Uffici dei Got chiusi per protesta: Orlando, novello Lutero, ci appende sopra la propria “tesi”

Continua lo sciopero di Got e Vpo, ma il Ministro della Giustizia Andrea Orlando non ci sta. Con un comunicato, diffuso martedì 21 ottobre sul sito del Ministero, il Guardasigilli risponde alle accuse ed alle critiche mossegli dai magistrati onorari, estremamente insoddisfatti delle proposte di riforma della categoria.

Arriva la risposta. Mentre lo sciopero di Got e Vpo continua, è stato diffuso ieri sera sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia un comunicato, in cui Andrea Orlando, che si definisce «francamente sorpreso» dall’evento, ribatte colpo su colpo alle critiche ricevute in questi giorni dalla magistratura onoraria. Le proposte di riforma. Innanzitutto, il Ministro sottolinea che «il Ministero della Giustizia sta lavorando per accompagnare a tale riforma una normativa che affronti il tema della previdenza e delle retribuzioni, auspicata da anni e ad oggi ancora non realizzata. Altresì non corrisponde al vero il fatto che si parlerebbe di una mera proroga più lunga rispetto alle precedenti». L’ipotesi di riforma prevede, infatti, un limite massimo per i magistrati onorari di nuova nomina, accompagnato a norme transitorie concordate, lo evidenzia lo stesso Orlando, «con la stragrande maggioranza delle organizzazioni che rappresentano la categoria per coloro che già esercitano la funzione, verificato che una mera stabilizzazione non è compatibile con il nostro ordinamento». Il regime transitorio ipotizzato, che partirà dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di attuazione della delega, istituirebbe un numero di mandati quadriennali differenziato per fasce d’età: «tre quadrienni come regola generale; quattro quadrienni per i magistrati che non abbiano ancora compiuto quaranta anni; un ulteriore periodo, fino al raggiungimento dell’età pensionabile, per i magistrati che al compimento dei tre mandati abbiano compiuto sessantacinque anni». Il Ministro è scettico sulle rivendicazioni della categoria. Perciò, «il lavoro si sta dunque svolgendo secondo le linee indicate durante l’estate e sottoposte al confronto con la categoria e mira a offrire risposte concrete alle problematiche del settore entro la fine dell’anno». Inoltre, il Ministro ribadisce che «regime previdenziale, disciplina retributiva, norme transitorie e impianto della riforma sono tra loro collegate e sono il presupposto per un pieno riconoscimento del ruolo della magistratura onoraria e di un miglioramento del funzionamento di questo settore». Alla fine del comunicato, viene poi rivendicato che «questa disciplina, ritenuta punitiva da alcuni, va a sostituire un regime di proroghe biennali che attualmente regge il funzionamento della magistratura onoraria». Le richieste dei magistrati onorari. Le associazioni promotrici dello sciopero, si ricorda, chiedono la continuità degli incarichi giudiziari conferiti ai magistrati onorari fino al raggiungimento dell’età massima (75 anni) per l’accesso alle funzioni di giudice ausiliario presso le Corti d’appello, il superamento del sistema di retribuzione a cottimo ed il riconoscimento di un trattamento (economico, assicurativo e previdenziale), non inferiore a quello riconosciuto ai magistrati di ruolo di prima nomina.