempio, applicando le regole dello Stato d'origine. Questa ipotesi avrebbe consentito ad alcuni Paesi di praticare costi bassissimi grazie all'applicazione di condizioni lavorative - sotto ogni profilo, sicurezza compresa - assolutamente inammissibili negli Stati più evoluti, una forma di dumping sociale molto preoccupante. Ma già dalla prima lettura questa ostacolo era stato rimosso, con una formulazione ora confermata prevedendo che i prestatori di servizi saranno soggetti alle normative del Paese in cui operano, indipendentemente dalla loro provenienza. Più in particolare, però, si chiarsce anche che la libera circolazione dei servizi non potrà essere limitata dagli Stati con imposizioni di obblighi quali lo stabilimento su quel territorio, autorizzazioni di autorità interne competenti comprese le iscrizioni a registri e ordini professionali , salvo i casi, non pochi, previsti dalla direttiva stessa. Il testo attuale - approvato con il solo voto contrario della Sinistra europea e dei Verdi e con una dozzina di astensioni - è il frutto di ulteriori mediazioni. E si caratterizza per le numerose deroghe, motivate come indispensabili per alcune attività considerate sensibili . Sono infatti esclusi dal campo di applicazione della nuova direttiva i servizi di interesse generale e senza carattere economico dato che direttiva si riferisce ai servizi prestati dietro corrispettivo , i servizi finanziari, i servizi di trasporto compresi quelli portuali, le attività di gioco con poste di valore pecuniario comprese lotterie e casinò , le comunicazioni elettroniche, le agenzie interinali, i servizi sociali e le attività notarili. E restano escluse anche le attività sociali e i servizi privati di sicurezza. A condizione di rispettare le regole comunitarie gli Stati, poi, potranno imporre condizioni e requisiti specifici motivati limitatamente a ragioni di sicurezza, di sanità o ambientali in conformità di quanto peraltro già fissato dal diritto comunitario tali eccezioni dovranno essere necessarie, proporzionali e non discriminatorie . Ma le deroghe non sono finite. Le disposizioni sulla libera prestazione dei servizi, ad esempio, non si applicano alle materie disciplinate compiutamente in altre direttive quella sul distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi, quella sulla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e sulla libera circolazione di tali dati. E sono escluse anche le materie disciplinate dalla direttiva intesa a facilitare l'effettivo esercizio della libera prestazione di servizi da parte degli avvocati, nonché le attività di recupero giudiziario dei crediti e le materie disciplinate dalla direttiva relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. E oltre all'attività dei notai, come già detto, restano fuori del campo di applicazione le materie già regolate con direttive sulla revisione legale dei bilanci annuali e di quelli consolidati. Beneficiano infine di deroga l'immatricolazione dei veicoli presi in leasing in un altro Paese membro dell'Unione, le disposizioni relative agli obblighi contrattuali e non contrattuali compresa la forma dei contratti derivanti dalle norme di diritto internazionale, i diritti d'autore e i diritti connessi. Secondo Charlie McCreevy, attuale commissario al Mercato interno, nonostante la riduzione dell'ambito applicativo la nuova direttiva rappresenta uno sforzo fondamentale per rilanciare l'economia europea attraverso il completamento del mercato interno e quindi la promozione della crescita e dell'occupazione . Un passaggio obbligato , quindi, per condividere meglio un settore che rappresenta circa il settanta per cento del prodotto interno lordo dell'Unione ma appena il venti per cento degli scambi comunitari. m.c.