Antenne, spetta all'Asl e non al sindaco disattivare l'impianto

Nel caso in cui le stazioni radio siano già state autorizzate, l'ente locale non ha il potere di sospendere la richiesta di autorizzazione in attesa di individuare una nuova localizzazione

Stazioni radio base per la telefonia mobile, il Sindaco non può intervenire a tutela della salute pubblica disattivando per motivi cautelari le antenne dopo che la Asl competente ha accertato che le onde elettromagnetiche rientrano nei limiti. Lo ha stabilito la settima sezione del Tar Campania con la sentenza 3457/06 depositata lo scorso 6 aprile e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici partenopei hanno accolto il ricorso dell'Omnitel che era stata costretta dal primo cittadino del Comune di San Felice a Cancello a disattivare le proprie antenne di telefonia mobile installate sul territorio municipale in attesa di trovare luoghi più idonei dove trasferirle. Il tribunale, tuttavia, ha chiarito che l'ordinamento non contempla il potere di sospensione delle richieste di autorizzazione in attesa di determinazioni da parte degli enti locali nel caso in cui gli impianti siano stati precedentemente assentiti. Del resto, hanno aggiunto i magistrati amministrativi, anche se la pianificazione del territorio spetta agli enti locali, non si può subordinare la realizzazione degli impianti a un espresso intervento del Comune. Quest'ultimo, infatti, costituirebbe un serio ostacolo alla realizzazione della rete e le imprese resterebbero sostanzialmente prive di strumenti di tutela. Tutto ciò però, ha ammesso il Tar, non comporta alcuna negazione del potere degli enti locali di regolamentare aspetti della salute pubblica, piuttosto tali prerogative vanno esercitate nel rispetto del riparto di competenze fra Stato, Regioni e Comuni e dei moduli procedimentali previsti dall'ordinamento. cri.cap