Gasolio fiscalmente agevolato, nessun sequestro per veicoli e natanti

In caso di cambiamento di destinazione d'uso del prodotto in parte o in tutto esente da accisa la misura cautelare può colpire solo quei mezzi di trasporto che sono serviti per attuare la frode

No della Cassazione al sequestro preventivo dei veicoli e dei natanti abusivamente alimentati con gasolio fiscalmente agevolato. Disco verde, invece, se la misura cautelare colpisce quelle cose - mezzi di trasporto appositamente predisposti, cisterne, pompe, erogatori, tubi di raccordo e simili - che sono servite per realizzare la trasformazione del carburante esente dall'accisa. Così le Sezioni unite penali di piazza Cavour hanno precisato la portata applicativa del reato previsto dall'articolo 40 del decreto legislativo 504/95, che punisce chi destina ad usi soggetti ad imposta o a maggiore imposta prodotti esenti o ammessi ad aliquote agevolate . In particolare, con la sentenza 14287/06 - depositata il 21 aprile scorso e qui integralmente leggibile tra gli allegati - il massimo Consesso ha aderito a quell'indirizzo giurisprudenziale che opera una netta distinzione tra destinazione e uso , giungendo alla conclusione che l'impiego di gasolio agevolato per finalità diverse da quelle ammesse rappresenta un fatto estraneo al reato, già consumato, ed assume rilievo unicamente sotto il profilo probatorio per l'accertamento dell'avvenuto mutamento di destinazione del prodotto . Sulla base di questa affermazione degli ermellini , quindi, d'ora in poi sarà consentito il solo sequestro delle cose che sono occorse per attuare il mutamento di destinazione del prodotto, in tutto o in parte esente dall'accisa mentre non sarà più possibile quello degli autoveicoli o altri mezzi meccanici alimentati con il prodotto agevolato. Quest'ultimi infatti, per la Cassazione, non hanno un rapporto qualificato con il reato in esame che si integra e si consuma al momento in cui avviene la diversa destinazione . In pratica, andranno dissequestrati tutti quegli automezzi che utilizzano carburante non consentito , perché non possono considerarsi un mezzo adoperato per la frode .

Cassazione - Sezioni unite penali - sentenza 11-21 aprile 2006, n. 14287 Presidente Marinelli - Relatore Rossi La Corte osserva in fatto e in diritto Con ordinanza del 9 maggio 2005 il Tribunale di Bari, giudicando sull'appello proposto dal Pm ai sensi dell'articolo 322bis Cpp contro il provvedimento emesso il 22 settembre 2004 dal Gip del Tribunale di Trani, disponeva il sequestro preventivo di cinque autocarri risultati nella disponibilità di Vincenzo Fratta, Antonietta Fratta, Vincenzo Americola, Vito Cinquepalmi, Paolo Calvio, Vincenzo Colucci e Giacomo Forlano, tutti sottoposti a indagini per i delitti previsti dagli articoli 40/1, lettera c del D.Lgs 504/95 e 648 Cp, accertati in Canosa di Puglia il 16 settembre 2004, per avere destinato ad autotrazione gasolio fiscalmente agevolato di presumibile provenienza illecita e posseduto senza alcun titolo, riversandolo nei serbatoi dei veicoli in quantità superiore alla soglia di rilevanza penale fissata dal comma 6 del citato articolo 40. Ha ritenuto il Tribunale che anche i veicoli abusivamente alimentati con carburante in tutto in parte dall'accisa dovessero considerarsi alla stregua di mezzi comunque utilizzati per commettere la violazione della legge speciale de qua e che fossero, perciò, suscettibili, ai sensi dell'articolo 44 del decreto, di confisca obbligatoria. Ha aggiunto che il giudice, in applicazione dell'articolo 321/2 Cpp ha, ad ogni modo, sempre il potere di ordinare il sequestro preventivo delle cose elencate dall'articolo 240/1 Cp e che - anche sotto questo profilo - la richiesta del rappresentante della pubblica accusa appariva, nel caso di specie, meritevole di accoglimento. Ricorrono per cassazione i Fratta, l'Americola, il Calvio, il Colucci e il Foriano. Il difensore degli ultimi tre con atti distinti, ma perfettamente sovrapponibili, denuncia unicamente l'erronea applicazione degli articoli 40 e 44 del D.Lgs 504/95, sull'assunto che gli autocarri sequestrati, in quanto non costituenti uno strumento per attuare l'indebito mutamento di destinazione del carburante agevolato non sono assoggettabili a confisca obbligatoria. Ciò in quanto una volta che il mutamento sia avvenuto l'azione criminosa è da considerarsi esaurita, di modo che quanto accade successivamente, in particolare il concreto utilizzo del gasolio per un fine diverso da quello previsto e consentito, specie se si tratti di episodio isolato e manchi, quindi, del tutto la prova di un abituale impiego del veicolo per il trasporto e l'eventuale destinazione illecita del carburante, rappresenta un fatto privo di rilevanza. penale. Il difensore del Fratta eccepisce, anzitutto, la nullità dell'ordinanza gravata ai sensi dell'articolo 17811, lettera c , Cpp, per avere il Tribunale di Bari omesso di dargli avviso della data fissata per l'udienza camerale, nonostante che egli risultasse regolarmente costituito in giudizio per effetto dei mandati conferitigli dagli indagati. Contesta, inoltre, la legittimità del provvedimento impositivo della misura sul rilievo che a seguito di sua specifica richiesta, l'autocarro Iveco Turbostar, targato BJ236CH era già stato restituito alla Fratta, quale legale rappresentante della Agrifratta Srl, che ne è la proprietaria e non poteva, quindi, essere nuovamente vincolato. Anche Vincenzo Americola eccepisce la nullità del procedimento cautelare celebrato in assenza del difensore fiduciario nominato con l'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato e non avvisato della data dell'udienza. Con il secondo motivo denuncia violazione di legge, osservando che il veicolo sequestrato, appartenente, per giunta, a tale Vito Cinquepalmi, persona estranea al reato e solo temporaneamente nella sua disponibilità, non poteva ritenersi in rapporto di strumentalità essenziale ma eventualmente, solo occasionale con la condotta illecita ipotizzata e, quindi, non specificamente predisposto per il conseguimento di una finalità antigiuridica. Con ordinanza del 26 ottobre 2005 la terza sezione penale di questa corte, investita della cognizione dei ricorsi, sul rilievo che il problema di diritto sostanziale sottoposto al suo esame aveva dato luogo da tempo ad un contrasto giurisprudenziale, ha rimesso la decisione alle Su. Tanto premesso, osserva la corte che la questione principale posta dai gravami del Calvio, del Colucci, del Forlano e, in termini solo parzialmente diversi, anche dall'Americola è fondata. E tenuto conto del fatto che i distinti procedimenti cautelari sono stati trattati dai giudici di merito congiuntamente e, anche in considerazione dell'identità dei reati contestati agli indagati, definiti con provvedimenti cumulativi, la sua soluzione favorevole ad alcuni ricorrenti giova, per l'effetto estensivo dell'impugnazione, anche a coloro che non l'hanno sollevata in modo esplicito con conseguente assorbimento di ogni altra eccezione per il venir meno di qualsivoglia interesse a coltivarla. Il thema decidendum riguarda, dunque, la possibilità di applicare la misura cautelare reale del sequestro preventivo agli autoveicoli ma il discorso vale anche per i natanti e qualsiasi altro apparato provvisto di motore abusivamente alimentati con gasolio che gode di agevolazioni fiscali. In buona sostanza si tratta, quindi, di stabilire se la condotta di chi commette tale abuso realizzi l'ipotesi criminosa dell'articolo 40/1, lettera c del D.Lgs 504/95. È evidente che, concernendo il quesito la stessa configurabilità del reato, ove la risposta fosse negativa, il provvedimento vincolante sarebbe illegittimo, ancorché adottato in applicazione del primo comma dell'articolo 321 Cpp. E in effetti la risposta non può che essere negativa. Sull'argomento si registrano nella giurisprudenza di legittimità due opposti orientamenti. Secondo il primo, il delitto previsto dall'articolo 40 si perfeziona nel momento in cui il prodotto fiscalmente agevolato viene usato per uno scopo diverso da quello consentito con la conseguenza che gli autoveicoli fruitori costituendo essi pure mezzi per commettere la violazione di legge sono soggetti a confisca obbligatoria ai sensi degli articoli 44 del decreto citato e 301 del Dpr 43/1973. Il secondo orientamento, che trova la sua più chiara manifestazione nella sentenza Nacca Riv. 184240 ed è stato in epoca più recente ripreso e ribadito dalla sentenza Caldera Riv. 229600 , opera, invece, una netta distinzione tra destinazione e uso , pervenendo alla conclusione che l'impiego di gasolio agevolato per finalità diverse da quelle ammesse rappresenta un fatto estraneo al reato, già consumato, ed assume rilievo unicamente sotto il profilo probatorio per l'accertamento, dell'avvenuto mutamento di destinazione del prodotto. Orbene, la distinzione evidenziata dalle due pronunce menzionale è nella lettera della legge e non può essere ignorata dall'interprete. La disposizione in esame individua infatti l'autore del reato in colui che destina ad usi soggetti ad imposta o a maggiore imposta prodotti esenti o ammessi ad aliquote agevolate . L'espressione adoperata da chi ha formulato il testo della norma corrisponde ad una corretta lettura semantica del termine destinare che in lingua italiana significa propriamente disporre per l'assolvimento di una determinata finitone riserbare a una particolare attività o finalità . Indica, quindi, un'attività materiale e mentale più complessa e articolata non solo dell'uso, ma anche dell'impiego il quale in più, rispetto all'uso, contiene in sé l'idea dell'abitualità e della sistematicità dell'azione esercitata sulla cosa, ma non comporta la predisposizione del progetto operativo necessario perché possa parlarsi di destinazione. Né può ragionevolmente ritenersi che il legislatore abbia inteso ricorrere ad un'endiadi al solo scopo di rafforzare il concetto di proibizione assoluta dell'abuso in molte disposizioni ad esempio, per restare nella materia, l'articolo 301 della legge doganale e lo stesso art 240, Cp la differenza tra servire e destinare ' risulta evidente. Sarebbe, del resto, contrario al buon senso, dal quale non si può prescindere nel travaglio ermeneutico, ammettere che il legislatore abbia voluto punire l'abuso puro e semplice del gasolio agevolato, foss'anche sporadico e, persino se, isolato, tanto severamente da comminare la pena detentiva in misura tutt'altro che lieve e da giungere al punto di equiparare il reato tentato a quello consumato. Appare indiscutibile, dunque, che è proprio la destinazione , in sé e per sé considerata, a integrare l'elemento costitutivo della figura criminosa de qua. Elemento che naturalmente non può consistere ed esaurirsi nella sola determinazione deliberazione e volizione criminosa dell'agente, che resta un fatto confinato nella sua sfera psichica, ma deve estrinsecarsi in un'azione, vale a dire in una condotta, commissiva od omissiva, idonea al raggiungimento dell'obiettivo. Né, in contrario, varrebbe richiamare il disposto del comma terzo dell'articolo 40, perché il reato tentato, al pari di quello consumato, ha una sua componente oggettiva proiettata nel mondo fenomenico, che non può mai mancare, conformemente ai principi generali del diritto penale i quali esigono per. l'esistenza stessa della fattispecie criminosa un comportamento umano violatore del comando impartito dalla legge. Da quanto precede deriva necessariamente che solo in relazione alle cose occorrenti per attuare il mutamento di destinazione del gasolio in tutto o in parte esente dall'accisa mezzi di trasporto appositamente predisposti, cisterne, pompe, erogatori, tubi di raccordo e simili possono considerarsi verificate le condizioni che legittimano l'applicazione dei commi primo e secondo dell'articolo 321 Cpp. Ed è indifferente che il mutamento sia riferibile - s'intende, sulla base di elementi non meramente congetturali e presuntivi - all'intero quantitativo di prodotto risultato nella disponibilità dell'indagato, rispetto al quale, secondo la consolidata giurisprudenza di questa corte, devono essere anche valutate le soglie di punibilità stabilite dai commi quarto e sesto dell'articolo 40 o sia riferibile a singoli abusi minori, commessi eventualmente in esecuzione di un più ampio disegno da verificare caso per caso. Sono, per contro, sicuramente sottratte a tale trattamento le cose autoveicoli o altri mezzi meccanici alimentabili anche con gasolio agevolato che non hanno un rapporto qualificato con il reato, già completo di tutte le sue componenti e, quindi, perfetto, e rappresentano, per gli interessati unicamente degli strumenti per fruire degli effetti positivi dell'illecito. Conseguentemente, eventuali provvedimenti vincolativi che cadano su cose estranee al reato assumono una connotazione non cautelativa, ma piuttosto punitiva e sono, pertanto, illegittimi. In applicazione dell'articolo 620, lettera d , Cpp, l'ordinanza impugnata va, dunque, annullata senza rinvio. PQM La Corte, visti gli articoli 606, 620 Cpp annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata.