Rischi per la salute (e non solo inciviltà): nelle scuole francesi saranno vietati i telefonini

In dirittura di arrivo la legge che mira alla riduzione dei rischi per la salute pubblica connessi alla telefonia mobile. Una normativa che ha visto convergenze al di là degli schieramenti politici e si basa su vari studi sui possibili danni da emissioni

Parigi dice stop ai telefonini nelle scuole. La ragione non è ovviamente quella di limitare le suonerie - e il discutibile utilizzo dei cellulari - anche durante l'orario delle lezioni, bensì quello di realizzare una misura di precauzione elevata alla luce degli ormai innumerevoli segnali di attenzione non allarmi, ma solide preoccupazioni espresse anche dalla comunità scientifica sui possibili danni che le emissioni elettromagnetiche dei telefonini potrebbero provocare, in particolare su soggetti in età infantile. Sulla proposta di legge che dice no al cellulare nelle scuole francesi di primo e secondo grado - è l'aspetto che più fa notizia ma, come vedremo, vi sono anche altre previsioni di rilievo - c'è stata finora un'ampia convergenza, ben al di là degli schieramenti politici presenti nell'Assemblée Nationale e già il mix dei proponenti lo evidenzia chiaramente. Nella relazione introduttiva che motiva la proposta di legge qui leggibile, in lingua francese, unitamente all'articolato, come documento correlato si prende in esame il fenomeno complessivo della telefonia cellulare, con una sintesi della relativa diffusione e delle cifre tecniche relative. Ad esempio quelle sulle cosiddette stazioni base , stimate tra le 35 e 40 mila su tutto il territorio nazionale. Installazioni che, osserva la relazione, sono state realizzate spesso in nome dell'efficienza del servizio, NdR e della riduzione dei costi, senza prendere minimamente in considerazione la degradazione ambientale . E sebbene un decreto del 2002 definisca i valori-limite di esposizione alle emissioni elettromagnetiche in conformità a quanto indicato da una raccomandazione comunitaria, anch'essa criticata sotto il profilo sanitario la regolamentazione interna per l'installazione dei ripetitori di telefonia mobile, a detta dei proponenti la nuova norma di tutela, non tiene conto in maniera effettiva tutti gli elementi scientifici ormai disponibili circa gli aspetti sanitari della questione. Da ciò deriva una serie di comportamenti contraddittori da parte delle amministrazioni locali chi vieta gli impianti, che li esamina con attenzione, chi li fa installare senza alcun esame del contesto che di fatto non hanno uno strumento omogeneo per intervenire in maniera chiara e proficua. Ne derivano, quindi, disparità di trattamento nei confronti dei cittadini. Un esempio per tutti gli abitanti di Parigi beneficiano di una tabella inderogabile che fissa valori limite di esposizione assai inferiori a quelli ai quali possono essere esposti altri cittadini francesi nel resto del Paese. Senza contare gli aspetti solo apparentemente minori del problema, ad esempio l'inquinamento paesaggistico generato dai tralicci installati spesso in violazione del rispetto minimo per le condizioni di vita dei residenti. Né la violazione estetica, rileva la relazione, può essere sottovalutata poiché essa interagisce con la vita quotidiana di ciascuno andando a modificare, negativamente, persino i luoghi domestici e quelli contigui, spesso causandone persino una perdita di valore i palazzi sovrastati dalle antenne o le villette adiacenti ai tralicci non sono tra i preferiti sul mercato . E dunque servono regole nuove, semplici, chiare, valide per tutti. In ogni caso, estetica compresa, i parlamentari francesi ritengono che sull'argomento non ci sia altro tempo da perdere. Ed è necessario applicare legittimamente il principio di precauzione. C'è un dibattito in seno alla comunità scientifica - sottolinea la relazione al provvedimento - ed è una responsabilità degli eletti della nazione non attendere le certezze scientifiche per prendere misure a tutela della popolazione anche sulla base di quanto afferma la stessa Costituzione dove afferma che Ciascuno ha diritto a vivere in un ambiente armonioso e favorevole alla sua salute . Ovvio che non si debba rinunciare alla telefonia mobile - chiariscono a scanso di equivoci gli autori della proposta di legge - ma di evitare che uno sviluppo incontrollato si trasformi in futuro in un problema rilevante per la salute pubblica, tale da far amaramente rimpiangere una eventuale disattenzione ai segnali provenienti da ambienti scientifici qualificati. Per quanto attiene agli utilizzatori dei terminali , i telefonini insomma, la relazione rileva poi una straordinaria crescita di un'utenza sempre più giovane in Francia tuttavia i cellulari non hanno ancora la stessa diffusione di altri Paesi, tipo l'Italia dove il numero di utenze supera ampiamente quello della popolazione con situazioni-limite ad esempio il tentativo di commercializzare, in Francia, dei cellulari specificamente destinati ai bambini da 4 a 8 anni, dimostra a quali eccessi può condurre una politica troppo lassista . C'è da dire però che su questo specifico episodio la reazione generale - alcuni mesi fa - è stata molto netta e la catena Carrefour, uno dei giganti della grande distribuzione organizzata, aveva ritirato dai propri punti vendita quel prodotto, peraltro seguita nello stesso comportamento da altri operatori commerciali. E dunque la misura di precauzione che si può imporre per i più giovani è solo quella relativa ai luoghi controllati dallo Stato in famiglia se vogliono sperimentare sono naturalmente tutti liberi di farlo e la scuola è il primo di questi luoghi dove si può operare fattivamente. Nasce così l'articolo 19 del provvedimento che sancisce il divieto per i cellulari negli istituti scolastici francesi. D'altra parte la comunità scientifica ritiene che, soprattutto nella prima età, la maggiore sensibilità alle radiazioni anche in virtù dell'ancora incompleto sviluppo della scatola cranica renda maggiori i potenziali rischi derivanti dall'esposizione alle onde elettromagnetiche. E che la questione del rischio-telefonini, riferito ad ogni tipo di impianto connesso, stazioni-base in primo luogo, non sia un'esercitazione politica di stampo più o meno ambientalista lo dimostrano gli innumerevoli dibattiti pubblici che da mesi si tengono ovunque sull'argomento confronti, per fare un solo esempio pratico, in grado di radunare centinaia di persone in una conferenza a Loc-Maria-Plouzané, piccola e pittoresca località nel dipartimento bretone di Finistére, per discutere dei vari inquinamenti portati dalle troppe antenne. Un dato numerico che conta, quello del minuscolo esempio citato sarebbe come dire che a un dibattito analogo, in un medio capolugo di provincia italiano, si presentassero quindicimila persone , e che ha trovato un'eco sensibile e assolutamente trasversale a Palais Bourbon. m.c.

N. 2491 Assemblée Nationale Constitution du 4 Octobre 1958 Douziéme Lègislature Enregistré à la Présidence de l'Assemblée nationale le 13 juillet 2005. PROPOSITION DE LOI relative à la Réduction des risques pour la santé publique des installations et des appareils de téléphonie mobile , Renvoyée à la commission des affaires culturelles, familiales et sociales, à défaut de constitution d'une commission spéciale dans les délais prévus par les articles 30 et 31 du Règlement. Presenté par MM. Jean-Pierre BRARD, Christian DECOCQ, Jo l GIRAUD, Pierre GOLDBERG, Mme Nathalie KOSCIUSKO-MORIZET, MM. Maurice LEROY, Nicolas PERRUCHOT et Mme Chantal ROBIN-RODRIGO Députés. EXPOSÉ DES MOTIFS Mesdames, Messieurs, La téléphonie mobile est une technologie récente les premières licences ont été attribuées en 1991 et on peut dater son développement réel de la fin des années 90. Ce développement, favorisé par des campagnes promotionnelles très offensives notamment à destination des publics jeunes, a été extr mement rapide puisque, aujourd'hui, on évalue à environ 40 millions le nombre de Fran ais équipés d'un mobile. La technologie retenue, la voie hertzienne, s'est traduite par la création de réseaux - un par opérateur - d'antennes émettrices et réceptrices qui ont envahi nos toits ou encore nos campagnes et nos villages. Aujourd'hui les chiffres officiels sont de l'ordre de 35 à 40 000 stations de base. Il semble cependant que ce chiffre soit sérieusement sous-évalué. Ces installations ont été souvent, au nom de l'efficacité et de la réduction des co ts, implantées sans prendre en compte la moindre contrainte environnementale. De trop nombreuses personnes ont ainsi vu s'ériger des pyl nes de plusieurs dizaines de mètres à quelques mètres de leurs fen tres, de leurs terrasses Pour d'autres, c'est au-dessus de leurs t tes que sont apparus de véritables petits sites industriels. Tout ceci a été autorisé par une réglementation peu contraignante qui ne prend pas vraiment en compte les aspects sanitaires du dossier de la téléphonie mobile. Ainsi, le décret du 3 mai 2002, qui définit les valeurs-limites d'exposition du public a été strictement calqué sur une recommandation européenne, elle-m me fortement critiquée, sur ses fondements sanitaires, par le Parlement européen Rapport Tamino, 1999 . Les contestations des riverains deviennent de plus en plus nombreuses laissant souvent les maires en première ligne sans leur fournir les outils réglementaires pour intervenir utilement. Chaque élu local agit alors, en fonction de sa conscience, de l'état de ses connaissances , les choix contradictoires émis se traduisant, de fait, par une inégalité de traitement pour les citoyens. Ainsi les Parisiens bénéficient de l'application d'une charte qui fixe des valeurs-limites d'exposition très inférieures à celles auxquelles peuvent tre exposés les autres citoyens fran ais. Seule une loi nationale peut alors rétablir l'égalité entre les citoyens de notre pays. Ces contestations citoyennes mettent de plus en plus avant les problèmes sanitaires et demandent à ce que le développement de la téléphonie mobile se fasse dans le respect de leurs conditions de vie et de santé. L'objet de cette proposition de loi est de prendre en compte l'ensemble des dimensions de ce dossier complexe qui pose à la fois des questions liées à la défense de l'environnement paysager, des problèmes de démocratie citoyenne, de santé publique, et qui intéresse aussi bien les riverains d'antennes que les utilisateurs de portables. Elle concerne ainsi des domaines aussi vastes et variés que ceux de l'urbanisme, de la copropriété, des télécommunications et, bien s r, de la santé. Dans le versant urbanisme de cette loi seront prises en compte trois dimensions la nécessaire défense de l'environnement paysager, les pouvoirs des élus locaux ainsi que les problèmes d'information et de transparence. La pollution visuelle générée par la proximité d'un certain nombre d'antennes-relais de téléphonie mobile, installées en violation du respect minimum des conditions de vie des riverains, est l'une des dimensions essentielles du problème. Quand bien m me n'existeraient pas les incertitudes inquiétantes sur les conséquences sanitaires, il resterait un vrai problème esthétique. Lorsque l'on choisit le lieu dans lequel on va vivre, ce que l'on voit de ses fen tres ou de sa terrasse est un élément déterminant. Toute atteinte à cet environnement devient ainsi une atteinte à la qualité de la vie et au bien- tre individuel. Il s'agit d'une atteinte d'autant plus grave qu'elle touche au quotidien de chacun, au c ur de son foyer, c'est-à-dire de sa vie la plus intime, c'est-à-dire également de son refuge, de là où il est susceptible de trouver paix et sérénité. A cela, il convient d'ajouter que l'existence de telles installations à proximité d'une propriété ou d'un appartement pèse évidemment immédiatement sur l'évaluation financière du bien. C'est-à-dire que non seulement les riverains subissent les effets au quotidien mais que de surcro t ils ne peuvent revendre pour aller plus loin, sauf à accepter une perte financière substantielle. Il convient de rappeler que la France est signataire de la Convention européenne du paysage, signée à Florence, le 20 octobre 2000 par 18 états membres du Conseil de l'Europe. Celle-ci stipule que le paysage participe de manière importante à l'intér t général sur les plans culturel, écologique, environnemental et social Il est un élément important de la qualité de vie des populations dans les milieux urbains et dans les campagnes, dans les territoires urbains comme dans ceux de grande qualité, dans les espaces remarquables comme dans ceux du quotidien . Le m me texte ajoute que, élément essentiel du bien tre individuel et social, sa protection, sa gestion et son aménagement impliquent des droits et des responsabilités pour chacun . Il rappelle, par ailleurs, que le paysage ne doit pas tre subi comme il a pu l' tre dans le passé, uvre exclusive de l'élite et des experts . La loi doit permettre le strict respect de cette convention. Il existe, certes, dans la réglementation actuelle, des préoccupations de défense de notre environnement. Outre les textes propres aux sites classés, protégés, et autres, un texte qui régit les activités de téléphonie mobile aborde les préoccupations de protection de l'environnement - L'article 45-1 du code des postes et télécommunications dispose, pour sa part, que l'installation des infrastructures et des équipements doit tre réalisée dans le respect de l'environnement et la qualité esthétique des lieux et dans les conditions les moins dommageables pour les propriétés privées et le domaine public. Manifestement ces textes sont insuffisamment précis ou insuffisamment contraignants et autorisent des interprétations laxistes. La redéfinition des règles d'urbanisme auxquelles sont soumises les implantations des stations de base de téléphonie mobile, doit permettre de sortir de ce registre de l'interprétation et doit veiller à ce que la voie judiciaire demeure, pour les riverains d'antennes autant que pour les élus locaux, une voie exceptionnelle. La procédure d'autorisation administrative actuelle est manifestement trop légère. C'est pourquoi se trouve proposé le retour à la voie traditionnelle du permis de construire. Celui-ci doit tre obligatoire quelle que soit la hauteur et les caractéristiques des pyl nes et antennes, qu'il s'agisse d'une nouvelle installation ou de la modification d'un site existant Ce retour à une procédure administrative normale se justifie d'autant plus que dans les prérogatives et responsabilités des maires se trouvent inscrites celles qui concernent la sécurité de leurs administrés, y compris la sécurité sanitaire. Or, la question de santé publique est sans doute l'aspect le plus grave de ce dossier, celui qui nécessite les mesures les plus urgentes. De nombreux riverains d'antennes-relais se plaignent de problèmes de santé apparus au moment de l'implantation d'antennes-relais de téléphonie mobile à proximité de leur domicile, de leur travail Des parents s'inquiètent de voir des antennes s'implanter à proximité de l'école ou de la crèche de leurs enfants. Ces inquiétudes s'appuient sur les résultats d'un certain nombre de recherches qui portent sur les effets des rayonnements non ionisants sur la santé, qu'il s'agisse de basses ou de hautes fréquences. La spécificité des ondes rayonnées par la téléphonie mobile se fonde, en effet, sur l'alliance entre hautes et extr mement basses fréquences. Or, les extr mement basses fréquences jusqu'à 300 Hz ont été classées, en juin 2002, après bien des années de débat, dans la catégorie potentiellement cancérigène par l'OMS. Il est vrai que les rapports officiels ne retiennent pas l'existence d'un risque pour les riverains d'antennes. Ils sont déjà beaucoup plus prudents pour les effets de l'usage du portable lui-m me. Surtout, à c té de ces rapports officiels, d'autres publications révèlent des résultats et analyses beaucoup plus préoccupants. Les résultats scientifiques les plus récents semblent, hélas, leur donner raison. Concernant les riverains d'antennes, une étude réalisée à la demande du gouvernement hollandais a fait appara tre des perturbations sur nos organismes à partir d'une exposition courte 3/4 d'heure à un champ électromagnétique très faible 0,7 volt/mètre , ces effets étant encore plus rapides et manifestes pour les fréquences Universal Mobile Telecommunications System UMTS . Plus récemment, une étude suédoise, réalisée dans le cadre d'une vaste enqu te menée par l'Organisation mondiale de la santé OMS , montrait qu'au-delà de 10 ans d'utilisation du téléphone portable, les risques de tumeur du nerf auditif sont multipliés par quatre. Plus récemment encore, les résultats du programme de recherche européen REFLEX 12 équipes de recherche dans 7 pays d'Europe confirment les effets des ondes de la téléphonie mobile sur la structure de l'ADN. A tout ceci s'ajoute l'enqu te sanitaire menée par des médecins allemands autour d'une station de base qui conclut à une prévalence des cas de cancers autour de cette station. Ce sont ces quatre études qui ont conduit l'instance de conseil et de veille, placée auprès du gouvernement britannique et présidée par le professeur Stewart, à inciter les autorités britanniques à appliquer le principe de précaution tant vis-à-vis des utilisateurs de portables, notamment des plus jeunes, que vis-à-vis des riverains d'antennes. On se situe, en effet, clairement dans le contexte où doit s'appliquer le principe de précaution il y a débat au sein de la communauté scientifique, il est de la responsabilité des élus de la nation de ne pas attendre les certitudes scientifiques pour prendre des mesures de protection des populations, comme nous y invite la charte sur l'environnement, inscrite dans notre Constitution, qui précise dans son article 1 Chacun a le droit de vivre dans un environnement équilibré et favorable à sa santé. Il ne s'agit pas bien évidemment de renoncer à la téléphonie mobile. Il s'agit d'éviter que son développement incontr lé en fasse le prochain grand problème de santé publique et qu'une fois de plus on ne puisse qu'exprimer le regret d'avoir été insuffisamment attentif aux signaux donnés par un certain nombre de scientifiques et aux plaintes des citoyens. Plusieurs éléments spécifiques à ce dossier doivent ici dicter notre conduite - le nombre d'utilisateurs de portables est de plus en plus important et la population concernée de plus en plus jeune. La tentative de commercialiser, en France, des portables spécifiquement décernés aux jeunes enfants de 4 à 8 ans montre à quels excès peut mener une politique trop laxiste - compte tenu de la configuration des réseaux développés, c'est une part extr mement importante de la population qui est concernée ou qui va l' tre par les champs électromagnétiques émis par les antennes-relais. Si problème sanitaire il y a, il risque ainsi d' tre d'ampleur inégalée - cette population - à qui ce risque est imposé sans qu'on lui ait demandé son avis - subit chroniquement les rayonnements des antennes. Or un certain nombre de recherches a mis en évidence les effets cumulatifs des rayonnements électromagnétiques y compris à des valeurs d'exposition faibles - cette population est touchée au c ur m me de son foyer, c'est-à-dire, dans ce lieu intime où chacun peut prétendre au droit à se ressourcer. Il y a là une atteinte au droit fondamental de tous au bien- tre et à la santé. Tel est l'objet de la proposition de loi que nous vous proposons d'adopter. PROPOSITION DE LOI TITRE Ier DE LA LIMITATION DES ÉMISSIONS ÉLECTROMAGNÉTIQUES Article 1er Le niveau maximal d'exposition du public aux champs électromagnétiques émis par les équipements utilisés dans les réseaux de télécommunication, ou par les installations radioélectriques, est fixé à 0,6 volt par mètre. TITRE II DES ANTENNES-RELAIS DE TÉLÉPHONIE MOBILE Article 2 Il est interdit d'installer des équipements mentionnés à l'article 1er à moins de 300 mètres d'un b timent d'habitation ou d'un établissement sensible. Par dérogation et en zone urbaine, il est interdit de les installer à moins de 100 mètres d'un établissement sensible. Les b timents réputés sensibles sont les établissements d'enseignement et périscolaires, les structures accueillant des enfants n'ayant pas atteint l' ge de la scolarité obligatoire, les établissements hospitaliers et les structures d'accueil de personnes gées. Article 3 Toute nouvelle application technologique ayant pour conséquence l'émission de rayonnements non ionisants, doit faire l'objet d'une étude d'impact sur la santé humaine et sur l'environnement, préalablement à sa mise en uvre. Article 4 L'impact sur la santé humaine et sur l'environnement des équipements du réseau de télécommunication mobile dit de troisième génération UMTS , fera l'objet d'un rapport remis au Parlement, après trois années d'exploitation. Article 5 Les études mentionnées aux articles précédents sont effectuées par des équipes scientifiques indépendantes des entreprises intéressées à la mise en uvre de ces nouvelles technologies, ce qui impose pour les membres de ces équipes, l'absence de réalisation d'études ou de missions, dans un délai inférieur à 10 ans, dans le cadre de contrats financés partiellement ou totalement par l'une au moins desdites entreprises, ainsi que l'absence de participation, dans le m me délai, à des opérations de communication financées de la m me manière. Article 6 L'Agence fran aise de sécurité sanitaire de l'environnement est saisie par le maire ou un professionnel de santé, après avis des commissions compétentes mentionnées à l'article 9, lorsque des nuisances ou des pathologies, susceptibles d' tre liées au fonctionnement des équipements mentionnés à l'article 1er, sont constatées. Article 7 L'Agence nationale des fréquences rend publique et fournit annuellement à chaque maire, une carte de sa commune comportant la mention des emplacements et des champs d'émission des équipements visés à l'article 1er. Cette carte est accompagnée d'une annexe précisant la date d'installation, les caractéristiques techniques et physiques des équipements, ainsi que la date du plus récent contr le technique opéré. Article 8 Les communes, ou le cas échéant leurs groupements, définissent le ou les périmètres dans lesquels l'installation des équipements mentionnés à l'article 1er est autorisée. Cette définition est précédée d'une consultation de la population, des associations de protection de l'environnement et des commissions mentionnées à l'article 9. Cette définition fait l'objet d'une révision, selon les m mes modalités, au minimum tous les trois ans. Article 9 Des commissions de suivi sont mises en place au niveau communal ou intercommunal et au niveau départemental. Elles comprennent obligatoirement des élus des collectivités concernées, des représentants des exploitants des réseaux, des représentants des administrations concernées, des représentants des associations de protection de l'environnement ou de la santé. Ces commissions ont pour mission de suivre et d'évaluer la mise en uvre de la réglementation relative aux équipements mentionnés à l'article 1er, de prescrire et de dresser le bilan de campagnes annuelles de mesure de l'intensité des ondes électromagnétiques dans les locaux mentionnés à l'article 2. Leurs rapports et avis sont présentés aux assemblées délibérantes de la collectivité ou du groupement de communes dont elles relèvent. Article 10 Préalablement à toute installation ou modification d'un équipement mentionné à l'article 1er sur un immeuble d'habitation à usage locatif, les locataires sont consultés par écrit sur le projet. Le défaut de consultation emporte la nullité du bail conclu entre le ou les propriétaires de l'immeuble et l'exploitant du réseau. Article 11 Toute implantation d'un équipement mentionné à l'article 1er est assujettie à l'obtention d'un permis de construire. Article 12 La durée du bail relatif à un équipement mentionné à l'article 1er ne peut excéder trois années renouvelables. Le bail doit préciser l'emplacement précis dudit équipement, ainsi que ses caractéristiques techniques et physiques. Article 13 Dans les immeubles soumis au régime de la copropriété, la décision de conclure de renouveler ou de modifier un bail relatif à un équipement mentionné à l'article 1er est soumise à la règle de l'unanimité. Article 14 La présence d'un équipement mentionné à l'article 1er sur un immeuble doit tre mentionnée, à l'initiative du propriétaire, en cas de vente ou de location de tout ou partie de l'immeuble. TITRE III DES APPAREILS DE TÉLÉPHONIE MOBILE Article 15 Le débit d'absorption spécifique DAS et une mention claire et visible incitant l'utilisateur à limiter la durée d'utilisation de l'appareil pour des motifs sanitaires, sont obligatoirement inscrits en langue fran aise, sur tous les appareils de téléphonie mobile proposés à la vente. Article 16 Les publicités, notices d'utilisation et emballages des appareils de téléphonie mobile doivent comporter une information claire et visible concernant les risques liés à un usage intensif. Article 17 Toute publicité mentionnant un usage déconseillé ou prohibé des appareils de téléphonie mobile est interdite. Article 18 Les ministères chargés de l'éducation nationale et de la santé organisent régulièrement des campagnes d'information sur les risques sanitaires liés à l'usage des appareils de téléphonie mobile, en particulier par les enfants. Article 19 L'utilisation des appareils de téléphonie mobile est interdite aux élèves dans les établissements d'enseignement du premier et du second degré. Article 20 Il est interdit de fabriquer, d'importer ou de proposer à la vente des appareils de téléphonie mobile spécifiquement con us ou adaptés pour de jeunes enfants.