Anche al Tar gli estensori hanno l'obbligo di firmare la sentenza

Proprio come accade alle decisioni del giudice ordinario, in mancanza dell'autografo il provvedimento è nullo

La sentenza è nulla se è sottoscritta solo dal presidente e non dal giudice relatore. A chiarirlo è stata la sesta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 5689/06 depositata lo scorso 28 settembre e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha accolto il ricorsi alcuni inquilini di edifici di proprietà immobiliare che sostenevano che la sentenza del Tar Campania era nulla poiché era stata sottoscritta solo dal presidente e non dal giudice relatore. I giudici partenopei avevano respinto, infatti, il ricorsi degli interessati contro i provvedimenti con cui l'Inail aveva deciso di dismetterli. Tuttavia, hanno chiarito i giudici di piazza Capo di Ferro, la pronuncia del Tribunale campano è nulla poiché non è stata sottoscritta dall'estensore. Del resto, hanno detto ancora i magistrati amministrati, l'omessa sottoscrizione della sentenza da parte del giudice relatore determina, qualora non risulti menzionato un impedimento del magistrato, la nullità assoluta ed insanabile della sentenza, equiparabile all'inesistenza del provvedimento . Per cui, ha concluso Palazzo Spada, per l'omessa sottoscrizione da parte del relatore e per l'assenza di elementi in base a cui ritenere che il Presidente abbia firmato la decisione anche in qualità di estensore della stessa . cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 28 aprile-28 settembre 2006, n. 5689 Presidente Giovannini - Estensore Chieppa Ricorrente Palmari ed altri Fatto e diritto 1. Con l'impugnata sentenza il Tar ha respinto il ricorso proposto da alcuni conduttori di unità immobiliari, facenti parte di fabbricati di proprietà dell'Inail siti in Napoli in via Manzoni, avverso i provvedimenti della procedura di dismissione, con cui tali immobili sono stati qualificati di pregio . Avverso tale sentenza i conduttori indicati in epigrafe hanno proposto appello, deducendo diversi motivi, tra cui la nullità della sentenza impugnata per omessa sottoscrizione del giudice relatore. Dopo la costituzione di amministrazioni ed enti appellati, all'odierna udienza la causa è stata trattenuta in decisione. 2. Il ricorso in appello è fondato in relazione al motivo della nullità dell'impugnata sentenza. L'impugnata decisione del Tar Campania risulta essere stata sottoscritta dal solo Presidente e non dal giudice relatore. È principio pacifico che l'omessa sottoscrizione della sentenza da parte del giudice o, nell'ipotesi di sentenza emessa da un giudice collegiale, da parte di uno dei magistrati tenuti a sottoscriverla ai sensi dell'articolo 132, comma 3 Cpc determina, qualora non risulti menzionato un impedimento del magistrato, la nullità assoluta ed insanabile della sentenza, equiparabile all'inesistenza del provvedimento, e quindi deducibile, ai sensi dell'articolo 161, comma 2 Cpc, fuori dei limiti e delle regole dei mezzi d'impugnazione, nonché rilevabile d'ufficio, ove non venga allegata dalla parte, anche nel giudizio di cassazione, con la conseguente rimessione della causa al medesimo giudice che ha pronunciato la sentenza carente di sottoscrizione Cassazione civile, Sezione prima, 21193/05 Sezione terza, 1268/03 Sezione lavoro, 7348/86 . Tali principi sono applicabili anche al processo amministrativo, in relazione al quale l'articolo 55 della legge 186/82 prevede che le sentenze del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali sono sottoscritte dal Presidente e dall'estensore CdS, Sezione quarta, 832/88 Sezione quinta, 881/89 . La giurisprudenza ha anche già esaminato un caso del tutto analogo a quello in esame sottoscrizione da parte del presidente e non del giudice relatore , evidenziando che la presunzione di coincidenza delle figure del relatore e dell'estensore della sentenza - posta all'articolo 276 Cpc e ribadita dall'articolo 119, comma 2, disp. attuaz. Cpc - può essere vinta solo dalla dimostrazione, in base alla documentale formulazione della stessa sentenza, dell'intervenuta sostituzione, nella posizione di estensore, del giudice autore della relazione con il presidente o con altro giudice , senza che tale dimostrazione possa ricavarsi dalla semplice mancanza di altra firma, oltre quella del presidente. Cassazione civile, Sezione prima, 7634/94, con cui è stata dichiarata la nullità, per l'omessa sottoscrizione dell'estensore, di un sentenza, in cui era indicato il relatore in persona diversa dal presidente del collegio, mentre la sentenza portava la sola firma del presidente . In applicazione di tali principi, deve quindi essere dichiarata la nullità dell'impugnata sentenza, per l'omessa sottoscrizione da parte del relatore e per l'assenza di elementi in base a cui ritenere che il Presidente abbia firmato la decisione anche in qualità di estensore della stessa. In alcun modo può essere preso in considerazione un atto di rinuncia al ricorso in appello, depositato da uno dei ricorrenti in data 2 maggio 2006, successiva a quella dello svolgimento della pubblica udienza per la controversia in esame, per la quale è stato anche pubblicato il dispositivo di decisione n. 299/06. 3. In conclusione, l'appello deve essere accolto e deve essere dichiarata la nullità dell'impugnata sentenza con rinvio al giudice di primo grado ai sensi dell'articolo 35 della legge 1034/71. Ricorrono giusti motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di giudizio. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione sesta, accoglie il ricorso in appello e, per l'effetto, dichiara la nullità della sentenza impugnata e rinvia la controversia al Tar per la Campania. Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'autorità amministrativa. 2 N.R.G. 9138/2005 FF