Srl, nullità invocabile per le delibere assembleari adottate fuori sede

di Caterina Garufi

di Caterina Garufi* L'assemblea straordinaria di una società a responsabilità limitata deve svolgersi nell'ambito del comune dove si trova la sede legale della società, salvo diversa disposizione statutaria, pena l'annullabilità della delibera adottata. Questo il principio di diritto affermato dalla sezione I della Cassazione sentenza 1034/07, consultabile tra gli arretrati del 19 gennaio 2007 - ndr con riferimento a quanto previsto dagli articoli 2377 invalidità delle deliberazioni e 2363 Cc luogo di convocazione dell'assemblea , nel testo vigente prima della riforma di cui D.Lgs 6/2003. Il caso. Due soci di una Srl impugnavano alcune delibere sociali, in particolare quella adottata dall'assemblea straordinaria il 12 agosto 1992, esponendo che, in tale circostanza, l'assemblea si era riunita in una cittadina distante alcuni chilometri dalla sede legale. Il Tribunale rigettava la domanda degli attori in secondo grado la Corte d'appello ribadiva la validità della suindicata delibera, poiché adottata in una località vicina alla ubicazione della sede legale. Invece, la Suprema corte, cui i due soci proponevano ricorso ex articolo 360 Cpc, annullava la delibera de qua, cassando la sentenza di appello. LA SRL. IL LUOGO DI CONVOCAZIONE DELL'ASSEMBLEA La società a responsabilità limitata, disciplinata nel codice civile agli articoli 2472 e ss Cc, ha finalità lucrative, personalità giuridica, ed è soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese. L'assetto normativo originale, come delineato dal legislatore del 1942, si presenta perfettamente simmetrico alla normativa prevista per le società per azioni, di cui in gran parte mutua la disciplina, condividendone un importante elemento strutturale nelle due figure è unicamente la società a rispondere, col suo patrimonio, delle obbligazioni sociali, ed i soci sono tenuti al conferimento, ma tale obbligazione sussiste solo di fronte alla società, che è soggetto giuridico a sé, e non nei confronti dei terzi. La Srl, però, a differenza della Spa, prevede la normale permanenza dei soci nella società e, pertanto, il loro ordinario interessamento alla gestione sociale lo status di socio della Srl non è collegato ad un titolo circolante diverse sono le forme di convocazione dell'assemblea e le maggioranze necessarie per le relative convocazioni inoltre, con la novella disposta dal D.Lgs 88/1993, è stata introdotta, per la sola Srl, la possibilità che la società sia costituita con atto unilaterale da parte di un unico socio fondatore. Con la riforma di cui al D.Lgs 6/2003 il modello della società a responsabilità limitata, per la prima volta nel nostro ordinamento, è disciplinato in maniera autonoma, essendosi provveduto a dettarne un'apposita disciplina, nella quale i rinvii sono limitati e puntuali M. jr. Stella Richter, Società riforma delle , I profili sostanziali, in Enc. giur., 2 . Ciò premesso, la sentenza in esame attiene l'interpretazione della disposizione ante riforma in materia di convocazione dell'assemblea di una Srl. Al riguardo, l'articolo 2486 Cc richiama numerose norme della società per azioni, tra cui quelle relative al luogo di convocazione, alla distinzione tra assemblea ordinaria e straordinaria, alla nullità ed all'invalidità delle deliberazioni assembleari. In particolare, secondo l'articolo 2363 Cc, l'assemblea della Spa - e, quindi, della Srl - deve essere convocata nella sede della società, salvo che l'atto costitutivo disponga diversamente. Il testo della norma nulla aggiunge è compito dell'ermeneutica, pertanto, risolvere alcune problematiche di ordine pratico sorte in materia. L'ARTICOLO 2363 CC LA DOTTRINA E LA GIURISPRUDENZA Innanzitutto, per sede si intende la località dove risiede la società non necessariamente i suoi uffici che, per la loro ristrettezza, potrebbero essere eventualmente inidonei. Secondo la logica, infatti, non si può pretendere che la società si doti di ambienti materialmente strutturati in maniera tale da consentire lo svolgimento della riunione assembleare. Di conseguenza, la previsione di cui all'articolo de quo finisce con l'attribuire agli amministratori una certa discrezionalità nell'individuazione di tali luoghi, potere che, però, non può sfociare nel mero arbitrio. Ciò in quanto, considerato che nell'assemblea si riuniscono i soci al fine di manifestare la volontà sociale, è in tal sede che deve potersi esprimere il potere di intervento dei singoli partecipanti. Il potere di scelta degli amministratori, in altri termini, influendo sull'esercizio dei diritti connessi allo status di socio, specialmente dei diritti delle eventuali minoranze, deve attenersi a determinati criteri oggettivi, predeterminati dalla dottrina e dalla giurisprudenza. Secondo la tesi meno restrittiva, quando l'atto costitutivo rimette al consiglio di amministrazione la determinazione del luogo dove convocare l'assemblea come talvolta dispongono gli statuti , la deliberazione relativa deve essere obbiettivamente giustificata dalla situazione concreta, in base ad un arbitrium boni viri Ferrara jr.-Corsi, Gli imprenditori e le società, Milano, 1994, 507 . La giurisprudenza, invece, in diverse occasioni ha affermato che gli amministratori non possono determinare liberamente il luogo di convocazione il luogo diverso indicato nello statuto deve essere compreso in un territorio il cui accesso non provochi agli stessi soci costi o difficoltà maggiori, pena il vizio della deliberazione Tribunale Genova 11 luglio 1987 Corte d'appello Napoli 27 marzo 1996 . L'unico elemento che appare incontroverso attiene la possibile diversità tra sede dell'assemblea e stabili utilizzati usualmente dalla società, a patto, però, che il diverso luogo individuato sia nello stesso comune ove ha sede la società Di Sabato, Manuale delle società, Torino, 1995, 379 . Il legislatore della riforma ha recepito quest'ultima indicazione, prevedendo espressamente che l'assemblea venga convocata nel comune dove ha sede la società. In correlazione a ciò, con riguardo al contenuto dell'atto costitutivo, il nuovo testo dell'articolo 2328, II, n. 2, Cc, non si riferisce più alla sede della società, bensì al comune della sede principale e delle sedi secondarie. LE EVENTUALI MODIFICHE STATUTARIE. IL REGIME DEI VIZI DELLA CONVOCAZIONE Secondo il vecchio testo normativo, nell'atto costitutivo della Spa o Srl è possibile prevedere la deroga alla sede di convocazione prevista nel codice civile a seguito della riforma, invece, tale deroga deve essere inserita nello statuto. Anche nel regime vigente, però, nulla è previsto in merito ai criteri che devono orientare la scelta dei luoghi di svolgimento dell'assemblea. Conservano la loro validità, pertanto, le indicazioni, precedenti alla riforma, fornite in merito alla problematica dell'eventuale svolgimento dell'assemblea in uno stato estero. In particolare, in dottrina è stato formulato il criterio della ragionevolezza, come utile riferimento per valutare se la riunione possa svolgersi all'estero oppure in Italia e, in quest'ultimo caso, a che distanza dalla sede legale della società Meloncelli in La riforma delle società, a cura di Sandulli-Santoro, Torino, 2003, 250 . Più controversa la posizione della giurisprudenza, che inizialmente si è orientata sulla negativa, ritenendo nulla la clausola che indicava il luogo di svolgimento dell'assemblea all'estero Corte d'appello Milano 7 agosto 1959 . In alcune occasioni si è affermato che la convocazione all'estero è consentita solo nell'ipotesi di società costituita all'estero con sede nel territorio dello stato e di società costituita in Italia, ma con attività all'estero Corte d'appello Milano 21 febbraio 1975 . Successivamente, invece, si è affermato che l'assemblea può essere convocata anche all'estero, se gli stati esteri sono specificamente indicati nella clausola statutaria Corte d'appello Milano 8 maggio 1984 . Una volta individuato il luogo, quest'ultimo deve essere indicato nell'avviso di convocazione, al fine di permettere ai soci di potervi partecipare, pena l'invalidità della deliberazione. Sul punto, dubbi sono sorti con riguardo alla corretta qualificazione del vizio scaturente dalla mancanza o dalla irregolarità della convocazione dell'assemblea, ovvero se far ricadere l'ipotesi nella categoria patologica della inesistenza, della nullità o della annullabilità, con rilevanti divergenze della disciplina sanzionatoria in concreto applicabile. Ad esempio, secondo la Suprema corte si può parlare di delibera inesistente nei casi di omessa o irregolare convocazione di tutti i soci e di mancata adunanza degli stessi Cassazione 835/1995 . In conformità a ciò, in passato i giudici di merito hanno rifiutato l'omologazione di una delibera dell'assemblea straordinaria di una società cooperativa riunitasi in luogo diverso rispetto quello indicato nell'avviso di convocazione tribunale Venezia 13 gennaio 1995 . In altre occasioni, invece, si è parlato di annullabilità della delibera, in particolare quando la convocazione dell'assemblea sia stata deliberata solo da alcuni membri del consiglio di amministrazione tribunale Napoli 18 novembre 1996 tribunale Ascoli Piceno 21 ottobre 1992 . CONCLUSIONI La prima sezione civile della Cassazione chiarisce che il luogo di convocazione dell'assemblea può anche non identificarsi con la sede legale della società, senza, però, travalicare i confini territoriali del comune di appartenenza. Tale affermazione si pone in linea con l'interpretazione tradizionale ora adottata nel nuovo testo normativo , che non si ferma al dato strettamente letterale dell'articolo 2363 Cc, proponendo una lettura che contempera esigenze contrapposte da un lato, l'interesse delle minoranze a partecipare, senza eccessivi oneri e difficoltà, all'assemblea, luogo deputato all'intervento e alla manifestazione del voto dei soci dall'altro lato, la necessità di attribuire agli amministratori la facoltà di individuare luoghi idonei, sotto il profilo logistico, all'ordinato e proficuo svolgimento della riunione. Facoltà quest'ultima che, si osservi, non deve sfociare nell'esercizio di un potere del tutto discrezionale, poiché svincolato da criteri predeterminati come nel caso censurato dalla decisione in commento, in cui gli amministratori, in assenza di specifiche disposizioni statutarie, avevano deciso di svolgere l'assemblea in un comune limitrofo a quello della sede dell'ente. Infine, i giudici di legittimità prendono posizione anche sul profilo del vizio inficiante la delibera, optando per la tesi che ritiene sussistente il vizio dell'annullabilità, in conformità con l'orientamento meno rigoroso già maturato in giurisprudenza. *Magistrato