L’Autorità di Vigilanza illustra le tre nuove forme obbligatorie di stipula

Con la determinazione n. 1 del 13 febbraio 2013, l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici ha fornito, alle stazioni appaltanti ed agli operatori economici, un ausilio interpretativo sull’applicazione delle nuove disposizioni relative alla stipula dei contratti pubblici introdotte dal decreto sviluppo bis.

L’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture ha reso nota, con un comunicato del 19 febbraio 2013, la determinazione n. 1 del 13 febbraio 2013, contenente indicazioni interpretative concernenti la forma dei contratti pubblici ai sensi dell’art. 11, comma 13 del Codice. Le vecchie forme di stipula. Il Codice dei contratti pubblici, d.lgs. n. 163/2006, prevedeva al comma 13 dell’art. 11, sulle fasi delle procedure di affidamento, le modalità di stipula del contratto pubblico mediante atto pubblico notarile, o mediante forma pubblica amministrativa a cura dell'ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice, ovvero mediante scrittura privata, nonchè in forma elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante . Le nuove forme di stipula. Il d.l. n. 179/2012, c.d. sviluppo bis , convertito dalla legge n. 221/2012, nella sezione II, sull’amministrazione digitale, con l’art. 6, comma 3, ha così sostituito le modalità di stipula dei contratti pubblici con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell'Ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata . Le nuove forme previste devono essere rispettate a pena di nullità. La ratio. La finalità della novella legislativa è, come afferma l’Autorità stessa, quella di estendere al settore dei contratti pubblici l’utilizzo delle modalità elettroniche di stipulazione in linea con le misure di informatizzazione pubblica e progressiva dematerializzazione dei procedimenti amministrativi adottate nel più ampio quadro dell’Agenda Digitale . Ma poiché non c’è totale chiarezza sull’ambito di applicazione oggettivo e sull’individuazione delle diverse opzioni percorribili, in attesa di un auspicabile chiarimento normativo , l’Autorità fornisce alcune prime indicazioni a carattere interpretativo . Ambito oggettivo di applicazione. L’applicazione delle nuove disposizioni deve ritenersi circoscritta ai tipi di contratto previsti dall’art. 3 del Codice, quali i contratti di appalto o di concessione aventi per oggetto l’acquisizione di servizi, o di forniture, ovvero l’esecuzione di opere o lavori, posti in essere dalle stazioni appaltanti, dagli enti aggiudicatori, dai soggetti aggiudicatori . Restano ad esempio esclusi i contratti di compravendita o locazione immobiliare. Le forme. Dal tenore letterale delle nuove disposizioni l’Autorità deduce che per la scrittura privata è ammessa la forma cartacea, mentre per le forme pubbliche amministrative quella elettronica risulta l’unica modalità attuativa possibile. Resta ferma la possibilità, nei casi di scrittura privata, di sottoscrivere il contratto con firma digitale. Modalità elettronica. L’Autorità chiarisce infine che la modalità elettronica della forma pubblica amministrativa possa essere assolta anche attraverso l’acquisizione digitale della sottoscrizione autografa , nel rispetto dell’art. 25, comma 2, d.lgs. n. 82/2005, che regola la firma elettronica autenticata.

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