Violenza sessuale tra i reati contro la vita. E castrazione chimica per i pedofili

Sono le due novità, tanto provocatorie la seconda quanto annunciate, che la Lega ha messo nero su bianco in una proposta di legge presentata ieri

La cronaca riscalda gli animi e la politica, almeno in parte, se ne fa interprete amplificando posizioni apparentemente contrapposte, quelle intolleranti e quelle garantiste . Così quella che appena tre giorni fa era stata bollata come proposta provocatoria da parte del ministro Calderoli Riforme, Lega , diventa un atto concreto una proposta di legge presentata ieri, prima firmataria Carolina Lussana, capogruppo della Lega in commissione Giustizia. Destinata a un giro di vite sostanziale in materia di perseguimento dei reati a sfondo sessuale. Riferendosi ai fatti degli ultimi giorni ieri sono stati diffusi gli identikit dei tre stupratori di Milano , il capogruppo del Carroccio alla Camera, Andrea Gibelli, ha sostenuto che la proposta attuale rappresenta una risposta alle richieste dei cittadini esasperati ma è anche un messaggio al Palazzo, dove in quarantotto ore abbiamo notato un atteggiamento poco costruttivo rispetto alla nostra idea nonostante di alternativo non ci sia granchè . Ma, in attesa del testo depositato, ecco in estrema sintesi quali sono le novità che si vorrebbero introdurre. La prima lo spostamento , nel codice penale, dei reati a sfondo sessuale tra i delitti contro la vita e l'incolumità intellettuale, al pari dell'omicidio Secondo Gibelli lo stupro è un vero e proprio omicidio psicologico e come tale va sanzionato . Uno spostamento che, secondo Carolina Lussana, costituirebbe una importante rivoluzione culturale anche nella percezione comune di questo tipo di reati. Alla diversa collocazione corrisponderebbe anche un inasprimento delle pene per la violenza sessuale fino a 12 anni di reclusione, incrementabili di 2 se la vittima ha meno di sedici anni e di ulteriori 2 se la vittima ha meno di dieci anni inoltre la previsione dell'obbligo di arresto in flagranza di reato e un regime particolarmente attento per quanto riguarda le eventuali possibilità di permessi-premio per i detenuti condannati per tale reato. Il piatto forte , per così dire, è la questione della cosiddetta castrazione chimica che, per quanto appaia provocatoria, è prevista nell'ordinamento di parecchi Paesi, con garanzie ampie legate, in primo luogo, al consenso dei soggetti destinatari del trattamento che nella proposta di legge della Lega viene più tecnicamente definito trattamento farmacologico di blocco androgenico totale . Nella proposta dovrebbe essere applicato per i recidivi e per chi compie reati di violenza sessuale di gruppo o su minori. Infine, appunto sull'onda delle cronache, la pena accessoria dell'espulsione dal territorio nazionale nel caso in cui l'autore delle violenze non sia un cittadino italiano. m.c.