Bollette: le spese non contabilizzate tempestivamente non possono essere addebitate. Le prescrizioni nei contratti di utenza telefonica

di Giulia Milizia

di Giulia Milizia Alcuni gestori inviano, una tantum, bollette che riportano conguagli, talvolta esosi, relativi a servizi non fatturati in precedenza. Spesso tali importi non sono dovuti. Alcuni utenti lamentano un incremento degli importi di oltre euro 200,00 al mese ed in alcuni casi anche di euro 500,00 v. ex multis forum di ADUC e di Adusbef relativi a servizi mai richiesti e chiamate mai effettuate. Nel caso, poi, di indebita attivazione di servizi adsl, tali cifre possono essere pari a qualche migliaio di euro. Si aggiungano tutte le spese non richieste e non prospettate al momento della sottoscrizione del contratto di abbonamento adsl, oppure relative alle numerazioni 484 , per lo più concernenti abbonamenti nella maggior parte dei casi non prospettati correttamente, per quanto riguarda le modalità di attuazione e rescissione del contratto a loghi, wallpaper, suonerie e similia attivabili, da qualche tempo, anche da telefono fisso. Si considerino anche le spese relative all'eventuale cambio di gestore telefonico etc. fatturate, in molti casi, a distanza di diversi mesi dall'effettiva presunta data di fruizione del servizio. Queste spese non sono dovute. NATURA GIURIDICA DEL CONTRATTO DI UTENZA TELEFONICA E NULLITÀ DELLE CLAUSOLE VESSATORIE Il contratto di utenza telefonica è un contratto atipico, per lo più assimilabile ad un contratto di somministrazione, in quanto viene fornito, a fronte di un corrispettivo canone e spese aCcessorie , in modo continuativo un bene immateriale e complesso la possibilità di far viaggiare la voce e comunicare con terze persone v. ex multis Cassazione civ. numero /58, CDA Venezia14/10/55, CDA MI 29/03/74 . Deve essere necessariamente in forma scritta ad probationem ed ad substantiam e basato su formulari predefiniti, cui l'utente aderisce ex articoli 1332 ss e 1342 Cc contratto di adesione e/o mediante formulari predefiniti . Proprio per questo motivo l'utente si trova in posizione di svantaggio squilibrio del sinallagma , in quanto non è nella possibilità di discutere ed approvare le singole clausole, ma è costretto ad aderire al contratto nella sua interezza. In tal modo, cioè, non è in grado di difendersi da clausole che possono essere formulate a suo danno, le c.d. clausole vessatorie, per le quali la dottrina e la nuova giurisprudenza recente e costante prevedono la nullità delle stesse. Si precisi, ad integrandum, che nel caso in cui le singole clausole, seppur vessatorie, fossero discusse ed approvate dai contraenti sarebbero perfettamente valide. Inoltre quello in specie è un tipico contratto del consumatore, ergo si applica tutta la normativa speciale e generale in materia, in primis quella codicistica ex articoli 1469bis ss Cc. Nel nostro caso ci interessano il II, III comma nn. 1-13 e 16-18 dell'articolo 1469bis, poiché bisogna tenere nel dovuto conto che il contratto di utilizzazione di servizi telefonici è sottoposto alla disciplina di cui all'articolo 1469bis Cc nel caso ai nn. 2, 4, 15, 16 del comma 3 e nonostante sia regolato da provvedimenti autoritativi, esso è sottoposto, nelle sue condizioni generali di contratto, ad un controllo di validità ai sensi dell'articolo 1341 comma 2 Cc, in quanto l'operatore telefonico ha un rapporto di diritto privato con l'utente. Anche se il regolamento relativo al contratto di utilizzazione di servizi telefonici è sottoposto ad approvazione amministrativa del ministero delle Telecomunicazioni, non è escluso comunque il controllo del giudice ordinario sul rispetto del principio di parità di trattamento da parte del monopolista. L'utente è infatti titolare di un diritto soggettivo perfetto alla parità di trattamento sostanziale, per cui la violazione della norma codicistica che impone la parità di trattamento produce, sul piano privatistico, la nullità della clausola contrattuale con essa contrastante. In particolare, il contratto di utenza telefonica è inquadrato nello schema giuridico del contratto di somministrazione per adesione. Le clausole che consentono all'ente gestore la sospensione del servizio od il recesso dal contratto sono individuabili nell'articolo 1469bis Cc'' Quadrelli Natura giuridica delle bollette telefoniche e prescrizione in www.diritto.it luglio 2001 . Nel caso in specie però, di grande interesse, come si diceva sopra, è l'articolo 1469ter, soprattutto il V comma, in cui per l'appunto si afferma che nel contratto predisposto per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, incombe sul professionista l'onere di provare che le clausole, o gli elementi di clausola, malgrado siano dal medesimo unilateralmente predisposti siano stati oggetto di specifica trattativa con il consumatore . È chiaro che questa per il gestore è una probatio diabolica, poiché il consumatore è sempre posto di fronte al fatto compiuto non avendo mai la possibilità di controbattere. In limine si noti un comportamento scorretto da parte di alcuni gestori e la nullità dei contratti conclusi verbalmente. Infatti da un po' di tempo molti utenti ricevono una telefonata da parte di una società di telefonia, pressoché sconosciuta e nuova sul mercato, che, attraverso un disco preregistrato, invita l'utente a digitare un tasto per avere ulteriori informazioni sul servizio offerto, sì che il consumatore, suo malgrado, si trova abbonato a questo gestore con tutte le conseguenze ed aggravio di spese che comporta. In alcuni casi ciò avviene automaticamente trascorsi pochi istanti dall'inizio del messaggio. Molti utenti lamentano di essersi trovati abbonati ad altri gestori senza che ne abbiano fatto richiesta o siano stati contattati preventivamente in alcun modo dagli stessi, dovendo sopportare gli ovvi disagi interruzione del servizio erogato dal precedente gestore, pagamento di fantomatici arretrati e/o doppio canone. Allo stato, malgrado la nuova legge sulla privacy e sulla compilazione degli elenchi telefonici, ancora troppi gestori, di nuova generazione e non, continuano a contattare i singoli cittadini, senza permesso, talvolta attivando loro sponte, abbonamenti non richiesti. Un altro comportamento dovrebbe mettere in preallarme l'utente alcuni operatori di call center lo contattano o lo hanno contattato offrendogli questo o quel servizio, prospettandogli questa o quell'offerta, ma in genere l'affare proposto non è mai promettente come viene presentato, il servizio è attivato automaticamente e il consumatore rischia, contra se, di dover sopportare oneri eCcessivi. Tutti questi inconvenienti, però, dovrebbero essere eliminati o, quanto meno, sanzionati con l'entrata in vigore del nuovo regolamento ad hoc del 23 febbraio 2006 emesso dal garante per la privacy. Si pensi a quei consumatori che, loro malgrado e spesso senza averne fatta richiesta alcuna, si sono visti recapitare a casa kit per l'adsl, videotelefoni ed addebitare in bolletta i più fantasiosi abbonamenti. Spesso l'invio di questo materiale è preceduto da una lettera del gestore in cui si afferma che l'utente ha aderito al servizio X, anche se, ovviamente, da parte sua non è stato sottoscritto alcunché. Da quel momento in poi il consumatore si ritrova a pagare quell'abbonamento non richiesto con le ovvie conseguenze facilmente immaginabili. In questi casi è bene rispedire tempestivamente al gestore il kit o similia con lettera raCcomandata a/r, avendo cura di farsi una copia conforme all'originale, esplicando che nessuno lo aveva richiesto sì da non pagare spese aggiuntive. Il gestore è obbligato a riprenderlo. Non rari i casi di consumatori che hanno ricevuto il kit per l'adsl, a dire del gestore gratis e/o in prova, senza averne fatta richiesta alcuna, ma, dopo aver invano cercato di restituirlo, si sono visti addebitare in bolletta canoni decisamente esosi, in alcuni casi, come si diceva sopra, anche per migliaia di euro. Altro problema legato all'adsl è la dicitura pagamento una tantum di un canone pari ad euro xx. Questa dicitura, infatti, è quanto mai contestabile, violando, a mio modesto avviso, gli obblighi di trasparenza e chiarezza del contratto perché non esplica che, superate un tot ore di navigazione e/o tot bytes scambiati e/o scaricati, il costo del servizio subisce delle variazioni e degli incrementi rilevanti soprattutto non viene detto a che scadenza temporale si riferisca l'una tantum, cioè se ad ogni anno od ogni tot mesi e similia. Fatto questo necessario excursus illustrativo, si noti che questi contratti verbali per essere validi devono seguire alcune regole, che trovano il loro fondamento principalmente nella normativa codicistica. In primis l'operatore deve fornire correttamente il suo nome, il nome della società per cui o per conto della quale opera e tutte le altre informazioni utili per porre il consumatore in grado di poter stipulare, con cognizione, il contratto de quo. Inoltre deve fornire il nome del responsabile dell'operazione commerciale e/o della società rappresentata, nonché mettere il consumatore in contatto con lo stesso/a, in forza dei principi di correttezza, trasparenza e buona fede contrattuale. In questi casi è buona regola, prima di aCcettare qualsiasi cosa, fare un controllo incrociato col gestore stesso, perché molte volte chiamano dei soggetti, che asseritamente lavorano o fanno campagna d'adesione per la società Y, ma che in realtà sono estranei, in tutti i sensi, alla stessa. Infatti i grandi gestori, dovendo amministrare un numero considerevole di clienti, appaltano a società terze, satelliti, tutte le operazioni di merchandising e pubblicitarie varie. L'operatore proponente, poi dal canto suo, deve aCcertarsi dell'identità del suo interlocutore e se lo stesso sia l'intestatario dell'utenza, pena la nullità del contratto ed un eventuale risarcimento danni in caso di azione giudiziale. Una volta concluso verbalmente il contratto, il gestore deve mandarne una copia, per la sottoscrizione, da firmare all'utente se ciò non avviene il contratto è nullo, perché se è vero che il contenuto del contratto de quo è predeterminato per legge, secondo uno schema al quale l'utente rimane libero di aderire senza poterlo modificare ex plurimis Cassazione 5613/78 , è anche vero che lo stesso è sottoposto alla relativa normativa codicistica, ergo deve rispettare quanto sancito per la forma e validità dei contratti . Per la giurisprudenza costante il contratto di telefonia è un contratto di adesione privata, relativo ad un servizio pubblico essenziale, regolato da norme speciali -che prevedono il sistema delle tariffe a contatore per la contabilizzazione del trafficoe norme regolamentari -che prevedono le regole della contabilizzazione a contatore centrale v. ex multis Cassazione civile, Sezione seconda, 1741/02, Cassazione civile, 10313/04 . In limine, per completezza d'informazione, può essere anche considerato come un contratto di noleggio ed un'obbligazione di manutenzione, intesa nel senso più lato dell'aCcezione. Infatti una delle voci dello stesso è nolo apparecchio e manutenzione su quest'ultima ho forti dubbi che debba essere addebitata al consumatore, per i motivi facilmente ravvisabili , tanto è vero che alcuni utenti hanno lamentato che, malgrado avessero restituito l'appareCchio al gestore o non ne facessero più uso dandogli debita comunicazione di ciò, quest'ultimo continuasse ad addebitare loro l'importo di euro 3,00 per tale voce. In questi casi valgono i consigli sopra forniti e, qualora non si risolvesse bonariamente tramite il n. verde, l'utente deve segnalare questo comportamento all'apposito garante. OBBLIGO DI TRASPARENZA E CHIAREZZA Anche per i contratti di telefonia vige in capo ai gestori l'obbligo di trasparenza e correttezza ex articolo 3 delibera 36/02/cons d'ora in poi più semplicemente Carta dei servizi . Tale trasparenza è da intendersi non solo nella formulazione delle varie clausole del contratto, ma anche nella tariffazione, nella contabilizzazione delle spese e nell'avvertire tempestivamente l'utente in caso di consumi abnormi. Per quanto riguarda la trasparenza delle tariffe, prima ancora dell'attuazione della carta dei servizi, era stata emessa una delibera, la 36/00/cons in G.U.numero /00 v.tabella sottostante , relativa alla variazione delle condizioni di offerta dei servizi di telefonia non inseriti nei meCcanismi di price cap, in cui venivano fissate le varie tariffe Telecom per alcuni servizi e per l'effettuazione di telefonate urbane ed interurbane. Tabella 1 - Contributi spese di riattivazione impianto e altre prestazioni TIPO DI PRESTAZIONE PREZZO IN LIRE a. Riattivazione di impianto sospeso a richiesta dell'utente o a causa di morosità. 7.000 b. Invio di avviso telefonico destinato a prefissare una comunicazione con persona non abbonata. 2.500, come per il traffico da operatore, e 4.000 lire come tassa di recapito dell'avviso. c. Commissione telefonica ordinaria 2.500 per commissione. d. Documentazione a richiesta del traffico interdistrettuale e internazionale. gratuito, nell'ambito del nuovo servizio di documentazione integrale delle comunicazioni fatturate. Per i clienti già abbonati al servizio DOCADD a pagamento è prevista la migrazione automatica alle nuove condizioni. Nel caso in specie la Telecom è tenuta ad osservare queste tariffe ed in caso di variazioni è obbligata ad avvisare, con largo anticipo, l'utenza pubblicizzandole ampiamente. Lo stesso discorso vale per gli altri gestori che hanno dovuto rendere pubbliche le tariffazioni applicate ai loro servizi, sempre in osservanza dell'obbligo di trasparenza. Talvolta, però, come si evince dalla cronaca e dalle lamentele degli utenti nei vari forum specifici, ciò non accade. Nella mia saltuaria esperienza di consulente di un'associazione di tutela dei consumatori mi sono capitati casi di utenti che per traslochi, cambi di numero, cambio, voluto o meno, di gestore, sospensione dell'utenza per vari motivi v. Dona Danno esistenziale da telefono muto. Il call center non risponde violati i diritti del consumatore. , pag.79, in D& G numero /03, ed.Giuffrè, hanno dovuto affrontare varie peripezie per vedersi riattivare la linea, ma soprattutto sopportare spese ingenti ben superiori alle lire 7.000 attuali 3,50 circa previste dalla tariffa legale. Spesso, infatti, alcuni gestori non chiedono alcun corrispettivo per il passaggio ad un nuovo operatore, ma le spese per la cessazione dell'attivazione dell'utenza e viceversa sono decisamente più esose di quelle previste dalle tariffe sopra esposte, quasi sempre pari a diverse decine ed, in alcuni casi, pari anche a qualche centinaia di euro. Ci sono stati casi, come emerge dai vari forum, in cui all'utente è arrivata una bolletta di conguaglio decisamente esosa, a causa di capitoli di spesa non chiari e/o non imputabili in alcun modo al fruitore. A questi casi si aggiungano quelli in cui il consumatore non ha riscontrato tutti i vantaggi vantati dalla pubblicità del servizio di qualche operatore, sempre per i soliti capitoli di spesa non meglio specificati al momento della stipula dell'abbonamento od ingiustamente addebitati. Questi disagi vengono aCcresciuti dal fatto che la Telecom non ha adempiuto all'obbligo di cedere il c.d. ultimo tratto agli altri gestori concorrenti, così come si evince da una recente condanna dell'Antitrust confermata anche in appello dal Consiglio di Stato sentenza 106/06 del 13 febbraio 2006 , e dal fatto che alcuni operatori, pur avendo registrato correttamente l'adesione dell'utente, non attivino la preselezione automatica. Tutto ciò comporta un rafforzamento del monopolio Telecom e che alcune telefonate, per mero errore, vengano registrate dai contatori di questo gestore, anziché da quelli concorrenti con ovvio incremento di spese per l'utente. In alcuni casi v. nel forum adusbef il post di guitarmen , come si diceva sopra, vi è confusione nella tariffazione delle telefonate e, cosa ancor più grave, il pagamento del doppio canone Telecom ed altro gestore . È da valutare l'effettiva convenienza degli abbonamenti canone zero dove zero vuol dire che non si paga il canone Telecom, ma un canone mensile al nuovo gestore , valendo in linea di massima quanto già detto per l'adsl. È chiaro che in tutti questi casi l'obbligo di trasparenza e chiarezza non è stato rispettato. In limine, per completezza d'informazione, si ricordi che di recente, copiando una moda americana e nordeuropea, si sta diffondendo la moda di telefonare tramite pc, moda che , secondo gli esperti, sarà destinata a soppiantare le odierne tradizionali forme di comunicazione telefonica. Questo tipo di telefonata è possibile solo se si ha un abbonamento adsl, configurato in modo particolare, tramite un adattatore ed offre il vantaggio di comunicare gratuitamente da pc a pc solo se l'altro ha eguale configurazione adsl . Non sempre, però, è ben esplicato che per le telefonate da pc a fisso o mobile si deve pagare una tariffa, che in alcuni casi è prossima a quella dei maggiori gestori, ergo il risparmio è relativo. Per completezza d'informazione bisogna evidenziare che tramite il Dm del 14 febbraio 2006 ed il regolamento datato 23 febbraio 2006 entrerà in vigore tra un mese il Ministro Landolfi, aCcogliendo le richieste di cui sopra, stabilito tetti fissi ai prezzi di alcuni servizi offerti dai gestori di telefonia euro 2,75 per i servizi per i minori barzellette, fiabe etc. euro 12,50 per le chiamate a maghi e fattuCchiere varie euro 1,20 per i servizi di televoto etc. Ha sancito anche l'obbligo di comunicare agli utenti la possibilità di avere un tetto fisso, per i servizi particolari, pari ad un abbonamento mensile di euro 50,00 o euro 100,00 v.anche Provvedimento generale dell'Autorità garante dei dati personali, datato 16 febbraio 2006 . Tali provvedimenti, di ampia portata perché relativi anche alla telefonia mobile, ad internet ed alla tv digitale, sono stati emanati per tutelare e garantire gli utenti, specialmente quelli particolarmente vulnerabili psichicamente che si ritrovano con bollette altissime, non sempre per cause dipendenti dalla loro volontà. Il settore dove, però, si nota una pressoché totale carenza di trasparenza è quello della fatturazione è spesso impossibile comprendere l'addebito di alcune voci v. ad es. spese di spedizione di fattura, che in realtà dovrebbero gravare sul gestore e non sul cittadino e quelle relative ai conguagli , perché concernenti spese di vario genere non fatturate nei tempi dovuti, ergo non opponibili all'utente. Infatti si ricordi che ogni maggiorazione di spesa, non debitamente motivata e preventivamente comunicata all'utente è in contrasto con quanto previsto dall'articolo 21 comma 8 del Dpr 633/72 legge Iva e, conseguentemente, costituisce violazione dell' obbligo di correttezza e buona fede sancito sia dall'articolo 1175 Cc sia dall'articolo 1 della legge 281/98 che prevede, tra i diritti dei consumatori, il diritto alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti ben e servizi . Trib. Paola del 26/06/05, GDP di CiCciano 1224/04 in www.iussit.it, nel caso in specie l'attore chiedeva la restituzione delle somme indebitamente percepite dal gestore per l'invio della bolletta/fattura al proprio domicilio . Si ricordi che il contratto di telefonia è pur sempre un contratto, ergo si applicano tutte le norme e vigono tutti gli obblighi propri di questa materia, in primis l'obbligo di comportarsi secondo buona fede. CONTABILIZZAZIONE SEPARATA DELLA GESTIONE La bolletta telefonica è a tutti gli effetti una fattura commerciale, cioè un atto unilaterale di mera natura contabile, attestante il credito maturato dal gestore nei confronti dell'utente Cassazione civile, Sezione seconda, 1741/02, 947/86 . Il fondamento della liberalizzazione dei servizi telefonici è l'agganciamento delle tariffe ai costi sopportati dai gestori, ex Libro Verde del 28 novembre 1987 v. amplius Amendola, Maglia Attività dell'autorità garante per la promozione e tutela della concorrenza nelle telecomunicazioni italiane , pagg. 267 ss, in Diritto dell'informazione e dell'informatica,1995, ed. Giuffrè , che trova la sua attuazione nella direttiva 92/44/Cee, imponente agli organismi di telecomunicazioni di adottare un sistema di contabilità adeguato e trasparente , approntando pure un idoneo sistema di calcolo dei costi. Tutto ciò è stato recepito dal Dpr 318/97, che all'articolo 8 sancisce, per i soggetti esercenti nelle telecomunicazioni esercenti reti pubbliche e servizi di telecomunicazioni aCcessibili al pubblico con un fatturato pari o superiore ad euro 38.734.268,00, in regime di monopolio od, in ogni caso, avente una notevole forza sul mercato interno ed, in alcuni casi, esterno , l'adozione di una contabilità industriale adeguata e dettagliata, in base anche al combinato disposto con gli articoli 4 punto 4 legge 249/97 e 9 del regolamento approvato con il citato Dpr 318/97 v. anche Libro Verde dell'ottobre 1994 Direttiva Cee 388/90 Provvedimenti AGCM nn 825/92 e 2206/94, in Boll.AGCM nnumero -33/94 e segnalazione 18/02/93 in Boll.AGCM 4/93 Tar Lazio numero /94 . In sostanza oCcorre fare una differenziazione dei costi diretti, sostenuti dal gestore, per l'installazione, il funzionamento e la commercializzazione delle reti pubbliche e dei servizi aCcessibili al pubblico, che spettano esclusivamente al gestore e dei costi comuni, in pratica quelle spese che non possono essere direttamente attribuite all'operatore telefonico es.consumo utenze, interconnessione etc. , individuate secondo rigidi criteri, cui, per ragioni narrative e per un ulteriore approfondimento, si preferisce rinviare ad altra sede Quadrelli, op. cit. nota 12 punti n.n1-6 e nota n. 13 . Spetta all'Antitrust vigilare sulla correttezza della gestione e delle offerte di servizi immessi sul mercato, con possibilità di intervenire in ogni momento per modificare, disciplinare e rendere più eque eventuali situazioni discriminatorie degli interessi dell'utente, sì da attuare una gestione rispettosa dei principi di correttezza, equità e trasparenza, più volte richiamati. In base a quanto sinora detto, il gestore prima deve contabilizzare i costi sostenuti, poi può fatturarli e, dopo, chiederli all'utente. Una volta contabilizzati questi devono essere richiesti immediatamente al consumatore, tenendo conto che, in caso di consumi anomali entro 30 gg dall'emissione della fattura, il gestore ha l'obbligo di comunicarli al fruitore, altrimenti non potrà più chiederli in pagamento per i principi sopra ricordati. MOROSITÀ DEL GESTORE, DELL'UTENTE E TUTELA CODICISTICA DEL CONSUMATORE Gli utenti hanno denunciato alle associazioni dei consumatori un comportamento sleale e grave di alcuni gestori, che li hanno messi in mora, senza preavvertirli in base a quanto previsto per legge. Come per tutti i contratti, anche per quello di telefonia/somministrazione di utenze vige il principio di cooperazione entrambi i soggetti devono collaborare per rendere possibile l'adempimento delle reciproche obbligazioni, così che l'utente dovrà saldare nei termini di legge le somme imputategli in modo corretto ed avrà, contestualmente, il diritto di aCcesso alla relativa documentazione in caso di contestazione delle spese ascrittegli. Dal canto suo il gestore dovrà inviare tutta la documentazione alla contabilizzazione e fatturazione, avendo cura di rispettare i principi di trasparenza, chiarezza e correttezza. L'esperienza ci insegna che in gran parte dei casi ciò non avviene. È chiaro che, anche in queste fattispecie, vale la disciplina codicistica della messa in mora. Infatti il gestore invia all'utente una diffida di pagamento messa in mora seguita, in molti casi, dalla sospensione arbitraria della linea prima dei termini di legge e, spesso, da cause legali con tutte le ovvie conseguenze per il consumatore. In alcune ipotesi si potrebbero ravvisare anche delle vere e proprie frodi commerciali ai danni dell'utente, messe a punto da ignoti. Si veda anche quanto affermato già dal presidente dell'Aduc, nella denuncia del 7 agosto 2004, Vincenzo Donvito in questi giorni, anche a utenti che avevano seguito questi consigli più di un anno fa, sta arrivando una lettera della Telecom in cui la stessa invita a comunicare se, in esito alle indagini svolte sulla base della denuncia presentata, l'autorità giudiziaria abbia disposto il rinvio a giudizio degli imputati per l'aCcertata frode. Come noto -dice questa letteraai sensi della normativa vigente gli atti con i quali l'autorità Giudiziaria procede al rinvio a giudizio, le vengono notificati in qualità di persona offesa del reato . Cosa succederà. Gli imputati di aCcertata frode come dice Telecom nella lettera di cui sopra sono nella maggior parte dei casi ignoti, oppure con domicili in località tipo Papuasia, isoletta/Stato dei Carabi o del Pacifico. E non ci risulta che lo status di ignoto nel frattempo sia cambiato per alcuno, oppure che la giustizia postale italiana sia arrivata in Papuasia, etc E quand'anche fosse arrivata, la richiesta di Telecom di informarsi sullo stato dei fatti e' solo fumo negli oCchi per aCcreditare il proprio presunto interessamento dalla parte dell'utente oltre ad una perdita di tempo per l'utente stesso, perche' se le indagini fossero terminate il denunciante ne avrebbe avuto notifica, e sulle indagini in corso non si possono avere informazioni. Questo vuol dire che la prossima comunicazione di Telecom a questi utenti sarà la richiesta del pagamento di quanto era stato decurtato, gravato ovviamente di interessi e more, pena il distaCco della linea in www.aduc.it . Da quanto sopra, emergono chiaramente due violazioni del gestore de quo quella dell'obbligo di correttezza, trasparenza e buona fede e quella della normativa ex articoli 1469bis ss e 1519 ss Cc ed è evidente che siamo di fronte ad un caso di mora credendi. Si analizzi solo quest'ultimo aspetto, poiché gli altri sono ovvi, in base a quanto sinora enunciato. Il gestore/creditore deve mettere in grado l'utente/debitore, ex articoli 1206 ss Cc, di adempiere alla propria obbligazione, collaborando col debitore per l'adempimento della sua, astenendosi da compiere atti che possano pregiudicare od impedire l'esecuzione della stessa ed/od evitando di rifiutarla senza giustificati motivi. Perciò il gestore dovrà avvertire, ex articoli 3 Carta dei servizi e 30 Condizioni di abbonamento, l'utente di eventuali consumi anomali, sì da poterlo mettere in grado di contestarli. A voler essere pignoli, quest'ultima norma ex articoli 1469 ss Cc può essere considerata una clausola vessatoria, dal momento che la tutela offerta al cliente è insufficiente ed il sinallagma è sbilanciato. Inoltre il creditore deve sempre agire con perizia e diligenza, con la conseguenza che non possono essere addebitate al consumatore spese per es. attinenti alla pubblicità del prodotto o spese di fatturazione che gravino esclusivamente su di lui. L'operatore, ex articoli 1174 ss Cc, deve agire con correttezza e porre il debitore in grado di capire i vari capitoli di spesa ascrittigli e di poter saldare il proprio debito. È pienamente giustificato, perciò, il rifiuto del debitore ad adempiere nei casi, come in quello in specie, in cui per la soddisfazione dell'interesse creditorio, serva una collaborazione preliminare del creditore e questa venga meno. Ad esempio è innegabile che attiene unicamente all'operatore la predisposizione e l'attivazione di procedura di contabilizzazione efficace, rientrando ciò sia in regole di comportamento standard di scopo del substrato di pertinenza esclusiva dello stesso operatore telefonico. La predisposizione della procedura di contabilizzazione attiene unicamente a questo soggetto e non all'utente, che non ha ne la capacità ne l'onere di diligenza né tecnico né giuridico di predisporlo. L'operatore telefonico non può opporre qualsivoglia problema organizzativo, perché tutto ciò è a suo esclusivo carico, in quanto rientrante nella sfera esclusiva c.d. substrato di pertinenza esclusiva del creditore Quadrelli, op.cit. In questi casi si ravvisa anche una violazione del Dm 484/88 e degli altri regolamenti vigenti in materia. È chiaro che in questi casi non vi è stata la collaborazione tra creditore e debitore, ergo l'utente può validamente opporsi al pagamento di quanto non dovuto, autoriducendosi la bolletta, senza che il creditore si possa rifiutare di proseguire la propria obbligazione, sospendendo la linea telefonica. In questi casi il consumatore non solo può pretendere che la stessa venga riattivata senza spese aggiuntive, ma potrà anche chiedere al gestore inadempiente i danni da ritardato adempimento e quant'altro dovuto per legge. Si consideri che, in base alla normativa codicistica e specifica sulla tutela dei consumatori, l'inadempimento del gestore ha una valenza del tutto particolare ed il suo protrarsi, così come il persistere dell'inadempimento ingiustificato dell'utente, comporta la risoluzione ed/od il recesso del contratto, a seconda dei casi. Infatti, ex articolo 2 Costituzione, la telefonia viene considerata un settore di pubblica utilità servizio essenziale , in quanto rientrante nella sfera dei diritti inalienabili dell'uomo, attraverso la quale esercita la sua vita sociale, lavorativa e manifesta liberamente il suo pensiero a terzi ex articoli 15, 21, 41, 43 Costituzione v. Zeno-Zencovich Appunti sulla disciplina costituzionale delle telecomunicazioni , pagg.395 ss, in Dir.inf., 1996, ed.Giuffrè e la sua indebita interruzione giustifica anche una richiesta danni ex articolo 2059 Cc v anche Corte costituzionale 303/88 e 1104/88, che hanno dichiarato illegittimo l'articolo 6 del Dpr 523/84, nella parte in cui dispone che il concessionario del servizio telefonico non è tenuto al risarcimento dei danni per le interruzioni del servizio, che siano a lui imputabili, al di là dei limiti fissati dall'articolo 89 comma 2 Rd 1198/41 ed hanno contestualmente dichiarato che la responsabilità sia contrattuale che aquiliana della concessionaria del servizio telefonico deve ritenersi disciplinata dalle norme di diritto comune, con l'eCcezione che i limiti della stessa potranno essere fissati solo per legge . All'utente deve essere fornita una maggiore tutela. Infatti, ex articoli 12, 26 e 30 Condizioni di abbonamento, il gestore può interrompere il servizio senza preavviso, sul semplice presupposto che l'utente possa essere moroso perché, in passato, ha pagato con ritardo una bolletta, senza che, tuttavia, abbia alcun rilievo l'inadempimento dell'operatore stesso v. Alpa La tutela degli utenti e dei consumatori nelle telecomunicazioni , pagg. 567 ss, Dir.inf., 1998, ed.Giuffrè . È chiaro che in questi casi le clausole de quo sono nulle, perché vessatorie e contrarie alla buona fede, trasparenza e correttezza contrattualistica. CASISTICA DELLE VIOLAZIONI PIÙ FREQUENTI. OBBLIGO DI MANUTENZIONE ED ALTRI OBBLIGHI DEL GESTORE Statisticamente le somme più frequentemente addebitate a conguaglio sono quelle relative a servizi resi da altri operatori. In questi casi l'utente si trova di fronte ad una vera jungla di violazioni dalla mancata od errata indicazione delle tariffazioni dei nuovi operatori che hanno sostituito il veCchio 412 senza contare che nulla è indicato circa la durata media della conversazione , all'applicazione retroattiva delle nuove tariffe vietata per il principio della irretroattività della legge , ad abbonamenti non richiesti ed/od attivati con contratti orali, a spese non dovute per la riattivazione dell'utenza o correzione degli errori del numero telefonico, imputabili solo al gestore, e similia. L'incremento più elevato delle spese di bolletta in alcuni casi fino a euro 500,00 però è imputabile alle numerazioni 799, 899, 484,199 e similia, cui di recente si sono aggiunte le spese per le numerazioni Teleunit ed Eutelia 00878, che sono molto insidiose perché assomigliano ad un normale prefisso interurbano ed invece nascondono numeri per televoti, a prezzi fissi molto alti v. www.uniconsum.it/telefonia e dossier cit. in www.altroconsumo.it . Molto dibattuta la questione sulla disattivazione di tali numerazioni che è stata a pagamento sino a pochi anni fa 01/06/03 , ora gratuita soltanto per le numerazioni della fascia VI, relative a chiamate intercontinentali, satellitari etc. Invece le numerazioni a tariffa più cara non possono essere disattivate con una semplice telefonata al 187 per disattivarle l'utente deve pagare un canone mensile pari ad euro 3,13 oltre la richiesta circa euro 13,00 . Purtroppo, però, i prefissi disattivabili sono ancora pochi, anche se, dal settembre 2003, l'autorità ha siglato un accordo con i maggiori gestori per far sì che le chiamate verso i numeri 70x etc. debbano essere fatturare al costo di una chiamata nazionale. Ma è ancora troppo poco perché le numerazioni di nuova generazione prevedono costi elevatissimi da un minimo di euro 2,50 al min. ad un max. di euro 13,00 al min. Infatti Sono già pronte le nuove numerazioni caratterizzate da libertà tariffaria 899, 0088, 00681, 006800, 002 prefissi satellitari e internazionali la cui tariffa è di euro 10,00 + I.V.A. dieci euro! alla risposta per un totale di 12,00 euro leggasi dodici , per una durata massima che varia dai 10 ai 60 minuti i cd. dialer a tariffazione FLAT! ww.uniconsum.it Per di più ci sono nuovi programmi che si autoinstallano, all'insaputa del navigatore, sì da far cadere la linea dopo pochi secondi molte numerazioni prevedono un costo anche alla risposta e far tariffare una nuova costosa telefonata, con logica impennata della bolletta. Si ricordi che dal 20 novembre 2005 è stato siglato un aCcordo tra Garante delle telecomunicazioni, associazioni di difesa dei consumatori e gestori di telefonia, in base al quale devono essere decurtati tutti gli importi indebitamente fatturati relativi a tali numerazioni 799 e similia , purchè, entro il settembre 2003, il consumatore abbia presentato denuncia di truffa e si sia rifiutato di saldare le bollette gonfiate. Si sottolinei, per mero tutiorismo, che l'addebito in bolletta di somme relative a tali numerazioni costituisce anche un illecito amministrativo, poiché è severamente vietato imputarle nelle utenze di gestori telefonici e devono essere pagate con appositi bollettini autonomi o con carte prepagate. In questi casi si può ravvisare un doppio obbligo/diritto di custodia uno in capo all'utente, l'altro al gestore. Infatti, in base a recente e costante giurisprudenza v. ex multis Cassazione civile, Sezione terza, 1236/03 , l'utente ha il diritto/onere di contestare gli eventuali consumi anomali e/o gli importi che ritiene non dovuti, indicati nella bolletta telefonica, somme che non dovrà pagare al gestore solo se ha operato una costante vigilanza sull'uso del suo appareCchio telefonico.Ad es. un utente è stato condannato a pagare una bolletta salata, indicante un chiaro consumo anomalo, causato dalle telefonate a numeri satellitari e similia effettuate dal portiere, cui aveva affidato la custodia del proprio appartamento, poiché aveva omesso di prendere le dovute precauzioni per impedire l'indebito uso dell'appareCchio telefonico. In quest'ottica, oltre che per tutela personale, il consumatore dovrà scaricare dei programmi specifici antivirus, antidialer, antispyweare, programmi di disinfezione del pc e similia, facilmente reperibili gratis su alcuni siti internet www.tuttogratis.it etc. , prestare attenzione ai programmi che immette nel pc, perché molti di quelli terminanti per .exe. o contenuti in cd rom, omaggio di ditte sconosciute, in realtà sono programmi che permettono l'immissione di tali virus nei propri pc e la conseguente impennata dei consumi v. per gli altri consigli su come proteggersi dai dialers op.cit. www.uniconsum.it/telefonia . L'utente dovrà fare, in sostanza, nel rispetto del principio di collaborazione e correttezza, tutto quanto in suo potere perché il creditore adempia alla propria obbligazione ad es. comunicare per tempo la variazione della residenza etc. . Contestualmente, però, anche il gestore ha un obbligo di custodia/manutenzione. Infatti l'operatore telefonico ha l'obbligo di manutenere il softweare dei propri terminali, sì che non vengano addebitate a terzi utenze di altri clienti con numero simile, oppure che venga registrata correttamente ed in modo rapido la variazione dell'utenza e similia. Deve garantire, tra l'altro, che non vi sia interruzione del servizio, la costante manutenzione ed ammodernamento delle centraline periferiche esterne, poste in prossimità dell'abitazione dell'utente, sì che nessuno possa manometterle, collegarvisi abusivamente etc., sì da mutare l'effettivo consumo di ciascun fruitore si pensi a coloro che si collegano, sine titulo, alla centralina del gestore X, immettendosi nella linea di Y, facendogli, così, addebitare anche i loro consumi, o per carpirne informazioni personali sine motivo, né autorizzazione . Il gestore deve essere in grado di riconoscere gli eventuali errori od omissioni e correggerli automaticamente senza la preventiva segnalazione del consumatore. È chiaro che l'utente, in quest'ultimo caso, si troverebbe a sopportare degli inconvenienti, rischi e spese ulteriori, ingiusti ed evitabili con un'ordinaria diligenza da parte dell'operatore telefonico. Si ricordi nuovamente che i gestori, in base a quanto detto sinora, hanno degli obblighi molto forti e devono agire con un grado di diligenza, vista anche la delicatezza dei dati trattati, molto più severo di quello del comune cittadino. Inoltre, per completezza d'informazione, si noti che le letture dei dati, effettuate dalle centraline de quo, hanno valore meramente dichiarativo del traffico uscente ed entrante verso una certa utenza, pur costituendo prova piena, di quanto in esso affermato, solo contro colui che non ne disconosca il contenuto v. Cassazione, Sezione terza, 5232/04 in base a questa sentenza, rivoluzionaria nel suo contenuto, l'utente può smentire e contestare quanto addebitatogli in bolletta anche tramite le testimonianze di parenti ed amici . Per il combinato disposto ex articoli 2697, 2698, 2707, 2712, n. 11, Cc le bollette costituiscono una dichiarazione unilaterale di credito e fanno piena prova contro colui cui vengono prodotte, solo se questi non le contesta. L'intestatario dell'utenza, in questo caso, dovrà confutare l'importo ed/od i consumi in esse contenuti sarà, poi, il gestore inversione dell'onere della prova a dover provare la loro debenza e di aver agito correttamente v. ex multis Cassazione civile, 9624/97 . PRESCRIZIONI, DECADENZE ED IRRETROATTIVITÀ DELLE NUOVE TARIFFE Nei contratti di telefonia si possono individuare varie prescrizioni a seconda del tipo di obbligazione contestata. In primis, oCcorre notare che in base a quanto sinora esposto, il gestore, sulle somme che non sono state contabilizzate immediatamente e, quindi, non potevano essere più fatturate, non può più esercitare il suo diritto di credito, decadendo, così, dallo stesso. Ergo quando un utente impugnerà le somme in conguaglio o relative a servizi di cui non ha usufruito, spetterà al gestore dimostrare che le stesse erano state contabilizzate nei termini di legge, ma fatturate in ritardo, in questo caso il credito si prescriverà ex combinato disposto articolo 2948, n. 4, e articolo 9 del regolamento approvato con Dpr 318/97, altrimenti il gestore decadrà dal suo diritto. Quindi quest'ultimo potrà richiedere, nei termini di 5 anni, solo il costo di tutte le prestazioni periodiche e/o continuative, non ancora scadute, compresi gli interessi di ogni genere, sempre se siano state richieste tempestivamente, in analogia a quanto sancito per le bollette dell'acqua, della luce, del gas etc. Si dovrà, in ogni modo vagliare, caso per caso, se la disciplina specifica, relativa a quel capitolo di spesa, preveda un termine di prescrizione più breve. Invece il diritto dell'utente alla restituzione di quanto indebitamente percepito dall'operatore telefonico segue la prescrizione ordinaria di 10 anni, per gli ovvii motivi facilmente comprensibili a tutti. Infine si ricordi che dall'inizio dello scorso anno sono entrate in vigore le nuove tariffe Telecom per le chiamate urbane ed interurbane etc. qui sotto riportate fonte www.uniconsum.it . Tabella 2- Nuove tariffazioni TELEFONATE LOCALI Fino al 22/1/05 cent Dal 23/1/05 cent Importo alla risposta 5,16 6,56 Prezzo al minuto fascia intera 1,58 1,19 Pezzo al minuto fascia ridotta 0,91 0,68 Fascia oraria intera da lunedì a venerdì, dalle ore 8,00 alle 18,30 sabato dalle 8,00 alle 13,00 Fascia oraria ridotta da lunedì a venerdì dalle 24,00 alle 8,00 e dalle 18,30 alle 24,00 sabato dalle 13,00 alle 24,00 e dalle 24,00 alle 8,00 domenica e festivi le intere 24 ore. In questi casi il consumatore dovrà verificare, in primis, di essere stato avvertito, per tempo, delle variazioni de quo, che siano state applicate le tariffe corrette e che non vi sia alcun conguaglio relativo alla differenza tra le nuove e veCchie imposte, poiché, per il principio della irretroattività della legge, tali prezzi, come quelli delle utenze dell'acquedotto e similia, devono essere applicati solo dalla loro entrata in vigore in poi. Altri dubbi sembravano sorgere dalle tariffazioni delle chiamate ai numeri 12.XX, relative a società che sostituiscono i vecchi 412 e 12, in quanto vi era assoluta incertezza sui tempi di attesa per ricevere le informazioni richieste e sui costi di tali servizi, per lo più abbastanza esosi. Il problema è stato risolto dal Garante delle telecomunicazioni, che in aCcoglimento della denuncia delle maggiori associazioni di tutela del consumatore, in data 09/02/06, ha posto un tetto fisso, per le chiamate de quo, di un max.euro 1,20. In conclusione, per completezza d'informazione, si ricordi che vi sono alcune categorie di utenti che hanno diritto ad un'esenzione totale o parziale del canone di abbonamento, nonché ad altre agevolazioni, salvo che l'utente ne faCcia apposita richiesta e, nel caso di anziani e/o disabili, inviino al gestore apposita documentazione medica. Condiciones sine qua non per avere queste agevolazioni sono essere in possesso di alcuni requisiti economici e sociali all'interno del nucleo familiare deve essere presente una persona che percepisce la pensione di invalidità civile o la pensione sociale, oppure un anziano di età superiore ai 75 anni o il capo famiglia disoCcupato intendendo per capo famiglia disoCcupato uno dei due coniugi, di cui uno titolare dell'abbonamento il valore dell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente ISEE non deve essere superiore ad euro 6.713,94 annui. L'attestato ISEE può essere richiesto presso i centri di assistenza fiscale C.A.F. , i Comuni e le sedi territoriali dell'I.N.P.S. Nel caso di soggetti sordomuti intestatari di utenza o conviventi con l'intestatario che usino il dispositivo DTS, sono totalmente esenti. Maggiori informazioni sono ricavabili anche da appositi siti internet di tutela di queste categorie o scrivendo alla Telecom servizio clienti di Asti per chiedere le condizioni de quo ed il relativo modello di richiesta esenzioni. Anche in questo caso l'utente che usufruisce di tali agevolazioni dovrà vigilare che siano state conteggiate correttamente in bolletta. POSSIBILI SOLUZIONI AL PROBLEMA In tutti i casi in cui un utente si trovi a contestare una bolletta gonfiata è bene che prima la paghi e poi la impugni, chiedendo la restituzione di quanto dovuto, visto che la risoluzione tramite i nn.verde dei gestori è lunga, dispendiosa e non sempre garantisce una soluzione. Alla sottoscritta, per es., per disattivare un abbonamento arbitrariamente attivato dall'operatore telefonico non sono bastati 21 mesi e 3 procedure di reclamo per disattivarlo ciò è avvenuto solo dopo che ha fatto presente di aver contattato il Garante delle telecomunicazioni. Quindi ha perso tantissimo tempo per una questione risolvibile in soli 5 minuti, il che fa molto riflettere per motivi facilmente comprensibili. In ogni caso è bene, qualora vi siano telefonate satellitari etc., sporgere denuncia contro ignoti alla polcom, nonché alla guardia di finanza questa è bene farla in tutti i casi di bollette pazze . Poi inviare copia di tali esposti al gestore e per conoscenza anche al Garante delle comunicazioni in allegato ad una denuncia ad hoc. L'utente può intentare, qualora vi siano i fondamenti, una causa civile in cui chiedere, a seconda dei casi, oltre che i danni ex articolo 2041 Cc anche quelli ex articoli 1218 ss, 2051, 2056, 2059 Cc e quelli previsti dagli articolo -6 Carta dei servizi, 16 ss, 26 ss Condizioni di abbonamento. Si ricordi che se il fruitore agisce senza l'ausilio di un'associazione di tutela dei consumatori può agire direttamente v. Milizia op.cit. anche per le altre soluzioni possibili , senza che obbligatoriamente espleti il tentativo di conciliazione al Corecom. Nel caso in cui il consumatore sia domiciliato per i pagamenti presso la propria banca dovrà inviare una richiesta di interruzione di saldo di tali spese, corredata dalle denuncie di cui sopra. Si noti che ultimamente, per aggirare, il divieto di fatturare a carico dei clienti le spese di spedizione, alcuni gestori, de facto, imputano direttamente sul c/c dell'utente la bolletta de qua, sì da nascondere, in realtà, l'addebito delle stesse. Starà al buon senso ed alla vigilanza del consumatore evitare tali brutte sorprese. Si sottolinei che di recente è stata concessa a queste associazioni ed agli utenti la facoltà di proporre le c.d. class actions, cioè le azioni collettive. Conclusioni Come emerge chiaramente, da quanto sinora detto, alcuni gestori approfittano della debolezza del consumatore per imporgli spese non dovute e per aggravare la sua posizione di svantaggio contrattuale. È bene che il legislatore intervenga per creare una vera e propria cultura dei diritti degli utenti, poiché quanto sopra denunciato vale sia per i cellulari che per gli altri tipi di utenza e similia, ma anche perché s'intensifichino i controlli, magari anche a campione, al fine di evitare questi episodi incresciosi, che negli ultimi tempi sembrerebbero in aumento. Dovrebbero essere previste delle sanzioni più aspre ed una nuova fattispecie di reato per chi agisce a danno del consumatore, ma oCcorrerebbe anche una maggiore educazione al risparmio, aumentando la concorrenzialità tra i gestori, all'utilizzo dei garanti e dei vari mezzi ancora troppo pochi messi a disposizione degli utenti, educazione che dovrebbe essere insegnata anche nelle scuole. È, però, il cliente stesso che in prima persona si dovrebbe documentare sui diritti, sulle agevolazioni e similia che gli spettano, su alcune semplici norme che regolano la telefonia, sì da non cadere nella rete di alcuni gestori poco seri, perché una buona difesa di sé parte da questi semplici aCcorgimenti. Molti non sono a conoscenza neanche dell'esistenza di un Garante delle telecomunicazioni né di quello dell'Antitrust, autorità che svolgono compiti simili e talvolta concorrenti. In quest'ottica lo Stato dovrebbe investire di più in pubblicità sociali, così che il consumatore possa essere in grado di usare di più gli strumenti di difesa messi a sua disposizione dalla legge. In primis dovrebbe rivolgersi con maggiore frequenza alle associazioni di tutela del consumatore, nonché per qualsiasi dubbio, agli appositi sportelli comunali. Queste ultime associazioni, in ogni caso, dovrebbero organizzare corsi di autodifesa dell'utente, fornendo delle lezioni-indicazioni per poter aggirare consapevolmente le insidie poste in essere da alcuni operatori telefonici. D'altro canto i gestori dovrebbero fare una campagna d'informazione efficiente e realmente utile all'utente, così come i garanti dovrebbero vigilare in modo più attento, infliggendo sanzioni sempre più numerose e severe, come sta accadendo in questi ultimi tempi.