Pubblica amministrazione, assalto all'ultimo decreto

Ancora in discussione il testo per l'alto numero di emendamenti presentati che poco o nulla hanno a che vedere con l'attività degli enti

È continuato ieri alla Camera l'esame del disegno di legge 6259 di conversione del Dl sulla pubblica amministrazione approvato dal Governo lo scorso 4 gennaio. Molti degli emendamenti presentati in Aula, sono stati dichiarati inammissibili dalla Presidenza di Montecitorio. Tra gli altri un emendamento presentato dal deputato di Forza Italia, Filippo Misuraca, che estendeva il cosiddetto patteggiamento contabile , duramente criticato dai vertici della Corte dei conti, anche alle sentenze passate in giudicato. Quindi i commi 231 e 232 della Finanziaria 2006 che prevedono un parziale condono per i tangentisti , attraverso il pagamento di una somma non inferiore al 10 per cento e non superiore al 20 per cento del danno quantificato nelle sentenze si applicherebbero anche nei confronti di coloro per i quali sono già state iscritte a ruolo le somme dovute e sono iniziate le procedure giudiziarie esecutive. Pericolo scampato le norme inserite nella Finanziaria restano invariate. Il considerevole abbuono riguarda quindi solo le sentenze di primo grado pronunciate nei giudizi delle sezioni contabili e solo per i fatti commessi anteriormente alla data di entrata in vigore della legge finanziaria. È stato dichiarato inammissibile anche l'emendamento che riproponeva la norma contenuta nel maxi emendamento al decreto Mille proroghe che il Governo aveva presentato al Senato due settimane fa e che poi è stato modificato per mancanza di copertura finanziaria. Si prevedeva l'assunzione di cinque consiglieri tra quelli considerati idonei all'ultimo concorso. La norma poi era stata tolta e ieri era tornata a vivere nell'emendamento al decreto sulla Pa presentato dal deputato Gennaro Coronella Alleanza nazionale . Anche in questo caso, niente da fare, l'emendamento è stato dichiarato inammissibile. Sempre ieri è stato presentato un altro emendamento secondo il quale il reato di spaccio di droga scatta se si supera di 3 volte il limite massimo stabilito. Per cui se si viene invece trovati in possesso di una quantità di sostanza stupefacente superiore al limite massimo stabilito ancora da definire con apposito decreto si presume che questa debba intendersi destinata allo spaccio, a meno che non si provi il contrario. Ieri, a Montecitorio la giornata è stata caratterizzata da continue sospensione per la mancanza del numero legale. Non sono neanche mancate le proteste dell'opposizione per un decreto che contiene al suo interno norme che nulla hanno a che vedere con il funzionamento e l'organizzazione della pubblica amministrazione. Del resto, ha commentato Graziella Mascia Rifondazione comunista all'interno del decreto legge vengono esaminate le questioni più diverse dallo Stretto di Messina alla questione dei trasporti, dal microcredito a Cinecittà, alla Croce Rossa e alle questioni riguardanti la pubblica amministrazione, che in realtà hanno a che fare con una serie di clientele e di promozioni. Con riferimento a ciascuno degli articoli si potrebbe chiedere quali siano le persone privilegiate, trattandosi, appunto, di privilegi e non di diritti . Tuttavia, ieri, dopo la Conferenza dei capigruppo, la seduta è stata sospesa, l'appuntamento è per questa mattina. cri.cap