In arrivo nuovo ossigeno alle imprese

In vigore dal 9 aprile 2013, il d.l. n. 35/2013 introduce una nuova disciplina del pagamento alle imprese dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni, al dichiarato fine di garantirne l’immediata eseguibilità. Il Governo mira a modulare il flusso dei pagamenti e riconosce come prioritari i crediti che non siano già stati ceduti al sistema creditizio. Sul piano della finanza pubblica, l’intervento straordinario contiene misure finalizzate a consentire il rispetto del patto di stabilità interno anche attraverso alcune misure riguardanti il versamento dei tributi degli enti locali.

La copertura finanziaria art. 12 . La copertura finanziaria è garantita attraverso l’emissione di titoli di Stato e, nelle more di tale operazione, da variazioni di bilancio e anticipazioni di tesoreria. Per far fronte agli oneri rappresentati dai maggiori interessi su debito pubblico, il Governo ha a propria disposizione tre strumenti 1. riduzione del fondo speciale di parte corrente 2. utilizzo della maggiore Iva derivante dal pagamento alle imprese dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni 3. riduzione lineare delle dotazioni finanziarie spettati a ciascun Ministero. L’attuazione delle misure introdotte con il d.l. n. 35/2013 è monitorata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze qualora emerga il rischio di mancato raggiungimento degli obiettivi, sarà possibile rimodulare le spese o adottare provvedimenti correttivi urgenti. Pagamenti dei debiti degli enti locali art. 1 . Per quanto concerne comuni e province, vengono esclusi dal patto di stabilità interno i pagamenti di debiti di parte capitale certi liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012 ovvero dei debiti di parte capitale per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il medesimo termine. La procedura. Entro il 30 aprile 2013, questi importi devono essere comunicati via web alla Ragioneria generale dello Stato. Con due decreti ministeriali sono individuate le somme spettanti a ciascun ente locale entro il 15 maggio 2013, viene attribuito il 90% dell’importo, mentre il restante 10% viene imputato entro il 15 luglio 2013. Nelle more, ciascun ente locale può effettuare i pagamenti nel limite massimo del 13% delle disponibilità liquide detenute presso la tesoreria statale al 31 marzo 2013 e, comunque, entro il 50% degli spazi finanziari che intendono comunicare entro il 30 aprile 2013. Il controllo da parte della Corte dei Conti. Alle sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei Conti viene attribuito il compito di irrogare sanzioni pecuniarie nei confronti dei responsabili dei servizi interessati, qualora accertino che gli enti locali, senza giustificato motivo, non abbiano richiesto gli spazi finanziari nei termini e secondo le modalità fissate nel d.l. n. 353 del 2013, ovvero non abbiano proceduto, entro l’esercizio finanziario 2013, ad effettuare pagamenti per almeno il 90% degli spazi concessi. La paralisi del patto di stabilità interno. Per l’anno 2013, ai comuni non si applica il patto di stabilità interno art. 4 ter , commi da 1 a 9, d.l. n. 26/2012 , mentre, nella verifica del rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno delle regioni e delle province autonome, non rilevano alcuni trasferimenti a favore degli enti locali. Un vincolo su IMU e imposta sulla RCA. Per l’anno 2013, è incrementato il ricorso ad anticipazioni di tesoreria da parte degli enti locali. L’utilizzo di questo strumento determina un vincolo sulla corrispondente quota delle entrate per i comuni dell’IMU e per le province dell’imposta sulle assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori. L’istituzione di un Fondo ad hoc. È istituito un fondo ad hoc, denominato Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili e distinto in tre sezioni 1. Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali con una dotazione di 2.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, collegato alla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. 2. Sezione per assicurare la liquidità alle regioni e alle province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari con una dotazione di 3.000 milioni di euro per l’anno 2013 e di 5.000 milioni di euro per l’anno 2014 3. Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti del Servizio Sanitario Nazionale con una dotazione di cui 5.000 milioni di euro per l’anno 2013 e di 9.000 milioni di euro per l’anno 2014 . Il ricorso alla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A Gli enti locali che non possono far fronte ai pagamenti dei debiti a causa di carenza di liquidità chiedono alla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. una anticipazione di liquidità entro il 30 aprile 2013.