Il Gps che segnala l'autovelox è lecito ma l'anti-radar è ancora tabù

Proliferano gli integratori di cartografia a caro prezzo che avvisano sulla localizzazione degli impianti di controllo anche se spenti. Ma restano vietati tutti i sistemi in grado di rilevare anche i telelaser e gli apparati mobili o trasportabili

Con una campagna, sostenuta in maniera a dir poco leggera anche dai media, stanno proliferando i software integrativi anti-autovelox per i navigatori Gps veicolari, quei simpatici apparecchi che guidano il conducente attraverso una cartografia sulla quale viene visualizzata la propria posizione, suggerendo costantemente la direzione da prendere rispetto alla destinazione prefissata. I nuovi prodotti, basati su una serie di rilevamenti delle posizioni degli strumenti di controllo e sul puntuale aggiornamento di questi elenchi , si integrano nella cartografia nello stesso modo in cui già molte altre segnalazioni fanno parte dei programmi di base dei navigatori, tipo le stazioni di servizio, gli alberghi o altre cose che possono risultare utili all'automobilista. In pratica quando ci si avvicina ad un autovelox fisso - le cui posizioni non sono segrete, c'è chi le pubblica su Internet e chi anche su riviste specializzate del settore auto - il navigatore avvisa tale presenza. Tuttavia il sistema, in realtà, segnala che ci si sta avvicinando ad una colonnina di controllo ma non è ovviamente in grado di segnalare se quell'apparecchio è in funzione oppure no. Si tratta, quindi, di una semplice alternativa - per quanto dotata di segnalazione automatica - all'ipotesi di annotarsi su una normalissima carta stradale i punti critici dove si può essere pizzicati in caso di velocità eccessiva. L'arrivo dell'avvisatore via navigatore è una novità solo per l'Italia. Con lo stesso criterio, da alcuni anni, esistono in altri Paesi europei appositi software di aggiornamento per i navigatori automobilistici che segnalano anche i tratti in cui vengono fissati limiti di velocità particolari o altre situazioni che richiedono maggior attenzione dalle strade a carreggiata ridotta all'attraversamento di centri abitati, persino la presenza di scuole o le limitazioni al rumore imposte una serie di arricchimenti della cartografia elettronica certamente utili ma, proprio perché soggetti ad aggiornamenti periodici, piuttosto dispendiosi rispetto all'effettivo utilizzo. Il sistema che si sta diffondendo in Italia, erroneamente chiamato anti-autovelox i produttori si guardano bene dall'usare questo termine , esiste in più versioni e può adattarsi alla piattaforma di cui l'utente dispone, si tratti di un classico navigatore per auto o di un palmare accessoriato o, infine, di un telefono cellulare predisposto, con Gps integrato o meno. Dal punto di vista legale questi tipi di avvisatori sono del tutto legittimi in quanto non invasivi non creano alcun disturbo agli apparecchi di rilevamento risultando del tutto passivi nei loro confronti, così come nessuno potrebbe contestare il fatto di segnarsi gli impianti sull'atlante stradale cartaceo. L'utilità, come si è detto, è del tutto soggettiva, in quanto se la colonnina non è in funzione l'avviso risulta di fatto un falso allarme. Vero è che, comunque, si ottiene con il loro utilizzo un invito puntuale a una maggior prudenza di guida e quindi un contributo alla prevenzione degli eccessi di velocità. Un contributo assai più incisivo - se ci si curasse davvero di prevenzione e non solo di rimpinguare le casse dei comuni con l'autovelox selvaggio - potrebbe venire dall'utilizzo dei veri sistemi anti-autovelox, naturalmente limitando la loro legittimità a quelli sostanzialmente passivi o comunque non in grado di interferire con gli apparecchi in dotazione agli agenti che effettuano i controlli. I rilevatori di autovelox, genericamente chiamati Avx, sono stati legalmente venduti in Italia per un lungo periodo di tempo fino al 1999 incassando peraltro anche una sentenza che ne dichiarava la non illegittimità. Tutto è cambiato dall'anno successivo vedere Nota a fine testo con il divieto relativo che investe produzione, commercializzazione e utilizzo. Non risulta invece perseguibile il loro possesso tant'è che in molti Stati europei sono consentiti e dunque un automobilista italiano che si reca spesso in uno di quei Paesi potrebbe legittimamente possederne un esemplare. Né può dirsi facile l'effettiva contestabilità dell'utilizzo dubbi che si pongono gli stessi operatori addetti ai controlli facendone esplicita menzione in alcuni Forum su Internet è sufficiente una ricerca in Rete per rendersene conto , circostanza infatti assolutamente improbabile da dimostrare quando si tratta di apparecchi privi di emissioni. Occorre tuttavia precisare che - reperibilità e legalità o meno di tali sistemi - non esiste la possibilità di sfuggire al cento per cento degli apparecchi ideati per castigare chi ha il piede troppo pesante. In primo luogo non sono rilevabili gli autovelox basati su fotocellule a meno che non si tratti di modelli dotati di ponte radio e quelli che effettuano i calcoli sulla scorta di riprese televisive non generando emissioni, infatti, non è possibile ascoltarli in anticipo. Per quanto riguarda i telelaser bisogna poi tener conto che l'unico sistema che li rivela è in grado di accorgersi del puntamento da parte dell'agente incaricato solo quando questi ha già fatto partire la telemisurazione l'allarme dell'anti-telelaser obbligherebbe l'automobilista ad una frenata molto brusca e probabilmente più pericolosa della contravvenzione in arrivo, in quanto occorrerebbe ridurre la velocità a livello non contestabile nel minimo spazio di tempo tra rilevamento anti-telelaser e fine della misurazione da parte del telelaser si tratta di pochi decimi di secondo e quindi per chi utilizza tali avvisatori c'è poco da fare, tranne l'ipotesi improbabile di poter svoltare in una strada prima di arrivare alla pattuglia che sta effettuando il rilevamento. L'unica arma contro il telelaser è un sistema, ce ne sono parecchi, di accecamento dell'apparato di rilevamento si tratta di impianti piuttosto semplici, basati su led emettitori che sparano un flash infrarosso, nella banda adeguata, impedendo allo strumento di misura di effettuare la misurazione posto che si tratta di strumenti illegali in Italia, il loro eventuale utilizzo potrebbe anche essere perseguito penalmente, ad esempio ipotizzando l'interruzione di pubblico servizio. Tutt'altra musica, invece, per gli altri tipi di anti-autovelox comunque vietati, giova ripeterlo che sono perfettamente in grado di rilevare, in tempo utile ossia ad una distanza ragionevole per adeguare la velocità, tutti i tipi di autovelox basati su emissioni di onde radar in varie frequenze altrettanto rilevabili sono anche le emissioni di comunicazione tra gli autovelox a fotocellule collegati in ponte radio con una seconda pattuglia di controllo nei casi in cui è stata predisposta la contestazione immediata della violazione . In entrambe le tipologie gli avvisatori funzionano regolarmente. Peccato che siano illegali e che, al contrario che in altri Paesi negli Stati Uniti, per dire, sono legittimi anche gli accecatori dei telelaser , la prevenzione italiana contro gli eccessi di velocità debba correlarsi - evidentemente - alla sete di fondi da parte degli innumerevoli comuni che da tali contestazioni ricevono annualmente cospicue integrazioni ai loro bilanci. m.c.m. Nota 1 Articolo 31 Legge 472 del 07/12/1999 in vigore dal 01/01/2000 - Modifiche all'articolo 45 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 Codice della Strada 1. All'articolo 45 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, dopo il comma 9 sono aggiunti i seguenti 9bis. É vietata la produzione, la commercializzazione e l'uso di dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento di cui all'articolo 142, comma 6, utilizzate dagli organi di polizia stradale per il controllo delle violazioni. 9ter. Chiunque produce, commercializza o utilizza i dispositivi di cui al comma 9- bis é soggetto, ove il fatto non costituisca reato, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 687,75 a Euro 2.754,15 da lire 1.212.000 a lire 4.848.000 . Alla violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca della cosa oggetto della violazione secondo le norme del Capo I, Sezione II, del Titolo VI.