In arrivo un tetto massimo per le tariffe (finora poco chiare) dei ""nuovi 12""

Il provvedimento, a conclusione di un'indagine durata due mesi, mira a offrire garanzie agli utenti nella giungla tariffaria spesso indecifrabile scaturita dalla liberalizzazione dei servizi che forniscono i numeri degli abbonati

L'Authority smentisce con una scarna nota di quattro righe, ma ormai è praticamente certo per i nuovi 12 i servizi che forniscono informazioni, più o meno ampie, sulla base dell'elenco generale degli abbonati al telefono arriva un nuovo tetto invalicabile per le tariffe. Salvo variazioni dell'ultima ora, l'addebito massimo dovrebbe essere situato a 1,20 euro al minuto e resterebbe lecito il conteggio di uno scatto alla risposta di trenta centesimi di euro, in linea, almeno quest' ultimo, con i limiti già indicati nel 2004. I limiti alle tariffe praticabili dai vari operatori attivi in tale tipologia di servizio si riferiscono, comunque, alle sole chiamate effettuate da In pratica il provvedimento che l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sta per adottare formalmente concretizzerebbe una diminuzione della tariffa massima per minuto del venti per cento, un risultato fortemente auspicato dalle associazioni di tutela dei consumatori che da parecchi mesi puntano il dito contro la deregulation selvaggia che ha investito il settore degli eredi del servizio 12 , come si chiamava quello dell'operatore unico. D'altra parte dopo lo sblocco dell'esclusiva, in precedenza detenuta da Telecom quale successore di Sip , nello specifico comparto delle informazioni relative agli abbonati sono scese in campo oltre quindici società anche straniere. Per conquistare un segmento di mercato particolarmente interessante hanno creato ben diciannove numeri , ognuno con peculiarità in apparenza differenti l'apporto di un differente valore aggiunto, almeno secondo le promesse degli operatori ma in realtà tutti riconducibili ad una consultazione, più o meno rapida, più o meno intelligente , dei database disponibili nei quali sono raccolti i dati - ove non protetti per esplicita richiesta dei soggetti interessati - degli abbonati ai servizi di telefonia fissa. A caratterizzare, tuttavia, questa notevole offerta giunta all'improvviso sul mercato sono stati in particolare due fattori da un lato il susseguirsi di campagne pubblicitarie televisive particolarmente martellanti, dall'altro una complessità tariffaria in grado di disorientare l'utente medio. Complessità a parte, le associazioni di tutela dei consumatori erano insorte quasi subito non solo per denunciare la scarsa trasparenza delle tariffe - e quindi la loro comprensione da parte degli utenti - ma anche la loro relativa esosità. Campionature effettuate con criteri omogenei stesso tipo di informazione richiesta, identico tipo di formulazione della domanda, peraltro elementare, eccetera erano giunte a conclusioni a dir poco inquietanti una chiamata della durata di circa cinque minuti poteva costare quasi dieci euro, una cifra obiettivamente elevata e tale, al di là di ogni considerazione sulla libertà di mercato, da rendere necessaria una corretta informativa agli utenti. Le organizzazioni che avevano realizzato i test Vedere anche nella sezione Arretrati nell'edizione del 7 settembre 2005 rilevavano, tra l'altro, come le disparità di prezzo si riferissero ad un identico risultato e, soprattutto, come le stesse informazioni, nella maggioranza dei casi, fossero reperibili via Internet al solo costo del collegamento alla Rete. A queste critiche alcuni gestori dei servizi, in particolare quello più incisivo in termini di spot pubblicitari - testimonial i due ballerini con i baffi, in tuta rossa - avevano ribattuto confermando di praticare un'offerta perfettamente in linea con i limiti definiti dall'Authority cioè entro allora il tetto massimo di 1,5 euro per minuto di conversazione, fatta salva la possibilità da parte dell'operatore di addebitare uno scatto alla risposta di trenta centesimi di euro. Successivamente al nuovo intervento dell'Agcom, la giungla tariffaria ha subìto un primo autonomo sfoltimento ad opera delle singole società di gestione, nell'intento di aderire alle numerose richieste di trasparenza. Ora, secondo notizie filtrate dalla stessa Authority e da questa smentite in relazione all'imminenza di una deliberazione, non alla circostanza che essa sia in fase di determinazione ed apparse sulla stampa, sarebbe pronto uno sconto forzato del venti per cento sulla tariffa massima praticabile. Un provvedimento che quasi certamente vedrà la luce entro il mese in corso. m.c.m.