Le ragioni giustificative non sono specifiche? Il contratto di somministrazione a tempo determinato è nullo

Le ragioni sottostanti il ricorso alla somministrazione temporanea di lavoro devono essere indicate per iscritto nel contratto e devono essere indicate, in quella sede, con un grado di specificazione tale da consentire di verificare se rientrino nella tipologia di ragioni cui è legata la legittimità del contratto e da rendere possibile la verifica della loro effettività.

Lo ha affermato la Corte di Cassazione, sezione Lavoro, con la sentenza n. 8120, depositata il 3 aprile 2013. Non basta la forma scritta se il contratto è generico . La pronuncia in commento respinge la tesi secondo cui, in tema di lavoro temporaneo somministrato, non sarebbe richiesta alcuna specificazione delle ragioni sottostanti il ricorso a tale istituto, essendo sufficiente la forma scritta del contratto e l’indicazione di una delle fattispecie indicate dall’art. 21, d.lgs. n. 276/2003. Come è noto, tale disposizione, oltre a prescrivere la forma scritta, dispone che il contratto di somministrazione di manodopera debba contenere alcuni elementi, tra cui i casi e le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore . La medesima disposizione nella versione applicabile, ratione temporis , alla fattispecie prevede, poi, che, in mancanza di tali requisiti formali, il contratto di somministrazione è nullo ed i lavoratori sono considerati a tutti gli effetti alle dipendenze dell’utilizzatore. Né si dimentichi l’espressa previsione di un controllo giudiziale avente ad oggetto l’ accertamento della esistenza delle ragioni art. 27 . Pertanto, costituendo la sussistenza di dette ragioni una condizione di liceità della somministrazione temporanea di manodopera, tali ragioni devono essere indicate in modo tale da rendere possibile la verifica della loro effettività. Tale indicazione, quindi, non può essere tautologica, né può essere generica non può risolversi nella mera parafrasi della norma, ma deve esplicitare il collegamento tra la previsione astratta e la situazione concreta. La Cassazione approva il riferimento alle punte di intensa attività . Nella fattispecie che ha dato origine alla pronuncia in commento, le ragioni del ricorso alla somministrazione sono state indicate in punte di intensa attività produttiva , alle quali non era possibile far ricorso con i normali assetti produttivi aziendali, determinate dall’acquisizione di commesse o dal lancio di nuovi prodotti . La Suprema Corte, uniformandosi ad un proprio orientamento, considera tale indicazione contrattuale sufficientemente specifica. Già in altre occasioni, infatti, la Cassazione ha affermato che le punte di intensa attività non fronteggiabili con il ricorso al normale organico risultano sicuramente ascrivibili nell’ambito di quelle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo che consentono il ricorso alla somministrazione di lavoro a tempo determinato cfr. Cass. n. 2521/2012 . Il contratto indica più causali? Nessun problema se sono compatibili tra di loro. Con riferimento, poi, al fatto che il contratto di somministrazione a tempo determinato indichi più causali, la Suprema Corte ribadisce che la pluralità di ragioni di apposizione del termine non contrasta, di per sé, con il criterio della specificità, a condizione che entrambe le ragioni specificate per iscritto rispondano a tale requisito e tra le stesse non sussista incompatibilità o intrinseca contraddittorietà cfr., ex plurimis, Cass. n. 2622/2012 . Oltre ad essere specifiche, le ragioni devono essere effettive. La pronuncia in commento affronta, infine, il distinto problema riguardante la verifica della sussistenza, in concreto, delle ragioni che giustificano il ricorso alla somministrazione. Ben può accadere, infatti, che le ragioni siano indicate nel contratto in modo specifico e perfettamente confacente a quanto richiesto dalla legge, ma che poi la concreta utilizzazione del lavoratore non abbia alcun collegamento con tali ragioni. Benché la necessità di verificare tale corrispondenza discenda direttamente dai principi generali dell’ordinamento, una norma specifica l’art. 27, comma 3, d.lgs. n. 276/2003 prevede espressamente un controllo giudiziario, precisando che il giudice non può sindacare nel merito le scelte in ragione delle quali un’impresa ricorre alla somministrazione il controllo giudiziario è concentrato, quindi, nella verifica dell’effettività di quanto previsto in sede contrattuale cfr., per tutte, Cass. n. 6933/2012 . Tale accertamento è demandato al giudice di merito, per cui, ove motivato in maniera adeguata e priva di contraddizioni, non può essere rivalutato in sede di legittimità. A tale riguardo, la pronuncia in commento ha giudicato esente da censure la decisione di merito che ha ritenuto illegittimo il ricorso alla somministrazione di lavoro, essendo stato accertato che non vi era corrispondenza temporale tra la ragione indicata il lancio di un nuovo prodotto ed il ricorso alla somministrazione.

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 20 dicembre 2012 - 3 aprile 2013, n. 8120 Presidente Amoroso Relatore Curzio Ragioni della decisione 1. La ABB spa chiede l'annullamento della sentenza della Corte d'appello di Brescia, pubblicata il 13 ottobre 2009, che ha confermato la decisione con la quale il Tribunale di Bergamo aveva dichiarato la nullità del contratto di somministrazione stipulato con la Man Power spa e ordinato alla ABB di riammettere in servizio di Giacomo D R. dal 9 agosto 2004. modificando la sentenza di primo grado solo in ordine al punto relativo alla entità della detrazione dell'aliunde perceptum. 2. Il ricorso è articolato in tre motivi. Il R. si è difeso con controricorso. La ABB spa ha depositato una memoria. 3. Con il primo motivo la ABB denunzia violazione e falsa applicazione dell'art. 21 d. lgs. 276 del 2003 assumendo che tale norma impone solo dei requisiti di forma e che, contrariamente a quanto affermato dalla Corte di merito, non è quindi richiesta alcuna specificazione delle ragioni sottostanti il ricorso al lavoro in somministrazione. Sarebbe pertanto sufficiente la forma scritta e l'indicazione di una delle fattispecie indicate al comma 1 . 4. Con il secondo motivo si denunzia omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio . Viene denunciata una pretesa contraddizione nel ragionamento giuridico della Corte derivante dal fatto che, da un lato, ha ritenuto generica l'indicazione delle ragioni, dall'altro ha ritenuto di poter entrare nel merito della valutazione, il che attesterebbe che quella formula non era così generica da rendere impossibile valutazione e controllo. 5. Con il terzo motivo si denunzia omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio. Violazione dell'art. 20, quarto comma, d. lgs. 276 del 2003 . Con tale motivo si contesta che le ragioni che giustificano la somministrazione debbano essere collegate ad eventi eccezionali, non ripetibili negli stessi tempi e con le medesime modalità, ovvero ad eventi che sconvolgano la normale programmazione e la cui durata non sia prevedibile. 6. Il ricorso non è fondato e la decisione deve essere confermata, anche se con motivazione in parte diversa da quella sentenza impugnata. 7. Prima di passare all'esame dei motivi, deve premettersi che tra la Abb spa ed il R. sono intercorsi più rapporti di lavoro a termine, basati su contratti commerciali di somministrazione stipulati tra la ABB spa e l'agenzia di lavoro interinale Man Power spa. 8. La Corte di Brescia ha dichiarato la nullità del primo contratto commerciale di somministrazione, stipulato il 6 agosto 2004, ritenendo generica l'indicazione delle ragioni del ricorso alla somministrazione. La nullità è stata dichiarata per violazione dell’art. 21 d. lgs 276 del 2003, che così recita il contratto di somministrazione di manodopera è stipulato in forma scritta e contiene i seguenti elementi c i casi e le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche riferibili all'ordinaria attività dell’utilizzatore . 9. L'ultimo comma della norma, nella versione applicabile al rapporto in esame ratione temporis dispone in mancanza di forma scritta, con indicazione degli elementi di cui alle lettere c del comma 1, il contratto di somministrazione è nullo e i lavoratori sono considerati a tutti gli effetti alle dipendenze dell’utilizzatore . 10. La Corte di Brescia ha poi formulato una motivazione ulteriore, sottolineando che comunque le ragioni addotte risultavano inidonee a giustificare la somministrazione perché sussistevano già agli inizi del 2003, come rilevato dal Tribunale di Bergamo e quindi ben prima dell'epoca di stipulazione del contratto. 11. Il primo motivo di ricorso affronta la questione esaminata dalla Corte di Brescia nella prima parte della sua motivazione. 12.La questione è in realtà duplice. Il primo problema è quello di stabilire, in termini generali, se il contratto commerciale di somministrazione tra l'agenzia somministratrice e l'utilizzatore del lavoro interinale debba contenere la specificazione delle ragioni per le quali l'impresa utilizzatrice ricorre alla somministrazione. Problema distinto è poi quello di verificare se le ragioni indicate nel singolo contratto siano o meno specifiche. 13. La società ricorrente assume che contrariamente a quanto affermato dalla Corte di merito, non è richiesta alcuna specificazione delle ragioni sottostanti il ricorso al lavoro temporaneo somministrato . 14. La tesi non è fondata. 15. La disciplina della somministrazione di lavoro è dettata dagli artt. 20 - 28 del d. lgs. 276 del 2003. 16. Il primo di tali articoli, Part. 20, è intitolato condizioni di liceità , definisce il contratto di somministrazione e distingue tra somministrazione a tempo determinato e a tempo indeterminato. 17. Con riferimento alla somministrazione a tempo determinato, le condizioni di liceità sono indicate al quarto comma, con questa disposizione la somministrazione a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività dell'utilizzatore . 18. L'articolo successivo, il 21, statuisce che il contratto di somministrazione di manodopera deve essere stipulato in forma scritta e deve contenere una serie di elementi. Tra gli elementi necessari, il punto c indica i casi e le ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo di cui ai commi 3 e 4 dell'art. 20 . 19. Il termine casi è riferito al terzo comma concernente la somministrazione a tempo indeterminato, consentita nella casistica delineata ai punti da a e i di quel comma. 20. Il termine ragioni è riferito al quarto comma, concernente il contratto di somministrazione a tempo determinato, ammesso solo in presenza di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. 21. Tutto ciò premesso, la risposta da dare al problema concernente la necessità o meno che le ragioni del ricorso alla somministrazione siano specificate, non può che essere positiva. 22.Come si è visto, la normativa prevede come condizione di liceità che il contratto sia stipulato solo in presenza di ragioni rientranti in quelle categorie ed impone di indicarle per iscritto nel contratto a pena di nullità ultimo comma dell'art. 21 inoltre, il terzo comma dell'art. 27, sancisce che il controllo giudiziale è limitato all'accertamento della esistenza delle ragioni e quindi consiste proprio in tale verifica . 23.La conseguenza di tutto ciò è che tali ragioni devono essere indicate per iscritto nel contratto e devono essere indicate, in quella sede, con un grado di specificazione tale da consentire di verificare se rientrino nella tipologia di ragioni cui è legata la legittimità del contratto e da rendere possibile la verifica della loro effettività. 24. L'indicazione, pertanto, non può essere tautologica, né può essere generica. Non può risolversi in una parafrasi della norma, ma deve esplicitare il collegamento tra la previsione astratta e la situazione concreta. 25.Nel caso in esame le ragioni del ricorso al lavoro in somministrazione sono state indicate in punte di più intensa attività produttiva , alle quali non era possibile far ricorso con i normali assetti produttivi aziendali, determinate dall'acquisizione di commesse o dal lancio di nuovi prodotti . 26. Questa indicazione delle ragioni in sede contrattuale è stata valutata dalla giurisprudenza di legittimità sufficientemente specifica. Esaminando una situazione del tutto simile, si è affermato si tratta di causali ben note e sperimentate nella pratica contrattuale, che hanno rinvenuto espressa consacrazione in risalenti norme legali relative al contratto al termine ed, in particolare, nel d.l. n. 876 del 1977, convertito nella l. n. 18 del 1978, che ha introdotto la disciplina del contratto a termine per punte stagionali , poi estesa dalla l. n. 79 del 1983, art. 8-bis a tutti i settori economici, anche diversi da quello commerciale e turistico , e conferma negli orientamenti della stessa giurisprudenza, che, sotto il vigore della precedente disciplina della materia, ne aveva patrocinato una interpretazione allargata, e cioè comprensiva anche delle punte di intensificazione dell'attività produttiva di carattere meramente gestionale v. già Cass. n. 3988/1986 , sì da rispondere, in perfetta consonanza con gli orientamenti contrattuali, alle più svariate esigenze aziendali di flessibilità organizzativa delle imprese. Ne deriva che le punte di intensa attività non fronteggiabili con il ricorso al normale organico risultano sicuramente ascrivibili nell'ambito di quelle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all'ordinaria attività dell'utilizzatore, che consentono, ai sensi del d. Igs. n. 276 del 2003, art. 20, comma 4, il ricorso alla somministrazione di lavoro a tempo determinato e che il riferimento alle stesse ben può costituire valido requisito formale del relativo contratto, ai sensi dell'art. 21, comma 1, lett. c, della legge stessa Cass. 21 febbraio 2012, n. 2521 . 27. Il fatto che siano state indicate più causali è anch'esso stato considerato dalla giurisprudenza di legittimità, che, occupandosi dei contratti a termine ha affermato il principio di diritto per il quale la pluralità di ragioni di apposizione del termine non collide con il criterio della specificità, a condizione che entrambe le ragioni specificate per iscritto rispondano a tale requisito e tra le stesse non sussista incompatibilità o intrinseca contraddittorietà Cass. 16 marzo 2010, n. 6328 ma già Cass. 17 giugno 2008, n. 16396, nonché Cass. 22 febbraio 2012, n. 2622 . 28.Quanto sinora affermato concerne il problema della specificità delle ragioni indicate nel contratto commerciale di somministrazione a spiegazione del ricorso alla somministrazione. Come si è detto, le ragioni devono essere specificamente indicate e quelle indicate nel contratto in esame possono essere considerate specifiche. 29.Problema distinto è quello della verifica della sussistenza in concreto di tali ragioni. 30.Potrebbe accadere che le ragioni siano indicate nel contratto in modo specifico e perfettamente confacente a quanto richiesto dalla legge, ma che poi la concreta utilizzazione del lavoratore non abbia alcun collegamento con tali ragioni. 31 .Anche sul punto la giurisprudenza di legittimità si è espressa Cass. 8 maggio 2012, n. 6933, cui si rinvia anche per i richiami . 32.La verifica della corrispondenza dell'impiego concreto del lavoratore a quanto affermato nel contratto è l'oggetto centrale del controllo giudiziario. Non vi sarebbe stato bisogno di una norma specifica a tal fine, perché valgono le regole generali dell'ordinamento. Tuttavia, una norma specifica si rinviene nel d.lgs. 276 del 2003 ed è costituita dal terzo comma dall'art. 27. Tale norma precisa che il giudice non può sindacare nel merito le scelte tecniche, organizzative o produttive in ragione delle quali un'impresa ricorre alla somministrazione, ma deve limitare il suo controllo, all'accertamento delle ragioni che la giustificano , cioè che giustificano il ricorso alla somministrazione. Il controllo giudiziario è concentrato quindi nella verifica della effettività di quanto previsto in sede contrattuale sul punto, cfr., Cass. 6933 del 2012, cit. 2521 del 2012 cit. e 15610 del 2011 . 33.Questo accertamento è di competenza del giudice di merito e quindi, se motivato in maniera adeguata e priva di contraddizioni, non può essere rivalutato in sede di legittimità. 34.Nel caso in esame la Corte di Brescia ha effettuato la verifica con riferimento alle due ragioni indicate dalla società a spiegazione della necessità di in incremento produttivo temporaneo punte di produttività , rilevando che in realtà solo una delle due ragioni indicate risultava accertata, quella relativa alla introduzione di un nuovo prodotto, ma che tuttavia anch'essa non poteva essere considerata idonea perché non vi era corrispondenza temporale tra il lancio del nuovo prodotto ed il ricorso alla somministrazione, poiché vi era una sfasatura di circa un anno e mezzo. 35.La motivazione in fatto della decisione sul punto non può dirsi né contraddittoria, né insufficiente e le critiche formulate nel ricorso attengono a valutazioni di merito che sono estranee al giudizio di legittimità e sono pertanto inammissibili in questa sede. 36.Nella memoria per l'udienza la società ha chiesto l'applicazione dell'art. 32, commi 5-7, della legge n. 183 del 2010, emanata dopo la proposizione del ricorso per cassazione. La richiesta non può essere accolta perché il capo della decisione relativo al risarcimento del danno, non essendo stato oggetto di specifici motivi d'impugnazione, è passato in giudicato Cass. 3 gennaio 2011, n. 65, 4 gennaio 2011, n. 80, 3 febbraio 2011 n. 2452 . 37. Il ricorso, pertanto, deve essere rigettato. Le spese devono essere poste a carico della parte che perde il giudizio. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alla rifusione al controricorrente delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in 50,00 Euro per esborsi, nonché in 3.500,00 Euro per compensi professionali, oltre accessori come per legge.